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Sapete che ho un debole per tutti gli stuzzichini e in genere per qualsiasi cibo che sia salato. Quasi senza alcuna eccezione!
Quando per la prima volta ho assaggiato questi nodini di parmigiano dalla mia amica Cinzia, me ne sono subito innamorata e li ho immediatamente catalogati tra le ricette "da rifare prima di subito" perché sono davvero squisiti.
Infatti non ho perso tempo a cimentarmi. 
Oltre tutto sono anche semplicissimi da realizzare, quindi non avete scuse, non esitate a provarci e magari raddoppiate anche la dose perché spariranno in un lampo! 



Ingredienti: dose per circa 25 pezzi
200 grammi di farina 0
100 grammi di burro
50 gr di parmigiano grattugiato
70 grammi di latte freddo
1/2 cucchiaino di sale aromatizzato

Per la superficie
1 uovo
origano qb
1 manciata di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Disponete la farina a fontana su una spianatoia, aggiungete il parmigiano, lasciandone da parte solo una manciata. Aggiungete alla farina anche un cucchiaio di origano e versate nell'incavo il burro tagliato a tocchetti. Lavorate la farina con la punta delle dita e "sabbiatela" fino a quando tutto il burro non sia ben incorporato. A questo punto aggiungete il latte freddo e lavorate l'impasto fino a quando risulti liscio ed omogeneo. Formate una palla che avvolgerete in una pellicola per alimenti e fatela riposare in frigo per 20-30 minuti
Ricavate quindi dei cordoncini spessi un mignolo e lunghi una ventina di cm prendendo dei piccoli pezzetti di impasto che stenderete accuratamente sulla spianatoia. Annodateli come in foto e adagiateli su una leccarda ricoperta di carta forno. Spennellateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli con un pò di origano e altro parmigiano. 
Cuocete in forno caldo a 200 °C per 20-30 minuti fino a che risultino dorati.

NOTE PERSONALI:
La prima volta che li ho assaggiati sono rimasta sorpresa perché dal loro aspetto me li aspettavo più duri! Invece all'interno restano morbidi. Sono davvero deliziosi, uno tira l'altro. A noi non sono avanzati, ma se ne fate un pò di più potrete conservarli per qualche giorno in una scatola di latta.

Arrivederci a tutti alla prossima ricetta:




E siamo arrivati alla fine di novembre...
Ogni volta mi chiedo come sia possibile che il tempo scivoli così fluido tra le mie dita, un giorno dietro l'altro, un anno dopo l'altro... è di nuovo Avvento, si prepara un altro Natale.
La ricetta per godere a pieno del mio tempo ancora non l'ho trovata, e credo che non mi basterà una vita per riuscire a fare tutto quello che vorrei. I pensieri vanno sempre più veloci del tempo che passa e io non riesco a starmi dietro. Ma una cosa è certa ho smesso di angosciarmi e preoccuparmi se questo ogni anno puntualmente accade. L'obiettivo primario è diventato il carpe diem, il riuscire a godermi tutto il bello che accade ogni giorno nel mezzo della vita che scorre, nel mezzo degli attimi che velocissimi passano, impormi di guardare sempre il bicchiere mezzo pieno, gioire delle piccole cose ed essere grata alla vita per tutti i piccoli grandi doni che ricevo ogni giorno o che forse a volte incautamente lascio scorrere dandoli per scontati, senza rendermene conto pienamente. Siamo sempre e solo noi a dare un senso a ciò che accade: sia esso bello o brutto.
Ecco io ho deciso di celebrare solo il bello, di pensare positivo, di respirare pienamente e di cercare di guardare solo verso la parte luminosa della mia vita.
Che la gioia sia con me e con voi che mi leggete sempre con affetto!


La mia ricetta dello sformato di oggi, celebra il dono di un amico speciale: Sergio Merlino, un Maestro acetiere proprio con la M maiuscola, che ho avuto la gran fortuna di incontrare sul mio cammino. Lui è il mago degli aceti, e quante ne sa! Non mi stancherei mai di sentirlo parlare e vi assicuro un mago vero anche nell'aspetto, è proprio Mago Merlino di nome e di fatto!
Dal suo idromele prepara un aceto di miele davvero incantevole, quello che ho utilizzato in questa ricetta.

Ingredienti:
1/2 kg di cavolo viola
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di erbe di Provenza
250 gr di ricotta vaccina
4 uova
Per la salsa d'accompagnamento:
1/2 litro di latte
50 gr di burro
3 cucchiai di farina
50 gr di parmigiano grattugiato
1 pizzico di noce moscata
qualche bacca di pepe rosa

Procedimento:
Per prima cosa lavare il cavolo, tagliarlo a listarelle sottili e farlo stufare in padella antiaderente con uno spicchio d'aglio e le erbe di Provenza rigirando di tanto in tanto. Quando avranno rilasciato tutta la loro acqua di cottura, salare e far cuocere ancora per una decina di minuti. A questo punto aggiungere l'aceto di miele e lasciare stufare, coperto, fino a quando non si sia completamente consumato. Aggiungere un giro d'olio extra-vergine di oliva solo a fine cottura e lasciar raffreddare.
Io ho utilizzato il Bimby, ma potete fare il tutto anche con un classico frullatore. Aggiungere le uova, il parmigiano, il cavolo stufato, la ricotta aggiustare eventualmente di sale e frullare tutto.
Trasferire in una teglia da plumcake foderata con carta da forno e far cuocere lo sformato per 40-50 minuti a 200°C.

Per la salsa d'accompagnamento:
Far sciogliere il burro in un padellino antiaderente, aggiungere la farina, la noce moscata, il sale e con una frusta mescolare accuratamente con poco latte fino ad ottenere una consistenza cremosa senza grumi. Quindi porre su fuoco basso, aggiungere gradatamente tutto il latte e mescolando lentamente far addensare la salsa. A fine cottura aggiungere il parmigiano e servire in accompagnamento con le fette di sformato decorando con qualche bacca di pepe rosa.


Buona giornata a tutti e arrivederci, speriamo presto, con la mia prossima ricetta






Dicono che l'esperienza insegna... dicono!
Temo però che non valga per me.

Inutile stare a tergiversare, la mia proverbiale testardaggine, supera qualsiasi mia buona intenzione.
Dicembre è passato in un battito di ciglia, e se ora mi guardo indietro, sembra facile accorgermi di quanta fatica ho fatto, quanto lavoro, quanti nuovi progetti, cibi preparati, feste organizzate, regali per gli amici, mani strette, persone incontrate, vecchi e nuovi amici, mille cose all'attivo, senza risparmiarmi un minuto, senza posa, senza darmi pena di fermarmi un secondo, ma quante ore di sonno perse? 
Prima o poi però la fatica ti chiede il conto, soprattutto ora che l'età avanza. Finalmente le vacanze natalizie mi dico, arriva anche per me il tempo del riposo. Invece macchè, per niente proprio. 
Ho sbagliato i conti a 'sto giro... sono rimasta fregata: a letto! 
Erano davvero anni che non stavo così male, così sfiancata da stare a letto... io, quasi incredibile!
E le feste sono passate, un nuovo anno è già iniziato come sempre pieno di aspettative e desideri e oggi lo scrivo qui, più come scongiuro che come monito, perchè tanto so che non servirà a ricordarmelo la prossima volta.



Vorrei conservare un pò di "sole dentro" come questa torta girasole e regalare buoni auspici a me e a tutti voi che passerete di qui in questo 2015, che segna il mio sesto anno di blogging. 
Già sei anni sono passati, mamma mia, ma devo dire anche tantissime belle soddisfazioni all'attivo. Sono fiera di dirvi che da questo mese sono anche in edicola su A Tavola, dove potrete leggermi ogni mese con tante ricette spiegate in modo scientifico, nella rubrica di A Tavola con la Scienza per cui scriverò!
Vi lascio una foto di anteprima della rivista di gennaio, ma spero davvero di avervi incuriositi abbastanza e che corriate in edicola a leggermi! ^__^


Ed ora finalmente, sebbene con imperdonabile ritardo, vi presento la mia ricetta per la sfida del #Provoliamoci del concorso di Auricchio! Vediamo cosa vi occorre:

Ingredienti:

Per la frolla all'olio:
200 g di farina di farro macinata a pietra
300 g di farina tipo 0
30 g di esubero di pasta madre
10 g di sale fino
90 g di olio extravergine di oliva
250 ml di vino bianco secco

Per il ripieno:
250 gr di erbette campagnole
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di sale
200 gr di ricotta vaccina
1 confezione di Provolizie Auricchio
100 gr di parmigiano grattugiato
2 uova
1 cucchiaino di noce moscata in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
pangrattato qb



Procedimento:
Per la frolla salata:
Per prima cosa setacciare bene le due farine, poi disporle a fontana sulla spianatoia, e spezzettare il lievito madre al centro, iniziando ad impastare raccogliendo un pò di farina, aggiungere l'olio, il sale, e poco alla volta aggiungere il vino un poco intiepidito ed impastare fino a lisciare bene l'impasto. Potete, se lo avete, usare il Bimby per preparare l'impasto. Una volta preparato l'impasto formate una palla che farete riposare sulla spianatoia coperta da una pellicola mentre preparerete il ripieno.

Per il ripieno:
Sciacquate bene le erbette e fatele stufare in padella con poco olio e un pizzico di sale, poi mettetele in una terrina con le uova, la ricotta, il sale, la noce moscata, la cannella e il formaggio Le Provolizie tagliato a cubetti, infine unite il parmigiano grattugiato e il pangrattato fino ad ottenere un impasto non troppo bagnato. Infarinate bene la spianatoia e stendete con il mattarello l'impasto che avete precedentemente preparato. Dopo aver steso (vedi foto sopra) due dischi di sfoglia di 26-28 cm di diametro e circa mezzo cm di spessore,(ho usato una teglia come guida per ritagliare i dischi), disponete il primo disco su un foglio di carta forno (in modo da poterlo poi agevolmente spostare sulla teglia).
Ora (come nella foto qui sotto), disponete il ripieno a corona con una cupoletta al centro. Coprite con il secondo disco facendo uscire bene l'aria e poi coprite la cupoletta con una ciotolina che schiaccerete bene al centro, che sarà il centro del girasole e bucherete tutto attorno con i rebbi della forchetta. Ora sigillate bene il bordo esterno con i rebbi della forchetta e poi tagliate le fettine rigirandole in senso orario, in modo da disporre il ripieno verso l'alto.



Ora infornate in forno statico già caldo a 180°C e cuocete per circa 30 minuti.
Potete servire questa torta appena sfornata, ma sarà ottima anche a temperatura ambiente e molto scenografica se servita ad un buffet!
Parola di Any!
Vi rinnovo i miei auguri di Buon Anno e vi dò appuntamento alla prossima ricetta!

