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Questa ricetta voglio dedicarla ad una persona davvero speciale.
Una piccola (ma solo di statura eh) grande donna, Oretta.
Signora meravigliosa con una tempra e una vivacità di spirito d'altri tempi a dir poco invidiabili. Insomma un concentrato di energia pura, che nonostante tutto il suo immenso sapere non è stanca di mettersi in gioco ed imparare ancora, tanto che si laurerà tra pochi giorni per la seconda volta: grandiosa Oretta! 
Ho avuto l'immensa fortuna di conoscerla esattamente un anno fa qui, sebbene per puro caso e l'empatia con lei è stata da subito prorompente e contagiosa.
Mi incanto ogni volta a sentirla parlare sempre con tanto entusiasmo passione e competenza. Eh sì ogni volta, perchè le cose che sa e come le racconta sono una ventata di aria fresca in un mondo sempre più costernato di luoghi comuni e pressapochismo. E invece, credetemi non è sempre così per fortuna.
Oggi infatti vorrei spezzare una lancia in favore dell'amicizia, perchè è possibile e non ha età. In favore dell'ONESTA', della gratuità, della genuinità, della condivisione vera di una passione comune, della diffusione della cultura del cibo e non solo, della gioia di essere se stessi e di aver trovato un'amica che ti stima sinceramente per come sei! 
Sebbene doti rare, esistono ancora.
Grazie Oretta, non solo per le cotogne di Babbo Carlo che mi hai regalato e hanno reso concretamente possibile la realizzazione di questa ricetta, ma per tutto quanto di bello hai condiviso con me e mi hai regalato fino ad oggi: preziosissimi consigli inclusi.
Sinceramente e pubblicamente: grazie!
E una scatolina di queste gelatine, direi che per Natale ti spetterà di diritto: 



Ad essere sincera l'idea di fare le gelatine di frutta per regalarle agli amici a Natale mi era balenata già dall'anno scorso. Ci avevo anche provato, ma il risultato non mi aveva soddisfatta pienamente, soprattutto per il fatto che avevo usato addensanti chimici, che non sono tanto nelle mie corde. 


Così appena ricevute in dono queste: 



mi sono detta: "Quale miglior alleata se non la mela cotogna?"
Certo per le gelatine è perfetta, perchè è una mela ricchissima di pectina un "gelificante" naturale e preziosissimo. 
Così mi sono subito messa all'opera.
All'assaggio non aspettatevi però il gusto stucchevole delle gelatine comprate, queste avranno il tipico retrogusto della mela cotogna, leggermente acidula, che però ben contrasta con il dolce dello zucchero e della frutta. 
Gelatine perfette a mio avviso, non certo solo sciroppo di glucosio puro e coloranti, ma un concentrato di frutta vera!
Come sapete non essendo troppo amante dei dolci sono parca con lo zucchero, ma se vi piace molto il dolce aumentatene la quantità della ricetta. Insomma provatele e poi mi direte.



Come si vede nella foto qui sopra, ne ho fatte di varie forme, aiutandomi con gli stampini in silicone per cioccolatini. A forma di cuore, di fiorellino, tonde ed infine a forma di alberello, quelle al gusto kiwi, anche se non sono rimaste verdi come immaginavo, ma solo un pochino più scure delle altre. Ad ogni modo, graziosissime! 
Nel vassoietto qui sopra sono appena sformate prima di essere "impanate" nello zucchero.
Il mio cucciolo ne ha divorate un sacco, tanto che ho dovuto toglierle dalla vista, altrimenti altro che a Natale, non arrivano nemmeno alla prossima settimana! 



Per i bimbi ovviamente sono una vera leccornia, ma almeno sono genuine e fatte in casa, oltre ad essere anche un'idea regalo proprio carina per il Natale.
State pensando ai menù per le feste? E a qualche regalino fatto con le vostre manine? Insomma siete quasi pronti per il Natale che è alle porte?



GELATINE DI COTOGNATA ALLA FRUTTA
Ingredienti:
1,5 kg di mele cotogne
il succo di un limone
800 gr di zucchero
2 bicchieri d'acqua
1/2 bicchiere di sciroppo di amarene + 50 gr di zucchero
1/2 bicchiere di centrifugato di kiwi (ne ho frullati 2)+ 50 gr di zucchero
1/2 bicchiere di succo di clementine (io ne ho spremute 3)+ 50 gr di zucchero
zucchero semolato qb per "impanare le gelatine"
stampini in silicone per cioccolatini per formare le gelatine

Procedimento:
Per prima cosa preparate una capiente casseruola in cui porrete due bicchieri d'acqua con il succo di un limone (io ho usato una clementina perchè il limone non l'avevo). 



Lavate bene tutte le mele ed asciugatele strofinandole con un canovaccio. Tagliatele a piccoli pezzi senza sbucciarle, ma privandole di torsolo e semi e ponetele nella casseruola (foto A) facendole cuocere a fuoco medio fino a che siano morbide e rimestandole si ridurranno in purea. A me sono occorsi 20 minuti.
Frullatele ancora calde (per farlo io ho usato il Bimby) fino a che otterrete una purea fine (foto B)  
Trasferitele nuovamente nella casseruola con lo zucchero. 
Fatele cuocere a fuoco basso per 40-50 minuti rimestando con cura con un cucchiaio di legno di tanto in tanto fino a quando non assumano un bel colore caramellato (foto C)
A questo punto ho utilizzato: sciroppo di amarene, clementine e centrifugato di kiwi (foto D), ma voi potreste anche cambiare e scegliere la frutta di vostro gradimento. 
Ho diviso la cotognata già cotta in tre casseruole a cui ho aggiunto rispettivamente lo sciroppo di amarene, il succo di clementine ed il centrifugato di kiwi più altri 50 gr di zucchero in ciascuna casseruola. Ho cotto nuovamente la cotognata per altri 10 minuti per riportarla alla giusta consistenza. 
Versate ora la cotognata di frutta ai vari gusti, negli appositi stampini in silicone livellandone bene la superficie e fateli cuocere ancora in forno per 30 minuti a 120-130 gradi in modo che asciughino bene.
Lasciate raffreddare completamente le gelatine prima di sformarle.
Dopo averle sformate le ho lasciate asciugare accanto al termosifone per altri due giorni, prima di "impanarle" nello zucchero semolato. 
E' stato più lungo scriverlo che farlo, vi assicuro che è davvero una preparazione semplice e di grande effetto.

CURIOSITA':
Mi diceva Oretta, che un tempo le case nobiliari e le famiglie più abbienti possedevano appositi contenitori con uno stemma o un disegno particolari, caratteristici della loro casata di appartenenza, che utilizzavano per colare la cotognata. Così che quando veniva sformata rimaneva impresso "il marchio di famiglia".

E direi che per oggi vi ho già tediato a sufficienza. 
Vi abbraccio dandovi appuntamento alla prossima ricetta






E no, ma che avete capito, non parlavo mica della mia testa sapete, ma di una zucchetta di pane! ^___^
E sì appena ho visto questa idea qui, ho pensato subito che dovevo replicarla. 
In realtà più che altro ho copiato la forma del pane, per la ricetta sono andata a sentimento, l'ho adattata alle mie esigenze perchè ovviamente volevo utilizzare il mio lievito madre, copiando solo la zucchetta, che mi è sembrata un'idea carinissima. 
Come al solito le cose da fare sono mille, i giorni volano senza che ce ne accorgiamo (incredibile: ma siamo già quasi a fine novembre???) e il mio pane alla zucca rimaneva lì a mezz'aria, soltanto un'idea balzana nella mia testa (ehmmm... ok, ok diciamo le cose come stanno: UN TARLO!!) 
E così l'altra sera, mi sono detta: 
"Ma senti un pò, tempo a disposizione o no si deve fare questo pane alla zucca, eh, trova il modo" 
Che poi voi non lo sapete, ma a proposito di zucche qui, la mia sapeste quanto è dura... e se mi metto in testa una cosa io...
Insomma, di buona lena, mi sono decisa ad impastare questo pane. 
Per gestire meglio i tempi di lievitazione, ho fatto una biga la sera prima ed il giorno dopo, eccole qui servite le mie zucchette di pane:

Devo dire con grande soddisfazione, un ottimo coreografico e profumatissimo pane alla zucca è uscito dalla mia cucina. 
Ma non paga di tutto ciò, ci ho messo il mio zampino e l'ho fatto diventare una bella coccottina edibile. 
Mi piace molto l'idea di mangiare sia il contenitore che il contenuto. L'avevo già fatto una volta, e la mia idea della coccottina edibile questa qui, era stata premiata con il Contest della Pivetti. 
Stavolta però, invece della pasta brisè ho usato questa zucchetta di pane, l'ho scavata e ci ho servito dentro una vellutata delicatissima. 
E mica una vellutata qualsiasi. E no, una vellutata preparata con un altro vezzo che da mesi inseguivo... LA CAROTA NERA! 
Anche se una volta cotta più che nera direi che sembra viola.
in ogni caso è proprio carina non vi pare?



E sì, ci vuole così poco a volte per farmi felice! 
Basta una carota... nera però! Ahaahah!
Volete sapere come si fa la zucchetta? Allora seguitemi dai.
La ricetta della vellutata di carote invece la trovate qui.



Ingredienti:
30 gr di lievito madre (rinfrescato il giorno prima)
200 gr di acqua tiepida
400 gr di farina 0 oppure farina per pane
200 gr di zucca già lavata e pulita
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaino di sale fino
latte qb per spennellare
spago da cucina per dare la forma di zucca



Procedimento:
La sera prima (biga): 
Spezzettare il lievito madre in una terrina sciogliendolo bene in 100 gr di acqua tiepida. Poi aggiungere 50 gr di farina e impastare bene fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Coprire la terrina sigillando bene con una pellicola per non fare seccare l'impasto e coprire con un canovaccio. Lasciare lievitare tutta la notte a temperatura ambiente.
Zucca:
Affettare sottilmente la zucca, disporla su una placca rivestita di carta da forno e farla cuocere per 15-20 minuti a 200°C. A cottura ultimata mettere da parte e tenere in frigo fino al giorno dopo.



Il giorno successivo: 
Sgonfiare l'impasto lievitato durante la notte, spezzettarlo e scioglierlo bene nella restante acqua tiepida (100 gr). Aggiungere la restante farina (350 gr), la zucca già cotta e frullata in un mixer, l'olio e da ultimo il sale. Impastare molto bene aggiungendo un pò di farina se la zucca rendesse l'impasto troppo appiccicoso e poi sbatterlo bene sulla spianatoia fino a quando l'impasto sarà ben lisciato. Fare una palla, oliare una terrina e lasciare rilievitare coperto fino al raddoppio (a me sono occorse 3 ore). Ora oliare bene la spianatoia su cui trasferire l'impasto, spezzarlo in piccoli pezzi e procedere alla formatura (vedi foto del passo-passo). Per prima cosa sigillare bene sul punto di taglio, sgonfiare delicatamente l'impasto (usando le dita di piatto e non i polpastrelli che romperebbero gli alveoli formatisi durante la lievitazione), formare un rettangolino e arrotolare nel senso della lunghezza prima, poi appiattire bene nuovamente, girare di 90 gradi e arrotolare di nuovo nel senso della larghezza (come mostrato nelle foto dei riquadri qui sopra). Arrotondare bene l'impasto per formare una pallina. Legare con lo spago come in foto, per 6-8 volte in modo da sagomare la forma della zucca. Disporre sulla teglia ricoperta da carta forno e lasciare riposare coperto per 1 ora a temperatura ambiente. Spennellare delicatamente le zucchette ottenute con un pò di latte ed infornare. Accendere il forno a 200°C e cuocere il pane per 30 minuti.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta



In questa stagione uno dei miei comfort food preferiti sono le vellutate. Adoro le vellutate, ma anche le zuppe di legumi, i passati di verdura, le creme, insomma in qualsivoglia modo sia declinato, mi piace gustare un bel piatto di minestra calda in autunno, perchè per me è davvero sinonimo di benessere: un gran piacere!
Sulla nostra tavola non mancano davvero mai una zuppa o una minestra calda, la sera soprattutto, ma confesso che la mangio senza problemi anche a pranzo e cena rinunciando tranquillamente alla pasta!
Questa vellutata di carote viola è di rapidissima esecuzione, l'ho preparata con il Bimby, che rende la preparazione davvero un'inezia. Se però non l'avete potete tranquillamente cuocerla in una pentola qualsiasi e poi passarla con il minipimer.
Ho pensato di servirla in un modo un pò originale, dentro un pane alla zucca a forma di zucca. La ricetta del pane la trovate qui.


Ingredienti:

1 scalogno
5 carote nere
3 patate piccole
1 foglia di alloro
4 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva qb




Procedimento:
Affettare sottilmente uno scalogno metterlo nel Bimby (oppure in una pentola) con due cucchiai d'olio extravergine di oliva e farlo soffriggere per 5 minuti a 100°C velocità 3. Sbucciare e lavare le carote e le patate, e ridurle in pezzi non troppo piccoli. Aggiungerli  nel boccale del Bimby. Mettere una foglia di alloro, il coriandolo, la noce moscata e coprire appena con dell'acqua. Chiudere il boccale e cuocere a 100°C per 30 minuti a velocità 3. 


Trascorsa mezz'ora sarà pronta. 
Frullare quindi bene tutto per 1 minuto a velocità 8 per ottenere una vellutata bella cremosa. Regolare di sale e servire se vi piace nelle zucchette di pane. La ricetta del pane alla zucca la trovate qui.


NOTE PERSONALI:
Appena ho visto questa carote nere, non ho resistito alla tentazione di comprarle! Avevo letto della loro particolarità, ovvero che sono ricche di antociani, potenti antiossidanti naturali presenti anche nell'uva e in tutti i frutti scuri (mirtilli, prugne etc,) cui conferiscono la tipica colorazione viola, oltre ad essere ricche di preziose vitamine del gruppo B e sali minerali.
Un motivo in più per non farsele scappare.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta!






Mi rendo conto di non essere per nulla una "foodblogger" modello, mi perdonerete, ma sono così e mi sa che non cambierò facilmente, per cui sappiatelo: prendere o lasciare!
Sono sempre in ritardo con la pubblicazione dei miei post, con sempre troppe idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle! 
Come si può rimediare? Si accettano suggerimenti: fatevi avanti.
La sfida del contest che vi presento oggi in collaborazione col blog di Teresa, era quella di pensare ad una ricetta per un cibo da strada, utilizzando i formaggi svizzeri: Sbrinz e Gruyère.
E anche questa volta per SWISS CHEESE PARADE purtroppo arrivo sul fil di lama! 
Ditemi come si combatte la pignoleria cronica e la perenne mania di perfezionismo ad ogni costo?
Forse il ritardo cronico è da annoverarsi tra i motivi che mi frenano, che se una cosa non è fatta come dico io piuttosto lascio perdere! 
Ecco io ci litigo sempre tra me e me con le mie manie di perfezionismo, ma questa è tutt'altra storia, ora meglio passare alla ricetta! 
Pensate un pò, questa ricetta l'ho tenuta in serbo da luglio, e va bè, meglio tardi che mai. Complice un’estate passata in montagna senza un forno a disposizione, le meningi si sono dovute spremere a dovere. Da brava arietina testarda però, la soluzione alla fine è arrivata. Che mica si rinuncia a fare il pane con il lievito madre, solo perché non si ha un forno a disposizione, giammai! 
Avrò anche tanti difetti io, ma di certo non sono una rinunciataria, non abbandono alla prima difficoltà, anzi in queste situazioni “la capa tosta” viene fuori più vivida che mai!
Dunque l’impasto che ho pensato di fare è stato quello del pane veloce al formaggio, che avevo già proposto qui. 
Velocissimo da fare, si cuoce in padella, un minuto per lato e mangerete un pane profumato e saporitissimo, mi era subito sembrato perfetto per l'occasione. 
Il pane mangiato caldo poi per me è una coccola speciale: un vero spettacolo! 
Ho adattato quindi la ricetta di quel pane veloce al mio Lievito Madre, ottenendo un impasto che, sebbene inizialmente dettato da "pigrite vacanziera acuta", si è poi rivelato un vero passpartout. 
Non mi sono limitata a farci il pane con questo impasto, l'ho provato in diverse varianti, tra cui anche questi panzerotti, che noi abbiamo trovato deliziosi, sia cotti in padella come le piade, che fritti. 
Non so proprio decidere quale sia la versione migliore e così ve le propongo entrambe, sceglierete voi la cottura che gradite di più. 
Volete provarci? 


Ingredienti:

Impasto per pane veloce/panzerotti:

30-50 gr di lievito madre (preso anche non appena rinfrescato, ma di 3 giorni di frigo)
250 gr di farina 0
100 gr di formaggio spalmabile (io ho usato quello home-made la cui ricetta è questa qui)
100 ml (gr) di acqua tiepida 
1 cucchiaino da caffè colmo di sale 
1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva

Per il ripieno:

70 gr di prosciutto cotto (o mortadella o un altro salume a vostro piacere)

100 gr di gruyère affettato sottile



Procedimento:
Per l'impasto dei panzerotti:
Spezzettare il Lievito Madre e scioglierlo in acqua tiepida, lasciandolo qualche minuto ad ossigenarsi, mescolandolo di tanto in tanto con una forchetta. Aggiungere la farina, il sale, l'olio ed il formaggio spalmabile e impastare bene fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo (foto 1). 
Lasciare lievitare ben coperto in luogo tiepido a temperatura ambiente per almeno un paio d'ore, poi si può procedere cuocendo subito il pane (o i panzerotti) oppure si può conservare l'impasto coperto in frigo, fino a tre giorni successivi. Il riposo in frigo migliorerà l'impasto.
Formatura dei panzerotti:
Ricavate dall'impasto così preparato delle palline di circa 30 gr ciascuna. Spolverate con la farina la spianatoia e stendete le palline con il mattarello (foto 2) fino ad ottenere un disco dello spessore di un paio di millimetri. Farcitelo con il prosciutto e la gruyère (foto 3) e poi formate i panzerotti, io ho usato lo stampino per fare i ravioli (foto 4).

A questo punto potete decidere se friggerli in abbondante olio bollente, oppure per una versione un pò più light, ma comunque molto gustosa, potete cuocerli in una padella antiaderente, dopo averla fatta scaldare molto bene. Cuoceteli qualche minuto per lato, schiacciandoli con una spatola in legno, per farli cuocere in modo uniforme. La differenza tra le due cotture è ben visibile nella (foto 5).
E voi come li preferite? Fritti o cotti in padella? Bisognerebbe assaggiarli per un giudizio equo...






Che altro dire, spero che sia vero il famoso detto... 
gli ultimi saranno i primi. 
Con questa mia ricetta, partecipo come già anticipato all'inizio del post alla SWISS CHEESE PARADE: 





Ringrazio ancora molto Teresa per l'opportunità che ci ha dato e per la sua consueta gentilezza e disponibilità e anche per gli ottimi e squisiti formaggi svizzeri Sbrinz e Gruyère, protagonisti della ricetta, che ho avuto il piacere di assaggiare.


Ciao a tutti, vi dò appuntamento alla prossima ricetta.


 
Spesso trovo ispirazione in ricette anche un pò datate, per questo ogni tanto mi piace risfogliare i miei vecchi numeri della rivista Sale & Pepe!
La ricetta che propongo oggi infatti, proviene proprio da un vecchio numero della rivista, a cui sono abbonata da più di dieci anni! 
Trovo sempre qualche spunto interessante, anche nei vecchi numeri.
Questa torta è piaciuta molto ai miei commensali ed anche a me che non amo troppo i dolci, perchè non è per nulla stucchevole. 
Il guscio che la avvolge non è di frolla, ma molto più delicato nel sapore, è una sorta di pasta matta. 
Il ripieno di pere cotte nel vino poi, la rende particolarmente adatta a chiudere degnamente una cena, come perfetto dessert. 
Insomma una torta chic semplice e gustosa, assolutamente da provare.
E secondo il consorte, (forse per via delle stelline??), ha anche una vaga "aria natalizia", voi che dite?




 Intanto provatela...

Ingredienti:

340 gr di farina 
150 gr di burro 
4 pere Martine 
1 stecca di cannella 
1 bacca di anice stellato 
1 pizzico di zenzero in polvere 
60 gr di zucchero 
1/2 litro di vino rosso dolce (io ho usato un lambrusco secco) 
4 amaretti morbidi 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Frullate nel mixer (io ho usato il Bimby) la farina con 30 g di zucchero, il burro a dadini e un pizzico di sale. Quando il composto sarà sabbiato (si formeranno delle briciole), unite 50 ml di acqua fredda e frullate fino ad ottenere una palla. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti. 

Nel frattempo portate ad ebollizione il vino con le spezie (anice stellato, cannella e zenzero) e i 30 grammi di zucchero rimasto. Aggiungete le pere sbucciate ed affettate e cuocetele finchè saranno cotte, ma non ancora sfatte. 

Scolatele e fate ridurre lo sciroppo della metà. 

Stendete 2 terzi della pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm e usatelo per foderare uno stampo di 20 cm (io ne ho usato uno lungo rettangolare, quello in foto e mi è avanzata della pasta con cui ho poi fatto dei biscotti). 
Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargetelo con gli amaretti sbriciolati. Distribuitevi sopra le pere ben sgocciolate dal vino, stendete la pasta rimasta e sistematela sul ripieno. Prima di adagiarla con un tagliapasta ritagliate delle stelle e asportatele. Alcune stelline le ho poi appoggiate sulla torta. 
Sigillate bene i bordi e infornate a 180 gradi per 35 minuti. Lasciate raffreddare e poi spolverizzate di zucchero a velo e servite con la riduzione di sciroppo di vino preparato.

NOTE: 
Nella ricetta originale le aperture a stellina della torta, dopo la cottura, andavano riempite con gelatina di ribes. 
Questa operazione renderà la torta ancora più scenografica e carina a vedersi, io non l'ho fatto, ma voi potete provare.



E per oggi è tutto. 
Per chi vorrà, arrivederci alla prossima ricetta!


Ogni volta che abbiamo amici a cena la scena si ripete puntuale...
Mille idee per stuzzichini da aperitivo e antipasti a sazietà!
La mia passione nella scelta, nella predilezione e nella preparazione degli antipasti per le mie cene è oramai proverbiale. 
Gli amici lo sanno e il consorte si lagna.
Gli ospiti arrivano al primo e sono già sazi!
Una mia pecca lo ammetto, il bello è che lo so, ma non riesco proprio ad evitarlo, non so trattenermi, sono sempre troppi quelli che vorrei provare e che mi fanno capitolare.
Questa volta, essendo periodo di zucca ed avendone acquistata una dolcissima, la mia scelta è ricaduta su un delizioso antipasto, la millefoglie di zucca con baccalà mantecato e crema di ceci al coriandolo.
Un'idea della mia cara amica Silvia, oramai chef a tempo pienissimo. 
La sua ricetta la trovate qui.
L'aveva presentata al Taste and Match lo scorso anno in cui avevo avuto il piacere di degustarla e mi aveva da subito colpita molto.
Un connubio perfetto al palato, a mio avviso davvero elegante nella presentazione e anche molto delicata nell'accostamento di sapori.
Un pesce dal gusto così importante come il baccalà, preparato in questo modo diventa raffinato e davvero piacevolissimo da degustare. 
Provateci.


Rispetto alla ricetta originale, ho fatto solo qualche mia piccolissima variazione. 
Vi trascrivo tutto qui di seguito, anche per vostra comodità di lettura.
Ingredienti:
Per la millefoglie di zucca:
1/4 di zucca arancione privata di buccia e semi (200 gr circa)
olio extravergine di oliva 
pepe giamaicano

Per il baccalà:
500 gr di una baffa di baccalà già ammollato
500 ml circa di latte intero
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
pepe
olio extravergine di oliva

Per la crema di ceci:
400 gr di ceci già lessati
8 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva
pepe giamaicano
semi di papavero per guarnire

Procedimento:
Per la millefoglie di zucca:
Private la zucca di buccia e semi e tagliatela a fettine spesse qualche millimetro. Ponetele su una placca da forno con un filo d'olio, sale e pepe e fatele asciugare in forno per 15-20 minuti a 220 gradi. Fate raffreddare e tenete da parte.

Per il baccalà:
Io preferisco sempre partire dal baccalà ancora da ammollare, lo voglio vedere e sincerarmi che sia davvero baccalà. Volendo però, potreste facilitarvi il lavoro, si può acquistare anche quello già bagnato. Fate solo attenzione che non sia troppo salato. 
Io sono partita dalla baffa sotto sale, l'ho ben dissalata sotto l'acqua corrente fredda e poi l'ho messa in ammollo con abbondante acqua fredda, che andrà cambiata 3-4 volte al giorno, sostituendola con altra acqua fredda, per almeno 2 giorni consecutivi. 
Il terzo giorno dopo l'ammollo, ho messo il baccalà ben sciacquato in un tegame capiente, l'ho coperto con il latte, e l'ho lasciato cuocere per 20 minuti. L'ho scolato con una schiumarola e l'ho frullato con uno spicchio d'aglio, il prezzemolo e un filo d'olio, aggiungendo poco alla volta un pò del latte di cottura fino a renderlo cremoso come in foto. Lasciatelo raffreddare e tenetelo da parte.

Per la crema di ceci:  
Di solito quando preparo la crema di ceci mi piace aggiungerci lo zenzero fresco, lo trovo delizioso, ma il suo gusto un pò pungente non è sempre gradito da tutti. Questa volta quindi ho seguito il suggerimento di Silvia, optando per il coriandolo, più delicato, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. 
Frullate dei ceci già lessati con 8 bacche di coriandolo, ed olio, come per fare l'hummus, fino a che abbiate una consistenza cremosa come quella in foto. Aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e ponete la crema in una sach a poche con il beccuccio a stella. Tenetelo da parte fino al momento di impiattare.

Montaggio del piatto:
Preparate il piatto sistemando a strati le sfoglie di zucca appena intiepidite. Una fettina di zucca, il baccalà mantecato anch'esso tiepido, altra fettina di zucca e altro baccalà, alternando tre o quattro strati per formare una sorta di millefoglie. 
Con la sach a poche guarnite con ciuffetti di crema di ceci e spolverizzate con semi di papavero. Servite il piatto tiepido.


Alla prossima ricetta, ciao




    


Avviso a tutti i naviganti-lettori del blog:
la ricetta che vi propongo oggi si può anche degustare ^__^
No, no, non è uno scherzo, avete capito proprio bene!
Anche quest’anno come l’anno passato, parteciperò insieme ad Alessia, Lia e Silvia, alla Fiera della Toma di Condove edizione 2013. 
Le ricette che ognuna di noi preparerà, verranno servite agli astanti. 
Prepareremo una trentina di assaggi per ciascuna ricetta. 
Quindi chi fosse curioso di assaggiare questa e le altre ricette proposte, potrà farlo domenica prossima 13 ottobre a Condove appunto, a patto ovviamente di passare da queste parti!
Dopo aver degustato alcune delle moltissime tome che potrete trovare in Fiera, mi sono lasciata ispirare e seguendo l’istinto dettato dalle mie papille golose...
sono venuti fuori questi muffin, che sono decisamente i miei peccati di gola preferiti:



Ingredienti: (dosi per 12 muffin)
Per i muffin:
200 gr di farina
100 ml di olio d’oliva
100 ml di latte
3 uova
150 gr di toma mista capra-vacca
2 etti di prosciutto cotto tagliato a dadini 
1/2 cucchiaino di sale 
1 pizzico di pepe
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate



Per la crema al taleggio:
200 gr di taleggio alla carota (quello con la crosta arancione che si vede qui sopra in foto)
150 gr di latte intero
sale aromatizzato alle erbe aromatiche
1 pizzico di noce moscata



Procedimento:
Preriscaldare il forno a 200 gradi. Sbattere le uova, aggiungere l’olio, il latte in cui bisogna prima sciogliere il lievito secco, ed infine la toma. Incorporare gradatamente la farina ed aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini. Salare e pepare a piacere. Mescolare bene l’impasto e distribuirlo nei pirottini. 
Quindi infornare per circa 40 minuti a 180-200 gradi. Il tempo dipende sempre dal forno, controllare bene che la superficie sia appena colorita e non si bruci.
Crema di taleggio alla carota:
In un pentolino scaldare il latte e sciogliere il taleggio tagliato a pezzi, aggiustare di sale e mettere un pizzico di noce moscata. Servire il muffin con un cucchiaio di salsa al taleggio.

Ed ecco l'interno dal cuore bello filante:


Insomma vi ho ingolosito o no?
Correte a trovarci, vi aspettiamo!




Appuntamento a domenica dunque, per chi potrà e per tutti gli altri qui come sempre, arrivederci alla prossima ricetta.