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Sapete che ho un debole per tutti gli stuzzichini e in genere per qualsiasi cibo che sia salato. Quasi senza alcuna eccezione!
Quando per la prima volta ho assaggiato questi nodini di parmigiano dalla mia amica Cinzia, me ne sono subito innamorata e li ho immediatamente catalogati tra le ricette "da rifare prima di subito" perché sono davvero squisiti.
Infatti non ho perso tempo a cimentarmi. 
Oltre tutto sono anche semplicissimi da realizzare, quindi non avete scuse, non esitate a provarci e magari raddoppiate anche la dose perché spariranno in un lampo! 



Ingredienti: dose per circa 25 pezzi
200 grammi di farina 0
100 grammi di burro
50 gr di parmigiano grattugiato
70 grammi di latte freddo
1/2 cucchiaino di sale aromatizzato

Per la superficie
1 uovo
origano qb
1 manciata di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Disponete la farina a fontana su una spianatoia, aggiungete il parmigiano, lasciandone da parte solo una manciata. Aggiungete alla farina anche un cucchiaio di origano e versate nell'incavo il burro tagliato a tocchetti. Lavorate la farina con la punta delle dita e "sabbiatela" fino a quando tutto il burro non sia ben incorporato. A questo punto aggiungete il latte freddo e lavorate l'impasto fino a quando risulti liscio ed omogeneo. Formate una palla che avvolgerete in una pellicola per alimenti e fatela riposare in frigo per 20-30 minuti
Ricavate quindi dei cordoncini spessi un mignolo e lunghi una ventina di cm prendendo dei piccoli pezzetti di impasto che stenderete accuratamente sulla spianatoia. Annodateli come in foto e adagiateli su una leccarda ricoperta di carta forno. Spennellateli con l'uovo sbattuto e cospargeteli con un pò di origano e altro parmigiano. 
Cuocete in forno caldo a 200 °C per 20-30 minuti fino a che risultino dorati.

NOTE PERSONALI:
La prima volta che li ho assaggiati sono rimasta sorpresa perché dal loro aspetto me li aspettavo più duri! Invece all'interno restano morbidi. Sono davvero deliziosi, uno tira l'altro. A noi non sono avanzati, ma se ne fate un pò di più potrete conservarli per qualche giorno in una scatola di latta.

Arrivederci a tutti alla prossima ricetta:




Premetto che la cucina magrebina mi piace davvero un sacco e che quelle simpatiche e gustose polpettine di ceci, le falafel, siano tra le mie preferite!  
Vista questa mia passione avevo anche tentato di replicarle, un paio di volte, ma sempre senza successo... in padella non volevano proprio saperne di stare in forma, mi si disfavano sempre rovinosamente!
Così ho desistito... 
sì, ma sapete quanto son testarda io. 
Solo temporaneamente ho desistito, finchè non sono casualmente incappata in questa ricetta, allora mi son detta:
"Ma certo ora si riprova, e stavolta me lo sento, sarà un successo!"
E così è stato! 
Bè Stefania: un nome una garanzia! 

Le sue ricette son di quelle di cui ti puoi fidare ad occhi chiusi... 
No perchè, non capiterà mica solo a me, anche a voi sarà successo di incappare in quei blog "fighissimi a vedersi", di innamorarvi perdutamente di una foto, ma se poi si prova a rifare la ricetta viene fuori un disastro totale? 
Ah ecco mi pareva, anche a voi è successo!
Invece di Stefania, "L'Araba felice della Blogosfera" no, di lei ci si può ciecamente fidare!
Anzi vi dirò di più, seguendo le sue indicazioni per le falafel, non solo ho scoperto che il mio errore era usare ceci precotti al posto di quelli secchi (e perciò mi "si spatasciavano" sempre in cottura!!!), ma ho anche scoperto un favoloso trucchetto, che non abbandonerò più... 
quel pizzico di bicarbonato nell'impasto uuuuh ^___^ è stato direi magico!
Polpettine meravigliose croccanti fuori e morbide dentro, mmmh, una vera delizia, che se non le assaggiate anche voi non potete nemmeno immaginare! 
A dirla tutta volendo essere pignoli, una controindicazione però c'è.
Se dovete mettervi a dieta, non fatele! 
Sono peggio delle ciliegie!!! Altro che una tira l'altra...
Non avendo cambiato una virgola della sua ricetta ve la riporto tal quale con tanto di sue note, l'unica cosa è che le falafel le ho servite "nature", mentre lei consiglia l'uso della salsa, che certamente è golosissima, ma nel mio caso avrebbe gravato ancor di più sul mio... giro vita!!! 
Già così le ho mangiate praticamente quasi tutte io!
Per cui l'ho omessa!
Ingredienti:
FALAFEL
(per una ventina di pezzi piccoli)
200 g di ceci ammollati (ATTENZIONE non PREcotti!)
uno spicchio d'aglio
un pezzo di cipollotto, circa 5 cm
una generosa manciata di prezzemolo
mezzo cucchiaino di cumino
un cucchiaino colmo di bicarbonato
sale
semi di sesamo   

Procedimento:
Mettere nel mixer con le lame i ceci ammollati per 24 h (non lessati, mi raccomando, o i falafel si disferanno in cottura!), un po' di sale, le spezie ed il prezzemolo fresco, l'aglio ed il pezzo di cipollotto.
Volendo si puo' unire del coriandolo, ma a me non piace e l'ho omesso.
Far girare finchè il tutto sembrerà una pasta.
Friggere in olio profondo, finchè saranno dorate e servire calde, e a piacere con una salsina fatta mescolando yogurt greco, sale, succo di limone e foglioline di menta. 

NOTE: 
- non spaventatevi se il composto è molto morbido, e resistete alla tentazione di aggiungere alcunchè per renderlo più sodo. 
- non fateli con i ceci in scatola, che sono cotti! 
- l'impasto può essere preparato in anticipo, purchè non aggiungiate il bicarbonato, che invece va messo solo quando intendete friggere.


Ed ora sveliamo l'arcano... 
I lettori più attenti e curiosi tra voi si staranno certamente chiedendo chi sarà la seconda Stefania menzionata nel titolo del post... la prima era l'Araba, cui devo la splendida riuscita di questa ricetta perfetta, che tanto ho cercato e finalmente ho trovato!
La seconda è la Big Shade della blogosfera, che mi ha gentilmente donato questo premio!

 

The versatile blogger award e un po' di me

Ho ricevuto questo carinissimo premio proprio da lei: Stefania (Big Shade) che ringrazio di cuore per aver pensato a me! 
L'iniziativa mi piace perché ci permette di premiare altri blog e così facendo di far conoscere ai nostri lettori altri blog in cui trovare nuove fonti di ispirazioni, ricette interessanti e magari perchè no qualche nuova amicizia. 
Allo stesso tempo, è richiesto di parlare un po' di noi, così possiamo tutti conoscerci un pò meglio.

Ed ecco le regole:
Ringraziare chi ha donato il premio e mettere il link del suo blog
Condividere 7 fatti personali che riguardano la propria vita
Premiare altri 15 blog

Partecipo quindi volentieri a questa iniziativa e giro il premio a: 
 
Deborah Creare con lo zucchero CON TANTISSIMI AUGURI STELLINA ^__^
Federica di Note di cioccolato
Lory B di Lory Bistrot
Martina di Lamponi e tulipani
Fabiola di Olio e aceto
Riri di le ricette di riri e dei suoi amici
Gaia de il gaio mondo di Gaia
e poi le altre mie carissime amiche montersine:
Greta
Loredana
Chiara
Francy
Soribel
Chiara
Pennaeforchetta

E adesso, da regolamento, ancora qualcosa di me e poi passo e chiudo!
- Non sopporto gli ipocriti, gli snob, gli arroganti e i saccenti 
- Adoro i bambini perchè sanno vivere l'adesso e sempre con stupore, magia e meraviglia come vorrei fare anche io ogni giorno e spesso invece..
- Mi piace la compagnia, la convivialità a tavola e chiacchierare con la gente
-Sono fortunata perchè sono circondata da tante persone che mi vogliono immensamente bene, nonostante tutti i miei innumerevoli difetti!
- Sono grata a voi lettori e a questo mio spazio, il blog mi ha regalato davvero tanto sia perchè ho imparato tantissimo in cucina, ma soprattutto perchè ho conosciuto delle persone davvero meravigliose con cui scopro giorno per giorno di avere molto in comune!
- è da poco passato il mio secondo blog compleanno, ma non l'ho menzionato, perchè non mi piace festeggiarlo
- Ho fatto un pezzo del Cammino del Northe che un giorno mi piacerebbe tantissimo terminare e mi è piaciuto da impazzire!
Forse perchè è l'emblema della vita: un cammino!
Tutti siamo in viaggio e solo "camminando" scopriamo ciò che davvero è essenziale e davvero importante per le nostre vite!
Auguro a tutti voi di riuscire a trovarlo!
Buona vita a tutti!
Vi abbraccio!
^___^ Any

Oggi vorrei condividere con voi la ricetta di questi meravigliosi muffin salati!
La ricetta è di Silvia e la trovate anche qui, sul suo blog di Cibo in cibo, che vi invito caldamente a visitare!
Io e Silvia ci siamo conosciute nelle cucine di Eataly, qualche mese fa in occasione della Maratona degli Chef per un Giorno a cui entrambe abbiamo partecipato!


 In quell'occasione mentre io preparavo le mie celeberrime crepes speck e brie, lei faceva questi deliziosi muffin e per me è stato amore al primo assaggio! E chi se li scorda più? 
Ricordo  anche le nostre chiacchiere tra i fornelli, perchè diciamolo le chiacchiere sono la cosa più bella che le cuoche possano fare! Vero Silvia?
Ho scoperto un bel pò di cose di lei, ma questi muffin che preparava, non si possono dimenticare! Dovete provarli e mi darete ragione!
Lo so io adoro le cose salate e sono di parte, ma sono così soffici e saporiti... un incanto!
In realtà li avevo già rifatti diverse volte, ma sparivano talmente in fretta, che non sono mai riuscita a fotografarli! 
Questa volta invece, complice una doppia dose preparata per una bella tavolata, ne era avanzato BEN uno... eh, eh ^___^
Appena usciti dal forno ne ho assaggiato subito uno, che quasi mi ustionavo la lingua per quanto bruciava, ma non ho proprio saputo resistere, poi un altro e un altro ancora a tavola con i miei invitati... per il quarto, bè mi sentivo un pò in colpa... così l'ho messo da parte e finalmente sono riuscita ad immortalarlo!
Ma poi, altro che senso di colpa, anche se oramai era freddo, ho mangiato anche quello eh! ^___^
Cioè... questo qui:


La ricetta è davvero semplicissima, di facile esecuzione e di sicuro successo.
Potete servire questi muffin per antipasto, o per accompagnare un aperitivo, sono ottimi in qualsiasi buffef per queste feste, insomma sono un "finger food" da leccarsi davvero i baffi!
E non dite che sono di parte... vi ho sentiti sapete?
Allora la volete o no questa ricetta?

Ingredienti: (dosi per circa 12 muffins)
250 gr di farina
1/2 bustina di lievito per torte salate
50 gr di parmigiano reggiano
100 gr di finocchiona
100 gr di scamorza dolce
200 ml di latte
50 gr di burro
2 uova
sale aromatizzato con le erbe aromatiche
pepe
rosmarino (tanto tanto!)
1 cucchiaio di semi di papavero

Procedimento:
In una ciotola mixate tutti gli ingredienti asciutti: farina, lievito, sale, pepe, rosmarino, finocchiona e scamorza tagliati a tocchetti. In un’altro contenitore mescolate il latte con le 2 uova intere e il burro fatto fondere. Unite il mix di ingredienti liquidi con quelli asciutti. Prendete 12 pirottini in alluminio quelli usa e getta, imburrateli e infarinateli e riempiteli per 3/4 con il composto per i muffins.
Io ho usato la teglia rivestita con i pirottini. Decorate la superficie con i semi di papavero e infornate, in forno già caldo, per 20-25 minuti a 180°C.
Scrivere delle vacanze oggi è così strano... sembra tutto così irreale... mi sembra davvero lontano anni luce!
Da una parte un vero angolo di sogno ricordare quel cielo così azzurro e terso, come una sorta d'isola felice, dall'altra quasi un bel pugno nello stomaco, vista la situazione di maltempo che imperversa sul Piemonte proprio in questi giorni, ma il tempo scorre veloce e non volevo rinunciare a scrivere questo post, che attendeva paziente d'esser scritto da quasi due mesi, ci tenevo davvero tanto a partecipare al contest indetto da Fabi (tutti la conoscete è una ragazza d'oro, che stimo molto) per cui eccomi qui solo poco prima dello scadere del suo termine!


Una delle tante passioni che condividiamo io e mio marito è proprio viaggiare!
Sapeva di certo di farmi cosa gradita facendomi questo regalo per staccare dalla routine quotidiana, e devo ammetterlo, lui quando vuole le cose sa farle davvero per bene! 
Per me è stata veramente una meravigliosa sorpresa, mi ha fatto un bellissimo regalo, in occasione del nostro anniversario di matrimonio: un bel viaggio a Madrid! 
Madrid è davvero una città incantevole, ci tenevo da tanto a visitarla!


Inoltre la fortuna è stata dalla nostra parte, abbiamo avuto un fine settimana con temnpo splendido ed abbiamo potuto davvero goderci questa rinomata capitale spagnola! 
La Spagna mi piace molto, un pò anche perchè si respira aria di casa, come in tutti i paesi mediterranei (sebbene a mio avviso noi italiani abbiamo ancora moltissimo da imparare dagli spagnoli in quanto a turismo intendo) e un pò perchè gli spagnoli hanno un cuore "caliente"!
Credo infatti che rispetto all'Italia la Spagna abbia una marcia in più!
La conosco abbatstanza, sono già stata a Barcellona, in Andalusia, ho fatto un pezzo del "Camino del Northe" fino a Santander e devo dire di aver trovato molta più valorizzazione del patrimonio artistico e culturale rispetto a noi e soprattutto, molta più attenzione al turista, cosa che in Italia spesso manca, nelle nostre città troppo care, carenti di servizi e che il più delle volte per questo ci fanno desistere dal visitarle, facendoci optare per mete all'estero!
Un vero peccato!
E dire che basterebbe così poco per valorizzare le numerose, località turistiche italiane che abbiamo e sono moltissime...


In ogni caso, una delle cose che amo maggiormente fare quando visito una qualsiasi città è andare alla ricerca di quei posticini caratteristici, ma poco frequentati dai turisti, soprattuto quando si tratta di cibo, preferisco quei posti molto amati dalla gente del luogo, proprio per "entrare" realmente nell'anima del posto e in questo caso per vivere e mangiare tipico, almeno per qualche giorno, come i madrileni!
Avevo letto in rete e su alcune guide, di un posticino del genere, e non volevo farmi scappare l'occasione... con mio marito siamo così andati alla ricerca di questo piccolissimo locale con pochi coperti, ma che vale davvero la pena di una visita, per chi come me è alla ricerca di posti un pò inusuali e strani!
Ovviamente non è andato tutto come speravo, arrivati davanti al famoso locale era chiuso, ma la fortuna ci ha ugualmente assistito, guardate...


Pensate un pò, davanti al suo locale, c'era proprio lui in persona: addirittura Jaime (il signore con la barba nella foto qui sopra di cui avevo letto, davvero una squisita persona) che, incredibilmente si è messo a chiaccierare con noi, due turisti sconosciuti, spiegandoci il perchè il suo locale fosse chiuso e probabilmente vista la mia faccia delusa e disperata, alla fine ci ha indirizzati poco oltre qui alla "Casa de Toni" (anzi a dire il vero ci ha proprio accompagnati fin dentro) per degustare il suo mitico piatto, il più famoso e tanto decantato e discusso! 
Siete curiosi di sapere cos'è vero?
Avete ragione, vi ho tenuto già abbastanza sulle spine!
Ve lo mostro, eccovelo così come ce lo hanno servito:

E vi dirò di più, lo so qualcuno storcerà il naso: astenersi dalla vista di questo piatto vegetariani ed animalisti convinti prego, ma a me è davvero piaciuto un sacco!

Si tratta delle orecchie di maiale cotte sulla "plancha": alla piastra, nulla di speciale di per sè, ma essendo di cartilagine, sono croccanti e morbide allo stesso tempo e poi pare che l'usanza di mangiarle sia davvero tipica solo della città di Madrid, e io non potevo non assaggiarle!
Manie da food-blogger ^___^!
Questo bel piatto che vedete qui sopra in foto poi è costato la bellezza di 4.50 euro, un prezzo onestissimo direi!
Abbiamo anche preso le "papas bravas", di cui cercherò la ricetta per provare a rifarle perchè erano anch'esse ottime!
Il tutto condito da ospitalità, cordialità, sorrisi e gentilezza dei proprietari che molto cortesemente a fine pasto, ci hanno anche offerto un eccellente moscatello, per me una gioia senza pari!
Ecco queste sono le cose che amo di più al mondo, non potrei chiedere di meglio!!!
Grazie ancora per questo dono al mio tenero amore!

La ricetta di queste orecchie di maiale alla piastra, oltre che originale è davvero saporita e di per sè per nulla difficile da ripetere, solo che credo che da noi la cosa complicata sia reperire la materia prima, a meno di non avere dei maialini propri!
Ed ora come da regolamento, ecco il banner del contest:



Per i più curiosi di voi, lascio ancora qualche foto di questo bel viaggio, che consiglio vivamente a tutti di fare!
Vale la pena! Madrid è davvero una bella città!



Oramai sapete quanto ami i cibi rustici e che preferisco il salato al dolce, bè non credo sia una novità: è oramai risaputo, anzi qualcuno sostiene che questo rispecchi molto anche il mio modo d'essere nella vita, in parole povere sarei poco dolce e molto salata-piccantina ^___^ e per chi ci crede, come sostiene la cucina macrobiotica, io di sicuro sono YANG!!!
Mmmmh... vi dirò, potrei anche esser d'accordo con i fautori della teoria... 


In ogni caso questa torta salata mi è proprio piaciuta, velocissima da fare, dall'utilizzo versatile, perchè può essere un ottimo antipasto se avete ospiti, tagliata a quadratini può accompaganre un buon aperitivo, ma può essere anche un secondo sfizioso e stuzzicante che potrete usare, come ho fatto io, come salva-cena. 
Nella bella stagione poi è ottima da mettere nel cestino da pic-nic, per una bella gita fuori porta e ancora può essere una buona idea per camuffare tutte le verdure che volete, per renderle appetitose agli occhi dei bimbi (ma a volte si tratta anche di bimbi moooolto cresciuti ehm... grandi) restii a mangiarle! 
Una golosa alternativa.
Insomma provate a farla, metteteci le verdure che più vi piacciono, o quelle che dovete riciclare perchè avanzate, come ho fatto io, assaggiatela e poi decidete voi!

Ingredienti:
200 gr di farina
100 ml di olio d’oliva
100 ml di latte
3 uova
50 gr di fontina
50 gr di pecorino romano grattugiato
1 manciata di fagiolini già sbollentati (o altre verdure a piacere)
3 cucchiai di prosciutto cotto tagliato a dadini (o altro salume a piacere)
100 gr di olive verdi denocciolate
1/2 cucchiaino di fleur del sel
1 pizzico di zenzero
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate 

Procedimento:
Preriscaldate il forno a 200 gradi. Sbattete le uova, aggiungete l’olio, il latte in cui avrete sciolto il lievito secco, il pecorino e la fontina. Incorporate gradatamente la farina ed aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini. Salate (e pepate a piacere) io ho aggiunto un pizzico di zenzero in polvere. Mescolate bene l’impasto. Per finire aggiungete i fagiolini, tagliate le olive a rondelle e aggiungete il tutto all’impasto. Versate il composto in uno stampo per plumcake rivestito da carta da forno bagnata e strizzata ed infornate per circa 40 minuti a 180-200 gradi. Il tempo dipende sempre dal vostro forno, controllate bene che la superficie sia appena colorita e non si bruci.
Questo invitante stuzzichino si può accompaganre con un aperitivo per gustare una cena in compagnia di amici! Io lo faccio spesso, dopo aver rubato l'idea ad un ricevimento a cui ho preso parte tempo fa! 
Qui in Piemonte è consuetutine utilizzare la salvia fritta o meglio impastellata.
Siccome è davvero profumata e anche velocissima da fare vi consiglio di provarla!



Ingredienti:
1 manciata di foglie di salvia fresche e piuttosto grosse col loro picciolo
1 uovo
3 cucchiai di farina
qualche goccio d'acqua frizzante ghiacciata
sale aromatizzato (o sale e pepe)
olio per friggere d'arachdi (è quello che meglio sopporta le alte temperature)
  
Procedimento:
Dopo aver ben lavato ed asciugato le foglie di salvia, preparate la pastella sbattendo un uovo ed amalgamandovi gradatamente la farina. Aiutatevi con una frustina per non fare grumi. Regolate di sale e pepe io ho usato il mio sale aromatizzato e aggiungete gradatamente l'acqua frizzante ghiacciata fino ad ottenere una pastella morbida, ma non troppo liquida deve apparire così:


Tuffateci ora le foglie di salvia preparate prima, tenendole per il picciolo e poi friggetele in abbondante olio bollente. L'olio che tiene meglio le alte temperature, senza subito decomporsi e formare i "sottoprodotti" dannosi per la salute, è quello d'arachidi. 
Un trucchetto della nonna per friggere evitando schizzi d'olio e capire quando è sufficientemente caldo e pronto per friggere è mettere in padella uno stuzzicadenti. 
Non appena si formeranno delle bollicine attorno allo stecchino potete friggere, perchè l'olio sarà alla giusta temperatura e il legno "assorbirà" le bolle in eccesso senza provocare schizzi. Se l'olio che avete è parecchio, mettete un paio di stuzzicadenti in più. 
Vedrete che, una volta messe nell'olio, le foglie di salvia si "gonfieranno" quasi immediatamente per effetto del gas contenuto nell'acqua della pastella e per la differenza di temperatura freddo-caldo. In questo modo assorbiranno anche meno olio. In ogni caso dopo averle rigirate dall'altro lato, appena le vedrete colorire (occorreranno pochi minuti) scolate l'olio in eccesso su un foglio di carta assorbente. Sentirete che delizioso profumo!
Servitele calde accompagnate da un aperitivo secco. 
Io ho usato dello Chardonnay con l'aggiunta di succo d'uva.

Ehm, ehm, scusate com'è già che si scrive un post? 
Mi son quasi scordata come si fa! 
E' ora di togliere qualche ragnatela da questo povero blog, non è vero?! 
Mmmh...


Tanti scrupoli mi faccio e poi penso, ma a chi vuoi che importi qualcosa, oltre a me, se non aggiorno il blog?
Ad ogni modo eccomi qui, buongiorno a tutti voi miei cari amici e lettori che aspettavate ansiosi (???) di rileggermi :p sono tornata all'arrembaggio, come al solito con mille buone intenzioni, come ad ogni settembre, con centomila progetti e cose da dire e fare, ma siccome sono principalmente una persona pragmatica, quando ho la mente sovraffollata di idee e pensieri, per cominciare a mettere un pò d'ordine mi metto all'opera: è così io comincio sempre col FARE qualcosa... si mettono le mani in pasta, e i pensieri prendono forma, come anche questo meraviglioso profumato ed incantevole pane!!!!
Il libro delle Simili alla fine, dopo tanto cercare l'ho comprato online, perchè non ci crederete mai, ma dopo averlo cercato e ricercato a lungo e in largo, in libreria non sono proprio riuscita a trovarlo e così me ne son fatta una ragione e me lo sono fatto arrivare direttamente a casa!!
Questo pane l'ho già rifatto quattro volte da quando ho comprato il libro ed ogni volta mi sembra più buono! 
Rimane morbidissimo ed è delizioso accompagnato con salumi, per un aperitivo, per un brunch, anche se noi l'abbiamo mangiato semplicemente così: proprio come... un buon PANE fatto in casa!


CRESCENTE AL GORGONZOLA
Ricetta tratta dal libro “Pane e Roba Dolce” di Valeria e Margherita Simili
La “crescente” è un tipico prodotto bolognese; è per antonomasia quella che si faceva un tempo a Bologna con i ranzett, i rifili già un pochino rancidi del prosciutto. A volte, per renderla ancora più saporita, la impastavano con l’acqua nella quale era stato cotto il cotechino e sopra vi spargevano dei piccoli pezzi di cotica che quando uscivano dal forno si erano tutti arricciati diventando croccanti e saporitissimi. Noi ve ne proponiamo una versione riveduta e corretta messa a punto, a suo tempo, per ottenere un maggior consenso dalla clientela: la versione al gorgonzola e, nonostante la presenza di questo formaggio dal profumo deciso, risulta estremamente delicata e profumata. Per i formati potete sbizzarrirvi come volete. Tutte risultano estremamente gradite ai ragazzi per merende, gite in campagna e anche deliziose se fatte a grissino o in piccoli formati per buffet, aperitivi o semplicemente, come accompagnamento a un buon bicchiere di vino” tratto da Pane e Roba Dolce delle Sorelle Simili.

Ingredienti: (trovate le mie modifiche in parentesi)
500 g di farina 00
200 g di gorgonzola dolce (100 + 100 di philadelphia home-made)
30 g lievito di birra
150 g circa di acqua (180 gr)
50 g strutto (omesso)
50 g di burro (100 gr)
8 g sale

Procedimento
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti (non è necessario tagliare il formaggio che si amalgamerà durante la lavorazione dell’impasto). Impastare senza battere, formare una palla, coprire a cupola e lievitare per 50-60 minuti. Senza lavorarla stenderla con il matterello, formando un rettangolo alto circa cm 1,5 (questa volta mi sono sbizzarrita e ho fatto anche la forma a girandolina). Tagliare dei quadrati di cm 5, pennellarli con un uovo sbattuto, disporli su una teglia un poco distanziati e lasciarli lievitare per circa 30-40 minuti. Non arrivano al raddoppio, ma assumono un aspetto più arrotondato e al tatto risultano più morbidi perché pieni d’aria. Cuocere in forno a 180° per 20-30 minuti. Attenzione a non farli colorire troppo altrimenti il formaggio prende l’amaro. 


Consentitemi un'ultima postilla: 
vorrei dedicare questa ricetta di oggi al mio dolcissimo amore, per il nostro nono anniversario...  per ogni attimo del nostro vivere quotidiano condiviso, per ogni prezioso attimo vissuto insieme fino ad oggi: GRAZIE, anche per tutto quello che TU solo sai..
Ragazzi, pazzie nella mia vita credo di averne fatte tante, ma di ricette così pazze e fuori di testa come questa, vi assicuro che non ne avevo mai fatte prima d'ora in vita mia! 
Premettendo che mi sono divertita da matti a stravolgere un dolce per farlo diventare SALATO (e chi mi segue sa il perchè... data la mia passione per le cose rustiche) devo ammettere però, che senza questa sfida organizzata dalle Tartufine non mi sarei di certo mai cimentata in una roba così strana!!!
D'altronde a chi mai sarebbe potuta venire in mente un'insana pazzia del genere se non a Benedetta e Martina?!
E sia! 
Vi racconto com'è andata.
Ritardataria come al solito, da regolamento (che per questa TERZA sfida trovate qui) non sono riuscita a proporre il mio cavallo di battaglia in tempo, per cui mi è stato assegnato d'ufficio: trasformare un rotolo alla crema, in uno salato, cercando di modificare il meno possibile gli ingredienti di partenza...
Ecco qui il risultato che ho ottenuto:
Sono partita da questo mio rotolo dolce (giusto per complicarmi la vita: mica amo le cose semplici io, eh!) postato combinazione ^___^ esattamente un anno fa! 
Cercavo un'ispirazione per rifare una cosa analoga, ma con sta meringa sopra, mmmh... meringa in versione salata (mumble, mumble!) eppure, eppure... mi sembrava di aver letto qualcosa in proposito!
Ah... Ora ricordo, ma certo qui da Genny!
Mai sentito parlare del pan di spagna e della crema pasticcera in versione salata?! 
Musica per le mie orecchie!!! 
Non ci credete vero?!?
E invece se pò... se pò fà!
Bè sentite, facciamo prima se vi lascio la ricetta!
Cominciamo?!!! 
Avete preso "caccavelle, mestoli e pentolini"?!?  
Sì? Bene dai, allora cominciamo... VIA!


Ingredienti:
Per il pan di spagna salato (PDS):
90 gr farina
4 uova
50 gr zucchero
100 gr di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di lievito per dolci
Per la crema pasticcera salata:
2 tuorli d'uovo
2 cucchiai rasi di zucchero
1/2 litro di latte
60 gr di maizena
70 gr di parmigiano grattugiato
4 cucchiai abbondanti di yogurt greco
1 pizzico di zenzero
erba cipollina e sale, qb
Per la meringa all'aceto balsamico:
2 albumi
50 gr di zucchero a velo
3 cucchiai rasi di crema d'aceto balsamico
Per il ripieno:
qualche fetta di salmone affumicato
olive nere snocciolate
Procedimento:
Per il pan di spagna salato:
Sgusciate le uova separando tuorli ed albumi, che monterete a neve ben ferma. Lavorate i tuorli con lo zucchero incorporandovi prima la farina setacciata ed il lievito ed infine lentamente gli albumi a neve. Per ultimo aggiungete il parmigiano e regolate di sale. Versate l'impasto in una teglia di cm 36x26 rivestita con carta da forno bagnata e strizzata, livellate bene e cuocete in forno caldo a 180°C per 15-20 minuti finchè risulti dorato. Rovesciate ora la pasta su un foglio di carta da forno bagnato ed asciugato (facendo attenzione a non ustionarvi!) eliminate con delicatezza la carta da forno soprastante ed arrotolatela nella carta bagnata partendo dal lato più corto. Lasciate raffreddare. Farcite (e poi riarrotolate) con la crema preparata così:
Per la crema pasticcera salata:
Sbattete i tuorli con lo zucchero finchè non divengano chiari, aggiungete la maizena, amalgamate ed aggiungete lentamente il latte (io lo scaldo precedentemente al micronde, così la crema cuoce in un attimo!) fate cuocere lentamente a fiamma bassa, finche non si rassodi. Quando sarà fredda incorporatevi lo yogurt, il formaggio, l'erba cipollina ed infine regolate di sale e zenzero amalgamando per bene il tutto.
Per il ripieno:
Risrotolate il pandispagna e farcitelo mettendo prima la crema pasticcera salata, poi sistemandovi le fette di salmone e le olive. Infine riarrotolate e ricoprite con la meringa salata che ho preparato così:
Per la meringa all'aceto balsamico:
Con il metodo che avevo letto in un passato numero della rivistaSale e Pepe, ho montato le chiare a caldo, con lo zucchero, con lo sbattitore elettrico, in un recipiente posto sopra una pentola a bagno maria, finchè la meringa sia gonfia, lucida e calda. Allontanate dal fuoco e montate fino a completo raffreddamento. NON AGGIUNGETE SALE CHE DESTABILIZZA. Aggiungete gradatamente le cucchiaiate d'aceto continuando a montare e vedrete che magia... Il risultato è stato sorprendente! Meringa sofficissima e spumosa.... 
Lo sapevate che l'aceto (oltre a dare un gusto particolarissimo alla meringa, ma per questo dovrete assaggiare e decidere voi se vi piace o meno!) aiuta molto a montare gli albumi? 
La conoscenza della chimica mi è nuovamente venuta in aiuto in cucina!
Tutte le sostanze a carattere acido stabilizzano gli albumi a neve, mentre il sale destabilizza parecchio (Bressanini docet!!! [N.d.R.])
Ho infine ricoperto con la meringa così preparata la superficie del rotolo, con l'aiuto di una siringa. Ho infornato per pochi minuti a 250°C fino a leggerissima coloritura.
Ho infine decorato la superficie del rotolo sistemando qualche fettina di salmone arrotolata a modi rosellina.
Ecco come si presenta al suo interno la fetta:

Le olive che ho aggiunto sono state il corrispettivo scelto per ricordare un pò l'uvetta all'interno del rotolo dolce... (ovviamente solo visivamente!) 
Bè posso davvero dire di esser proprio soddisfatta del risultato ottenuto: carino quest'esperimento :p ed anche che su questo rotolo ho un totale copyright: ^______^ Ã¨ stato proprio una mia invenzione!!!
E sapete che è davvero buono così!? 
Lo preferisco di gran lunga salato ^______^
Certo io sono di parte visto che amo il salato (e poi comunque perchè è opera mia!!!), ma che ne dite vi va di provare a farlo, di assaggiarlo anche voi e di dirmi se vi piace? 
Sono davvero curiosa di saperlo!
Tanto per cominciare vi dico che questa volta ho davvero faticato a star dietro alle tempistiche per questa sfida!
Non so perchè, ma il mio cervellino impazzito aveva memorizzato come ultimo giorno utile il 29, quando invece ho scoperto che l'ultimo giorno era PROPRIO oggi immaginate.... SEMI-PANICO!!!
Così ho ideato qualcosa all'ultimo minuto, con ciò che avevo in frigo, certo si poteva far meglio (avevo in mente un'idea così carina), ma pace!
Per me è un periodo di fuoco e anche questa scadenza non ci voleva proprio, ma ovviamente sono in ballo... per cui in extremis (tanto per cambiare!) ma eccomi con la mia proposta per la sfida delle Tartufine!!!

Le regole della seconda sfida, per chi ancora non conoscesse il reality, le trovate qui

e queste sono le compagne della mia squadra, le Montersine:
Greta
Loredana
Deborah
Anastasia
Cucinando con mia sorella
Francy
Soribel
Chiara
Silvia e Francesca
Pennaeforchetta


Qualcuno tra i lettori, mi sa suggerire una strategia per IMPARARE a dire QUALCHE NO ogni tanto?

Oppure magari, se in rete esiste un contest, un concorso, qualche cosa per vincere un bonus di giornate da mille ore l’una?!!!
Sì perché forse solo così riuscirei a far tutto ciò che vorrei in una giornata!!!
Le ore non mi bastano mai!!!
Va bè ora torniamo a noi!


"Mamma, ma povero GINO TOPOLINO, deve scappare dal GATTO TUTTOMATTO e anche da CLEMENTE IL SERPENTE, hai visto che se lo vogliono mangiare tutti e 2 in un sol boccone?! E FURBETTO RICCETTO poverino, anche lui se l'è vista brutta con quel GATTO TUTTOMATTO!
Fortuna che i PANINI MAIALINI stanno di guardia altrimenti…
lo guardano e sembra proprio che dicano al topolino: " poverinoooo", guarda mamma...
Ed ora, "Siori e siore" ecco a voi i protagonisti dello show:






A dire il vero sono veramente fortunata, perché il mio bimbo è proprio un mangione!
Fin da piccolissimo ha sempre mangiato davvero di tutto, mangia volentieri qualsiasi verdura a differenza di molti suoi compagni e poi ama sia la carne che il pesce (diciamo che lo adora?! Sì forse sarebbe più corretto dire: adora!!!)
Ma nonostante ciò, contrariamente a quanto si possa pensare, anche io devo adottare qualche strategia di occultamento del cibo, sapete!
Che avete capito?
Occultare ho scritto, sì, nel senso che devo proprio eliminarlo dalla tavola se non voglio vederlo sparire in un batti-baleno!!!!
=)) =)) =)) =)) =)) =))
E’ successo ieri con queste polpettine di pesce, che non facevo in tempo a friggere, che erano già finite in bocca di qualche piccinino di mia conoscenza: ZAC! sparite!!!
Ma si sa i bambini adorano le polpette e credo siano una validissima strategia per far mangiare il pesce anche ai bimbi più restii!
Ci avevate mai pensato?
A "POLPETTARE" IL PESCE DICO…
:)
e se poi è pesce azzurro tanto meglio!
Erroneamente viene spesso definito "pesce povero", in realtà a dispetto del suo basso costo, Ã¨ invece ricco di preziosi minerali antiossidanti, vitamine ed elevate quantità di omega-3 (preziosi acidi grassi polinsaturi, che fanno tanto bene al cuore ed alla circolazione perchè riducono i livelli di colesterolo) e… se poi ci volete mettere dentro pure qualche verdurina… il gioco è fatto!


Come dici tesoro?!
Ma sì certo volevo dire CLEMENTE IL SERPENTE, hai ragione, perchè è di lui che STO PARLANDO AMORE!!!
;)

Con questa ricetta vorrei anche partecipare al contest
LA BANDA OCCULTA 
promosso dalla Banda dei Broccoli in collaborazione con il Posto delle Fragole
Ed ecco il banner:


Ed ora magari vi dò anche la ricetta di queste deliziose polpettine, che possono essere servite sia calde, che a temperatura ambiente, e sono ottime anche come finger-food.
E questa la mia versione per i bimbi...
...cresciuti :)
La ricetta è un'idea della dolcissima Ale e la trovate qui


Per comodità di lettura la riporto con le mie piccole modifiche scritte in rosso:

Ingredienti:
500 gr circa di alici (300-350 gr al netto degli scarti)
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
2 cucchiai circa di pangrattato più un po’ per impanare
1 uovo
la scorza grattuggiata di un limone
il succo di mezzo limone
1 pizzico di zenzero
1 ciuffetto di menta fresca tritata
1 ciuffetto di prezzemolo tritato
1 cucchiaio scarso di pinoli
1 manciata di uvetta
sale e pepe q.b
olio di semi di arachidi per friggere

Procedimento:
Pulire le acciughe eliminando testa, interiora, lisca centrale e pinna dorsale. Lavarle e tamponarle con carta assorbente da cucina. Tritarle al coltello (non nel mixer o avrete una poltiglia!) e metterle in una ciotola, unendo tutti gli altri ingredienti, amalgamando bene l’impasto. Formare delle polpette di circa 4 cm di diametro, passarle velocemente nel pangrattato rimanente (poco) e tenere in frigorifero (non troppo perché altrimenti il composto tenderà ad inumidirsi) fino al momento di friggere.
Portare l’olio alla temperatura di 170-180°C, e friggere le polpette da entrambi i lati, fino a doratura.
Premetto che friggo davvero pochissimo, ma stavolta ho fritto utilizzando le nuove padelle in ceramica, che si trovano da qualche tempo in commercio e sapete che piacevole scoperta?
L'olio è rimasto intatto e le polpette erano davvero poco unte (anche se ovviamente l'ho scolate su carta assorbente), quasi come se l'olio venisse respinto!
D'ora in poi utilizzerò sempre la padella in ceramica per friggere, provate!
Volendo comunque si possono anche cuocere in forno a 180-200°C circa per 15-10 minuti.

La ricetta per fare i RICCETTI la trovate qui, per i PANINI MAIALINI qui.

Per la restante composizione del piatto, ho usato un ravanello e dei pezzetti di olive nere per fare gli occhietti per realizzare il topolino, intagliandolo un pochino al posto degli occhi e per far le orecchie, (i baffetti li ho fatti con le codine inserite con l'aiuto di uno stuzzicadenti) e per fare il gatto delle carote tagliate a Julienne, dell'insalata belga per le orecchie, pomodorini, un asparago ed ancora delle olive nere. 

Di certo dopo tutta sta fatica direi che l'immunità dovrei essermela guadagnata: altro che anticorpi... e da biologa, io di immunità e "anticorpi" me ne intendo eh, eh ;)
Dite di no? :-o
Arrivando così tardi nessuno potrà votare la mia foto per l'immunità, ma io ve la metto LO STESSO,  PERCHE' è OPERA DEL MIO PARGOLO ;;) e soprattutto perchè rende davvero l'idea DEL MIO STATO DOPO LA SFIDA...
E I BAMBINI SI SA, SON LA BOCCA DELLA VERITA' :) ...


MAMMA-MAMMINA COI CAPELLI DRITTI