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Spero sinceramente di non turbare troppo gli animi con il titolo di questo post, ma è mio dovere informarvi in anticipo: se siete matti da legare come me, allora seguitemi.
Vi assicuro che solo qualche folle come la sottoscritta può essere felice di fare cotanta fatica per una confettura e soprattutto entusiasmarsi saltellando peggio di una bambina di 5 anni, per essere finalmente riuscita a trovare delle bacche selvatiche!
In una delle nostre ultime passeggiate estive in montagna ho visto tantissime piante cariche di bacche di rosa canina, #robedafoolblogger avete ragione, ma non ho proprio resistito, non sono riuscita a trattenermi e ho pure coinvolto nella raccolta tutta la famiglia, con il pargolo giustamente scocciato perchè mi fermavo in continuazione e il marito che imprecava perchè ogni tre per due si pungeva un dito


Eh già perchè si sa le rose hanno le spine, pure quelle selvatiche!
Raccoglierle tutte vi assicuro non è stata una passeggiata, per non parlare poi di come riuscire a farci la confettura... ma questo ve lo racconto dopo.
Insomma matta sono matta si sa, testarda nemmeno a dirlo e proprio non ho resistito, le ho raccolte queste deliziose bacche rosse e ci ho fatto una bella confettura.
Ma guardatele, non sono bellissime?


Sembrano quasi dei piccoli pomodori, ma il sapore è asprigno simile agli agrumi.
La ricetta della confettura indicata sul mio libretto "Erbe erbette e dolci frutti di campi e boschi" di Ecolibri diceva di usare il vino ma l'idea non mi piaceva per nulla. 
Per cui alla fine ho seguito, sebbene un pò di testa mia come sempre, la ricetta di Claudia Verdecardamomo che trovate qui.


Ingredienti: (ho ricavato 3 vasetti piccoli)
700 gr di bacche di rosa canina
250 gr di zucchero semolato
1\2 stecca di vaniglia
acqua qb


Procedimento:
Come già anticipato il procedimento è stato davvero laborioso.
Per prima cosa ho sciacquato bene le bacche sotto l'acqua corrente e le ho lasciate in ammollo con acqua e bicarbonato per un paio d'ore. Quindi le ho pulite togliendo il picciolo nero e le ho aperte in due. Al loro interno troverete tanti semini e peletti (irritanti per l'intestino) che vanno accuratamente rimossi. 
Che lavoraccio! Private quindi dei semini interni le ho nuovamente sciacquate e poste in una casseruola coperte con due dita d'acqua facendole cuocere per circa 20 minuti finchè fossero morbide. Una volta cotte ho posto un colino a maglie molto fitte su un'altra pentola in cui raccoglierne la purea. Potete usare anche il passaverdure, io ho usato un cucchiaio di legno per schiacciarle bene e far filtrare tutta la purea senza le bucce, i peletti ed i semini eventualmente rimasti. Altra faticaccia... Una volta ottenuta la purea (molto simile ad una passata di pomodoro per colore e consistenza) ho aggiunto lo zucchero e la bacca di vaniglia e ho lasciato addensare nuovamente sul fuoco.
La consistenza della confettura risulterà pastosa
Infine ho riempito i vasetti già bollenti (che faccio bollire in una pentola per tutto il tempo di preparazione della confettura) chiuso e lasciato raffreddare. 

Commento del marito esterrefatto:

"E hai fatto tutto sto lavoro per questi 3 miseri vasetti?"

Eccovi spiegata l'insana follia. 
E lo sappiano bene gli amici che mi leggono, quando se ne vedranno recapitare un vasetto in dono a Natale: questa confettura vale oro :D con tutta la fatica ed il lavoro che mi è costata!

NOTE PERSONALI:
Ho cercato inoltre notizie sull'etimologia del termine rosa canina, incuriosita dall'origine buffa di questo nome, scoprendo che Linneo attribuì alla radice della rosa selvatica la proprietà di preservare dalla rabbia trasmessa dai cani! Da questa credenza poi rivelatasi falsa, deriva l'attribuzione di "canina". 
Le bacche comunque sono ricchissime di Vitamina C e vennero usate in gran quantità in Gran Bretagna fino agli anni '50, per darle ai bambini al posto degli agrumi, introvabili a quel tempo nel Nord Europa, proprio per questa loro particolare caratteristica nutrizionale. 


Di certo se poco più di un anno fa qualcuno m'avesse detto che il web è in grado di regalare sorprese così inaspettate come un'amicizia virtuale, (che poi in alcuni casi si concretizza anche ^___^ magari), avrei strabuzzato gli occhi ridendo in faccia al malcapitato di turno e tacciandolo  pure di pazzia!
Non ci avrei davvero creduto: PUNTO!
Diffidente come sono con un certo tipo d'utilizzo delle nuove tecnologie (metteteci pure per colpa della vecchiaia imperante!) non pensavo di potermi convertire anche io...
Invece, invece... bè mi sono proprio dovuta ricredere!


Dall'apertura di questo blog sono sempre di più le bellissime sorprese "virtuali" (ma anche no!) che ricevo ogni giorno, come anche le persone splendide che si aggiungono alla lista delle piacevoli sorprese, che arrivano direttamente IN TEMPO REALE via web!
Ecco, questa ricettina che vi posto oggi è di una persona davvero speciale, che tutti conoscete, sì, lei Ely a cui oggi dedico la SUA RICETTA riproposta da me, come segno di profonda stima, riconoscenza e anche come una sorta di regalo virtuale, visto che pochi giorni or sono è stato anche il suo compleanno!

Auguri Ely, di vero cuore!
Grazie per questa meravigliosa ricetta e per tutte le altre cose bellissime che condividi quotidianamente con tutte noi!


Complici le belle giornate di maggio, nelle nostre ultime gite in montagna, non abbiamo potuto fare a meno di raccogliere questi fiori così semplici, eppure così belli, i fiori di tarassaco appunto, che a me fanno subito venire in mente la primavera e ovviamente i miei amati monti!
Quella splendida distesa di giallo così dorato sui prati verdissimi è davvero incantevole!
Fiori di tarassaco essiccati
Ingredienti:
200 fiori di tarassaco (contati!!!)
1 limone di Sorrento Biologico
1 litro d'acqua (di montagna)
200 gr di zucchero (o fruttosio)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1 bustina di pectina (o 2 gr di agar agar)

Procedimento:
preparate i fiori di tarassaco freschi, tagliando più che potete lo stelo, metteteli ad asciugare in un luogo ventilato ma ombroso per 48 ore, cercando di non sovrapporli. Quando saranno bene asciutti passateli velocemente sotto l'acqua corrente e metteteli a bollire per circa 25 minuti con l'acqua, i limoni tagliati a pezzi e le spezie. Dopo questo tempo, scolateli, schiacciate molto bene per far uscire tutto il succo, e rimettete a bollire aggiungendo lo zucchero e la pectina (o se preferite l'agar agar) ancora per circa 25 minuti. Attenzione il risultato è un succo leggermente denso ma da non confrontare con la marmellata, risulta molto liquido ma non preoccupatevi, poi si è addensa.

Per stare tranquille fate comunque sempre la prova piattino (consiste nel mettere una goccia della gelatina su un piattino e poi inclinarlo, se non colerà giù del liquido, ma si addensa è pronta da invasare) e non sbaglierete.
Versate il liquido bollente in vasi sterilizzati, chiudete e girate, mettete a raffreddare coperti con un panno in un luogo buio.

Con questa dose me ne sono venuti 4 vasetti piccolini. 
PAROLA DI ELY:
"La gelatina è meravigliosa ed è profumatissima! provateci è davvero semplice ed è un bellissimo pensiero daregalare ad amiche o persone a cui vogliamo bene, che sanno apprezzare queste ricette un po' diverse."

Noi l'abbiamo assaggiata a colazione così:


spalmata su una fetta biscottata con un pò della mia philadelphia home-made. 
Se volete provarci anche voi la ricetta la trovate qui
Avete ragione: senza ritegno non mi contengo e sì ormai è diventata una specie di droga sto formaggio spalmabile!!! E chi mi ferma più?!
E sopra per non farci mancare proprio niente, anche la gelatina!
Ma quanto è buona?!? Davvero sublime!!! E' una gelatina adattissima da mangiare coi formaggi, ha un lieve retrogusto un pò amarognolo, che sa di fiori di campo, Ã¨ molto delicata!
Profuma proprio di prati montani.
Con queste dosi mi sono venuti 4 vasetti piccoli, che ho confezionato così:


Inoltre devo ancora ringraziare davvero di cuore anche un'altra dolcissima nuova amica del web: Deborah, ragazza gentile e sempre disponibile con tutti, che ho avuto il piacere di conoscere tramite la mia squadra delle Montersine e che mi ha donato questi graditissimi premi:



che dovrei donare a 15 persone, uffa, solo 15?! 
Per non fare imparzialità ho pensato di regalarli a mia volta ai nuovi amici, ossia agli ultimi 15 followers, che si sono uniti come lettori di questo blog:

Ed ora per i più curiosoni le 7 cosine di me che devo postare come regola del premio ricevuto:
Mamma sì i più assidui lettori del blog lo sanno già è vero, ma sono così felice, fiera ed orgogliosa di esserlo: ogni giorno di più, che voglio ribadirlo ancora una volta!
Anticonformista da sempre e a volte anche per partito preso...
Meticolosa fino all'eccesso, quando non sfocia in paranoia... aiuta!
Metereopatica il sole è decisamente il mio "status symbol"!
Amichevole mi piace parlare con la gente ed incontrare le persone
Natural Style (sì un pò come la rivista) amo la semplicità, sia esteriore che interiore!
Yeppa  e anche stavolta ce l'abbiamo fatta!


P.S.
Chiedo scusa se negli ultimi giorni non sono passata a lasciare commenti ai vostri blog, ma BLOGGER non mi fa entrare a commentare e da come ho letto è successo anche a molti di voi, per cui so che capirete!
Inoltre domani farò il ponte e andrò a godermi qualche giorno di tranquillità e relax al mare con la mia famiglia!
Stacco per un pò!
Vi abbraccio tutti!

E come sempre... Arrivederci alla prossima ricetta!

CIAAAAAAAAAO A TUTTI!!!!!!!!!!
ARIECCOMI qui!

E già si sentivano gli echi di sottofondo... e la chiamavano desaparesidos...
No, no non  sono mica sparita, o meglio lo sono, ma SOLO temporaneamente dal mio e dai vostri blog! SE SI POTESSE FILMARE TUTTO IL BRULICARE DI ATTIMI DI VITA COMUNE CHE SI CELANO DIETRO GLI SCHERMI DEI NOSTRI PC, QUANTE SORPRESE, VERO?!
Quante corse, pensieri, incontri, novità, desideri... si nascondono dietro ai nostri blog...
Non è così anche per voi?
A volte mi stupisco io stessa di quante cose si riescono a fare in una giornata!
Il blog per me è uno spazio di condivisione bellissimo, a cui non rinuncerei per nulla al mondo, ma a volte la vita impone di dar spazio ad altre priorità per cui...
Su, su, già vi sento protestare. Avete ragione! Basta con le chiacchiere, veniamo al sodo. 
Meglio non scocciarvi troppo che già devo farmi perdonare la latitanza...
Oggi voglio proporvi una delle mie "CONSERVE PREFERITE", una ricetta a cui sono legatissima, che ovviamente non poteva che essere una ricettina della mia mamma!
Tutti gli anni è lei che prepara per tutti questa leccornia, ma quest'anno per la prima volta mi sono voluta cimentare io con la sua ricetta, perchè ci tengo a perpetuare la tradizione di famiglia (e questa proprio volevo imparare a farla), e perchè non voglio perdermela per nessun motivo, visto che è in assoluto la mia preferita!
Forse dovreste provarci anche voi!
Inoltre è davvero di facilissima esecuzione, l'unico trucco per una sicura riuscita, sta come al solito, (ma a maggior ragione in questo caso) nel reperire la materia prima di ottima qualità!
La cipolla rossa di Tropea non è una comune cipolla rossa, (leggete qui) il gusto dolce e particolarissimo di questa cipolla, conferisce a questa marmellata la sua peculiarità! Dunque dovrete riservare la massima attenzione ed accuratezza nello scegliere le cipolle, insomma non tutte le cipolle rosse vanno bene, eh, eh!
Detto ciò preparatevi a piangere, come ho fatto io in fase di sbucciatura (io ne ho sbucciate ben 3 kg, ma in 2 round (ovvero in 2 serate perchè altrimenti non ce la potevo fare!)


Ma procediamo con ordine, ecco cosa vi occorre:

Ingredienti:
1 kg cipolle rosse di Tropea tagliate finissime
500 gr zucchero
1 bustina di pectina (io ho usato questa)

Procedimento:
Per prima cosa sbucciate le cipolle rimuovendo la buccia esterna e poi affettatele molto sottilmente. Unite il contenuto della busta di pectina allo zucchero e aggiungetelo a freddo sulle cipolle sbucciate, che avrete posto in apposita casseruola. Fate cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti, (sulla confezione della pectina era indicato per 3 minuti, ma io l'ho lasciata un pò di più)


Regolatevi comunque sempre con la classica prova piattino, ma non superate mai i 10 minuti di cottura, perchè la marmellata ancora calda, deve risultare un pò liquida e non troppo densa, poichè una volta raffreddata gelifica parecchio.
Invasate in barattoli perfettamente puliti, sterilizzati e bollenti, chiudeteli subito e lasciateli raffreddare.
A me con questa quantità sono venuti 6 vasetti piccoli.


E questa la prova piattino...


Mmmmh, altro che prova piattino, se n'è andato quasi mezzo barattolo, un assaggino tira l'altro...
Ah, comunque per me "la morte sua" rimane sempre questa:




Sarà che è la mia preferita, ma abbinatela con un formaggio caprino morbido e mi saprete dire!
Io vi dico solo che farei follie per questa!
Bene ora ho proprio finito di scocciarvi amici!
Concedetemi ancora una dedica speciale di questa ricetta a due persone:
al mio amico danese Steen, che, come me, va LETTERALMENTE pazzo per questa marmellata ed al carissimo Sandro S. a cui ho donato uno dei vassetti di questa produzione!
Anzi, se mi leggi Sandro, mi farebbe piacere un tuo commento, giusto per sapere  se hai gradito...
E non poteva mancare un vasetto anche per voi, eccolo qui:



Infine un caloroso abbraccio a tutti voi che mi seguite sempre con tanto affetto, nonostante la mia prolungata latitanza.
UN GRAZIE SPECIALE DI VERO CUORE a tutti!

P.S. Perdonata?! Ho recuperato alla grande o no?!
E poi dite... Son stata o no abbastanza prolissa?!

P.S
Aggiornamento:
Con questa mia ricetta desidero inoltre partecipare al concorso indetto da Le tamerici:




Questa è una di quelle ricette di cui parlavo...
pensate un pò, era lì in letargo in attesa di essere postata niente di meno che da...
da Natale!
Sì sì, avete capito proprio bene!



Va bene dai, meglio tardi che mai!
Allora ne avevo preparata in quantità industriali, per confezionare i nostri consueti regali di Natale (vedi qui)
E' vero che non sono amante delle cose dolci, per cui il mio giudizio potrebbe essere fuorviante, ma trovo che il sapore di questa marmellatina sia davvero inconfondibile e se la provate non la lascerete più!
E' davvero un pò particolare :P, con quel retrogusto di caffè...
Un velo su una bella fetta biscottata a colazione, per me è perfetta!
Provatela e fatemi sapere!
Eccovi la ricetta:

Ingredienti:
15 gr caffè macinato fine
1 limone
400 gr acqua
300 gr zucchero
500 gr mele senza torsolo

Procedimento:
Fare bollire l’acqua, e poi versare il caffè togliendo subito dal fuoco. Lasciare riposare per una decina di minuti. Filtrare il composto ottenuto.
Tagliare a fettine le mele e metterle in una casseruola col succo di limone e lo zucchero, lasciando bollire per circa 5 minuti o finchè si siano asciugate. Quando avranno raggiunto una certa densità passate al setaccio e aggiungete il caffè. Tenete conto che le mele contengono naturalmente pectina, un addensate che di solito viene chimicamente aggiunto alle marmellate. Quindi anche se da calda questa marmellata appare un po’ più liquida delle solite (non deve esserlo troppo però!), addenserà a raffreddamento avvenuto. Versate quindi la marmellata in vasetti sterilizzati, chiudeteli e lasciateli raffreddare a testa in giù.




E poi...
Con questa ricetta avevo partecipato ad una nobile iniziativa sostenuta da Nero in collaborazione con Chefs Sans Frontières, unitisi insieme per beneficenza.
Come potete leggere qui!

Mi sono decisa a postarla anche per suggerire, a chi volesse farlo, di votarla, in fondo in fondo alla pagina, nella sezione "Altre delizie", qui .
Avrete tempo fino al 30 di giugno!
So che molte food-blogger, come me, avevano partecipato, ma se qualcuno avesse voglia di votare questa mia ricetta, ne sarei ovviamente felice!
Grazie di cuore a tutti! :X

P.S.
Aggiornamento:
Con questa ricetta partecipo anche al concorso indetto da Le Tamerici: