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L'ispirazione per questa ricetta è arrivata da qui.
Il colore arancione di questa crema mette allegria e buon umore solo a guardarla e avere il sole nel piatto non è cosa da poco!
La cromoterapia funziona, anche a tavola, ve lo assicuro.
E per chi come me non può fare a meno delle verdure e vuole declinarle in un modo un po' diverso dal solito, consiglio di provare questa crema.
Semplicissima nell'esecuzione, poco calorica, ma davvero ottima.
 
 
Ingredienti:
1/2 cipolla bionda
700 gr di carote
2 patate piccole
2 cucchiai di farina di mandorle
5 foglie di salvia fresca
1 cucchiaino raso di sale grosso
1 pizzico di noce moscata
olio extra vergine di oliva
crostini di pane (a piacere)
 
Procedimento:
Sbucciare e lavare tutta la verdura: la mezza cipolla, le carote e le patate, tagliarle a pezzi grossi e porle a cuocere in una pentola capiente ben coperte d'acqua, con il sale, la salvia e le mandorle. Far bollire per circa mezz'ora. Trascorso questo tempo, ridurre in crema frullando tutto con un frullatore ad immersione.
Se vi piace, aggiungete anche un pizzico di noce moscata.
Servire con crostini di pane, qualche foglia di salvia e un filo d'olio a crudo.
Semplice, dietetica, ma davvero saporita.
 
Felice settimana, a presto
 
 

 
Ad essere sincera non amo troppo il freddo. 
Certo è che ogni stagione ha il suo fascino.
Una cosa che amo fare quando fa freddo a dire il vero c'è: sono le zuppe.
Credo sia davvero il migliore dei "comfort food" per me!
Se pensate che mangio zuppe, creme o minestre ogni sera anche d'estate... ecco credo di aver detto tutto.
Il cavolo nero non lo trovo spesso, ma se lo trovate vi consiglio di provare a farci questa zuppa e sono certa che non ve ne pentirete affatto!



Ingredienti: (dosi per 4 persone)
1/2 porro
3 patate di media grandezza
3 carote di media grandezza
2 costole di sedano
1/4 di un cavolo verza non troppo grande
almeno una quindicina di foglie di cavolo nero
fagioli cannellini già ammollati
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di erbe di Provenza
1 cucchiaino di origano
1 foglia di alloro
olio extra-vergine di oliva
pepe di mulinello



Procedimento:
Per prima cosa sciacquate bene il porro sotto l'acqua corrente dopo aver praticato una lunga incisione nel senso della lunghezza, ed affettatelo a rondelle sottili. Pulite un grosso spicchio d'aglio, sbucciate e lavate le carote, il sedano e le patate tagliandole a tocchi non troppo piccoli. Sciacquate anche le foglie di cavolo verza e cavolo nero e tagliatele a pezzi. Per me è fondamentale cuocere le zuppe in un tegame di terracotta, assolutamente adatto alle cotture lente e che vi regalerà un sapore davvero ineguagliabile rispetto alla cottura in altri tegami, provateci! 
Quindi in un tegame di terracotta, ponete il porro, il sedano, l'aglio e le carote e fatele soffriggere lentamente a fuoco basso con olio extravergine di oliva e le erbe aromatiche essiccate (io ho usato erbe di Provenza e origano, che adoro, ma potrete ovviamente variarle a vostro piacimento e secondo il vostro gusto personale). Fate prendere calore per almeno una decina di minuti, poi aggiungete anche le patate, il cavolo verza, la foglia di alloro ed i cannellini e lasciate insaporire ancora per un'altra decina di minuti.
Quindi coprite tutto con l'acqua e proseguite la cottura a fuoco basso per altri 40-50 minuti. 
A cottura ultimata aggiustate di sale e servite la zuppa in una bella coccottina in terracotta con un giro d'olio a crudo e una macinatina di pepe fresco se lo gradite!

P.S. 
Nel mio piatto aggiungo anche una generosa manciata di pecorino romano, sebbene il consorte ogni volta "aborrisca" queste tremende ed incorreggibili abitudini meridionali! 
A onor del vero oramai, appare sempre più rassegnato :P

Buon appetito, vi aspetto alla mia prossima ricetta:







In questa stagione uno dei miei comfort food preferiti sono le vellutate. Adoro le vellutate, ma anche le zuppe di legumi, i passati di verdura, le creme, insomma in qualsivoglia modo sia declinato, mi piace gustare un bel piatto di minestra calda in autunno, perchè per me è davvero sinonimo di benessere: un gran piacere!
Sulla nostra tavola non mancano davvero mai una zuppa o una minestra calda, la sera soprattutto, ma confesso che la mangio senza problemi anche a pranzo e cena rinunciando tranquillamente alla pasta!
Questa vellutata di carote viola è di rapidissima esecuzione, l'ho preparata con il Bimby, che rende la preparazione davvero un'inezia. Se però non l'avete potete tranquillamente cuocerla in una pentola qualsiasi e poi passarla con il minipimer.
Ho pensato di servirla in un modo un pò originale, dentro un pane alla zucca a forma di zucca. La ricetta del pane la trovate qui.


Ingredienti:

1 scalogno
5 carote nere
3 patate piccole
1 foglia di alloro
4 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva qb




Procedimento:
Affettare sottilmente uno scalogno metterlo nel Bimby (oppure in una pentola) con due cucchiai d'olio extravergine di oliva e farlo soffriggere per 5 minuti a 100°C velocità 3. Sbucciare e lavare le carote e le patate, e ridurle in pezzi non troppo piccoli. Aggiungerli  nel boccale del Bimby. Mettere una foglia di alloro, il coriandolo, la noce moscata e coprire appena con dell'acqua. Chiudere il boccale e cuocere a 100°C per 30 minuti a velocità 3. 


Trascorsa mezz'ora sarà pronta. 
Frullare quindi bene tutto per 1 minuto a velocità 8 per ottenere una vellutata bella cremosa. Regolare di sale e servire se vi piace nelle zucchette di pane. La ricetta del pane alla zucca la trovate qui.


NOTE PERSONALI:
Appena ho visto questa carote nere, non ho resistito alla tentazione di comprarle! Avevo letto della loro particolarità, ovvero che sono ricche di antociani, potenti antiossidanti naturali presenti anche nell'uva e in tutti i frutti scuri (mirtilli, prugne etc,) cui conferiscono la tipica colorazione viola, oltre ad essere ricche di preziose vitamine del gruppo B e sali minerali.
Un motivo in più per non farsele scappare.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta!






CU-cù ^__^ cari amici!
Ogni tanto riesco a fare capolino anche in questo mio spazietto, per lasciarvi un sorriso.
Non vi dico che fermento in questi giorni nella mia cucina, tra i "biscottamenti" in corso per confezionare i regalini di Natale da dare agli amici, le panificazioni che da più di sei mesi non abbandonano mai "casa Any", anzi aumentano: sono passate da una volta a settimana ad almeno due, perchè il pane con il lievito madre è davvero troppo buono!
Insomma tra i vari impegni lavorativi e non, il tempo che resta da dedicare al blog ahimè è comunque sempre stringatissimo.
Tuttavia non voglio lamentarmi, perchè non giova, anzi. 
E poi il blog deve essere un bel passatempo e non certo uno stress, giusto?
Userò il mio poco tempo a disposizione per lasciarvi una ricetta.



Intanto come sempre sono felice di aver aperto questo blog, che continua ad essere un ottimo stimolo per imparare, conoscere ed approfondire argomenti nuovi, oltre ad essere una splendida fonte di bellissime opportunità, che diversamente non avrei.. 
Anche questa volta ho ricevuto un invito: pubblicare una "ricetta trentina" utilizzando il Trentingrana che ovviamente ho accettato con vero piacere. 



Ammetto che sono piuttosto ignorante e conosco davvero poco la cucina trentina, ma proprio per questo ho colto al volo questa occasione per documentarmi in proposito. 
Ho optato per la ricetta dei canederli, un grande classico della cucina trentina ed altoatesina.
Forse per la loro forma tonda ed aggraziata, che mi è stata simpatica da subito?
Forse, ma anche un pò per "colpa" di Oretta Zanini De Vita, anche se questa è un'altra storia. E' stato un piacevolissimo incontro, che spero di avere il tempo di raccontarvi prossimamente con la dovuta calma e come si deve!
Ora invece passiamo alla ricetta:

Ingredienti: (dosi per una 15ina di piccoli Canederli)
100 gr circa di pane raffermo (io ho usato quello a cassetta) 
5 fette di speck tagliato spesso
75 ml di latte
1 uovo
50 gr di formaggio Trentingrana
20 gr di farina
1 cucchiaio raso di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di cipolla bionda tritata fine
1 pizzico di noce moscata
erba cipollina
prezzemolo fresco
brodo qb per condire


Procedimento:
Per prima cosa tagliare a cubetti il pane. Sbattere bene l'uovo aggiungendo anche il latte e bagnarvi il pane, lasciandolo riposare per una ventina di minuti, rigirandolo di tanto in tanto. Deve risultare morbido, ma non inzuppato. 
Nel frattempo grattugiare il Trentingrana con una grattugia a grana grossa, cospargere sul pane assieme all'erba cipollina, il prezzemolo tritato fine e un pizzico di noce moscata. Tritare finemente una cipolla bionda (ne basta un cucchiaio), tagliare a pezzetti lo speck e in una padella antiaderente con un giro d'olio far rosolare per un paio di minuti e poi unire al composto di pane. Trascorso il tempo di riposo (che permette ai canederli di insaporirsi bene) bagnandosi un pò le mani formare delle palline di 4-6 cm di diametro. Una volta formati tutti i canederli si possono cuocere, tuffandoli nel brodo bollente. Saranno cotti dopo una decina di minuti (dipende dalla grandezza), ma in linea di massima, quando vengono a galla dovrebbero essere cotti.
Io li ho cotti in un brodo di carne, ma va benissimo anche un brodo vegetale. 
Volendo i canederli possono anche essere serviti asciutti, prima cotti in acqua bollente e poi ripassati in padella con burro e salvia, o conditi con un sugo a piacere.

NOTE PERSONALI:
Ho trovato questo piatto davvero saporito, corroborante e particolarmente adatto a scaldarmi un pò, dopo il freddo di questi ultimi giorni. 

Un abbraccio a tutti, alla prossima ricetta:


Arriva in tavola questa calda e fumante zuppa e il mio piccolo quattrenne mi chiede incuriosito:
"Ma che cos'è questa mamma?"
Ed io con estrema nonchalance:
"Soupe à l'oignon, tesoro!"
"Cosa dici mamma? Ma perchè parli in inglese?"
Ed io:
"No tesoro non è inglese è francese (che io il francese manco lo so!!!), ma su assaggiala e dimmi se ti piace" 
...e per un attimo ho temuto!
Invece...  
"Mmmmh proprio buone ste LOGNON MAMMA, ma cos'è che sono???!"
" Ehm, Cipolle, tesoro, cipolle..."
Mi guarda serio con due occhioni straniti.
"Ma per davvero??? Ah, ZUPPA DI CIPOLLE VUOI DIRE?? (perchè ha 4 anni, ma mica è scemo! ndr) mmmh, cipolle francesi forse..."
" Sì, sì infatti, proprio cipolle francesi!!"
Dovete sapere, che da qualche tempo si è fissato che non gli piacciono le cipolle, bah, e sempre mi chiede se nel piatto quella che intravede lo è o meno. 
Ma se le ha sempre mangiate dico io, ve lo giuro! Quante storie!
E' che forse tra amichetti di scuola, certe mode passano anche attraverso il cibo.
E a me monta una rabbia... che i vizi a tavola proprio non li tollero! 
Così ho volutamente fatto la prova del nove.
Approccio scientifico (che molto mi si addice!!!) e se mangia la zuppa di cipolle... CVD!!!
Dunque non è vero che non gli piacciono ^___^ ed io che sono testarda più di un mulo, gliel'ho anche dimostrato!
Che qui siamo ariete contro capricorno eh, mica pizza e fichi! 
E c'è poco da scherzare in quanto a testardaggine.
Stavolta è andata liscia: uno a zero per mamma Any! 
Anche se a detta del babbo non dureranno molto le mie vittorie...
L'idea della zuppa mi è venuta da Lory, sbirciando tra le sue ricette. 
Ve l'avevo detto che ero indecisa su quale fare e questa era un'altra di quelle che volevo provare, ma mica serve un contest per farlo, no???
Ho fatto solo alcune piccole modifiche alla ricetta, perchè per accorciare i tempi, l'ho cotta in pentola a pressione e poi l'ho frullata, per "fregare" il mio piccolo occhio di lince...
Ah, mettete anche in conto che si piange non poco a pelar cipolle!
Ma veniamo alla ricetta:



Ingredienti (per circa 4 persone):
800 gr di cipolle bionde
50 gr di farina
20 gr di burro
1 litro (scarso) di brodo
1 bicchiere di vino bianco secco
3 cucchiai di brandy
sale e pepe io questo qui
100 gr di Emmental grattugiato
crostini di pane (o una baguette tostata come in origine)
Procedimento:
Sbucciate e pulite bene le cipolle, poi affettatele sottilmente e fatele soffriggere a fuoco bassissimo col burro, 'per una decina di minuti, girandole di tanto in tanto, finchè non suderanno. Spolverizzate ora con la farina e aggiungete il vino bianco ed il brandy, facendoli  evaporare bene. 
Ora aggiungete il brodo (io non l'ho messo tutto, poichè ho cotto in pentola a pressione, ne ho messo tanto fino a ricoprire completamente le cipolle). 
Lasciate cuocere per una mezz'oretta a fuoco bassissimo. Io ho lasciato in pentola a pressione per 20 minuti dal sibilo. 
Ora a noi piace la consistenza cremosa, per cui ho frullato il tutto, altrimenti va benissimo anche così. 
Tostate il pane, e mettetelo nei piatti prima di aggiungere la zuppa caldissima e fate gratinare per qualche minuto dopo avere aggiunto anche il formaggio. 
Io non avendo la baguette, ma del pane secco, ho optato per dei crostini, (ho cosparso con un filo d'olio il pane e l'ho passato pochi minuti al grill). 
Era squisita lo stesso!


Fulvio Pierangelini è da molti considerato uno "chef strano". 
Di certo è schivo, timido, mai stato amante delle folle, tanto meno ama raccontare i fatti suoi, e questo già basta per essere etichettati come strambi! 
A me però, forse anche per questa sua ritrosia, lui piace un sacco!
Questa sua famosa ricetta che, più di altre altrettanto deliziose l'ha reso famoso al Gambero Rosso, la adoro letteralmente! 
Di una semplicità disarmante, ma di unica bontà! 


I legumi un tempo erano molto presenti sulle nostre tavole.
La cosidetta "carne dei poveri", e già solo i nostri nonni ne facevano largo uso!
Ai giorni nostri invece il consumo di legumi è enormemente diminuito. 
Vuoi perchè c'è abbondanza e disponibilità di ogni sorta di cibo, vuoi per la fretta che attanaglia sempre le nostre frenetiche giornate, le abitudini alimentari si sono molto modificate rispetto anche solo a 40 anni fa. 
Si preferisce mettere in tavola un hamburger o una fettina di carne e via, più comoda più veloce da preparare. 
A favore della carne abbiamo erroneamente abbandonato l'usanza di cucinare i legumi, che sono invece suoi degni sostituti, grazie al loro elevato contenuto di nobili proteine, vitamine e sali minerali, e con pochissimi grassi (quelli buoni tra l'altro!). 
Tutti i legumi dovrebbero abbondare sulle nostre tavole ed essere consumati molto più spesso, al posto della carne appunto, perchè più salutari, affaticano meno i reni e contengono grassi buoni, e sono più economici, perchè a basso impatto ambientale.
Inoltre consumati regolarmente vantano un benefico effetto protettivo, sulle malattie cardiovascolari, sull'ipercolesterolemia, sui tumori, etc.
Personalmente amo davvero tanto ogni tipo di legume e d'inverno in particolare, le zuppe e le minestre a cena non mancano mai. 
Questa cremina di ceci, la passatina di ceci, come l'ha definita Pierangelini, la preparo spesso anche con i ceci in scatola. 
Stavolta invece complice Garofalo ed il suo progetto di GDF (Gente del Fud) ho provato a farla con i famosi ceci di Cicerale, un legume davvero antico, coltivato già dall'anno mille (se siete curiosi di sapere qualche notizia in più su questo prodotto vi rimando direttamente alla scheda di Garofalo che trovate qui)
L'unica accortezza che si deve avere è quella di mettere i ceci a bagno un giorno prima di cuocerli. Io li lascio in ammollo coperti con acqua e un cucchiaino di bicarbonato per 24 ore e poi li cuocio in pentola a pressione. 
La cottura in pressione non è solo più rapida, ma ne preserva tutte le qualità nutrizionali.

Ingredienti:
100 gr di ceci secchi di Cicerale Garofalo
1 foglia di alloro
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
sale aromatizzato alle erbe aromatiche
zenzero fresco grattugiato qb (a piacere)
olio extra vergine d'oliva
gamberi o mazzancolle: quantità a piacere



Procedimento:
Il giorno prima di cuocerli, mettete in ammollo i ceci per 24 ore, ben coperti d'acqua cui avrete aggiunto un cucchiaino di bicarbonato.
Il giorno seguente sciacquateli bene e dopo aver rosolato con un cucchiaio d'olio uno spicchio d'aglio, versate i ceci in pentola a pressione coperti d'acqua e lessateli (senza aggiungere sale) con un rametto di rosmarino ed una foglia di alloro. 
Io li lascio cuocere per 40 minuti circa dal fischio. 
Nel frattempo pulite bene i gamberi, togliendo il filetto nero, sciacquateli e cuoceteli a vapore. A cottura ultimata scolate i ceci senza gettare via l'acqua di cottura. Passateli al mixer per ridurli in purè ed aggiungete l'acqua di cottura tenuta da parte, fino ad ottenere la consistenza cremosa desiderata.  
Impiattate aggiustando di sale. 
Io aggiungo anche dello zenzero grattugiato fresco, perchè mi piace tantissimo il connubio di sapori, altrimenti pepate a vostro piacere.
Condite con un filo d'olio extravergine a crudo ed adagiate sopra la passatina alcuni gamberi. Vedrete che bontà!


Con questa ricetta vorrei partecipare al contest di Valentina Cucinando con il cuore: