Ultimi Post
Le chiacchiere... Oh quanto mi piacciono! 
No no, non sto parlando di queste che vedete oggi qui sul blog eh, ok certo sono buone anche queste, ma in realtà parlavo delle chiacchiere che si scambiano con gli amici, con la mamma, i fidanzati, per la strada...
Insomma, le chiacchiere, quelle lì, avete capito, no?
Sono sempre stata una gran chicchierona fin da piccola, tanto che la maestra mi diceva che da grande potevo tranquillamente fare l'avvocato tanta era la mia parlantina.
Non ci ha preso, non sono diventata avvocato, ma la favella mi è rimasta eccome!
Sì sì, quella non mi manca di certo! 
Non sono una di quelle che ha difficoltà a trovare un argomento di conversazione, nemmeno con uno sconosciuto! 
Non so perchè, ma le chiacchiere mi mettono allegria. A voi no?
Sarà per questo che vanno giusto bene anche per concludere il carnevale in questo martedì grasso?
Sarà! 
A Torino a dire il vero le chiamiamo "le bugie", e per la verità le ricette di questi dolci di carnevale sono molteplici e si assomigliano un pò in tutta Italia.
Per carnevale si frigge dal nord al sud e i dolci tipici vengono indicati con svariati nomi: frappe, sfrappe, bugie, chiacchiere, cenci, crostoli, galani, etc, 
Ricette simili, per questi dolci fatti con due ingredienti base: farina e uova, variamente declinati poi sfogliati e fritti. 
La resa però non è la stessa, cambiano a seconda della ricetta la loro consistenza e la friabilità.
Quest'anno ho voluto provare a fare delle sfogliette sottilissime, che si cuocessero davvero molto rapidamente, e restassero il meno unte possibile.
Volevo restassero leggere e molto friabili. 
Credo di esserci riuscita, ma sono sparite tutte prima di subito!
Armatevi di pazienza perchè se riuscite a stenderle sottili sottili, con questa dose ne vengono moltissime: un bel vassoio pieno.



 Ecco la ricetta che ho seguito:
Ingredienti:
250 gr di farina 00
25 gr di zucchero
25 gr di burro morbido a pezzetti
1 uovo intero
80 gr di brandy (circa un bicchiere)
1 pizzico di sale
abbondante olio di arachidi per friggere o meglio ancora lo strutto (che ha un migliore punto di fumo!)
zucchero a velo o semolato per cospargere la superficie


Procedimento:
Per prima cosa sulla spianatoia ho fatto la fontana con la farina ed al centro ho messo il burro tagliato a pezzetti, poi ho sabbiato la farina con il burro, lavorandolo bene con la punta delle dita.
Successivamente ho aggiunto lo zucchero, un pizzico di sale, l'uovo ed il brandy ed ho lavorato energicamente l'impasto fino a lisciarlo bene. Dovrà essere elastico e morbido, ma non appiccicoso. Infine ho formato una palla che ho poi subito coperto con pellicola per evitare che si seccasse.
Ho preso un pezzo di impasto alla volta e l'ho steso con il mattarello in una sfoglia sottilissima. 
Quando riuscivo, sottile anche meno di un millimetro! 
Voi ovviamente potete utilizzare la nonna papera a cui i più fedeli lettori del blog sanno che sono allergica! 
Comunque le stendiate, sappiate che più riuscirete a farle sottili e più vi si gonfieranno in cottura restando sottili e friabilissime
Vi mostro anche come appariranno al loro interno:



Ho infine tagliato delle losanghe che ho man mano fritto in abbondante olio già bollente, friggendone solo un paio alla volta per non più di 30 secondi per lato. 
L'ho subito messe a scolare su carta assorbente e una volta fredde le ho cosparse con un pò di zucchero semolato. 
Se vi piace di più potete usare lo zucchero a velo.

