Ultimi Post
Era da un pezzo che non pubblicavo più qualche ricetta con il mio amato LM, ma non certo perchè me ne sia stufata ^__^
Anzi, devo dire che il mio amore per il lievito madre non diminuisce con il passare del tempo, se mai si accresce spronandomi a sfide sempre nuove!
Le prime SFIDE in assoluto provengono ovviamente da casa mia, perchè il mio piccoletto di casa, come tutti i bimbi, è attirato dalle merendine commerciali proposte dalla pubblicità. 
E oramai è anche in grado di farsi domande e fornirsi risposte da solo, ogni volta che andiamo al supermercato.
Del tipo:
"Mamma mi compri la Kinder fetta al latte? 
Ah no già, vero, è piena di conservanti, 
non la prendiamo tanto me la sai fare tu, 
ma ME LA FAI QUESTA VOLTA MAMMA EH, 
non che dici che la fai, ma poi alla fine non hai mai tempo!!!" 
Gulp, un bel colpo basso per la mamma che incassa e porta a casa...
Invece per i flauti è andata anche peggio. 
Perchè l'intenzione di rifarli dopo aver visto questi, è stata immediata. 
La ricetta era stata subito archiviata (nella oramai infinita lista delle ricette "TO DO"), ma poi alla fine i giorni passano e temo abbia proprio ragione mio figlio, sono sempre al costante inseguimento del tempo che non trovo.
Ma sentite questa.
Un giorno all'uscita da scuola, il mio pargolo mi mostra tutto fiero un pacchettino con tanto di merendina commerciale ficcata dentro e dotata di buono sconto per l'acquisto al suo interno! 
Domando:
"Ma chi te l'ha data quella?"
"Mamma la davano gratis all'uscita di scuola, Ã¨ buonissima, me la compri?
GRRRRRRRRR
Hai capito questi, mi sono detta, altro che evitare di fargli guardare la pubblicità, altro che colpo basso! 
Si piazzano direttamente davanti alle scuole, capito la strategia? 
Merendine gratis! Non esiste modo migliore per convincere le mamme ed invogliare i bimbi all'acquisto, no? 
Però dipende ANCHE dalle mamme. 
Perchè vi assicuro che se mi sento ferita nell'orgoglio, passo all'attacco peggio di una saetta! Tempo zero.
Ho sfoderato una SUPER-MAMMA-ANY.
Il tempo di arrivare a casa avevo già le mani in pasta. 
Con tutta la mia spocchia ho pensato:
E adesso vi sistemo io, altro che comprare con il buono sconto, vi faccio vedere DI CHE SONO CAPACE.
E ho preparato questi:


E secondo voi possono mai temere il confronto con quelli commerciali???
Certo che no!
Mio figlio li ha adorati (e pure il consorte) ed ovviamente ha chiesto il bis.
Il problema per me è, come sempre, trovare il tempo di riprepararlo il bis!
Non sarò mica parente di Paganini io?
Nel frattempo che medito sul da farsi, provate la ricetta anche voi, così farete felici i vostri bimbi.
Ora vi spiego come fare:

Ingredienti:
(Dosi per 12-15 flauti a seconda della grandezza)
250 gr di farina 0
250 gr di farina 00
60 gr di lievito madre
250 ml di latte tiepido
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 cucchiaio di miele
1 uovo
80 gr di formaggio spalmabile io ho fatto questo qui
60 gr di burro di malga
1 pizzico d sale
le zeste grattugiate di mezza arancia non trattata in superficie
1 tuorlo d'uovo e un goccio di latte per spennellare
Per la farcitura:
marmellata alla ciliegia qb
gocce di cioccolato qb

Procedimento:
Ho seguito solo in parte la ricetta di Martina, perchè ho cercato di adattare il procedimento di lavorazione di queste brioches, gestendolo con i miei tempi. 
Per cui alla fine questi flauti hanno avuto 30 ore complessive di lievitazione. Vi spiego come.
Prima di cena ho sciolto in una capiente ciotola, 60 gr di lievito madre nel latte tiepido, in cui avevo precedentemente sciolto il miele, lo zucchero, e lo sciroppo di malto d'orzo. A questo punto ho aggiunto la farina zero e il pizzico di sale, cominciando a lavorare l'impasto in ciotola con una mano messa "modi gancio dell'impastatrice", ovvero facendo dei movimenti rotatori (come per sbattere)sempre nel medesimo verso per incordare l'impasto. A questo punto ho aggiunto metà della farina 00, l'uovo ed il burro (tenuti da parte, ma precedentemente preparati: l'uovo sbattuto, mischiato con burro fuso), il formaggio spalmabile e le scorze d'arancia. Ho continuato ad impastare con "la mano a paletta modi-gancio" con il solito movimento rotatorio del polso, per diversi minuti, perchè l'impasto è molto appiccicoso e occorre tempo per incordarlo a mano. Quindi ho messo il resto della farina sulla spianatoia e vi ho ribaltato sopra l'impasto preparato in ciotola, lavorandolo ancora bene sulla spianatoia fino a lisciarlo completamente. 
Ho formato una palla, ho ben oliato una ciotola e poi ho messo a lievitare il mio impasto ben coperto con pellicola e copertina a temperatura ambiente per circa 4 ore
Prima di andare a letto ho messo l'impasto in frigo.
Il giorno seguente ho tirato fuori dal frigo l'impasto che doveva acclimatarsi e ha continuato a lievitare per altre 6-7 ore, quindi sono passata alla formatura della brioches.
Dopo aver spolverato la spianatoia con un pò di farina, ho spezzato l'impasto in 14 pezzi, che ho poi steso come nella foto qui sotto, in un rettangolo che ho tagliato per 1/3 dell'altezza, sfrangiandola a pettine con una spatola di metallo. 


Ho posto al centro delle brioches in alcuni due cucchiai di marmellata in altri le gocce di cioccolato e poi ho arrotolato i flauti cercando di far capitare le frange sotto la chiusura delle brioches.
Ho posto le brioches formate su una placca rivestita di carta forno ho coperto bene con pellicola e ho lasciato ri-lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (per me 4 ore circa).
Prima di infornare ho spennellato delicatamente i flauti con un tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte.
Quindi ho infornato in forno statico a 180°C, fino a doratura. Occorreranno da 20 a 30 minuti, controllateli e regolatevi in base al vostro forno.

Visto il risultato ottenuto mi ritengo più che soddisfatta: 
yuppy, sfida commerciale vinta!

Martina suggerisce che potrebbero anche essere congelati, ma ovviamente noi non ci siamo riusciti!

Spero di aver accontentato anche le tante mamme che so che mi seguono sempre in silenzio, ma vanno a caccia di ricette con il lievito madre.
E se si chiama MADRE ragazzi, che dite, ci sarà un motivo?
Io dico proprio di sì.


Vi abbraccio forte e vi aspetto alla mia prossima ricetta! 



Mi sono fatta un regalo.
Per un giorno solo. Si può fare.
Ho rubato un pò di tempo tutto per me. 
Ho chiuso gli occhi.
Per non vedere la casa in disordine, le mille mail arretrate a cui rispondere, i panni da ritirare, la polvere da togliere, solo per un giorno. 
Ho chiuso la porta all'ansia e alla frenesia del correre quotidiano.
E se mi prendo del tempo tutto per me... 
lo sapete vero dov'è che mi rifugio io? 
Già, già, mi rinchiudo in cucina ^__^
Ma non per fare una ricetta a caso, no.
Doveva essere un lievitato.
Uno di quelli che ti si ficcano nel cervello e ti sfidano, che comandano loro e non ci sono santi e tu pazientemente aspetti che il miracolo della lievitazione piano piano si compia.
Osservi e basta, e per una volta aspetti. 
Ok mi "sottometto" e aspetto. Difficile ed arduo compito per me, che vado sempre di fretta, con sempre mille idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle tutte. 
Ebbene lo confesso, forse un pò è anche per questo che mi piace impastare e ritagliarmi il tempo per farlo, è sempre una sfida e mi piace.
Se usi il lievito madre già lo sai che ci vuole tempo, ti arrendi perchè devi per forza regalartelo. Quel tempo lento e buono che oggi giorno manca e invece ne avremmo tanto bisogno.
Che se poi mi decido lo rispetto quel tempo lento, che comanda lui e non aspetta me. Decide lui il quando e il come, perchè quegli esserini lì, dentro al lievito madre intendo, fanno tutto da soli. 
A noi tocca la pazienza, di aspettare.

Cercavo la ricetta per una brioches, perchè se decido di farmi una coccola speciale, il momento che preferisco per regalarmela Ã¨ la colazione, per iniziare bene un nuovo giorno.
Però sono esigente io, volevo una ricetta di una brioches, non troppo dolce, semplice e sana, ma anche golosa e bella.
Troppe pretese tutte assieme vero? 
Infatti non ne ho trovata nemmeno una che facesse al caso mio. 
Poi però, ho visto una foto. Di una challah. Con le mele.
Ed è stata folgorazione. 
Era lei. Volevo proprio quella lì. 


Porcellane e tessuti GreenGate

Innamorata di una foto, ma senza ricetta.
E così me la sono inventata (...la ricetta!)


Ci ho provato andando un po' ad occhio per le dosi. 
L'impasto che ho ottenuto è risultato molto morbido, anche un po' appiccicoso, e ho dovuto lavorarlo un po' più del solito in ciotola aggiungendo ancora un po' di farina, ho messo poco zucchero, l'olio al posto del burro, e non ho messo la uova
Insomma forse alla fine non è venuta una vera e propria brioches, era più simile ad un pane dolce, ma vi assicuro che era esattamente come me l'ero immaginata e la volevo, quindi posso dirmi soddisfatta.
Ecco qui come appariva al suo interno con il ripieno e sotto, a seguire, troverete anche le dosi dei miei pasticci, se volete provarla anche voi:


Porcellane e tessuti GreenGate
Ingredienti:
400 gr di farina 0 (la mia col 13% di proteine)
150 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
250 gr di latte tiepido
60 ml di olio di semi di mais (o di riso)
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di marsala secco o altro aroma a piacere
zucchero semolato e un po' di latte  per guarnire
Per il ripieno:
2 mele 
1 cucchiaio di cacao 
3 cucchiai di marmellata 

Procedimento:
La sera prima: 
Spezzettate il lievito madre in una ciotola e scioglietelo bene nel latte tiepido in cui avrete precedentemente disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo e lo zucchero. Aggiungete la farina e da ultimo l'olio ed impastate fino a che l'impasto non sia ben lisciato ed incordato. Ora sporcatevi le mani con un pochino di farina e con l'aiuto di un tarocco infarinato spostate l'impasto sulla spianatoia, anch'essa infarinata. 
Stendete l'impasto in un rettangolo e fate due serie di pieghe a libro (piegando in 3). Arrotondate quindi l'impasto pirlandolo bene ed accomodatelo in un contenitore che avrete unto di olio e che andrà conservato coperto, per un paio di ore a temperatura ambiente e prima di andare a dormire andrà trasferito in frigo in cui seguirà una lenta fermentazione.

Porcellane e tessuti GreenGate
Il giorno seguente (dopo 18-20 ore di fermentazione):
Tirate fuori dal frigo l'impasto e lasciatelo acclimatare almeno un paio di ore a temperatura ambiente. Il mio impasto rispetto alla sera prima era ancora cresciuto, di circa un terzo del volume!
Infarinate bene la spianatoia.
Spostatevi delicatamente l'impasto aiutandovi con un tarocco e sgonfiatelo delicatamente cercando di stenderlo in un rettangolo. Ricavate quindi sei strisce di impasto, e dividete ancora ogni striscia in 4 parti per formare la brioches, procedendo poi come nella foto del passo passo qui sotto. 



Ripeno:
Per preparare il ripieno, sbucciate le mele, tagliatele a spicchi e frullatele con il cacao e la marmellata che più vi piace (io ho usato quella di prugne che era l'unica fatta in casa che avevo, ma forse quella di pesche starebbe meglio). 
Ora stendete tutte e 4 le stricioline in piccoli rettangoli, come in (fig.1). Spalmate il ripieno e chiudete le striscioline avendo l'accortezza di sigillare bene altrimenti in cottura e in lievitazione vi si apriranno facendo uscire il ripieno. 
Passate dunque alla formatura della brioches, seguendo le figure qui sopra (fig.2,3,4)
Disponete le brioches così formate (fig.4) su una placca ricoperta di carta da forno e lasciatele in un luogo tiepido e ben coperte a lievitare ancora per un'oretta.
Accendete il forno e preriscaldate a 180°C.
Spennellate delicatamente le brioches con del latte e cospargete di zucchero prima di infornare. Cuocete per circa 30 minuti a 180°C o comunque fino a doratura
Controllate sempre il vostro forno durante la cottura e regolatene la temperatura.


Porcellane e tessuti GreenGate
Fiuu, alla fine è stato più lungo scrivere il post che farla.
Quasi quasi mi prendo un altro giorno di relax per rimediare ;)

Enjoy! E buona colazione a tutti!


  
Non ricordo più dove leggevo che un tribunale in un contenzioso tra carta stampata e web, ha stabilito che il valore di una ricetta, non è dato solo dallo sterile elenco di ingredienti in essa contenuti o dal procedimento attuato per realizzarla, ma anche da come viene raccontata, reinterpretata. 
"La storia che c'è dietro" ad ogni ricetta le conferisce un valore aggiunto che può renderla speciale ed unica. 
Lo penso da sempre. 
Un pò come nella vita, mi vien da dire, in cui il contributo di ogni singola persona che incrociamo, ci arricchisce regalandoci sempre qualcosa in più.
Che viaggiare da soli non è mai bello come farlo in compagnia...
Ecco i vortici al cioccolato che vi presento oggi sono un bell’esempio di quanto tutto questo sia vero!


 
Queste brioches, che ci sono piaciute moltissimo, sono e lo dico con un pizzico di orgoglio, il risultato di un impasto tutto fatto a mano, con le mie manine ^___^
Certo nulla a che vedere con questa impresa titanica che tempo fa avevo realizzato qui, ma comunque... 

Una gran bella soddisfazione! 

In realtà dovrei dire che questi vortici sono la somma non solo del mio impegno, ma anche del lavoro di TANTE mani.

Di un lavoro di gruppo, un meraviglioso gruppo, che si entusiasma, si scambia consigli, suggerimenti, un gruppo di aiuto e condivisione VERA, in cui ognuno può essere allievo o maestro a seconda dei casi, in base alla sua personale esperienza.
Un gruppo che mi ha fatto ricredere sull'utilizzo di faccialibro (FB), sul fatto che esistono ancora persone semplici, pulite e vere.
Perchè anche nel mondo virtuale come in quello reale, è sempre necessario saper discernere e scegliere con chi accompagnarsi...
Le belle persone esistono certo, anche in rete, forse solo non fanno tanto notizia. 
Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce.

In ogni caso, come accennavo prima, queste brioches sono passate per tante mani, è vero, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Se esistesse un ©copyright della ricetta di questi vortici al cioccolato, allora i meriti sarebbero tutti di Adele, manine d'oro, di cui vi invito caldamente a visitare il blog, perchè è davvero carino. 
La sua ricetta la trovate qui. E' stata Adele che l'ha fatta scoprire al gruppo di FB di Paoletta ed Adriano. La ricetta di partenza, da cui Adele ha preso ispirazione è una ricetta francese del sito Lepetrin, questa qui
E per capire fino in fondo che succede quando si postano delle ricette così nel gruppo, bè bisognerebbe farne parte...
La ricetta di Adele è con lievito di birra, che non è affatto il nemico da cui scampare, anzi, sebbene in tutto il gruppo si utilizzi il Lievito Madre, scattano i millemila "mi piace" e poi via: tutti curiosi di provare e sperimentare, tutti all'opera.
Subito qualcuno si è ingegnato a dare una sua personale versione "rivisitata" con il Lievito Madre ed è la volta di Silvia con la sua ricetta con Lievito Madre liquido che trovate qui
E tutti si sentono accolti, perchè sono sempre i benevnuti, nessuno si offende perchè la "sua" ricetta viene modificata e variata, anzi il gruppo è lì per questo. 
A mio avviso questo è anche il bello del riprodurre una ricetta, poterci mettere del proprio con libertà. Cucinare in fondo non è altro che uno dei tanti modi per esprimere se stessi, un esercizio di creatività. Che parte dalla nostra esperienza personale e familiare, dalle emozioni, dalle tradizioni che abbiamo vissuto a cui poi di volta in volta si aggiunge o si toglie anche qualcosa, a nostro gusto. 

Perchè diciamolo, bisogna recuperare un pò di umiltà, che qui quasi nessuno inventa nulla. 
E in ogni caso a me personalmente piace imparare: da tutti.

 
E dopo tutto sto panegirico arriviamo finalmente a me, copiona delle copione, che ho provato come altri prima di me, a rifare i vortici al cioccolato di Adele. 
E potevo io non pensare di utilizzare il mio amato Lievito Madre? Certo che sì..
Il LM di Silvia è liquido il mio invece no, per cui ho riadattato nuovamente la ricetta.
Ecco, se siete curiosi di sapere cosa ho combinato vi riscrivo anche la mia versione. E vi assicuro che è stato più lungo scrivere il post che farlo!


Ingredienti:

PASTA BRIOCHES:
(versione con Lievito Madre solido al 50% idratazione)

300 gr farina tipo 0
300 gr farina 00
120 gr di acqua
120 gr di latte
130 gr di lievito madre
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 uovo
90 gr di burro morbido (prelevare 30 gr di questo burro e farli scaldare con le zeste d'arancia per aromatizzarlo, attendere che torni cremoso per utilizzarlo)
110 gr di zucchero
10 gr di sale
1 cucchiaio di rum
la scorza di un'arancia non trattata in superficie
una bacca di vaniglia

PASTA AL CIOCCOLATO:

60 gr di albumi 
40 gr di farina 00
80 gr zucchero
160 gr di latte
40 gr di cacao amaro
20 gr di burro
 

Procedimento:
La sera prima si prepara:

PASTA BRIOCHES:
 
Per prima cosa in una capiente ciotola ho sciolto il LM nell'acqua con un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo. Una volta sciolto ho aggiunto lo zucchero, il latte e i 300 gr di farina 0 iniziando a mescolare sommariamente con una forchetta. Poi ho aggiunto l'uovo sbattuto, il resto della farina ovvero i 300 gr di farina 00 e ho amalgamato ancora con la forchetta, ho aggiunto il sale ed infine il rum, i semi di vaniglia ed il burro fuso, mescolando bene. A questo punto siccome non possiedo la planetaria, ho impasto con le mani (una a dire il vero, la destra!), sempre in una ciotola utilizzando il palmo della mano aperto e rigirando l'impasto cercando di arrotolarlo su se stesso e cercando di lisciarlo il più possibile. In pratica il movimento è lo stesso che fa la macchina impastatrice, con la differenza che la mia mano è "la foglia" (che però ogni tanto si deve anche riposare :P perchè è un pò faticoso lavorare tanto tempo di seguito!). Dopo 20 minuti buoni l'impasto sembrava pronto. Ho quindi proceduto con la prova del velo che ci dice se l'impasto è ben incordato. Si fa così: si prende un pezzo di impasto tra le dita bagnate, e lo si allarga delicatamente e si deve assottigliare fino a formare "un velo appunto", senza spezzarsi.
Ho quindi arrotondato bene l'impasto, l'ho coperto e riposto in frigo fino alla mattina dopo.  

PASTA AL CIOCCOLATO

In una ciotola miscelare l’albume con la farina e lo zucchero. Mettere il latte a scaldare in un pentolino finché non raggiunge il bollore, aggiungere il cacao setacciato e mescolare con una frustina fino a sciogliere tutti i grumi.
Versare la cremina prima ottenuta e mescolare sul fuoco per ottenere una crema densa ed omogenea (come una crema pasticcera soda). Spegnere il fuoco aggiungere il burro e mescolare finché non è completamente assorbito. Travasare in una ciotola e coprire con pellicola, far raffreddare a temperatura ambiente e poi mettere in frigo fino al giorno dopo.

La mattina seguente:

Prendere la pasta brioche e stenderla in un rettangolo di circa mezzo cm di spessore (foto 1).
Spalmare con un coltello nella parte centrale del rettangolo la pasta di cacao nel modo più omogeneo possibile (foto 2) e poi ripiegare i lati accavallandoli leggermente e chiudere i lati rimasti aperti schiacciando con le dita.
Picchettare con il mattarello per compattare, stendere e piegare a tre , mettere in frigo per almeno un’ora.
Se si desiderano le strisce più sottili e ravvicinate ristendere e ripiegare a tre, riposo di un'altra ora (foto 3).
Stendere (mezzo centimetro) e procedere con le forme che più vi piacciono...io ho fatto vortici e le treccine.
Per i vortici ho arrotolato la sfoglia creando un filoncino di circa 6 cm di diametro ed ho tagliato delle fettine di circa 3 cm di spessore. (foto 4)
Ho tagliato le estremità del filoncino, l'ho srotolato e con l'impasto delle striscioline ho fatto le treccine.
Ho poi coperto con pellicola e un canovaccio e lasciato lievitare a temperatura ambiente per più di 3 ore, finché non sono ben lievitati, ho spennellato con un uovo sbattuto con un cucchiaio di latte e infine ho cotto a 180 gradi fino a doratura della parte chiara. Mi ci sono voluti quasi 30 minuti, voi controllate a vista, il vostro forno. Che dopo tutto sto lavoraccio, mica si possono bruciare le brioches, vero???

Vi assicuro che la vostra fatica sarà ripagata, ne vale davvero la pena, si sprigiona un profumo paradisiaco e fare colazione con una di questi vortici è stata davvero una bella soddisfazione: squisiti!

NOTE PERSONALI (mie e di Adele):
Il mio impasto è rimasto in frigo 2 giorni, perchè non sono riuscita a procedere subito la mattina dopo. Il riposo in frigo così prolungato, rispetto alla prima volta che li avevo fatti, in cui avevo proceduto il giorno successivo, ha conferito all'impasto aromi e profumi indescrivibili. Tolto dal frigo l'impasto aveva un profumo davvero meraviglioso! Quasi quasi vi consiglio di aspettare due giorni perchè sono anche meglio.

Una volta cotti, si conservano per diversi giorni chiusi in un sacchetto di plastica.
E si possono congelare già cotti....tornano come appena fatti se li mettete in forno ancora congelati per circa 8 minuti a 180 gradi.
Si può saltare la lievitazione notturna in frigo e far lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Mettere comunque l'impasto in frigo per almeno un'ora, in modo che sia ben freddo, prima di incorporare la pasta al cioccolato.

E per oggi credo proprio di avervi già tediato a sufficienza, per cui vi saluto sperando di aver solleticato le vostre papille e vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta!




Sabato 2 febbraio c'è stato il Pasta Madre Day, organizzato dalla Comunità del Cibo e mi è spiaciuto immensamente non riuscire a partecipare in nessun modo. Avrei tanto voluto essere qui.
Non sono riuscita a donare un pezzetto della mia Pasta Madre, nè a partecipare almeno virtualmente con una mia ricetta. 
Chi mi legge sempre sa quanto io sia affezionata alla panificazione con il Lievito Madre e soprattutto quanto io sia grata a Paoletta ed Adriano per avermene donato un pezzetto al primo dei loro corsi che ho seguito. Da quel 2 giugno ho sfornato tantissimi tipi di pane, fatto panettoni, brioches, fette biscottate, lievitati dolci e salati di ogni tipo, sempre con grandissima soddisfazione. 



Per questo credo sarebbe stato bello poter restituire un pezzetto di quella Pasta Madre: per dare ad altri la possibilità di cominciare ad usarla, ma lavoravo e non mi è stato proprio possibile. Peccato!
In ogni caso sebbene fuori tempo massimo, vi lascio ugualmente, anche se in ritardo, la ricetta che ho realizzato per l'occasione. 
Sono certa che andrà benissimo anche ora, visto che siamo in pieno periodo carnevalesco e come avevo già ribadito lo scorso anno qui, una volta ogni tanto friggere si può e noi per carnevale qualche fritto ce lo concediamo!


Ingredienti:
Per i Krapfen:
350 gr di farina manitoba
150 gr di Lievito Madre appena rinfrescato e già maturo (o 20 gr di lievito di birra)
60 gr di burro
2 uova intere
1 albume per spennellare
70 ml di latte intero
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di malto d'orzo
abbondante olio per friggere
zucchero a velo
70 gr di cioccolato gianduia in tavoletta per il ripieno
Per la crema al cioccolato di farcitura aggiuntiva:
200 ml di latte
1 uovo intero
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
4 quadretti di cioccolato fondente


Procedimento:
Per prima cosa ho rinfrescato il lievito madre e l'ho lasciato maturare. Poi ne ho presi 150 grammi. Ho spezzettato bene tutto il lievito madre e l'ho fatto sciogliere nel latte tiepido con un cucchiaio di malto d'orzo e uno di miele. Ho stemperato bene, aggiunto 50 grammi di farina e ho lasciato riposare per una decina di minuti. Quindi ho rimpastato il tutto con i 300 grammi di farina rimasta a cui ho aggiunto gradatamente le uova già sbattute insieme al burro fuso, lavorando l'impasto prima sommariamente in ciotola e poi per una decina di minuti direttamente sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto bello liscio ed omogeneo. Ho  fatto una palla, l'ho riposta in una ciotola coperto con pellicola, e ho lasciato riposare in luogo tiepido fino al raddoppio. A me ci sono volute circa 2 ore e mezza. 



A questo punto sgonfiate bene l'impasto e stendetelo col mattarello in una sfoglia dello spessore di 3-4 mm, ricavando con un coppa-pasta dei dischi di 4 cm di diametro. Metà spennellateli con l'albume, ponete al centro un pezzetto di cioccolato, sovrapponete infine i restanti dischi non spennellati e sigillate bene schiacciando i bordi. Rimettete in teglia e lasciate riposate per un'oretta prima di friggere i krapfen pochi per volta in abbondante olio bollente, finchè siano ben dorati. Sgocciolateli bene su carta assorbente, lasciate intiepidire e spolverizzateli con zucchero a velo. 
Con queste dosi ho ottenuto una ventina di mini-krapfen, ma i miei sono rimasti poco ripieni di cioccolato. 



Sapete che a casa mia ci sono "due drogati di cioccolato", che ovviamente non erano sufficientemente soddisfatti dopo l'assaggio ed hanno richiesto una doppia dose cioccolatifera!
Per cui mi sono rimessa all'opera e ho rimediato facendo una crema al cioccolato che quindi Ã¨ stata aggiunta a cottura dei mini-krapfen già avvenuta. Con l'aiuto di una siringa, li ho riempiti di crema, una volta che la crema si era raffreddata. Ecco come l'ho preparata:
Per la crema al cioccolato:
Ho sbattuto bene l'uovo con lo zucchero, ho aggiunto un cucchiaio di farina e mescolato bene con la frusta per non fare grumi, prima di aggiungere a filo il latte tiepido. Ho messo sul fuoco e ho girato fino a che si è addensata la crema, poi ho aggiunto i 4 quadretti di cioccolato, l'ho lasciato sciogliere bene sempre mescolando con la frusta ho lasciato raffreddare.

Buona settimana a tutti, alla prossima:



Il lievito madre continua a darmi grandissime soddisfazioni, e con i lievitati dolci, a mio avviso è davvero un portento! 
Sono proprio soddisfatta del risultato, considerato poi che è stato il mio primo esperimento "dolce"...
Non saprei proprio dirvi se preferisco questo panbrioches accompagnato da una marmellata fatta in casa (o mangiato anche semplicemente da solo così com'è) o se lo preferisco in versione tostata!
Sia le fette biscottate che il panbrioches sono davvero da provare, vi assicuro che ne vale proprio la pena! 
Il profumo che si sparge per casa è indescrivibile e il mio entusiasmo alla vista di questa bontà... ve lo lascio immaginare!

Porcellane e tessuti GreenGate

La ricetta che ho utilizzato è quella di Paoletta, che non ha certo bisogno di pubblicità: un nome una garanzia, è stata solo modificata per adattarla alla panificazione con lievito madre prendendo spunto da qui.
Ho fatto ancora una piccola modifica seguendo un pò anche la mia vecchia versione del panbrioches preparato con lievito di birra, che trovate qui.

Porcellane e tessuti GreenGate
Ingredienti:
500 gr di farina manitoba
200 gr di lievito madre rinfrescato
250 gr di latte tiepido (o latticello se l'avete) 
80 gr di zucchero
80 gr di burro
3 tuorli
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino colmo di malto d'orzo

Procedimento:
Per il Panbrioches
Ho spezzettato il lievito madre rinfrescato e maturo e l'ho sciolto bene in una parte del latte tiepido, con il malto d'orzo ed il miele. Poi ho aggiunto la farina poco per volta impastando bene, ho aggiunto lo zucchero e tutto il resto del latte e della farina continuando ad impastare fino ad ottenere un composto omogeneo. Ho poi sciolto il burro e l'ho lasciato intiepidire e l'ho unito ai tuorli ben sbattuti e poco alla volta li ho incorporati aggiungendoli all'impasto avendo cura di lasciarli assorbire bene continuando ad impastare fino ad ottenere un bel panetto morbido. 
L'ho lasciato lievitare coperto da pellicola in un luogo tiepido un paio d'ore e poi ho delicatamente diviso in due l'impasto, l'ho sgonfiato leggermente e l'ho arrotolato riponendolo (con la chiusura sotto) in due teglie da plumcake, lasciandolo rilievitare fino al raddoppio. A me ci sono volute tre ore e una volta infornato è cresciuto ancora!
I tempi di levitazione con il lievito naturale sono sempre molto indicativi, dovrete imparare un pò a conoscere il vostro lievito e le prime volte occorre prenderci un pò la mano.
A lievitazione ultimata prima di infornare in forno ben caldo, potete spennellare il panbrioches con del latte o con tuorlo d'uovo, io non l'ho fatto.
La temperatura del forno è sempre la fase critica per queste preparazioni, le prime volte è sempre meglio controllare a vista. Io ho infornato in forno caldo a 200°C e ho cotto 10 minuti, poi ho abbassato e ultimato la cottura per altri 20 minuti a 180°C.
A questo punto il panbrioches è pronto e potete degustarlo anche così, solo affettato.
Uno io l'ho mangiato così. Con l'altro ho preparato le fette biscottate.
Per la tostatura invece ecco come procedere.

Porcellane e tessuti GreenGate

Per le fette biscottate:
Affettare il panbrioches più o meno dello stesso spessore, facendo delle fette spesse poco meno di un centimetro (circa 8 mm). Riporle su una placca da forno e lasciarle biscottare controllando a vista, sarebbe un vero peccato bruciarle in questa fase! 
La prima volta conviene controllare la temperatura del vostro forno e adattare i tempi al vostro forno e ai vostri gusti di tostatura e "coloritura" delle fette.

Porcellane e tessuti GreenGate

Io per ottenere le mie fette biscottate ho lasciato in forno ventilato a 120°C e ho cotto per 40-45 minuti rigirandole a metà cottura. 
Qualcuna però, forse era già un pò troppo colorita... occorre stare attenti al tempo di cottura, almeno la prima volta che si preparano.

E guardate, diciamolo, in ogni caso il merito di questa bontà è tutto suo:




Era da tanto che volevo provare a farlo il pan d'épices, questo pane speziato d'origine alsaziana, un pane dal sapore davvero molto particolare, fatto di miele e spezie.
Per me un ricordo di bimba, quando a casa di mia nonna lo osservavo incuriosita sulla sua tavola imbandita per la colazione, affettato sottile, sottile spalmato con un velo di miele, che accompagnava la sua tazza fumante di orzo caldo!
Profumi d'infanzia dunque, ricordi di bambina, che curiosa osservava quelle mani rugose, che con così tanta delicatezza e affetto mi porgevano una fetta di quel pane speciale, perchè lo assaggiassi anche io... 
Affetti custoditi gelosamente nel cuore, che solo l'assaggio di un antico sapore può far ritornare alla mente!
Insomma, a me è piaciuto da subito quel pain d'épices, già da bambina.
Sarà che io e le spezie andiamo particolarmente d'accordo, le ho sempre adorate e, ancora oggi, insieme alle erbe aromatiche, sono le mie irrinunciabili alleate in cucina.
Quel pane lo amo ancora adesso, ma non avevo mai provato a farlo da me.

Complice il contest del pulcino calimero più famoso della blogosfera, ^___^ ho ricomprato un altro ingrediente che mancava da tempo nella mia cucina, ma che mi piace molto: lo zucchero muscovado. 
Il suo sapore ricorda tanto la liquirizia e a me non so perchè, ha fatto tornare alla mente questo antico pane alle spezie, che mi ha fatto scoprire molti anni fa la mia nonnina.
Ho optato per una versione mignon, che mi sembrava più carina e simpatica anche da presentare.


Premetto che in rete se ne trovano tantissime versioni. 
Ho fatto un personale mix di tutte le ricette che ho letto, assecondando ovviamente i miei gusti personali e questo è stato il risultato necessario per ottenere questi 6 piccoli pani.


Ingredienti: (dosi per 6 piccoli pani)
150 gr di farina di segale
100 gr di farina 00
125 gr di zucchero muscovado
125 gr di miele ai fiori d'arancia
200 ml di latte
30 gr di burro
le zeste di un'arancia non trattata in superficie
1 cucchiaio di cacao amaro
1 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino colmo di cannella in polvere
la punta di un cucchiaino da caffè di chiodi di garofano in polvere
la punta di un cucchiaino da caffè di zenzero in polvere
la punta di un cucchiaino da caffè di noce moscata in polvere
(se l'avete ci andrebbe anche l'anice stellato, ma io non l'avevo e l'ho omesso)
1 cucchiaio raso di mandorle a lamelle (mia aggiunta)




Procedimento:
Ho proceduto come per fare i muffin mescolando prima tutti gli ingredienti solidi ben setacciati e aggiungendo successivamente i liquidi.
Per prima cosa far riscaldare il latte e sciogliervi bene tutto il miele, evitando però di farlo bollire. Lasciar intiepidire ed aggiungere il burro in modo che si sciolga bene.
Nel frattempo setacciare e mescolare bene la farina col cacao, il bicarbonato e le spezie, aggiungere lo zucchero, e le zeste d'arancia. Appena il latte si è intiepidito versarlo sul composto solido e mescolare fino a completo assorbimento. 
Da ultimo e se vi piace aggiungete qualche mandorla a lamelle e mescolate ancora. Io ho ritagliato delle striscette di carta forno, le ho sistemate nello stampo da mini plum-cake e ho diviso equamente l'impasto. Infornato in forno ventilato a 180 °C per circa 25 minuti (vale la prova stecchino, per il tempo di cottura regolatevi col vostro forno)  



Devo dire che per una volta sono (stranamente) soddisfatta del risultato: mi è proprio piaciuto questo pain d'épices, nell'aspetto Ã¨ venuto esattamente come ricordavo e anche il sapore era identico a quello che mi dava nonna!

Con questa ricetta partecipo al contest di Federica Basta un poco di zucchero. Permettetemi di dedicargliene un pezzetto. 




Ecco a te Fede con tutto il mio affetto, perchè so che come me sei amante delle piccole cose, degli affetti familiari, dei ricordi in cucina, e che adori quel pizzicorio speciale dello zenzero.
E poi... dedicato anche a tutto il resto che sai tu!





In questo post, vorrei anche ringraziare di vero cuore Deborah del blog Creare con lo Zucchero per avermi scelta tra i suoi 5 blog ed avermi assegnato questo premio:




Wow, non sapete quale onore esser stata scelta come prima proprio da lei! 
Grazie Deb!
Sono davvero orgogliosa d'avere ricevuto questo premio e felice, perchè questo blog è nato oltre che come ricettario personale, proprio con l'intento di poter essere un utile supporto di condivisione. 
All'inizio avevo pensato solo per gli amici, che continuamente chiedevano la mie ricette.
Ad oggi invece ho superato le centomila visite e i 300 lettori e ancora non mi par vero che così tante persone siano passate in questo mio piccolo spazio virtuale, e si siano soffermate tra le mie pagine a curiosare. Grazie a tutti davvero.
Spero di poter continuare a dare utili spunti a chi sa già cucinare, ma spero di cuore di essere un altrettanto valido e prezioso aiuto anche per chi si vuol cimentare partendo da zero. 


Ed ora come da regolamento giro il premio. 
La prima persona a cui volevo donarlo era proprio la mia sorellina Fede, ma so che lei non accetta premi, per cui non voglio farle un torto, forzando la mano:
 "Fede so che è come se l'avessi accettato!"

Dichiaro che i blog seguenti da me scelti rispettano le 5 regole del Premio "Il Blog affidabile" disponibili in questa pagina
Essi sono pertanto una risorsa utile per gli utenti della Rete e meritevoli di essere conosciuti da un pubblico più ampio.


Ed ora passo il testimone a:

  1. Lory B di Lory B bistrot
  2. Martina di Lamponi e tulipani
  3. Gunther di Papille vagabonde
  4. Silvia di DIciboincibo
  5. Francesca di Spadelliamo insieme