Ciao a presto









Come tutti gli anni in questo periodo mi ritrovo a correre come una forsennata. 
Ad inseguire cose da fare, amici da salutare, cene e buffet da organizzare...
Insomma, niente da fare ogni anno ci provo a "giocare d'anticipo", ma poi gli ultimi giorni mi riduco allo stremo, aggiungo sempre qualcosa in più, infilo in mezzo ai miei già mille impegni, altri milioni di cose da fare, credendo di essere super-organizzatissima, di essermi già portata avanti coi lavori, ed avere ancora un sacco di tempo davanti e invece lui scorre imperterrito... 
Natale è alle porte e io continuo a correre!
Questi nocciolini volevo provare a farli già lo scorso anno, non appena li avevo visti sul blog della dolcissima Lory.
Avrei voluto, appunto, e come potete ben constatare nel frattempo è passato un anno! 
Qui in Piemonte sono famosi questi nocciolini, quelli di Bonfante in particolare, ma volete mettere la soddisfazione di farseli da sè?
Con santa santissima pazienza, si intende. 
Una sorta di esercizio zen, che mi sono regalata in questi giorni di frenesia pura.
E gli amici che li riceveranno dovranno apprezzarli moltissimo, chein mezzo alle corse forsennate di questi giorni, mi sono fermata per un bel paio di ore per realizzare queste bellissime perline. Dedicate a loro dunque e a tutti voi che mi leggete naturalmente... 
A me così paiono: perline di zucchero e nocciole, no?
Da mangiare però, per cui ancora più carine!



Che ne dite sono carini questi nocciolini di Chivasso?
Così piccini da far tenerezza... 
Questi nel cuoricino, li voglio dedicare a Lory, dolcissima amica, con un grazie specialissimo per questa sua ricetta che ho cercato a lungo senza successo. 
Vediamo come si fanno.
Ingredienti:
200 g di zucchero semolato
100 g di nocciole tostate piemontesi
2 albumi




Procedimento:

Tritate le nocciole, in un mixer, (visto che ce l'ho, io ho usato il Bimby) riducendole in polvere finissima insieme allo zucchero.
Incorporate la polvere agli albumi posti in una casseruola a fuoco dolce e mescolate fino a ottenere un composto omogeneo.
Lasciate raffreddare. Importantissima fase il raffreddamento, pena la buona riuscita delle operazioni successive. Ho provato a lasciare il composto in frigo per un paio di ore e ho notato che i nocciolini vengono meglio. Quindi con una sacca da pasticceria con bocchetta liscia depositate delle piccole goccine di composto sulla placca da forno rivestita di apposita carta. Distanziatele perchè in cottura si espanderanno. E mi raccomando devono essere piccole piccole, delle goccine che per mia pignoleria ho misurato, sono di 4-5 mm!

Così:



Avete capito ora dove sta la pazienza??

Infornate in forno già caldo a 180°C e cuocete per 2 minuti.
Spegnete il forno e lasciate i nocciolini a rapprendersi per altri 4-5 minuti nel forno caldo.
Ma guardateli a vista! Una infornata me la sono giocata per un solo minuto di distrazione! 
Sono piccoli e quindi tendono a bruciarsi! 
Il colore dei nocciolini deve esser chiaro come quello in foto:



Con queste dosi ho riempito tre placche come quella in foto qui sopra, tre infornate insomma.
I nocciolini di Chivasso sono segnalati anche sul sito di Gente del Fud di cui faccio parte qui. Nella scheda del prodotto troverete altre note sulla loro origine.

NOTE PERSONALI:
Questi dolcetti tipici del Piemonte nati i primi dell'Ottocento sono fatti di soli 3 ingredienti, molto semplici, ma sapientemente combinati insieme. 
La loro storia e qualche altra informazione in merito potete leggerla direttamente qui sul sito del sopra già citato Bonfante, dove potrete anche degustarli. Inoltre potete acquistare i nocciolini di Chivasso originali, nei loro celeberrimi sacchettini rosa, oppure confezionati in bellissime scatole regalo.
In alternativa, dovete avere un'amica brava come me, che con santa pazienza li prepara e poi ve li regala! ^__^

Vi abbraccio sperando di riuscire a scrivere un altro post per lasciarvi i miei auguri di Natale, con un'idea carina per la vostra tavola!


A presto

Questa ricetta voglio dedicarla ad una persona davvero speciale.
Una piccola (ma solo di statura eh) grande donna, Oretta.
Signora meravigliosa con una tempra e una vivacità di spirito d'altri tempi a dir poco invidiabili. Insomma un concentrato di energia pura, che nonostante tutto il suo immenso sapere non è stanca di mettersi in gioco ed imparare ancora, tanto che si laurerà tra pochi giorni per la seconda volta: grandiosa Oretta! 
Ho avuto l'immensa fortuna di conoscerla esattamente un anno fa qui, sebbene per puro caso e l'empatia con lei è stata da subito prorompente e contagiosa.
Mi incanto ogni volta a sentirla parlare sempre con tanto entusiasmo passione e competenza. Eh sì ogni volta, perchè le cose che sa e come le racconta sono una ventata di aria fresca in un mondo sempre più costernato di luoghi comuni e pressapochismo. E invece, credetemi non è sempre così per fortuna.
Oggi infatti vorrei spezzare una lancia in favore dell'amicizia, perchè è possibile e non ha età. In favore dell'ONESTA', della gratuità, della genuinità, della condivisione vera di una passione comune, della diffusione della cultura del cibo e non solo, della gioia di essere se stessi e di aver trovato un'amica che ti stima sinceramente per come sei! 
Sebbene doti rare, esistono ancora.
Grazie Oretta, non solo per le cotogne di Babbo Carlo che mi hai regalato e hanno reso concretamente possibile la realizzazione di questa ricetta, ma per tutto quanto di bello hai condiviso con me e mi hai regalato fino ad oggi: preziosissimi consigli inclusi.
Sinceramente e pubblicamente: grazie!
E una scatolina di queste gelatine, direi che per Natale ti spetterà di diritto: 



Ad essere sincera l'idea di fare le gelatine di frutta per regalarle agli amici a Natale mi era balenata già dall'anno scorso. Ci avevo anche provato, ma il risultato non mi aveva soddisfatta pienamente, soprattutto per il fatto che avevo usato addensanti chimici, che non sono tanto nelle mie corde. 


Così appena ricevute in dono queste: 



mi sono detta: "Quale miglior alleata se non la mela cotogna?"
Certo per le gelatine è perfetta, perchè è una mela ricchissima di pectina un "gelificante" naturale e preziosissimo. 
Così mi sono subito messa all'opera.
All'assaggio non aspettatevi però il gusto stucchevole delle gelatine comprate, queste avranno il tipico retrogusto della mela cotogna, leggermente acidula, che però ben contrasta con il dolce dello zucchero e della frutta. 
Gelatine perfette a mio avviso, non certo solo sciroppo di glucosio puro e coloranti, ma un concentrato di frutta vera!
Come sapete non essendo troppo amante dei dolci sono parca con lo zucchero, ma se vi piace molto il dolce aumentatene la quantità della ricetta. Insomma provatele e poi mi direte.



Come si vede nella foto qui sopra, ne ho fatte di varie forme, aiutandomi con gli stampini in silicone per cioccolatini. A forma di cuore, di fiorellino, tonde ed infine a forma di alberello, quelle al gusto kiwi, anche se non sono rimaste verdi come immaginavo, ma solo un pochino più scure delle altre. Ad ogni modo, graziosissime! 
Nel vassoietto qui sopra sono appena sformate prima di essere "impanate" nello zucchero.
Il mio cucciolo ne ha divorate un sacco, tanto che ho dovuto toglierle dalla vista, altrimenti altro che a Natale, non arrivano nemmeno alla prossima settimana! 



Per i bimbi ovviamente sono una vera leccornia, ma almeno sono genuine e fatte in casa, oltre ad essere anche un'idea regalo proprio carina per il Natale.
State pensando ai menù per le feste? E a qualche regalino fatto con le vostre manine? Insomma siete quasi pronti per il Natale che è alle porte?



GELATINE DI COTOGNATA ALLA FRUTTA
Ingredienti:
1,5 kg di mele cotogne
il succo di un limone
800 gr di zucchero
2 bicchieri d'acqua
1/2 bicchiere di sciroppo di amarene + 50 gr di zucchero
1/2 bicchiere di centrifugato di kiwi (ne ho frullati 2)+ 50 gr di zucchero
1/2 bicchiere di succo di clementine (io ne ho spremute 3)+ 50 gr di zucchero
zucchero semolato qb per "impanare le gelatine"
stampini in silicone per cioccolatini per formare le gelatine

Procedimento:
Per prima cosa preparate una capiente casseruola in cui porrete due bicchieri d'acqua con il succo di un limone (io ho usato una clementina perchè il limone non l'avevo). 



Lavate bene tutte le mele ed asciugatele strofinandole con un canovaccio. Tagliatele a piccoli pezzi senza sbucciarle, ma privandole di torsolo e semi e ponetele nella casseruola (foto A) facendole cuocere a fuoco medio fino a che siano morbide e rimestandole si ridurranno in purea. A me sono occorsi 20 minuti.
Frullatele ancora calde (per farlo io ho usato il Bimby) fino a che otterrete una purea fine (foto B)  
Trasferitele nuovamente nella casseruola con lo zucchero. 
Fatele cuocere a fuoco basso per 40-50 minuti rimestando con cura con un cucchiaio di legno di tanto in tanto fino a quando non assumano un bel colore caramellato (foto C)
A questo punto ho utilizzato: sciroppo di amarene, clementine e centrifugato di kiwi (foto D), ma voi potreste anche cambiare e scegliere la frutta di vostro gradimento. 
Ho diviso la cotognata già cotta in tre casseruole a cui ho aggiunto rispettivamente lo sciroppo di amarene, il succo di clementine ed il centrifugato di kiwi più altri 50 gr di zucchero in ciascuna casseruola. Ho cotto nuovamente la cotognata per altri 10 minuti per riportarla alla giusta consistenza. 
Versate ora la cotognata di frutta ai vari gusti, negli appositi stampini in silicone livellandone bene la superficie e fateli cuocere ancora in forno per 30 minuti a 120-130 gradi in modo che asciughino bene.
Lasciate raffreddare completamente le gelatine prima di sformarle.
Dopo averle sformate le ho lasciate asciugare accanto al termosifone per altri due giorni, prima di "impanarle" nello zucchero semolato. 
E' stato più lungo scriverlo che farlo, vi assicuro che è davvero una preparazione semplice e di grande effetto.

CURIOSITA':
Mi diceva Oretta, che un tempo le case nobiliari e le famiglie più abbienti possedevano appositi contenitori con uno stemma o un disegno particolari, caratteristici della loro casata di appartenenza, che utilizzavano per colare la cotognata. Così che quando veniva sformata rimaneva impresso "il marchio di famiglia".

E direi che per oggi vi ho già tediato a sufficienza. 
Vi abbraccio dandovi appuntamento alla prossima ricetta






In questa stagione uno dei miei comfort food preferiti sono le vellutate. Adoro le vellutate, ma anche le zuppe di legumi, i passati di verdura, le creme, insomma in qualsivoglia modo sia declinato, mi piace gustare un bel piatto di minestra calda in autunno, perchè per me è davvero sinonimo di benessere: un gran piacere!
Sulla nostra tavola non mancano davvero mai una zuppa o una minestra calda, la sera soprattutto, ma confesso che la mangio senza problemi anche a pranzo e cena rinunciando tranquillamente alla pasta!
Questa vellutata di carote viola è di rapidissima esecuzione, l'ho preparata con il Bimby, che rende la preparazione davvero un'inezia. Se però non l'avete potete tranquillamente cuocerla in una pentola qualsiasi e poi passarla con il minipimer.
Ho pensato di servirla in un modo un pò originale, dentro un pane alla zucca a forma di zucca. La ricetta del pane la trovate qui.


Ingredienti:

1 scalogno
5 carote nere
3 patate piccole
1 foglia di alloro
4 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva qb




Procedimento:
Affettare sottilmente uno scalogno metterlo nel Bimby (oppure in una pentola) con due cucchiai d'olio extravergine di oliva e farlo soffriggere per 5 minuti a 100°C velocità 3. Sbucciare e lavare le carote e le patate, e ridurle in pezzi non troppo piccoli. Aggiungerli  nel boccale del Bimby. Mettere una foglia di alloro, il coriandolo, la noce moscata e coprire appena con dell'acqua. Chiudere il boccale e cuocere a 100°C per 30 minuti a velocità 3. 


Trascorsa mezz'ora sarà pronta. 
Frullare quindi bene tutto per 1 minuto a velocità 8 per ottenere una vellutata bella cremosa. Regolare di sale e servire se vi piace nelle zucchette di pane. La ricetta del pane alla zucca la trovate qui.


NOTE PERSONALI:
Appena ho visto questa carote nere, non ho resistito alla tentazione di comprarle! Avevo letto della loro particolarità, ovvero che sono ricche di antociani, potenti antiossidanti naturali presenti anche nell'uva e in tutti i frutti scuri (mirtilli, prugne etc,) cui conferiscono la tipica colorazione viola, oltre ad essere ricche di preziose vitamine del gruppo B e sali minerali.
Un motivo in più per non farsele scappare.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta!






Spesso trovo ispirazione in ricette anche un pò datate, per questo ogni tanto mi piace risfogliare i miei vecchi numeri della rivista Sale & Pepe!
La ricetta che propongo oggi infatti, proviene proprio da un vecchio numero della rivista, a cui sono abbonata da più di dieci anni! 
Trovo sempre qualche spunto interessante, anche nei vecchi numeri.
Questa torta è piaciuta molto ai miei commensali ed anche a me che non amo troppo i dolci, perchè non è per nulla stucchevole. 
Il guscio che la avvolge non è di frolla, ma molto più delicato nel sapore, è una sorta di pasta matta. 
Il ripieno di pere cotte nel vino poi, la rende particolarmente adatta a chiudere degnamente una cena, come perfetto dessert. 
Insomma una torta chic semplice e gustosa, assolutamente da provare.
E secondo il consorte, (forse per via delle stelline??), ha anche una vaga "aria natalizia", voi che dite?




 Intanto provatela...

Ingredienti:

340 gr di farina 
150 gr di burro 
4 pere Martine 
1 stecca di cannella 
1 bacca di anice stellato 
1 pizzico di zenzero in polvere 
60 gr di zucchero 
1/2 litro di vino rosso dolce (io ho usato un lambrusco secco) 
4 amaretti morbidi 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Frullate nel mixer (io ho usato il Bimby) la farina con 30 g di zucchero, il burro a dadini e un pizzico di sale. Quando il composto sarà sabbiato (si formeranno delle briciole), unite 50 ml di acqua fredda e frullate fino ad ottenere una palla. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti. 

Nel frattempo portate ad ebollizione il vino con le spezie (anice stellato, cannella e zenzero) e i 30 grammi di zucchero rimasto. Aggiungete le pere sbucciate ed affettate e cuocetele finchè saranno cotte, ma non ancora sfatte. 

Scolatele e fate ridurre lo sciroppo della metà. 

Stendete 2 terzi della pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm e usatelo per foderare uno stampo di 20 cm (io ne ho usato uno lungo rettangolare, quello in foto e mi è avanzata della pasta con cui ho poi fatto dei biscotti). 
Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargetelo con gli amaretti sbriciolati. Distribuitevi sopra le pere ben sgocciolate dal vino, stendete la pasta rimasta e sistematela sul ripieno. Prima di adagiarla con un tagliapasta ritagliate delle stelle e asportatele. Alcune stelline le ho poi appoggiate sulla torta. 
Sigillate bene i bordi e infornate a 180 gradi per 35 minuti. Lasciate raffreddare e poi spolverizzate di zucchero a velo e servite con la riduzione di sciroppo di vino preparato.

NOTE: 
Nella ricetta originale le aperture a stellina della torta, dopo la cottura, andavano riempite con gelatina di ribes. 
Questa operazione renderà la torta ancora più scenografica e carina a vedersi, io non l'ho fatto, ma voi potete provare.



E per oggi è tutto. 
Per chi vorrà, arrivederci alla prossima ricetta!


Ma come vola il tempo??? 
Lo so frase fatta piuttosto banale, ma vi assicuro che più gli anni passano e più mi sembra che il tempo mi sfugga tra le dita... 
Sembra ieri che accarezzavo la mia pancia aspettando quel minuscolo frugoletto e oggi mi ritrovo già a festeggiare i suoi 5 anni e a constatare come abbia irrimediabilmente cambiato la mia vita. 
In meglio naturalmente!
E sì, i figli crescono e mica poco.
Il mio cucciolo è un ometto oramai e devo dire con le idee già molto chiare.
Non sono per niente brava con le torte decorate, e si vede, ma come si può dire di no alla richiesta di due occhioni dolci che implorano:
"Mamma ti prego, me la fai la torta di Spiderman per il mio compleanno?"
Al che il primo pensiero della mamma è stato:
 "GULP, certo che no! Come farò?" 
poi però, però...
Che vi devo dire, non sono proprio riuscita a dirgli di no, mi sono impegnata e ci ho provato.
Certo ovviamente non c'è paragone con i capolavori che si trovano in rete, ma il mio ometto ne è stato così felice..
E per me non c'è cosa più bella al mondo di un suo sorriso e del suo:  
"Grazie mamma è bellissima!" (anche se poi so che non è affatto vero!)



Sotto la copertura fatta con MMF, preparato secondo la ricetta suggerita da Barbara qui e successivamente colorato, ho fatto una torta farcita con crema al cioccolato.
La ricetta di questa torta l'avevo già pubblicata tempo fa, qui, ma la riporto nuovamente per comodità di lettura. 
Una semplice cake all'arancia con banane e cioccolato, che è rimasta morbida e molto profumata. 
Ho solo omesso il cioccolato nell'impasto della base, avendolo messo nella farcitura.
L'abbinamento arance e cioccolato per me è comunque sempre vincente:

Ingredienti:
120 gr burro fuso
350 gr zucchero
150 gr panna liquida fresca
scorza grattugiata di 1 arancia
5 uova
7 gr lievito per torte
300 gr farina
1 banana a pezzi

Procedimento:
Riunire nel mixer (io nel Bimby) zucchero uova, sale, scorza d'arancia grattugiata, banane, panna e burro fuso. Aggiungere la farina ed il lievito setacciati e frullare a bassa velocità. Versare il composto in uno stampo ed infornare per 40 minuti circa a 180°C. 

Per la torta della foto ho triplicato le dosi, avendo utilizzato in questo caso uno stampo 28x38. 

Il pacchetto regalo appoggiato sulla torta invece, l'ho modellato col salame di cioccolato senza uova, e l'ho poi ricoperto sempre con il MMF.





SALAME DI CIOCCOLATO SENZA UOVA:
Ingredienti:
200 gr di biscotti secchi
75 gr di zucchero
125 gr di burro
50 gr di cioccolato fondente
35 gr di cacao in polvere

Procedimento:
Far fondere il cioccolato a bagnomaria, poi sbriciolare grossolanamente i biscotti e riunirli in un recipiente contenente il burro morbido a pezzi, lo zucchero, il cacao ed il cioccolato fuso e con le mani lavorare bene l'impasto in modo da renderlo omogeneo.
Sagomare a piacere l'impasto ed avvolgerlo in pellicola per farlo raffreddare in frigo, almeno un paio d'ore.



Un abbraccio a tutti, e arrivederci alla prossima ricetta: