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Come ho già più volte ribadito su queste pagine, adoro gli antipasti, sia mangiarli che prepararli e quando penso ad un menù da proporre agli amici, mi piace moltissimo trovare idee sfiziose ed accattivanti non solo per il palato, ma anche per la vista. 
Le riviste di cucina in casa mia sbucano da ogni dove e anche se la rete pullula di idee e ricette, ogni tanto mi piace consultarle, specie dando uno sguardo ai vecchi numeri. 
Come l'idea per la mia ricetta di oggi è molto datata: del 1996! 
Credo però sia un'evergreen, idea vecchia ma sempre valida, mi piace riproporla perché non solo è molto buona, ma è anche molto gradevole alla vista proprio come piace a me.
Guardate un pò se siete d'accordo:



Ricetta tratta dal numero di dicembre del 1996 di La cucina italiana
da me leggermente modificata 


Ingredienti:
Per le conchiglie di briséé:
(con queste dosi ho ottenuto 12 conchiglie)
200 g farina 
100 g burro freddo e un pochino per imburrare le conchiglie
50 g acqua fredda
2 cucchiaini di erbe di Provenza
30 gr di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
 occorreranno anche 12 conchiglie di capesante vuote

Per le polpette di baccalà:
220 g baccalà dissalato
1 uovo medio
70 g circa pangrattato
1 spicchio d'aglio

1 manciata di foglie di prezzemolo
olio extra vergine di oliva



Procedimento:
Per le conchiglie di brisèe:
Io ho fatto tutto con il Bimby, ma potete ovviamente impastare sulla spianatoia. Ho messo nel boccale la farina, il parmigiano grattugiato, le erbe di Provenza, il sale ed il burro morbido a pezzetti ed ho fatto sabbiare il tutto, facendo girare qualche minuto a velocità 4. 
Aggiungere in un colpo l'acqua fredda fino a che il composto stia grossolanamente insieme. Trasferire sulla spianatoia dando all'impasto la forma di una palla, avvolgerla in pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero mezz'ora.
Nel frattempo imburrare molto molto bene (operazione importante altrimenti i gusci non si staccheranno!) i gusci delle capesante. Stendere con l'aiuto di un mattarello su un piano infarinato la pasta brisèe dello spessore di pochi millimetri, rivestire i gusci imburrati, facendo aderire bene al guscio la pasta, senza però schiacciare troppo. Appoggiarci sopra gli altri gusci per formare le zigrinature (questi non è necessario imburrarli) e disporli sulla placca del forno. Appoggiare sopra le conchiglie così preparate un'altra placca per evitare che la pasta gonfi in cottura e passare in forno a 200 °C per circa 10 minuti
Sfornare e lasciar raffreddare 5 minuti poi molto delicatamente staccare la conchiglia superiore e quella inferiore, liberando la conchiglia di pasta brisèe, molto delicatamente senza romperla. Quindi rimettere sulla placca e ripassare i gusci in forno caldo per altri 5 minuti a 180°C, perchè l'interno risulterà ancora crudo, almeno nel mio caso. Voi regolate i tempi con il vostro forno. 

Per le polpette di baccalà:
Spinare accuratamente il baccalà privandolo della pelle e dei filamenti bianchi. Tagliarlo a pezzi e frullarlo nel mixer insieme agli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Prelevare delle palline di composto grosse come una noce, formare le polpettine, dando loro la forma di una noce di capasanta e passarle nel pangrattato. 
Mettere in una padella antiaderente con l'olio e friggere le polpettine finchè siano dorate. Farle asciugare su carta forno e servirle calde con una fettina di pomodoro fresco dentro i gusci di capesante precedentemente preparati. 


Felice giornata, vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta:








Spesso trovo ispirazione in ricette anche un pò datate, per questo ogni tanto mi piace risfogliare i miei vecchi numeri della rivista Sale & Pepe!
La ricetta che propongo oggi infatti, proviene proprio da un vecchio numero della rivista, a cui sono abbonata da più di dieci anni! 
Trovo sempre qualche spunto interessante, anche nei vecchi numeri.
Questa torta è piaciuta molto ai miei commensali ed anche a me che non amo troppo i dolci, perchè non è per nulla stucchevole. 
Il guscio che la avvolge non è di frolla, ma molto più delicato nel sapore, è una sorta di pasta matta. 
Il ripieno di pere cotte nel vino poi, la rende particolarmente adatta a chiudere degnamente una cena, come perfetto dessert. 
Insomma una torta chic semplice e gustosa, assolutamente da provare.
E secondo il consorte, (forse per via delle stelline??), ha anche una vaga "aria natalizia", voi che dite?




 Intanto provatela...

Ingredienti:

340 gr di farina 
150 gr di burro 
4 pere Martine 
1 stecca di cannella 
1 bacca di anice stellato 
1 pizzico di zenzero in polvere 
60 gr di zucchero 
1/2 litro di vino rosso dolce (io ho usato un lambrusco secco) 
4 amaretti morbidi 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Frullate nel mixer (io ho usato il Bimby) la farina con 30 g di zucchero, il burro a dadini e un pizzico di sale. Quando il composto sarà sabbiato (si formeranno delle briciole), unite 50 ml di acqua fredda e frullate fino ad ottenere una palla. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti. 

Nel frattempo portate ad ebollizione il vino con le spezie (anice stellato, cannella e zenzero) e i 30 grammi di zucchero rimasto. Aggiungete le pere sbucciate ed affettate e cuocetele finchè saranno cotte, ma non ancora sfatte. 

Scolatele e fate ridurre lo sciroppo della metà. 

Stendete 2 terzi della pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm e usatelo per foderare uno stampo di 20 cm (io ne ho usato uno lungo rettangolare, quello in foto e mi è avanzata della pasta con cui ho poi fatto dei biscotti). 
Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargetelo con gli amaretti sbriciolati. Distribuitevi sopra le pere ben sgocciolate dal vino, stendete la pasta rimasta e sistematela sul ripieno. Prima di adagiarla con un tagliapasta ritagliate delle stelle e asportatele. Alcune stelline le ho poi appoggiate sulla torta. 
Sigillate bene i bordi e infornate a 180 gradi per 35 minuti. Lasciate raffreddare e poi spolverizzate di zucchero a velo e servite con la riduzione di sciroppo di vino preparato.

NOTE: 
Nella ricetta originale le aperture a stellina della torta, dopo la cottura, andavano riempite con gelatina di ribes. 
Questa operazione renderà la torta ancora più scenografica e carina a vedersi, io non l'ho fatto, ma voi potete provare.



E per oggi è tutto. 
Per chi vorrà, arrivederci alla prossima ricetta!


Ogni volta che abbiamo amici a cena la scena si ripete puntuale...
Mille idee per stuzzichini da aperitivo e antipasti a sazietà!
La mia passione nella scelta, nella predilezione e nella preparazione degli antipasti per le mie cene è oramai proverbiale. 
Gli amici lo sanno e il consorte si lagna.
Gli ospiti arrivano al primo e sono già sazi!
Una mia pecca lo ammetto, il bello è che lo so, ma non riesco proprio ad evitarlo, non so trattenermi, sono sempre troppi quelli che vorrei provare e che mi fanno capitolare.
Questa volta, essendo periodo di zucca ed avendone acquistata una dolcissima, la mia scelta è ricaduta su un delizioso antipasto, la millefoglie di zucca con baccalà mantecato e crema di ceci al coriandolo.
Un'idea della mia cara amica Silvia, oramai chef a tempo pienissimo
La sua ricetta la trovate qui.
L'aveva presentata al Taste and Match lo scorso anno in cui avevo avuto il piacere di degustarla e mi aveva da subito colpita molto.
Un connubio perfetto al palato, a mio avviso davvero elegante nella presentazione e anche molto delicata nell'accostamento di sapori.
Un pesce dal gusto così importante come il baccalà, preparato in questo modo diventa raffinato e davvero piacevolissimo da degustare. 
Provateci.


Rispetto alla ricetta originale, ho fatto solo qualche mia piccolissima variazione. 
Vi trascrivo tutto qui di seguito, anche per vostra comodità di lettura.
Ingredienti:
Per la millefoglie di zucca:
1/4 di zucca arancione privata di buccia e semi (200 gr circa)
olio extravergine di oliva 
pepe giamaicano

Per il baccalà:
500 gr di una baffa di baccalà già ammollato
500 ml circa di latte intero
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
pepe
olio extravergine di oliva

Per la crema di ceci:
400 gr di ceci già lessati
8 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva
pepe giamaicano
semi di papavero per guarnire

Procedimento:
Per la millefoglie di zucca:
Private la zucca di buccia e semi e tagliatela a fettine spesse qualche millimetro. Ponetele su una placca da forno con un filo d'olio, sale e pepe e fatele asciugare in forno per 15-20 minuti a 220 gradi. Fate raffreddare e tenete da parte.

Per il baccalà:
Io preferisco sempre partire dal baccalà ancora da ammollare, lo voglio vedere e sincerarmi che sia davvero baccalà. Volendo però, potreste facilitarvi il lavoro, si può acquistare anche quello già bagnato. Fate solo attenzione che non sia troppo salato. 
Io sono partita dalla baffa sotto sale, l'ho ben dissalata sotto l'acqua corrente fredda e poi l'ho messa in ammollo con abbondante acqua fredda, che andrà cambiata 3-4 volte al giorno, sostituendola con altra acqua fredda, per almeno 2 giorni consecutivi. 
Il terzo giorno dopo l'ammollo, ho messo il baccalà ben sciacquato in un tegame capiente, l'ho coperto con il latte, e l'ho lasciato cuocere per 20 minuti. L'ho scolato con una schiumarola e l'ho frullato con uno spicchio d'aglio, il prezzemolo e un filo d'olio, aggiungendo poco alla volta un pò del latte di cottura fino a renderlo cremoso come in foto. Lasciatelo raffreddare e tenetelo da parte.

Per la crema di ceci:  
Di solito quando preparo la crema di ceci mi piace aggiungerci lo zenzero fresco, lo trovo delizioso, ma il suo gusto un pò pungente non è sempre gradito da tutti. Questa volta quindi ho seguito il suggerimento di Silvia, optando per il coriandolo, più delicato, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. 
Frullate dei ceci già lessati con 8 bacche di coriandolo, ed olio, come per fare l'hummus, fino a che abbiate una consistenza cremosa come quella in foto. Aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e ponete la crema in una sach a poche con il beccuccio a stella. Tenetelo da parte fino al momento di impiattare.

Montaggio del piatto:
Preparate il piatto sistemando a strati le sfoglie di zucca appena intiepidite. Una fettina di zucca, il baccalà mantecato anch'esso tiepido, altra fettina di zucca e altro baccalà, alternando tre o quattro strati per formare una sorta di millefoglie. 
Con la sach a poche guarnite con ciuffetti di crema di ceci e spolverizzate con semi di papavero. Servite il piatto tiepido.


Alla prossima ricetta, ciao




    


