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Credo di avere un debole per il formaggio di capra... è uno dei miei peccati di gola preferiti!
E siccome quando decido di preparare un piatto, per prima cosa le papille gustative devono solleticarmi, beh sfogliando il libro di ricette di chi di "Peccati di Gola" davvero se ne intende, questa è stata proprio una delle prime ricette a solleticarmi le papille! 
Appena l'ho vista ho subito deciso di farla. 
Chi di voi è un suo fan avrĂ  giĂ  capito di chi parlo, la ricetta è di Luca Montersino, l'ho presa dal suo libro "Piccola pasticceria salata".
Ho preparato questi aspic come antipasto per Natale ed hanno fatto furore! Per cui ho deciso di pubblicarli anche qui.
Ecco la ricetta per voi:


Ingredienti:
Dosi per 24 pezzi


Per l' aspic di passito e uvetta:
200 gr di vino passito
20 gr di miele
8 gr di colla di pesce in fogli
40 gr di uva sultanina
Per la panna cotta di caprino:
180 gr di formaggio caprino
80 gr di panna
40 gr di latte intero fresco
5 gr di colla di pesce in fogli
foglioline di aneto per decorare



Per la finitura:
pane a cassetta ai 5 cereali

Procedimento:

Per l' aspic di passito e uvetta: 
Mettere ad ammollare l'uvetta in acqua calda per 10 minuti e poi a bagno nel passito per altri 10 minuti. Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Versare in un pentolino una piccola parte di passito e il miele e far scaldare, una volta caldo sciogliere la colla di pesce giĂ  ammollata e ben strizzata e mescolare. Unire il passito rimanente e mescolare bene con una frusta. Colare negli stampini in silicone un cucchiaio da tavola di passito lasciar raffreddare per 10 minuti.  Una volta rappreso lo strato di aspic sistemare in ogni stampino 5 acini di uvetta disposti a fiore, dopodichĂ© aggiungere un altro cucchiaio di passito fino a coprire tutta l' uvetta. Mettere in frigo a rassodare per altri 10 minuti.
Per la panna cotta di caprino: 
Mettere a bagno in acqua fredda la colla di pesce per 10 minuti.
Mettere in un pentolino a fuoco basso il latte con la panna finchè non siano ben caldi, sciogliervi bene il caprino e aggiungere la colla di pesce giĂ  ammollata e ben strizzata. Lasciare raffreddare fino a 30°C gradi, quindi colare la panna cotta sulla gelatina di passito giĂ  rappresa e far raffreddare il tutto. Io ho colato la panna cotta  e la gelatina di passito in due diversi stampini che ho poi assemblato successivamente. 
Per la finitura:
Con un coppa-pasta rotondo ricavare dei dischetti dal pane a cassetta e farli tostare per qualche minuto in forno.
Sformare dagli stampini la panna cotta al passito e adagiarla sui crostini di pane. Decorare con un'acino di uvetta e una fogliolina di aneto prima di servire.

Vi lascio un abbraccio con i miei piĂ¹ cari auguri per un Felice 2016!





 
Dicembre è arrivato, anzi se aspetto ancora un pĂ² a pubblicare passa anche Natale... e invece una piccola idea per il vostro menĂ¹ delle feste voglio proprio lasciarvela!
Studiando un menĂ¹ di Natale e ragionando su cosa poter proporre come primo piatto, un'amica mi ha dato un'idea bellissima.
Dai, mi sono detta e sia: gnocchi!
Sì, ma tutti vestiti a festa eh, guardateli un pĂ² come sono belli così:



GNOCCHI ALLA ROMANA IN VERSIONE NATALIZIA: bianchi, rossi e verdi

Ingredienti: (dosi per 10/12 persone) 
Per gli gnocchi bianchi
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato
1 presa di sale

Per gli gnocchi rossi
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato 
1 presa di sale
concentrato di pomodoro q.b. (secondo la colorazione desiderata)
Per gli gnocchi verdi 
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato 
1 presa di sale
200 gr di spinaci bolliti strizzati benissimo e poi frullati fini 

Per la salsa di parmigiano:
50 gr di burro
50 gr di farina
½ litro di latte (o panna se vi piace piĂ¹ cremosa)
1 pizzico di sale

1 pizzico di noce moscata
circa 100 gr di parmigiano grattugiato

Procedimento:

Per gli gnocchi bianchi:
Portare ad ebollizione il latte con una presa di sale e il burro.
Con l’aiuto di un colino aggiungere a pioggia il semolino, mescolando continuamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Cuocere girando continuamente con un cucchiaio di legno finchĂ© non si sia ben rappreso e fino a che non si staccherĂ  bene dalle pareti del tegame. 
A questo punto rovesciare il semolino su un tagliere precedentemente ricoperto con carta forno, porne un'altro foglio sopra il semolino informe e con l'aiuto del mattarello spianare bene stendendolo con uno spessore di 2 cm circa. 
Per gli gnocchi rossi:
Ripetere il procedimento sopra descritto, subito dopo aver messo nel latte il semolino, aggiungere il concentrato di pomodoro per ottenere gli gnocchi rossi (aggiungerne fino ad ottenere l'intensitĂ  di rosso desiderato). Questa volta l'impasto risulterĂ  molto piĂ¹ umido ed occorrerĂ  piĂ¹ tempo per farlo asciugare e staccare bene dalle pareti, ma abbiate fiducia. Procedete sempre a fiamma medio-bassa e rimestando sempre. 
Per gli gnocchi verdi:
Ripetere il procedimento sopra descritto per gli gnocchi bianchi, e subito dopo aver messo nel latte il semolino, aggiungere gli spinaci il piĂ¹ possibile ben strizzati. Io li ho fatti scolare sulla pentola in un colino schiacciandoli bene per togliere il piĂ¹ possibile tutta l'acqua di vegetazione e lasciandoli a scolare una mezz'oretta. Anche questo impasto è piĂ¹ umido di quello bianco ed occorrerĂ  piĂ¹ tempo per farlo asciugare e staccare bene dalle pareti, continuate a girare con il cucchiaio di legno fino a quando l'impasto non si staccherĂ  bene dalle pareti del tegame. Procedete sempre a fiamma medio-bassa e rimestando sempre. 

Una volta ottenuti tutti e 3 i semolini, quando saranno ben freddi procedere al taglio con l'aiuto di appositi tagliapasta, ottenendo le formine che piĂ¹ desiderate. Io ho fatto albero, cuore e stella, ma ovviamente potete sbizzarrirvi. Una volta tagliati sistemarli delicatamente in una pirofila, conditi solo con un filo d'olio sul fondo e una generosa spolverata di parmigiano grattugiato (non mettete il burro altrimenti si scioglieranno e non potrete piĂ¹ impiattarli separatamente. 
Infornanateli a 200 gradi per circa 15-20 minuti, finché non risulteranno dorati in superficie.

Per la salsa di parmigiano: 
Mettere a bollire il latte, ma spegnete non appena raggiunge il bollore. Nel frattempo in un pentolino sciogliete il burro con un pizzico di sale e la noce moscata ed aggiungere gradatamente la farina girando con una frusta per non fare grumi, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Ora versate a filo il latte caldo continuando a girare e fate addensare la salsa a fuoco basso. Aggiungere il parmigiano fino a farlo sciogliere completamente. Mettere la salsa a specchio direttamente sul fondo del piatto e adagiarvi alternati gli gnocchi bianchi, rossi e verdi. Spolverizzate con parmigiano per ricreare l'effetto "neve sul piatto", servite e gustatevi il vostro menĂ¹ delle feste con le persone a voi care!

Buon appetito a tutti voi e tantissimi auguri di Buone Feste!
Arrivederci alla prossima ricetta!



Spesso trovo ispirazione in ricette anche un pĂ² datate, per questo ogni tanto mi piace risfogliare i miei vecchi numeri della rivista Sale & Pepe!
La ricetta che propongo oggi infatti, proviene proprio da un vecchio numero della rivista, a cui sono abbonata da piĂ¹ di dieci anni! 
Trovo sempre qualche spunto interessante, anche nei vecchi numeri.
Questa torta è piaciuta molto ai miei commensali ed anche a me che non amo troppo i dolci, perchè non è per nulla stucchevole. 
Il guscio che la avvolge non è di frolla, ma molto piĂ¹ delicato nel sapore, è una sorta di pasta matta. 
Il ripieno di pere cotte nel vino poi, la rende particolarmente adatta a chiudere degnamente una cena, come perfetto dessert. 
Insomma una torta chic semplice e gustosa, assolutamente da provare.
E secondo il consorte, (forse per via delle stelline??), ha anche una vaga "aria natalizia", voi che dite?




 Intanto provatela...

Ingredienti:

340 gr di farina 
150 gr di burro 
4 pere Martine 
1 stecca di cannella 
1 bacca di anice stellato 
1 pizzico di zenzero in polvere 
60 gr di zucchero 
1/2 litro di vino rosso dolce (io ho usato un lambrusco secco) 
4 amaretti morbidi 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Frullate nel mixer (io ho usato il Bimby) la farina con 30 g di zucchero, il burro a dadini e un pizzico di sale. Quando il composto sarĂ  sabbiato (si formeranno delle briciole), unite 50 ml di acqua fredda e frullate fino ad ottenere una palla. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti. 

Nel frattempo portate ad ebollizione il vino con le spezie (anice stellato, cannella e zenzero) e i 30 grammi di zucchero rimasto. Aggiungete le pere sbucciate ed affettate e cuocetele finchè saranno cotte, ma non ancora sfatte. 

Scolatele e fate ridurre lo sciroppo della metĂ . 

Stendete 2 terzi della pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm e usatelo per foderare uno stampo di 20 cm (io ne ho usato uno lungo rettangolare, quello in foto e mi è avanzata della pasta con cui ho poi fatto dei biscotti). 
Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargetelo con gli amaretti sbriciolati. Distribuitevi sopra le pere ben sgocciolate dal vino, stendete la pasta rimasta e sistematela sul ripieno. Prima di adagiarla con un tagliapasta ritagliate delle stelle e asportatele. Alcune stelline le ho poi appoggiate sulla torta. 
Sigillate bene i bordi e infornate a 180 gradi per 35 minuti. Lasciate raffreddare e poi spolverizzate di zucchero a velo e servite con la riduzione di sciroppo di vino preparato.

NOTE: 
Nella ricetta originale le aperture a stellina della torta, dopo la cottura, andavano riempite con gelatina di ribes. 
Questa operazione renderĂ  la torta ancora piĂ¹ scenografica e carina a vedersi, io non l'ho fatto, ma voi potete provare.



E per oggi è tutto. 
Per chi vorrĂ , arrivederci alla prossima ricetta!


Ogni volta che abbiamo amici a cena la scena si ripete puntuale...
Mille idee per stuzzichini da aperitivo e antipasti a sazietĂ !
La mia passione nella scelta, nella predilezione e nella preparazione degli antipasti per le mie cene è oramai proverbiale. 
Gli amici lo sanno e il consorte si lagna.
Gli ospiti arrivano al primo e sono giĂ  sazi!
Una mia pecca lo ammetto, il bello è che lo so, ma non riesco proprio ad evitarlo, non so trattenermi, sono sempre troppi quelli che vorrei provare e che mi fanno capitolare.
Questa volta, essendo periodo di zucca ed avendone acquistata una dolcissima, la mia scelta è ricaduta su un delizioso antipasto, la millefoglie di zucca con baccalà mantecato e crema di ceci al coriandolo.
Un'idea della mia cara amica Silvia, oramai chef a tempo pienissimo
La sua ricetta la trovate qui.
L'aveva presentata al Taste and Match lo scorso anno in cui avevo avuto il piacere di degustarla e mi aveva da subito colpita molto.
Un connubio perfetto al palato, a mio avviso davvero elegante nella presentazione e anche molto delicata nell'accostamento di sapori.
Un pesce dal gusto così importante come il baccalĂ , preparato in questo modo diventa raffinato e davvero piacevolissimo da degustare. 
Provateci.


Rispetto alla ricetta originale, ho fatto solo qualche mia piccolissima variazione. 
Vi trascrivo tutto qui di seguito, anche per vostra comoditĂ  di lettura.
Ingredienti:
Per la millefoglie di zucca:
1/4 di zucca arancione privata di buccia e semi (200 gr circa)
olio extravergine di oliva 
pepe giamaicano

Per il baccalĂ :
500 gr di una baffa di baccalĂ  giĂ  ammollato
500 ml circa di latte intero
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
pepe
olio extravergine di oliva

Per la crema di ceci:
400 gr di ceci giĂ  lessati
8 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva
pepe giamaicano
semi di papavero per guarnire

Procedimento:
Per la millefoglie di zucca:
Private la zucca di buccia e semi e tagliatela a fettine spesse qualche millimetro. Ponetele su una placca da forno con un filo d'olio, sale e pepe e fatele asciugare in forno per 15-20 minuti a 220 gradi. Fate raffreddare e tenete da parte.

Per il baccalĂ :
Io preferisco sempre partire dal baccalĂ  ancora da ammollare, lo voglio vedere e sincerarmi che sia davvero baccalĂ . Volendo perĂ², potreste facilitarvi il lavoro, si puĂ² acquistare anche quello giĂ  bagnato. Fate solo attenzione che non sia troppo salato. 
Io sono partita dalla baffa sotto sale, l'ho ben dissalata sotto l'acqua corrente fredda e poi l'ho messa in ammollo con abbondante acqua fredda, che andrĂ  cambiata 3-4 volte al giorno, sostituendola con altra acqua fredda, per almeno 2 giorni consecutivi. 
Il terzo giorno dopo l'ammollo, ho messo il baccalĂ  ben sciacquato in un tegame capiente, l'ho coperto con il latte, e l'ho lasciato cuocere per 20 minuti. L'ho scolato con una schiumarola e l'ho frullato con uno spicchio d'aglio, il prezzemolo e un filo d'olio, aggiungendo poco alla volta un pĂ² del latte di cottura fino a renderlo cremoso come in foto. Lasciatelo raffreddare e tenetelo da parte.

Per la crema di ceci:  
Di solito quando preparo la crema di ceci mi piace aggiungerci lo zenzero fresco, lo trovo delizioso, ma il suo gusto un pĂ² pungente non è sempre gradito da tutti. Questa volta quindi ho seguito il suggerimento di Silvia, optando per il coriandolo, piĂ¹ delicato, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. 
Frullate dei ceci giĂ  lessati con 8 bacche di coriandolo, ed olio, come per fare l'hummus, fino a che abbiate una consistenza cremosa come quella in foto. Aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e ponete la crema in una sach a poche con il beccuccio a stella. Tenetelo da parte fino al momento di impiattare.

Montaggio del piatto:
Preparate il piatto sistemando a strati le sfoglie di zucca appena intiepidite. Una fettina di zucca, il baccalĂ  mantecato anch'esso tiepido, altra fettina di zucca e altro baccalĂ , alternando tre o quattro strati per formare una sorta di millefoglie. 
Con la sach a poche guarnite con ciuffetti di crema di ceci e spolverizzate con semi di papavero. Servite il piatto tiepido.


Alla prossima ricetta, ciao




    


Ultimamente riesco a leggere poco altri blog, sono un pĂ² fuori anche dal mondo della rete per il mio poco tempo a disposizione, lo ammetto, e certamente mi dispiace non riuscire piĂ¹ a curiosare assiduamente sul web come una volta, per restare aggiornata su cosa accade.
Peccato non trovare nemmeno piĂ¹ il tempo materiale di passare a fare un salutino ai vecchi amici, tranne sporadicamente la sera tardissimo, ma tant'è. 
Spesso i post li scrivo di notte... 
D'altronde le esigenze delle nostre vite possono cambiare e ci si adatta. 
Se perĂ² da una parte me ne rammarico, dall'altra quasi mi ritengo fortunata ad essere assente: 
occhio non vede...
Quanto astio c'è in giro? 
Quanta rabbia repressa, frustrazione e malcoltento che "vomitiamo" addosso agli altri?
Nel mio giĂ  esiguo tempo a disposizione mi capita sempre piĂ¹ di frequente di leggere post agguerriti, gli uni contro gli altri, ognuno dal suo piedistallo a sparar sentenze...
ma l'umiltà, quella vera, dove è finita? Perchè tanta intolleranza?

La condivisione in semplicità? La voglia di imparare dagli altri e non di "distruggerli" per dimostrare di essere migliori, santo cielo, ma dove è sparita?

Scusate lo sfogo, ma credo che siamo davvero un pĂ² lo specchio di questa societĂ  di cui poi, in compenso, non facciamo che lamentarci! 
Si sta andando sempre piĂ¹ alla deriva, perchè si perde tempo prezioso solo a giudicare, invece di cambiare, si perde tempo ad apparire ad ogni costo, ad emergere invece che ripartire da se stessi, dalle nostre piccole azioni quotidiane che, quelle sì, possono essere davvero incisive...
Si fa in fretta a puntare il dito, senza vivere certe situazioni dall'interno, a trovare le pagliuzze negli occhi degli altri, ma cambiare davvero costa fatica, tanta. 
E l'unica cosa da cui si puĂ² partire per operare un cambiamento costruttivo: 
SIAMO NOI STESSI.
Oramai sembra non contino piĂ¹:
nè le unicitĂ  personali, nè la credibilitĂ , non conta piĂ¹ nulla, se non "la visibilitĂ "... 
bene o male, purchè se ne parli.
Tutto ciĂ² per dire? 
Non lo so, forse solo che a volte fa bene anche lo sfogo e condividere un pensiero aiuta.

Mettendolo nero su bianco interiormente si fa chiarezza, almeno per me è così.
CiĂ² che ho scritto ovviamente è una riflessione che vale per me stessa, per ripartire, da me, per non smettere mai di crescere e migliorare. 
Per non credermi arrivata (e dove poi??) 
Mai, sempre alla ricerca.
Per augurarmi di vedere sempre il lato bello e positivo di ogni cosa che accade intorno a me, anche se spiacevole.
Perchè auspico di non sentirmi mai superiore a nessuno.
Perchè spero di imparare sempre da tutti, anche da chi ha idee differenti dalle mie o che credo stia sbagliando, perchè quell'errore serve anche a me per imparare. 
E in ogni caso anche chi sbaglia merita sempre e comunque il nostro rispetto, e non di essere messo alla gogna per qualsivoglia motivo, perchè ognuno di noi sbaglia...
Soprattutto spero di imparare da chi cerca un confronto costruttivo e sincero. 
La mia porta rimane aperta, per il resto: c'è spazio per tutti. 
Nessuno è perfetto, nemmeno io! 
Spero di non dimenticarlo mai.
Dopo questo lungo sfogo, finalmente passo alla ricetta di oggi. 
Un semplice, ma a mio avviso sfizioso antipasto, da servire anche come appetizer ad una cena o in un buffet.

Blinis al Salmone con panna acida al Lime


Ingredienti:
Per i Blinis: (per circa 15):
100 ml di latte intero
50 ml di panna liquida
1 uovo
80 gr di farina
8 gr di lievito salato per torte
1 cucchiaio di erbe aromatiche tritate: (facoltativo) erba cipollina, maggiorana, aneto.
sale aromatizzato
1 cucchiaio d'olio extra vergine d'oliva 
Per la panna acida al Lime:
200 ml di panna da cucina
2 cucchiai colmi di yogurt bianco senza zucchero (meglio ancora lo yogurt greco)
1 lime piccolo (sia le zeste grattugiate che il succo)
Per guarnire:
uova di lompo rosse e nere
erba cipollina o aneto 



Procedimento:
Per i Blinis: 
Per prima cosa sgusciate l'uovo separando il tuorlo dall'albume, che andrĂ  montato a neve e tenuto da parte. Sbattete bene il tuorlo e poi diluitelo con il latte e la panna amalgamando bene. Unite se vi piace il trito di erbe aromatiche e regolate di sale. Versate il tutto a filo, lentamente per non fare grumi, sulla farina setacciata con il lievito per torte salate ed amalgamante bene aiutandovi con una frusta. Quando il composto è omogeneo lasciate riposare l'impasto per mezz'ora. Ora unite l'albume montato a neve ferma ed amalgamate bene. Io ho la pentola apposta per fare i blinis, ma se non l'avete potete anche farli in una comune pentola antiaderente. Forse non verranno perfettamente rotondi, ma certamente saranno buoni. Scaldate una pentola antiaderente, quando è ben calda mettete un cucchiaio di olio e cuocete a fuoco vivace i blinis, mettendo un cucchiaio di impasto per ogni blinis, che sarĂ  da girare quando vedrete dei buchini sulla superficie  dell'impasto. 
Bastano pochi minuti per lato. La temperatura dovrĂ  essere piuttosto elevata per la buona riuscita (devono gonfiare, rimangono molto morbidi). 
Una volta cotti fateli intiepidire e preparate la panna.

Per la panna acida al Lime:
Mettete 2 cucchiai di yogurt nella panna (se trovate lo yogurt greco andrĂ  ancora meglio) ed amalgamate bene. Grattugiate qualche zesta di lime ed aggiungetelo. Spremetene anche il succo e aggiungetelo gradatamente alla panna e poi assaggiatela per regolarvi sull'aciditĂ  che vi piace. Potete usare anche il limone se volete. A me con il lime è piaciuta molto di piĂ¹, perchè è piĂ¹ delicata, ma ovviamente sono gusti personali. Girate amalgamando il tutto e con l'aiuto di un cucchiaio usate la panna acida così ottenuta per guarnire i blinis, su cui metterete anche uova di lompo ed erba cipollina o aneto per decorare.


Allora vi è piaciuta l'idea di questa mia versione di panna acida?

No? 
Va bè, allora per farmi perdonare "l'acidità" di oggi solo...

Un abbraccio



Quando ho un pĂ² piĂ¹ di tempo a disposizione mi piace dedicarmi a preparare qualche piatto un pochino piĂ¹ elaborato del solito. 
Questo primo piatto è stata una mia rielaborazione di qualche idea rubata qua e lĂ  dalla rete e dalle riviste di cucina, che mi piace sempre sfogliare, ma che puntualmente dimentico al momento opportuno, non sapendo piĂ¹ dove andare a ripescare il numero desiderato al momento giusto!
Così finisce sempre che stravolgo un pĂ² le ricette e rielaboro a modo mio. 
Era da parecchio che mi frullava in testa di voler provare a fare la pasta in casa in un modo un pĂ² originale ed elegante, con i "decori" sulla pasta, che si ottengono con delle foglie di prezzemolo stirate insieme alla sfoglia.
E quale occasione migliore per prepararla se non il pranzo di Natale? 
E così fu: fiorellini... a me!
Volete sapere come si preparano?
Eccovi accontentati.



Ingredienti: (per 4 persone circa)
Per la pasta decorata dei ravioli: 
200 gr di farina di semola di grano duro
1 pizzico di sale
1 cucchiaio d'olio
acqua qb
1 manciata di foglie di prezzemolo per i decori
Per il ripieno dei ravioli:
300 gr di pescatrice
1 arancia non trattata in superficie (scorza e succo)
1 cipolla piccola
1 cucchiaino di curry in polvere
30 gr di pistacchi di Bronte tritati
olio EVO qb
sale aromatizzato
Per la salsa ai pistacchi:
120 ml di latte
40 gr di burro
20 gr di farina
50 gr di pistacchi di Bronte  giĂ  sgusciati
il succo di 1/2 arancia



Procedimento:
Per la pasta decorata dei ravioli:
Disponete la farina a fontana su una spianatoia e impastatela con circa 100 gr di acqua tiepida, l'olio ed un pizzico di sale. Regolatevi aggiungendo l'acqua poco alla volta. Bisogna ottenere un impasto bello liscio, elastico ma non appiccicoso. Stendetelo col mattarello o se preferite con la nonna papera, per cui, i miei fedeli lettori sanno, io ho una profonda repulsione, perchè non so usarla! 
Una volta tirata bene la pasta ed ottenuta una sfoglia molto sottile di circa 1 mm, appoggiate le foglie di prezzemolo sulla sfoglia e richiudetela  in modo da intrappolarvi le foglie in mezzo e poi tirate di nuovo bene la sfoglia, fino ad ottenere dei quadrati, che taglierete con una rotella taglia-pizza.
Come quelli che vedete nella foto della preparazione piĂ¹ in basso qui sotto.
Per il ripieno dei ravioli:
Affettate sottilmente la cipolla e fatela stufare con l'olio ed il curry e un poco d'acqua tiepida (in alternativa potete stufare anche con un fumetto di pesce preparato col granulare, che io perĂ² per scelta non uso mai).
Aggiungete la pescatrice tagliata a dadini, 30 gr di pistacchi tritati e lasciate cuocere per 3-4 minuti. Aggiungete la scorza dell'arancia e sfumate col succo (d'arancia) lasciando insaporire ancora per qualche minuto. 
Regolate di sale e lasciate intiepidire. Infine frullate bene in un mixer e il vostro ripieno è pronto. Tenete da parte. 
Per la salsa ai pistacchi:
Mettete il latte in un pentolino e fatelo scaldare a fuoco basso. 
Appena prende bollore spegnete il fuoco. 
In un altro pentolino fate sciogliere il burro e poi allontanatelo dal fuoco, con l'aiuto di una frustina mescolate la farina setacciata fino ad ottenere una pastella dalla consistenza cremosa. Mettete un pizzico di sale e versatevi a filo molto lentamente il latte precedentemente scaldato, mescolando con la frusta per non fare grumi. Una volta aggiunto tutto il latte, riponete sul fuoco sempre a fuoco basso e rimestate fino ad ottenere una besciamella piuttosto cremosa. Spegnete il fuoco, aggiungete una decina di pistacchi tritati grossolanamente e gli altri frullati finemente, lasciatene da parte alcuni per decorare il piatto.


Assemblaggio dei ravioli:
Ponete un cucchiaino di impasto sopra la sfoglia e coprite coi quadretti di sfoglia decorata col prezzemolo, che avete precedentemente preparato. Con l'aiuto di un taglia-biscotti ricavate la forma dei ravioli che piĂ¹ vi piace. Io ho usato il fiore. Cuocetene pochi per volta in abbondante acqua salata per circa 5 minuti e ripassateli nella padella con il fondo di cottura in cui avete preparato la pescatrice, dopo aver aggiunto il succo di mezza arancia ed averlo fatto restringere un pĂ². 
Servite i ravioli sulla salsa ai pistacchi disposta a specchio nei piatti, decorando il piatto con altre arance e pistacchi.

NOTE PERSONALI:
Vi assicuro che il gusto di questi ravioli è delizioso. 
La delicatezza della pescatrice in abbinamento all'arancia ed ai pistacchi è un vero trionfo di gusto! 
Davvero da provare, delicati e golosi al tempo stesso. Parola di Any ;)


Essendo Special Ambassador de La Cucina Italiana sono stata invitata a partecipare ad un'iniziativa a sostegno della ricerca sul cancro, che ritengo molto importante, per cui partecipo davvero volentieri. 
Questa ricetta essendo a base di arancia era adatta allo scopo e sono lieta di poterla condividere con voi.
Oltre a questo elegante e goloso primo piatto, che vi ho proposto oggi perĂ², 
il mio MENU' ALL'ARANCIA prevede anche altre ricette con l'arancia che erano giĂ  state pubblicate, e che potete rileggere semplicemente ricliccando i link sottostanti, eccole:










Oltre alla mia ricetta dei ravioli, troverete anche tutte le altre ricette che partecipano all'iniziativa direttamente sul sito del La Cucina Italiana cliccando qui.
Come biologa so bene quanto sia importante la ricerca e come ogni piccolo contributo a favore dell'AIRC sia estremamente prezioso. 

Tutti possiamo partecipare.



Sabato 26 gennaio, in tutte le piazze italiane, come ogni anno, si potranno acquistare le arance della salute. 
Per trovare la piazza a voi piĂ¹ vicina vi rimando direttamente al loro sito qui.



Banner AIRC


Appuntamento come sempre alla prossima ricetta:



  

  
Vediamo un pĂ² se sono ancora capace di scrivere un post...
Mi sarebbe piaciuto passare dai tutti i blog-amici a lasciarvi gli auguri di Buon Natale, uno ad uno...
O per lo meno scrivere un post con almeno una ricetta delle millemila che ho preparato e cucinato negli ultimi venti giorni, ma ahimè non ci sono riuscita. 
Ogni anno è la solita storia, cerco di organizzarmi per tempo, lo giuro, ma chissà com'è non riesco mai.
Credo ci sia un qualche difettuccio nel tasto "programmazione" del mio cervellino, che sia rimasto in stand by anche quest'anno???
Non so ma per me la storia si ripete ogni anno.
Per quanto cerchi di organizzarmi e parta con largo anticipo, non riesco mai a far tutto quello che mi prefiggo prima di Natale.
O forse come giustamente suggerisce il consorte, dovrei imparare a non pretendere l'impossibile da me stessa... che sfornare quasi 5 kg di biscotti, preparare 30 vasetti di 3 diversi tipi di marmellate, 20 bottiglie di liquoripanettoncini e torroncini, compresi i panettoni con il lievito madre... non è proprio cosa da poco.
Lo confesso, non ho proprio trovato anche il tempo di fotografare e scrivere un post pre-natalizio, ma sono certa che mi perdonerete.
Dai, facciamo così, mi faccio perdonare oggi, con un dolce pensiero per voi, ok?
Questo tronchetto è davvero buono, veloce da preparare e di grande effetto scenico. 
La foto non rende giustizia, lo so, è stata scattata, in gran fretta, la sera della vigilia di Natale, con tanto di FLASH, uuuh che roba brutta, sssssshhhh non ditelo a nessuno, ma voi provate lo stesso a farlo, sono certa che non ve ne pentirete!


Ingredienti:
Per il rotolo in pasta biscotto;
90 gr di farina
4 uova
150 gr di zucchero
20 gr di burro
1 cucchiaino di lievito per dolci
350 gr di confettura di lamponi 
Per la glassatura:
100 gr di cioccolato fondente
70 ml di panna fresca

Procedimento:
Sgusciare le uova separando accuratamente i tuorli dagli albumi che andranno montati a neve fermissima e tenuti da parte. 
Montate i tuorli con lo zucchero aiutandovi con le fruste elettriche, finchè saranno ben chiari e spumosi. Setacciate la farina con il lievito ed incorporatela delicatamente ai tuorli poco per volta, al termine unite poco alla volta, gli albumi montati a neve usando una spatola e facendo dei movimenti dal basso verso l'alto per non sgonfiarli.
Infine foderate una placca da forno 36x26 cm e versatevi delicatamente il composto.
Livellate bene ed infornate in forno preriscaldato a 180°C per 15-20 minuti finchè risulterĂ  dorato.
Nel frattempo preparatevi un foglio di carta da forno bagnato e strizzato e non appena sfornerete la pasta biscotto, rovesciatevela sopra, eliminando delicatamente il foglio di carta da forno sottostante che sarĂ  rimasto attaccato all'impasto. Con l'aiuto della carta forno preparata, arrotolate dal lato piĂ¹ corto la pasta biscotto ancora calda.
Arrotolate delicatamente per non romperla, ma avendo cura di stringere bene i "giri". Ora lasciatela raffreddare. 
Riaprite il rotolo e spalmatelo con la confettura, poi riarrotolatelo.
Sciogliete il cioccolato con la panna, lasciatelo intiepidire e poi con l'aiuto di una spatola spalmate il vostro rotolo giĂ  farcito, che avrete l'accortezza di disporre su un piatto con la chiusura appoggiata verso il basso. Glassate bene tutti i lati e lasciate nuovamente raffreddare.
Prima di servire decorate a piacere, io ho usato lamponi freschi, ma è carina anche la melagrana o del ribes a seconda dei vostri gusti!

Alla prossima ricetta!