Infine per chi avesse voglia di spulciare tra le mie vecchie ricette di carnevale, ecco un piccolo revival fotografico delle ricette già pubblicate qui sul blog, che ho proposto negli anni passati e che potrete trovare nella sezione delle mie ricette.


Gnocchetti multicolor

Le castagnole
Ceci ripieni di Sulmona
Le bugie


Mini krapfen al cioccolato



Un abbraccio a tutti, alla prossima!





Ci sono ricette che per anni sono state il mio cavallo di battaglia, ma che da quando ho aperto il blog, chissà perché ho praticamente dimenticato. 
Sempre alla ricerca di nuove ricette e nuove idee, le ho involontariamente archiviate.
Queste polpettine ne sono un esempio.
"Ma come, non le hai ancora messe sul blog?" 
Mi ha domandato stupito il consorte giorni fa.
Un vero peccato, ha ragione.
Credo valga la pena trovare un posticino per loro anche qui, per farle entrare degnamente nel mio ricettario online. 
Chissà, potrebbero tornare utili anche a voi, per l'uso versatile che potrete farne.
Più di una volta mi hanno risolto un aperitivo, servite con un buon calice di prosecco. 
Ideali se allestite un buffet, idea carina per un fingerfood.
Possono essere mangiate calde, e servite come secondo piatto magari accompagnate da una fresca insalatina, ma sono ottime anche fredde, per un pic-nic ad esempio.
Potete optare per la versione fritta o per una cottura in forno ancora più salutare.
Insomma sono davvero un buon asso nella manica: da farsi.


Vi lascio la ricetta, che è davvero semplicissima:
Ingredienti: 
(dosi per circa 60 polpettine)
2 patate lesse di grandezza media
300 gr di tonno in scatola
2 uova
2 fette di pane casereccio
1 manciata di prezzemolo
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai di parmigiano grattugiato
le zeste ed il succo di un piccolo limone non trattato
pangrattato qb
olio per friggere (se optate per la cottura in padella)


Procedimento:
Schiacciate bene con i rebbi di una forchetta le patate lesse, aggiungetevi il tonno sgocciolato, il pane sbriciolato, le zeste di un limone non trattato (altrimenti mangerete anche i pesticidi), il prezzemolo e l'agio sminuzzati finemente ed amalgamate bene. Aggiungete il formaggio, l'olio ed il succo di limone, 3-4 manciate di pangrattato e le uova sbattute, amalgamando bene fino a quando il composto risulti ben legato e non troppo umido. Regolate di sale. Se necessario aggiungete ancora un po' di pangrattato. Inumiditevi le mani e formate le polpettine, che passerete nel pangrattato. 
Ora potete friggerle in padella con abbondante olio ben caldo finchè non risultino dorate, oppure cuocerle in forno a 200°C per 20-25 minuti, girandole a metà cottura. 

Vi abbraccio, felice settimana:


Mi rendo conto di non essere per nulla una "foodblogger" modello, mi perdonerete, ma sono così e mi sa che non cambierò facilmente, per cui sappiatelo: prendere o lasciare!
Sono sempre in ritardo con la pubblicazione dei miei post, con sempre troppe idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle! 
Come si può rimediare? Si accettano suggerimenti: fatevi avanti.
La sfida del contest che vi presento oggi in collaborazione col blog di Teresa, era quella di pensare ad una ricetta per un cibo da strada, utilizzando i formaggi svizzeri: Sbrinz e Gruyère.
E anche questa volta per SWISS CHEESE PARADE purtroppo arrivo sul fil di lama! 
Ditemi come si combatte la pignoleria cronica e la perenne mania di perfezionismo ad ogni costo?
Forse il ritardo cronico è da annoverarsi tra i motivi che mi frenano, che se una cosa non è fatta come dico io piuttosto lascio perdere! 
Ecco io ci litigo sempre tra me e me con le mie manie di perfezionismo, ma questa è tutt'altra storia, ora meglio passare alla ricetta! 
Pensate un pò, questa ricetta l'ho tenuta in serbo da luglio, e va bè, meglio tardi che mai. Complice un’estate passata in montagna senza un forno a disposizione, le meningi si sono dovute spremere a dovere. Da brava arietina testarda però, la soluzione alla fine è arrivata. Che mica si rinuncia a fare il pane con il lievito madre, solo perché non si ha un forno a disposizione, giammai! 
Avrò anche tanti difetti io, ma di certo non sono una rinunciataria, non abbandono alla prima difficoltà, anzi in queste situazioni “la capa tosta” viene fuori più vivida che mai!
Dunque l’impasto che ho pensato di fare è stato quello del pane veloce al formaggio, che avevo già proposto qui
Velocissimo da fare, si cuoce in padella, un minuto per lato e mangerete un pane profumato e saporitissimo, mi era subito sembrato perfetto per l'occasione. 
Il pane mangiato caldo poi per me è una coccola speciale: un vero spettacolo! 
Ho adattato quindi la ricetta di quel pane veloce al mio Lievito Madre, ottenendo un impasto che, sebbene inizialmente dettato da "pigrite vacanziera acuta", si è poi rivelato un vero passpartout. 
Non mi sono limitata a farci il pane con questo impasto, l'ho provato in diverse varianti, tra cui anche questi panzerotti, che noi abbiamo trovato deliziosi, sia cotti in padella come le piade, che fritti. 
Non so proprio decidere quale sia la versione migliore e così ve le propongo entrambe, sceglierete voi la cottura che gradite di più. 
Volete provarci? 


Ingredienti:

Impasto per pane veloce/panzerotti:

30-50 gr di lievito madre (preso anche non appena rinfrescato, ma di 3 giorni di frigo)
250 gr di farina 0
100 gr di formaggio spalmabile (io ho usato quello home-made la cui ricetta è questa qui)
100 ml (gr) di acqua tiepida 
1 cucchiaino da caffè colmo di sale 
1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva

Per il ripieno:

70 gr di prosciutto cotto (o mortadella o un altro salume a vostro piacere)

100 gr di gruyère affettato sottile



Procedimento:
Per l'impasto dei panzerotti:
Spezzettare il Lievito Madre e scioglierlo in acqua tiepida, lasciandolo qualche minuto ad ossigenarsi, mescolandolo di tanto in tanto con una forchetta. Aggiungere la farina, il sale, l'olio ed il formaggio spalmabile e impastare bene fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo (foto 1)
Lasciare lievitare ben coperto in luogo tiepido a temperatura ambiente per almeno un paio d'ore, poi si può procedere cuocendo subito il pane (o i panzerotti) oppure si può conservare l'impasto coperto in frigo, fino a tre giorni successivi. Il riposo in frigo migliorerà l'impasto.
Formatura dei panzerotti:
Ricavate dall'impasto così preparato delle palline di circa 30 gr ciascuna. Spolverate con la farina la spianatoia e stendete le palline con il mattarello (foto 2) fino ad ottenere un disco dello spessore di un paio di millimetri. Farcitelo con il prosciutto e la gruyère (foto 3) e poi formate i panzerotti, io ho usato lo stampino per fare i ravioli (foto 4).

A questo punto potete decidere se friggerli in abbondante olio bollente, oppure per una versione un pò più light, ma comunque molto gustosa, potete cuocerli in una padella antiaderente, dopo averla fatta scaldare molto bene. Cuoceteli qualche minuto per lato, schiacciandoli con una spatola in legno, per farli cuocere in modo uniforme. La differenza tra le due cotture è ben visibile nella (foto 5).
E voi come li preferite? Fritti o cotti in padella? Bisognerebbe assaggiarli per un giudizio equo...






Che altro dire, spero che sia vero il famoso detto... 
gli ultimi saranno i primi
Con questa mia ricetta, partecipo come già anticipato all'inizio del post alla SWISS CHEESE PARADE





Ringrazio ancora molto Teresa per l'opportunità che ci ha dato e per la sua consueta gentilezza e disponibilità e anche per gli ottimi e squisiti formaggi svizzeri Sbrinz e Gruyère, protagonisti della ricetta, che ho avuto il piacere di assaggiare.