In casa nostra la pasta la preparo almeno una volta al giorno, nonostante ciò in questi quasi quattro anni di blog ho pubblicato pochissime ricette di primi piatti. 
Forse perchè mi sembrano sempre un pò banali. 
Questa pasta invece mi è sembrata degna di nota.
Chissà forse perchè un'invenzione che mi è particolarmente piaciuta.
Un gradevole accostamento di sapori a mio avviso davvero riuscito!
Non è nulla di speciale eh, per carità, ma mi è sembrata un'idea carinissima da condividere con voi, sia per il sapore, che per la presentazione, se vogliamo anche un pò chic.
Le zucchine tonde sono troppo carine non trovate? 
Quando le trovo mi lascio sempre "chiamare" e alla fine le compro! 
Sebbene il loro gusto sia piuttosto neutro.
Va bè, diciamolo, saranno pure carine a vedersi, ma sanno proprio di poco... già le zucchine di per sè sono poco saporite, ma quelle tonde trovo siano ancora meno gustose.
Di solito per dargli un pò di carattere le faccio ripiene, con la ricetta che avevo già pubblicato tempo fa qui
Stavolta invece ho studiato di svuotarle e di usarle anche da contenitore per servirci la pasta. 
Se vi garba... altrimenti anche no!
La pasta fatela però. Da noi ci è scappato anche il bis!




Ingredienti:(dosi per 4 persone)
4 zucchine tonde
320 gr di pennette integrali
1/2 cipolla bionda piccola
300 gr di mazzancolle
1 bicchierino di brandy
70 gr di crescenza
1 cucchiaino di zenzero grattugiato fresco
le zeste di un lime
qualche rametto di timo limone
qualche rametto di maggiorana
olio extravergine di oliva qb



Procedimento:
Per prima cosa lavate per bene le zucchine e sbollentatele per 5 minuti in acqua bollente. Lasciatele intiepidire. Nel frattempo sbucciate la cipolla ed affettatene sottilmente metà, che farete imbiondire con qualche cucchiaio d'olio in un pentolino antiaderente. A questo punto preparate le zucchine: tagliatene la calotta e poi svuotatele (io ho usato prima il coltello e poi lo scavino rotondo). Tagliate a cubetti la polpa delle zucchine che avrete scavato e mettetela a soffriggere insieme alla cipolla e a qualche rametto di maggiorana fresca e di timo limone (daranno un sapore davvero squisito alla preparazione). 
Lasciate cuocere per una decina di minuti, poi aggiungete le mazzancolle ben pulite e lasciatele insaporire rigirando delicatamente per 5 minuti. Sfumate con un bicchierino di brandy, regolate di sale e spegnete il fuoco. 
Mentre cuoce la pasta, mettete da parte in un piatto tutte le mazzancolle. Quindi frullate in un mixer il resto del sugo preparato, con la crescenza e 2-3 cucchiai di acqua bollente (in cui cuoce la pasta) in modo da ottenere una sorta di cremina con cui mantecherete la pasta appena cotta mescolando bene. 
Per finire aggiungete le mazzancolle tenute da parte, lo zenzero grattugiato fresco e le zeste di un piccolo lime, mantecate e servite nelle zucchine svuotate che serviranno da contenitore per la pasta. Decorate con qualche rametto di maggiorana e timo fresco chiudete con la calotta che appoggerete ad un lato del piatto e... servite.
Buon appetito!

Nei prossimi giorni sarò un pò latitante, per cui ho programmato alcuni post, che "andranno in onda" anche in mia assenza.
Chiedo scusa anticipatamente se non riuscirò a rispondere tempestivamente ai vostri commenti. Piano piano arrivo!

Come al solito per chi vorrà leggermi ancora, l'appuntamento comunque è alla prossima ricetta.
A presto








Non so se l'ho mai scritto, ma ogni volta che invito qualcuno a cena, o a pranzo, la cosa che mi diverte di più in assoluto è preparare gli antipasti!
Sarà che sono nata in Piemonte e qui gli antipasti sono un must, sarà che io vivrei di antipasti e mi basterebbero quelli per essere felice ed appagata pienamente saltando anche tutto il resto del pasto, fatto sta che mi piace un sacco sbizzarrirmi e preparare tante "sfizioserie" prima del pasto quello"vero"... tanto che spesso riempio le pance degli ospiti ancora prima che abbiano iniziato!
Insomma lo so è un mio difetto, ma ai due, tre... quattro antipasti non so proprio rinunciare, specie durante le feste!
Cambiare e sperimentare nuove ricette, lo sapete mi piace molto, ma i grandi classici sono intramontabili e hanno ben ragione d'esistere. 
Questo flan a casa nostra lo è: un grande classico! L'ho preparato già un sacco di volte.
Dalla consistenza delicatissima che si scioglie in bocca, con quella golosa salsina... insomma, piace sempre e se viene servito in monoporzione con l'aiuto degli stampini in silicone, nella sua semplicità, sebbene sia solo un flan, può essere anche molto chic. 
Cosa ne dite?




Ingredienti:
Per il flan:
500 gr di broccoli
4 uova
1 pizzico di noce moscata
100 gr di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di zenzero fresco grattugiato (opzionale solo se vi piace piccantino)
sale aromatizzato qb
più una parte della salsa qui sotto
Per la salsa d'accompagnamento:
50 gr di burro
2 cucchiai colmi di farina
250 ml di latte intero
250 ml di panna liquida
1 pizzico di noce moscata
80 gr circa di parmigiano grattugiato (o altro formaggio a piacere)


Procedimento:
Per prima cosa, dopo averli puliti ed aver eliminato le parti più dure, lessate i broccoli, in abbondante acqua salata. Io li lascio sempre 8 minuti da quando l'acqua prende bollore e li trovo perfetti, non troppo molli, che le verdure mollicce mi sanno subito di cibo da ospedale!
Scolateli, lasciateli intiepidire e nel frattempo preparate la besciamella, che vi servirà sia come salsa d'accompagnamento, che per preparare il flan.
Sciogliete a fuoco bassissimo in un tegame dal fondo spesso il pezzetto di burro, finchè non sfrigola, aggiungetevi la farina setacciata e con l'aiuto di una frustina mescolatela velocemente, allontanandovi un attimo dal fuoco, fino ad ottenere una pastella priva di grumi. Aggiungete la noce moscata ed il sale e versatevi a filo il latte e la panna poco per volta sempre mescolando. Rimettete sul fuoco a fiamma bassa, continuando a mescolare fino a che la besciamella si addenserà e sarà della consistenza di una crema sufficientemente soda. 
Ora tenete da parte 200 ml di questa salsa che vi servirà d'accompagnamento.
Mettete in un mixer i broccoli lessati, i restanti 300 ml di besciamella preparata, le uova intere, 100 grammi di parmigiano, un pizzico di noce moscata, lo zenzero grattugiato (se vi piace) regolate di sale e frullate bene fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo.
Mettete il composto in una teglia da plumcake foderata di carta forno o come me in stampini in silicone se volete le monoporzioni. Il tempo di cottura sarà però diverso.
Preriscaldate il forno a 180°C e cuocete lo stampo grande da plumcake per 50 minuti in forno statico, per le monoporzioni dovrebbero essere sufficienti anche 40-45 minuti.
Lasciate intiepidire prima di sformarli, oppure (come faccio quasi sempre io) preparateli con anticipo così li sformerete da freddi. Li potrete scaldare al momento di servirli.
Nappateli infine con la fonduta, che preparerete con la salsa tenuta da parte, in cui avrete aggiunto 80 grammi di parmigiano (o altro formaggio a scelta), fatto sciogliere nella salsa a fuoco basso. 
Sentirete che golosità!

NOTE PERSONALI:
Se volete un flan un pò più leggero, nella salsa d'accompagnamento potete sostituire la panna con il latte. 
Viceversa per una fonduta ancora più golosa, potete omettere il latte ed usare anche solo la panna.

Arrivederci alla prossima ricetta:



I lettori più fedeli del blog già sapranno che i dolci presenti in queste pagine sono quasi esclusivamente al cioccolato, visto che i golosi di famiglia lo adorano e dettano legge sul mio operato!
Fortuna che ogni tanto capitano a casa amici che proprio non lo gradiscono, così finalmente posso "uscire un pò dal seminato" e osare con qualcosa di diversamente goloso...
Le arance in questo periodo sono di stagione e nei dolci mi sembrano meravigliose da usarsi, per cui complice anche un tempo stringato a mia disposizione, mi sono inventata una cheese-cake all'arancia. Rapida da preparare, anche con anticipo, non necessita di cottura, si conserva in frigo ed è a mio avviso molto buona, oltre che bella da vedere.
Come sempre durante le cene con gli amici, ho troppe altre cose da fare...
E di fotografare la torta intera non c'è stato materialmente il tempo.
Per cui ne ho lasciata da parte giusto una fettina per immortalarla il giorno dopo.


Ed ora magari vorreste anche la ricetta, vero? Eccovi accontentati.



Ingredienti:
Per la base e la farcia:
300 gr di biscotti secchi 
120 gr di burro
1 cucchiaino raso di cannella in polvere (se piace)
250 gr di mascarpone
400 gr di formaggio spalmabile io ho preparato questo qui
100 gr di zucchero semolato
15 gr di colla di pesce (o in alternativa 3 gr di agar agar)
2 arance (solo il succo)
1 arancia (solo le zeste)
Per la gelatina d'arancia:
200 ml di succo d'arancia (circa 3 arance)
3 cucchiai di zucchero a velo
1 bustina di preparato di gelatina per torte (tipo tortagel per coprire le crostate alla frutta)

Procedimento:

Per la base e la farcia:
Per prima cosa tritate finemente i biscotti fino a ridurli in polvere, mescolateli bene con la cannella in polvere (sempre se vi piace) ed aggiungete il burro fuso mescolando bene. Una volta scelto il vostro stampo, foderatelo (io ho usato la pellicola) e schiacciate bene i biscotti col dorso di un cucchiaio per fare il fondo, fino ad avere una base compatta e liscia. Fate rassodare la base per mezz'oretta in frigorifero.

Intanto preparate la crema per la farcia. Prima ho fatto il formaggio spalmabile. Per il procedimento vi rimando ad una mia vecchia ricetta qui dove è ben spiegato. Spremete 2 arance di cui terrete da parte il succo e mettete a bagno i fogli di gelatina in acqua fredda. 

Grattugiate le zeste di un'arancia, mescolatele al mascarpone e con l'aiuto delle fruste elettriche montate il tutto con il formaggio spalmabile fino ad ottenere un composto omogeneo. Nel frattempo mettete in un pentolino il succo d'arancia, ponetelo sul fuoco e spegnete appena raggiunge il bollore. Fate sciogliere bene lo zucchero nel succo d'arancia caldo e poi aggiungete la colla di pesce ben strizzata mescolando bene per non fare grumi. Lasciate raffreddare il succo un paio di minuti poi unitelo al composto di crema preparato, montando ancora qualche minuto con le fruste per uniformare bene  tutta la farcia. Versate la crema ottenuta sulla base biscotto, livellate bene la superficie con l'aiuto di una spatola e rimettete in frigo a rassodare per almeno 3 ore. Io l'ho lasciata in frigo fino al giorno dopo, in cui ho preparato la gelatina d'arancia per guarnire.

Per la gelatina d'arancia:
Spremete le arance fino ad ottenere 200 ml di succo, io ho dovuto usare 3 arance. 
Mettete il succo in un pentolino e ponete sul fuoco unendo lo zucchero ed il preparato di gelatina per torte. Portate a bollore, lasciate bollire per circa un minuto e poi lasciate raffreddare per un paio di minuti. Versate la gelatina preparata sulla cheese-cake ben fredda e lasciate di nuovo in frigo a rassodare per almeno un paio d'ore. 
Infine decorate a piacere con fettine d'arancia prima di servire.

NOTE PERSONALI:

La gelatina d'arancia l'ho lasciata volutamente un pò aspra. Sapete però che io non sono molto amante dei dolci, per cui magari non faccio testo. 
Il gusto tanto per intenderci, è quello di una spremuta d'arancia senza zucchero, che a mio avviso contrasta bene con il dolce della farcia. Molto però dipende anche dal tipo di arance  utilizzate. Assaggiate e se vi piace di più, potete ovviamente aggiungere un pò di zucchero anche nella gelatina.


Un caro saluto a tutti, e come sempre arrivederci alla prossima ricetta:




Dopo aver lavorato come una pazza ad un catering per 60 persone, per una cena preparata in condizioni estreme, sentirsi chiedere a fine pasto se si possa brevettare una tua ricetta.... bè, non ha prezzo!
Per tutto il resto... ;) dai ragazzi, son soddisfazioni!
Oramai lo sapete, sono assolutamente contraria ad un qualsiasi "esclusivismo" in cucina, che sia "un brevetto" o un qualsiasi "diritto" su una ricetta: la trovo un'idea bizzarra! 
A mio parere le ricette vanno condivise, studiate, ammirate, rivisitate... personalizzate.
Per me cucinare è sinonimo di condivisione, convivialità, e poi certo personalizzazione quella sempre... 
è inevitabile perchè in ogni caso sempre ci si mette del proprio, anche se la ricetta è la stessa.
Uno stesso identico piatto cucinato da due mani diverse, sebbene con le medesime procedure e gli stessi ingredienti, sarà inevitabilmente differente! 
Questo l'ho già detto altre volte, cucinare in fondo non è null'altro che una serie di trasformazioni chimico fisiche, che richiedono energia e ognuno di noi ha una energia sua propria, diversa da quella degli altri.
Addirittura noi stessi non siamo sempre uguali: la nostra energia cambia e si modifica nel tempo, dipende dai giorni, dall'umore. 
Non vi capita mai che la stessa identica ricetta un giorno vi venga una meraviglia e il giorno dopo una schifezza?
Magari proprio quando sarebbe necessario il contrario...
Ecco! Questione d'energia, o se preferite: umore del momento, tensione e così via.
Tutto questo per dire che la cosa del brevetto mi ha fatta ovviamente sorridere, lungi da me, ma nello stesso tempo mi ha fatto anche un immenso piacere, perchè la mia ricetta era davvero inventata di sana pianta!
Indecisa fino all'ultimo minuto se fare la mia solita arista al latte o se prepararne una nuova versione all'uva e rosmarino, ricetta letta tempo addietro chissà dove, non ho saputo scegliere.
Ed è venuta fuori questa qui:


Alla faccia del brevetto, la condivido subito con voi!
Vi assicuro, col latte è stato un connubio perfetto: da urlo!

Ingredienti:
1kg di arista di maiale
1 cipolla
1 carota
1 foglia di alloro
5 bacche di ginepro
1 pizzico di noce moscata
1/2 litro di latte
1 bel rametto di rosmarino
1/2 kg d'uva bianca di cui: 2-3 manciate di acini per decorare, il resto per succo d'uva
2 cucchiai rasi di amido di mais (all'occorrenza per tirare la salsa)

Procedimento:
Affettare sottilmente la cipolla e la carota, lavare il rosmarino e l'alloro e farli soffriggere qualche minuto a fuoco vivace in una casseruola a bordi alti (io ne ho una in ghisa). 
Aggiungere a questo punto l'arista e farla sigillare per bene, da entrambi i lati, fino a formare una bella crosticina dorata. Nel frattempo lavate bene l'uva.
Tenetene da parte qualche acino per decorare, e spremete il resto degli acini con l'aiuto di uno schiacciapatate, in modo da ricavarne il succo. 
Quando l'arista è ben dorata da tutti i lati, sfumate col succo d'uva, aspettate qualche minuto che evapori e poi abbassate la fiamma al minimo, aggiungete la noce moscata e il latte e incoperchiate fino a cottura ultimata.
Io ho lasciato cuocere per circa un'ora, per far ridurre il sughetto di cottura.
Lasciate raffreddare bene l'arista. 
Una volta raffreddato l'arrosto, separatelo dal suo sugo e riponetelo in frigo, perchè da freddo sarà più facile affettarlo.
Al momento di servire ho tirato bene la salsa. 
Per prima cosa ho rimosso gli aghi di rosmarino, il ginepro e l'alloro e poi ho ristretto ancora un pochino il fondo di cottura. 
In un tegame mettete qualche mestolo del sughetto e con l'aiuto di una frusta aggiungete gradatamente tutto l'amido di mais, girando sempre finchè non sia ben amalgamato. 
Ora aggiungete gradatamente il resto del sughetto continuando a mescolare, tenendo la fiamma al minimo fino a quando la salsa non si sarà addensata.
Spelate e private dei semi gli acini d'uva messi da parte, tagliateli a metà ed aggiungeteli alla salsa al momento di servire.
Affettate sottilmente l'arrosto, scaldatelo e guarnite con la salsa e l'uva.
Provatela!
Ai miei commensali è piaciuta moltissimo e voi che ne dite?


Ed ora vorrei parlarvi di un'iniziativa che sfida solo le/i cuoche/chi più audaci e pronte/i a mettersi in gioco, venendo allo scoperto "nel mondo reale"...

Avete visto il nuovo banner qui di fianco sul blog? 
Intendo questo qui:


Di che si tratta?
Di un Contest, di cui potete leggere il regolamento anche direttamente sul sito di RossoRubino e che vi riporto qui solo per vostra comodità di lettura:

L'enoteca Rossorubino, in collaborazione con me e Silvia, vi invita a partecipare al suo primo contest enogastronomico:

Food Moment Please!

7 foodblogger avranno modo di cimentarsi presso l’enoteca RossoRubino di Via Madama Cristina 21 a Torino, proponendosi alla nostra clientela.

Accettate la sfida e date sfogo alla vostra creatività!

Regolamento di partecipazione:

- Per partecipare al contest “Food Moment Please!” è necessario ideare una ricetta senza cottura o che preveda l’utilizzo limitato al solo forno a microonde e il relativo abbinamento al vino che si reputi più azzeccato

- Le ricette ideate non dovranno prevedere l’uso di alcun metodo di cottura tradizionale e dovranno essere fantasiose e particolari e ovviamente, assolutamente fattibili nella cucina di un'enoteca

- Il contest è rivolto solo a chi possiede un blog

- Non valgono ricette pubblicate prima del 15 settembre 2012 o copiate da altri blog italiani o stranieri.

- Ogni partecipante dovrà inserire il logo del contest:




nella home page del proprio blog e al termine della ricetta, con un link diretto a ROSSORUBINO e dovrà linkare i blog La Cucina di Nonna Papera e Any Secret

- I link alle ricette dovranno essere postati in risposta al post di presentazione del contest al seguente indirizzo: La cucina di Nonna Papera

- Le ricette devono essere inviate entro le ore 00.00 del 15 ottobre 2012

- Al termine del contest una giuria composta da Andrea ed Edoardo, titolari dell'enoteca Rossorubino, con la collaborazione esclusivamente tecnica di Anastasia e Silvia (fattibilità della ricetta e sapore), stilerà una classifica che verrà pubblicata QUI e contatterà i primi 7 classificati per accordarsi sulle modalità di partecipazione alle serate in cucina

- I nominativi e il relativo link al blog saranno pubblicati su ROSSORUBINO

- Dopo aver stilato un calendario di partecipazione, nelle date prescelte i blogger potranno cimentarsi in enoteca, dove presenzieranno per due serate: il venerdì sera per un aperitivo composto dall’abbinamento di un calice di vino da noi selezionato e da un piatto in abbinamento da voi proposto e il sabato sera per una vera e propria cena.

Tutto chiaro?
E allora iniziate a pensare ed ideare!
Un mio personale in bocca al lupo a tutti i coraggiosi che decideranno di partecipare!