Ciao a tutti, vi dò appuntamento alla prossima ricetta.


 
Ebbene sì, lo ammetto, aprile di per sè mi mette già di buonumore!
Ogni anno il risveglio della natura ha per me un che di magico: 
le prime gemme sugli alberi, le primule, i prati verdissimi pieni di margheritine, e nonostante il maltempo che perdura, le tiepide giornate di sole...
Insomma ogni anno il lento risveglio della primavera, mi sembra sempre un regalo meraviglioso di cui godere, a maggior ragione se questa attesa si protrae più a lungo del dovuto, come quest'anno in cui sembra che la primavera stenti ad arrivare! 
Eppure arriverà anche climaticamente, basta avere un pò di pazienza, quella che forse oggi abbiamo tutti un pò perso, vogliamo tutto e subito e la magia dell'attesa si perde tra inutili affanni.
La primavera mi appartiene, o come dice il mio bimbo, forse la amo perchè ci sono nata... e sarà pur vero, anche per questo!
Ad ogni modo il sole nel piatto oggi non me lo toglie proprio nessuno, nemmeno il maltempo! 
Guardate un po':



Eccolo il mio sole nel piatto, o meglio vi lascio un'idea molto semplice, ma credo anche utile e sfiziosa. 
Per me il cibo è cosa sacra, non va sprecato per nulla al mondo.
Eppure credo come in tutte le case e le cucine, anche nella mia a volte ci sono avanzi di cibo poco gradito. 
Nonostante ciò nulla va sprecato, semplicemente si ricicla. 
Oramai ho una ricetta collaudata per il lesso avanzato o il petto del pollo arrosto che non mangia mai nessuno. 
Ogni volta che avanza lo riciclo così: 

Ingredienti:
petto avanzato dal pollo arrosto o carne lessa avanzata
1 uovo
1 manciata di parmigiano reggiano
2 manciate abbondanti di pecorino romano
2-3 filetti d'acciuga
prezzemolo tritato (o altre erbe aromatiche a piacere)
1 piccolo spicchietto d'aglio (se piace)
1 cucchiaino di zeste di 1 limone non trattato in superficie
farina di mais qb per impanare + eventuale pangrattato
olio extra vergine d'oliva qb

E guardate un pò quella manina lesta come l'ha afferrata...
e stavolta la crocchetta la addenta eh, altro che se l'addenta, ancora calda, nemmeno il tempo di fare la foto!


Procedimento:
Per prima cosa private degli ossi la carne avanzata, poi riponetela in un mixer con l'uovo, il pecorino, i filetti d'acciuga, il prezzemolo tritato, l'aglio se vi piace, e le zeste di limone e frullate fino ad ottenere un macinato omogeneo. Regolate di sale e se dovesse risultarvi un impasto ancora troppo appiccicoso aggiungete del pangrattato. Con le mani leggermente inumidite formate dei cilindretti e passateli nella farina di mais, prima di cuocerle. Coprite d'olio il fondo di una padella antiaderente e fate dorare le crocchette da ogni lato.
Utilizzo la farina di mais perchè dà una croccantezza speciale e (non so se sia solo una mia impressione) perchè mi sembra assorba meno olio rispetto al pangrattato. 
In ogni caso, prima di servire le crocchette, le faccio sgocciolare bene su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso e poi le servo ben calde con una bella insalata verde o con una salsina allo yogurt in accompagnamento
La salsina la preparo con zeste di limone e zenzero fresco oltre allo yogurt ovviamente.
Una vera golosità!

Vi lascio un abbraccio e vi aspetto alla mia prossima ricetta.






Il mio post di oggi è ripubblicato
Le zeppole di San Giuseppe il 19 marzo a casa nostra non mancano mai, in onore di un papà (e anche di un marito) golosi. 
Le ripropongo sperando di fare cosa gradita a qualcuno che lo scorso anno se le era perse.
E buona festa a tutti i papà!


La ricetta della pasta choux, essendo una preparazione di base in pasticceria, la trovate spiegata passo passo in un mio post dedicato, qui
Quella che ho usato questa volta per l'impasto delle zeppole da cuocere in forno è la ricetta di Salvatore De Riso

Ingredienti:
Per la crema pasticcera:
300 ml di latte fresco intero
200 ml di panna liquida
300 gr di zucchero
2 tuorli d'uovo
40 gr di amido di mais 
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di liquore (io il perfetto amore)

Per l'impasto delle zeppole (pasta choux): qui la mia ricetta passo passo
con questa dose mi sono venute 25 zeppole piccoline
125 gr di acqua
50 gr di burro
3 gr di sale
125 gr di farina
200 gr di uova intere (4 uova)
olio per friggere (io le ho cotte in forno)

Per la decorazione:
zucchero a velo qb
amarene sciroppate

Procedimento:
Per la crema pasticcera:
Io la preparo sempre il giorno prima per darle modo di raffreddarsi bene in frigo.
Fate scaldare il latte e la panna in un pentolino (io scaldo nel micronde) portando quasi a bollore. 
Intanto in un pentolino sufficientemente capiente e che possa andare sul fuoco sbattete benissimo le uova con lo zucchero finchè non siano chiare e spumose. Incorporate l'amido di mais. Ora aggiungete un pizzico di cannella e del liquore per aromatizzare se vi piace. Aggiungete gradatamente sulla crema di uova il latte scaldato con la panna e cuocete a fuoco basso rigirando sempre con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una consistenza abbastanza densa. Ora spegnete e fate raffreddare bene.


Per le zeppole:
Scaldate l'acqua in un pentolino su fuoco basso e portatela a bollore, aggiungete il sale (non dimenticatelo perchè serve a far lievitare la zeppola nella successiva fase di cottura) e il burro a pezzetti facendolo sciogliere e riportando a bollore. Ora, tutto in un colpo versate la farina setacciata e rigirate con un cucchiaio di legno fino a che l'impasto sfrigola, ed otterrete un composto che è una sorta di "palla" che si staccherà dai bordi del tegame. 
Spegnete il fuoco e fate raffreddare trasferendo l'impasto in un contenitore in cui romperete le uova intere (incorporandole una ad una se lo fate con una frusta a mano, dovrete aspettare che tutto il primo uovo si sia assorbito prima di aggiungere le successive).
Io invece ho usato le fruste elettriche per amalgamare, sbattendo benissimo fino ad ottenere una consistenza un pò più soda della crema pasticcera.
Accendete il forno che dovrà essere caldissimo. 
Con il mio forno mi sono regolata mettendolo a 220°C.
Riempite con l'impasto ottenuto una sac a poche con beccuccio stellato e formate delle ciambelle col buco al centro su una placca da forno foderata di carta forno.
Infornate in forno già caldo per 10 minuti circa, le zeppole lieviteranno e dovranno risultare ben dorate. Controllate che non scuriscano troppo, in caso abbassate di qualche grado.
A cottura ultimata trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare. 
Se le fate fritte formate le ciambelline su quadratini di carta da forno opportunamente ritagliati e tuffatele una alla volta in abbondante olio bollente per pochi minuti per lato (la carta si staccherà in cottura) fino a doratura. 
Sgocciolatele bene su carta assorbente e poi farcitele. 
Per la decorazione:
Una volta ben fredde utilizzando uno spargizucchero spolverizzatele bene con zucchero a velo, riempitele con la crema pasticcera aiutandovi con una siringa e decoratele con le amarene ben sgocciolate dal loro sciroppo.
E se siete arrivati fin qui, dopo tutta questa fatica... concedetevene almeno una!
In fondo è cotta al forno! ^___^

Un abbraccio a tutti e buona giornata.






Sabato 2 febbraio c'è stato il Pasta Madre Day, organizzato dalla Comunità del Cibo e mi è spiaciuto immensamente non riuscire a partecipare in nessun modo. Avrei tanto voluto essere qui.
Non sono riuscita a donare un pezzetto della mia Pasta Madre, nè a partecipare almeno virtualmente con una mia ricetta. 
Chi mi legge sempre sa quanto io sia affezionata alla panificazione con il Lievito Madre e soprattutto quanto io sia grata a Paoletta ed Adriano per avermene donato un pezzetto al primo dei loro corsi che ho seguito. Da quel 2 giugno ho sfornato tantissimi tipi di pane, fatto panettoni, brioches, fette biscottate, lievitati dolci e salati di ogni tipo, sempre con grandissima soddisfazione. 



Per questo credo sarebbe stato bello poter restituire un pezzetto di quella Pasta Madre: per dare ad altri la possibilità di cominciare ad usarla, ma lavoravo e non mi è stato proprio possibile. Peccato!
In ogni caso sebbene fuori tempo massimo, vi lascio ugualmente, anche se in ritardo, la ricetta che ho realizzato per l'occasione. 
Sono certa che andrà benissimo anche ora, visto che siamo in pieno periodo carnevalesco e come avevo già ribadito lo scorso anno qui, una volta ogni tanto friggere si può e noi per carnevale qualche fritto ce lo concediamo!


Ingredienti:
Per i Krapfen:
350 gr di farina manitoba
150 gr di Lievito Madre appena rinfrescato e già maturo (o 20 gr di lievito di birra)
60 gr di burro
2 uova intere
1 albume per spennellare
70 ml di latte intero
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di malto d'orzo
abbondante olio per friggere
zucchero a velo
70 gr di cioccolato gianduia in tavoletta per il ripieno
Per la crema al cioccolato di farcitura aggiuntiva:
200 ml di latte
1 uovo intero
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
4 quadretti di cioccolato fondente


Procedimento:
Per prima cosa ho rinfrescato il lievito madre e l'ho lasciato maturare. Poi ne ho presi 150 grammi. Ho spezzettato bene tutto il lievito madre e l'ho fatto sciogliere nel latte tiepido con un cucchiaio di malto d'orzo e uno di miele. Ho stemperato bene, aggiunto 50 grammi di farina e ho lasciato riposare per una decina di minuti. Quindi ho rimpastato il tutto con i 300 grammi di farina rimasta a cui ho aggiunto gradatamente le uova già sbattute insieme al burro fuso, lavorando l'impasto prima sommariamente in ciotola e poi per una decina di minuti direttamente sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto bello liscio ed omogeneo. Ho  fatto una palla, l'ho riposta in una ciotola coperto con pellicola, e ho lasciato riposare in luogo tiepido fino al raddoppio. A me ci sono volute circa 2 ore e mezza. 



A questo punto sgonfiate bene l'impasto e stendetelo col mattarello in una sfoglia dello spessore di 3-4 mm, ricavando con un coppa-pasta dei dischi di 4 cm di diametro. Metà spennellateli con l'albume, ponete al centro un pezzetto di cioccolato, sovrapponete infine i restanti dischi non spennellati e sigillate bene schiacciando i bordi. Rimettete in teglia e lasciate riposate per un'oretta prima di friggere i krapfen pochi per volta in abbondante olio bollente, finchè siano ben dorati. Sgocciolateli bene su carta assorbente, lasciate intiepidire e spolverizzateli con zucchero a velo. 
Con queste dosi ho ottenuto una ventina di mini-krapfen, ma i miei sono rimasti poco ripieni di cioccolato. 



Sapete che a casa mia ci sono "due drogati di cioccolato", che ovviamente non erano sufficientemente soddisfatti dopo l'assaggio ed hanno richiesto una doppia dose cioccolatifera!
Per cui mi sono rimessa all'opera e ho rimediato facendo una crema al cioccolato che quindi Ã¨ stata aggiunta a cottura dei mini-krapfen già avvenuta. Con l'aiuto di una siringa, li ho riempiti di crema, una volta che la crema si era raffreddata. Ecco come l'ho preparata:
Per la crema al cioccolato:
Ho sbattuto bene l'uovo con lo zucchero, ho aggiunto un cucchiaio di farina e mescolato bene con la frusta per non fare grumi, prima di aggiungere a filo il latte tiepido. Ho messo sul fuoco e ho girato fino a che si è addensata la crema, poi ho aggiunto i 4 quadretti di cioccolato, l'ho lasciato sciogliere bene sempre mescolando con la frusta ho lasciato raffreddare.

Buona settimana a tutti, alla prossima:



Appena ho letto del suo contest ho subito pensato che avrei partecipato, mi piaceva un sacco l'idea! Rimettermi in gioco? Eccomi pronta! ^___^
E guardatemi qui?? Ma come faccio a ridurmi sempre all'ultimo minuto a fare le cose???
Ufff... è che i giorni scorrono così veloci, che il tempo sembra non bastare mai!
Comunque alla fine, anche se sul fil di lama come al mio solito, sono qui.
E veniamo al contest! 
Trovo che l'idea sia carinissima e poi non potevo non partecipare! 
A parte per la stima e l'affetto che mi legano a Fabiola, sono felicissima perchè a due anni di distanza dalla pubblicazione di questa mia ricetta, credo di aver imparato davvero molto! 

L'ho già scritto in altre occasioni, ma mi piace ribadirlo: il blog è un'opportunità bellissima, di crescita, di condivisione di conoscenze culinarie, ma non solo, che mi hanno fatto fare grandi progressi in cucina! 
Inoltre è anche un utilissimo stimolo a migliorare, evolvere, apprendere e non sentirsi mai arrivati (un pò come nella vita!!!) perchè da imparare ce n'è sempre e da chiunque!!!
E' sempre utile fermarsi di tanto in tanto e voltarsi indietro per vedere la strada fatta! 
Per godersi qualche soddisfazione, ma anche, perchè no? per imparare dai propri errori e far tesoro di tutti i nostri passi avanti!
Essendo di origine partenopea, le zeppole sono davvero di casa per me! 
Da sempre infatti la mia mamma le rifà ogni anno, ovviamente con la ricetta di famiglia che trovate proprio qui nel mio vecchio post.
Oggi però ho RIMESSO tutto IN PENTOLA, come ci ha chiesto Fabi, per riproporvi una nuova versione delle zeppole, che fa un pò tesoro di tuttò ciò che ho imparato in questi due anni di blog. 
La versione di oggi infatti è un mix, tra "il mio vecchio" ed il nuovo sapere, anche se so che... non sarà l'ultima versione, cambierà ancora! 
Mica si può smettere di imparare, no?!
CHI SI FERMA....
Intanto per l'occasione ho scelto di cuocere le zeppole in forno, preferendo una cottura certamente meno tradizionale (la vera zeppola andrebbe fritta, c'è poco da fare!!!), ma anche meno calorica, sebbene vi assicuro altrettanto buona. 
Per questo contest ho scelto le zeppole di questo post non solo perchè era uno dei miei primissimi post pubblicati, ma anche perchè ad oggi è in assoluto il più cliccato del mio blog, nonostante tutte le sue imperfezioni, e le foto non certo bellissime di allora, avete visto? 
Non che oggi siano tanto meglio eh, comunque..
La ricetta della pasta choux invece, essendo una preparazione di base in pasticceria, la trovate spiegata passo passo in un mio post dedicato, qui
Quella che ho usato questa volta per l'impasto delle zeppole da cuocere in forno è la ricetta di Salvatore De Riso

Ingredienti:
Per la crema pasticcera:
300 ml di latte fresco intero
200 ml di panna liquida
300 gr di zucchero
2 tuorli d'uovo
40 gr di amido di mais
1 pizzico di cannella in polvere
1 cucchiaio di liquore (io il perfetto amore)

Per l'impasto delle zeppole (pasta choux): qui la mia ricetta passo passo
con questa dose mi sono venute 25 zeppole piccoline
125 gr di acqua
50 gr di burro
3 gr di sale
125 gr di farina
200 gr di uova intere (4 uova)
olio per friggere (io le ho cotte in forno)

Per la decorazione:
zucchero a velo qb
amarene sciroppate

Procedimento:
Per la crema pasticcera:
Io la preparo sempre il giorno prima per darle modo di raffreddarsi bene in frigo.
Fate scaldare il latte e la panna in un pentolino (io scaldo nel micronde) portando quasi a bollore. 
Intanto in un pentolino sufficientemente capiente e che possa andare sul fuoco sbattete benissimo le uova con lo zucchero finchè non siano chiare e spumose. Incorporate l'amido di mais. Ora aggiungete un pizzico di cannella e del liquore per aromatizzare se vi piace. Aggiungete gradatamente sulla crema di uova il latte scaldato con la panna e cuocete a fuoco basso rigirando sempre con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una consistenza abbastanza densa. Ora spegnete e fate raffreddare bene.

Per le zeppole:
Scaldate l'acqua in un pentolino su fuoco basso e portatela a bollore, aggiungete il sale (non dimenticatelo perchè serve a far lievitare la zeppola nella successiva fase di cottura) e il burro a pezzetti facendolo sciogliere e riportando a bollore. Ora, tutto in un colpo versate la farina setacciata e rigirate con un cucchiaio di legno fino a che l'impasto sfrigola, ed ottenerrete un composto che è una sorta di "palla" che si staccherà dai bordi del tegame. 
Spegnete il fuoco e fate raffreddare trasferendo l'impasto in un contenitore in cui romperete le uova intere (incorporandole una ad una se lo fate con una frusta a mano, dovrete aspettare che tutto il primo uovo si sia assorbito prima di aggiungere le successive).
Io invece ho usato le fruste elettriche per amalgamare, sbattendo benissimo fino ad ottenere una consistenza un pò più soda della crema pasticcera.
Accendete il forno che dovrà essere caldissimo
Con il mio forno mi sono regolata mettendolo a 220°C.
Riempite con l'impasto ottenuto una sac a poche con beccuccio stellato e formate delle ciambelle col buco al centro su una placca da forno foderata di carta forno.
Infornate in forno già caldo per 10 minuti circa, le zeppole lieviteranno e dovranno risultare ben dorate. Controllate che non scuriscano troppo, in caso abbassate di qualche grado.
A cottura ultimata trasferitele su una gratella e lasciatele raffreddare. 
Se le fate fritte formate le ciambelline su quadratini di carta da forno opportunamente ritagliati e tuffatele una alla volta in abbondante olio bollente per pochi minuti per lato (la carta si staccherà in cottura) fino a doratura. 
Sgocciolatele bene su carta assorbente e poi farcitele. 


Per la decorazione:
Una volta ben fredde utilizzando uno spargizucchero spolverizzatele bene con zucchero a velo, riempitele con la crema pasticcera aiutandovi con una siringa e decoratele con le amarene ben sgocciolate dal loro sciroppo.
E se siete arrivati fin qui, dopo tutta questa fatica... concedetevene almeno una!
In fondo è cotta al forno! ^___^


Le mie zeppole le dedico a Fabiola oltre che a tutti i papà e i Giuseppe e a tutti voi che passate di qui! 
Questa ricetta ovviamente partecipa al contest di Fabiola


Ed anche a "Un dolce per i nostri papà" quello della dolcissima Stefy, che ringrazio di cuore per il suo gentilissimo invito che accetto con tutto il cuore!
Ecco il banner: