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Questa ricetta in casa nostra ormai è gettonatissima. Il mio bimbo mi chiede spesso di preparargli le piadine, perchè sono davvero buone. 
Non esito ad accontentarlo visto che questa ricetta è una di quelle che uso più sovente per sfruttare gli esuberi del lievito madre dopo il mio rinfresco settimanale. Pochi gesti e l'impasto è pronto. Ho imparato che posso stenderlo subito ed usarlo immediatamente, oppure conservarlo in frigo per un paio di giorni ottenendo sempre un risultato perfetto. Per ottenere delle piadine perfette il solo vero "trucchetto" se così si può dire è riuscire a stenderle sottilissime. Io uso il mattarello con la spianatoia ben infarinata. Ovviamente all'inizio dovrete anche fare qualche prova per trovare la giusta temperatura per una cottura perfetta in padella antiaderente. Regolando la temperatura con cura, non rischierete di far bruciare le piadine. Nulla di difficile, basterà regolare la fiamma in modo che il fuoco non sia troppo vivace.



Ed eccovi la mia ricetta: 

Ingredienti:(dosi per 8-10 piadine)
30-50 g di esubero di lievito madre
250 g di farina 0
100 g di formaggio spalmabile (io ho usato quello fatto da me la mia ricetta la trovi qui)
100 ml (g) di acqua tiepida 
1 cucchiaino da caffè colmo di sale



Procedimento:
Sciogliete l'esubero di lievito madre nell'acqua tiepida con l'aiuto di una forchetta, aggiungete la farina, il formaggio spalmabile ed il sale ed impastate energicamente fino ad ottenere un impasto compatto e morbido come nella foto qui sopra. A questo punto infarinate molto bene la spianatoia e stendete le piadine una per volta con l'aiuto del mattarello. Se le utilizzate come pane potrete lasciarle spesse anche un paio di millimetri, come questa che vedete qui sotto in foto, altrimenti dovrete stenderle molto più sottili, dovranno risultare quasi trasparenti.



Mettete sul fuoco una padella antiaderente e fatela scaldare per bene per qualche minuto in modo che sia ben calda. Le piadine si seccano subito per cui una volta stese andranno subito cotte. Io le stendo e le cuocio mano a mano che le preparo. Come dicevo prima è molto importante regolare la giusta temperatura di cottura, che non dovrà essere a fuoco troppo vivace altrimenti brucerete le piadine. Una volta che mettete in padella la piadina dopo un paio di minuti vedrete che si formeranno delle bolle sulla sua superficie. Aiutandovi con una spatola di legno giratela e lasciatela cuocere ancora un altro minuto anche dall'altro lato. Una volta che le avrete cotte tutte se non le utilizzate subito conservatele in un sacchetto da congelamento ben chiuse altrimenti seccheranno troppo. 
Le piadine così preparate potrete usarle semplicemente come pane per accompagnare le vostre pietanze, oppure potete farcirle ad esempio con prosciutto e formaggio, mozzarella e pomodoro o come più vi aggrada e farle scaldare ancora un attimo in padella con il ripieno all'interno per fare in modo che si scaldino bene e risultino "scrocchiarelle" e friabili come le vere piade sfogliate.

Nei prossimi giorni vi farò vedere che cosa mi sono inventata per farcirle. 
Vedrete vi suggerirò un'idea carinissima ed originale.

NOTE PERSONALI:
- Le piadine saranno ottime anche se ometterete del tutto la quantità di esubero di lievito madre.
- Ho provato a farle senza lievito e sono ugualmente ottime
- Ho usato la farina auto-lievitante e sono ugualmente buone.
- L'impasto così preparato se lasciato ben sigillato in un sacchetto da congelamento in frigo, si conserva perfettamente un paio di giorni.
- Un'idea per utilizzare questo impasto per farci dei panzerotti la trovate anche qui.

Allora vi aspetto per la prossima ricetta:




Come ho già più volte ribadito su queste pagine, adoro gli antipasti, sia mangiarli che prepararli e quando penso ad un menù da proporre agli amici, mi piace moltissimo trovare idee sfiziose ed accattivanti non solo per il palato, ma anche per la vista. 
Le riviste di cucina in casa mia sbucano da ogni dove e anche se la rete pullula di idee e ricette, ogni tanto mi piace consultarle, specie dando uno sguardo ai vecchi numeri. 
Come l'idea per la mia ricetta di oggi è molto datata: del 1996! 
Credo però sia un'evergreen, idea vecchia ma sempre valida, mi piace riproporla perché non solo è molto buona, ma è anche molto gradevole alla vista proprio come piace a me.
Guardate un pò se siete d'accordo:



Ricetta tratta dal numero di dicembre del 1996 di La cucina italiana
da me leggermente modificata 


Ingredienti:
Per le conchiglie di briséé:
(con queste dosi ho ottenuto 12 conchiglie)
200 g farina 
100 g burro freddo e un pochino per imburrare le conchiglie
50 g acqua fredda
2 cucchiaini di erbe di Provenza
30 gr di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
 occorreranno anche 12 conchiglie di capesante vuote

Per le polpette di baccalà:
220 g baccalà dissalato
1 uovo medio
70 g circa pangrattato
1 spicchio d'aglio

1 manciata di foglie di prezzemolo
olio extra vergine di oliva



Procedimento:
Per le conchiglie di brisèe:
Io ho fatto tutto con il Bimby, ma potete ovviamente impastare sulla spianatoia. Ho messo nel boccale la farina, il parmigiano grattugiato, le erbe di Provenza, il sale ed il burro morbido a pezzetti ed ho fatto sabbiare il tutto, facendo girare qualche minuto a velocità 4. 
Aggiungere in un colpo l'acqua fredda fino a che il composto stia grossolanamente insieme. Trasferire sulla spianatoia dando all'impasto la forma di una palla, avvolgerla in pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero mezz'ora.
Nel frattempo imburrare molto molto bene (operazione importante altrimenti i gusci non si staccheranno!) i gusci delle capesante. Stendere con l'aiuto di un mattarello su un piano infarinato la pasta brisèe dello spessore di pochi millimetri, rivestire i gusci imburrati, facendo aderire bene al guscio la pasta, senza però schiacciare troppo. Appoggiarci sopra gli altri gusci per formare le zigrinature (questi non è necessario imburrarli) e disporli sulla placca del forno. Appoggiare sopra le conchiglie così preparate un'altra placca per evitare che la pasta gonfi in cottura e passare in forno a 200 °C per circa 10 minuti
Sfornare e lasciar raffreddare 5 minuti poi molto delicatamente staccare la conchiglia superiore e quella inferiore, liberando la conchiglia di pasta brisèe, molto delicatamente senza romperla. Quindi rimettere sulla placca e ripassare i gusci in forno caldo per altri 5 minuti a 180°C, perchè l'interno risulterà ancora crudo, almeno nel mio caso. Voi regolate i tempi con il vostro forno. 

Per le polpette di baccalà:
Spinare accuratamente il baccalà privandolo della pelle e dei filamenti bianchi. Tagliarlo a pezzi e frullarlo nel mixer insieme agli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Prelevare delle palline di composto grosse come una noce, formare le polpettine, dando loro la forma di una noce di capasanta e passarle nel pangrattato. 
Mettere in una padella antiaderente con l'olio e friggere le polpettine finchè siano dorate. Farle asciugare su carta forno e servirle calde con una fettina di pomodoro fresco dentro i gusci di capesante precedentemente preparati. 


Felice giornata, vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta:








Sono stata una privilegiata, poichè avevo già assaggiato il Nergi©, lo scorso anno a Saluzzo ancora prima del suo lancio commerciale, come a suo tempo avevo raccontato qui.
Non ho avuto molti dubbi quindi sul come abbinarlo, volevo usarlo in purezza per non snaturarne il gusto e soprattutto le sue preziose proprietà nutrizionali. Dopo l'Educational Tour di qualche settimana fa ho avuto solo la riconferma che abbinato in un dolce sarebbe stato perfetto. Doveva essere un dolcetto piccolo, ma proprio bello, un finger-food, da gustare e assaporare in pochi morsi. 
Un dolcetto semplice insomma, e tradizionalista... come me.
La mia cucina mi rappresenta e quindi non poteva non essere un dolce minimalista, che nella sua semplice sobrietà racchiudesse però anche tutto ciò che mi piace. 




Ingredienti:
Nergi©
Per la frolla (da una ricetta di Morena presa qui)
160 gr di burro morbido
80 gr di zucchero a velo
250 gr di farina 
1 tuorlo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di zeste di limone non trattato

Per la crema pasticcera 
(ricetta liberamente tratta da "Peccati di Gola" di Luca Montersino)
160 gr di latte intero
40 gr di panna fresca
60 gr di tuorli (circa 4 uova)
60 gr di zucchero
20 gr di amido di mais 
1/4 di stecca di vaniglia



Procedimento:
Per la frolla (dalla ricetta di Morena presa qui)
Disporre la farina a fontana e mettere al centro tutti gli ingredienti. Con una spatola cominciare a tagliuzzare il burro in modo da rendere i pezzetti sempre più piccoli. Amalgamare man mano gli ingredienti, fino a quando si otterrà una specie di sfarinato. Impastare velocemente a mano. L'uso della spatola fa sì che si tocchi la frolla con le mani il meno possibile. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo almeno mezz'ora. 
Stendere la frolla su un piano infarinato aiutandosi con il mattarello, ricavare con dei taglia-biscotti dei fiorellini, disporli all'interno degli stampini (io ho usato quelli in silicone) e dopo averne bucherellato il fondo con i rebbi di una forchetta cuocere le tartellette in forno statico per 12 minuti a 170 gradi. 
Regolatevi con il vostro forno dovranno essere appena colorite. Lasciatele raffreddare prima di guarnirle con la crema ed il Nergi tagliato a pezzetti.


Per la crema pasticcera 
Montare i tuorli con lo zucchero quindi aggiungere l'amido di mais e mescolare con la frusta per ottenere una crema liscia. Nel frattempo far bollire il latte con la panna e la stecca di vaniglia e appena raggiunge il bollore versare a filo sulla crema di uova e mescolare per non fare grumi. Cuocere ancora per un minuto mescolando con una frusta. Far raffreddare bene la crema tenendola in frigo. 
Quindi metterla  in una sac a poche per disporla più agevolmente all'interno delle tartellette.

Assemblaggio 
Riempite ciascuna tartelletta con la crema aiutandovi con la sac a poche e guarnitela con il Nergi tagliato a fettine.


Con questa mia ricetta partecipo al Contest:


Nergi




Da pochissimi giorni, per l'esattezza dal 7 settembre, nei reparti ortofrutta dei supermercati ha fatto capolino un nuovo protagonista: il Nergi© distribuito da Ortofruit.
Eccolo in tutta la sua bellezza: 


Il 29 e 30 agosto ho avuto il privilegio di partecipare all'Educational Tour organizzato da QuidaNoi.

Il mio compito nel corso della sfida tra blogger alla 66° Sagra del Peperone di Carmagnola Ã¨ stato quello di illustrare le proprietà nutrizionali del Nergi oltre ovviamente degustarlo, cercando di dare le mie impressioni e fare alcune prime considerazioni.
Avevo già assaggiato il Nergi lo scorso anno a novembre, e ne avevo già parlato in un mio post qui, sempre a Saluzzo, la patria produttiva del Kiwi dove è tuttora coltivato. Il Nergi è un baby-kiwi non è un OGM (organismo geneticamente modificato), al contrario è al 100% naturale, con pochissime calorie e tantissime interessanti proprietà dal punto di vista nutrizionale. E' un frutto ricchissimo di Vitamina C, di fibre e Vitamina E, antiossidanti, calcio, magnesio e potassio come si può leggere nella sua scheda nutrizionale anche qui. Particolarmente adatto quindi ad anziani e bambini, ma anche a chi è sempre di corsa e ha bisogno di una carica speedy-express anti-fatica ed anti-stress sempre a portata di mano
Un frutto tutto verde molto carino anche da vedere, con un gradevolissimo sapore (a mio avviso più dolce e gradevole del kiwi che conosciamo!) che si mangia come un frutto di bosco, con tutta la buccia. Il che lo rende perfetto come frutto da spizzicare, uno snack adatto a qualsiasi momento, specie se utilizzato per una sana merenda, perchè molto amato dai bambini, come ci dicono i francesi, che hanno commercializzato il Nergi prima di noi e hanno quindi già avuto modo di raccogliere le prime impressioni.
Insomma sarà il nuovo frutto per l'autunno come ho scritto anche qui



Anche il kiwi che conosciamo è originario della Cina, fa parte del genere Actinidia, di cui esistono 3 specie:

  • Deliciosa
  • Chinensis
  • Arguta
La varietà cui appartiene il kiwi classico "peloso", insomma quello che tutti ben conosciamo è della specie Chinensis, oppure Deliciosa, la cui varietà più coltivata in Piemonte è l'Hayward. Da diversi anni però questa specie è stata colpita da una grave batteriosi da Pseudomonas, un batterio infestante che ha letteralmente dimezzato le coltivazioni di kiwi, perchè non esiste un rimedio e occorre tagliare le piante infestate. Di 7000 ettari coltivati in Piemonte oltre 3000 sono stati colpiti, con gravissimi danni economici per i produttori. Per questo si è pensato ad una nuova sfida, cercando una varietà di kiwi che fosse resistente alla batteriosi. 
Si è così arrivati al nuovo kiwi-berry, il Nergi appunto, che è stato ottenuto da botanici neozelandesi con diversi innesti partendo da una varietà selvatica di kiwi originario della Cina Occidentale resistente al freddo e appartenente alla specie Arguta
Le due varietà che possiamo trovare in Italia oggi in commercio sono la Rua e il Tahi (sopra in foto).



Enrico Barra, il tecnico agronomo soprannominato "l'Uomo Nergi", ci ha illustrato tutte le caratteristiche peculiari del frutto, che successivamente abbiamo potuto anche degustare, mostrandoci i frutti, direttamente nel frutteto. I frutteti sono tutti coperti da sottili reti scure che proteggono i delicati frutti dal troppo sole e dalla grandine che potrebbe irrimediabilmente danneggiarne il Nergi. La raccolta deve essere fatta a mano tra settembre e novembre. Il consumo del Nergi inoltre non è immediato, i frutti raccolti infatti non sono ancora pronti da mangiare, devono seguire un affinamento in frigo. Dopo essere stati conservati per una decina di giorni a bassa temperatura, possono quindi essere immessi in commercio.
  

Il Nergi dunque è al suo anno zero, ma direi che le prime impressioni alla degustazione, sono state ottime.
A partire dal gelato al Nergi, degustato da Più di un gelato, gelateria gestita da una cooperativa sociale che ha puntato sulla eccellente qualità delle materie prime, già insignita di numerosi premi come scrive anche Pasquale qui e con ottime recensioni anche su Tripadvisor.
Il gelato al Nergi è un gelato dal colore vivace e davvero sublime preparato da un simpatico ed appassionato maestro gelatiere Alfio Tarateta che, con il Nergi, l'acqua e 20% di zucchero aggiunto, ci ha preparato un sorbetto così cremoso e buono che non si può scordare. 


Così come l'intero menù dello chef Giancarlo Piccarreta tutto dedicato al Nergi dal primo al dolce, servito nella bellissima location del Caffe Up di Umberto Palermo un caffe social, trendy come il suo ideatore, molto ricercato nel gusto, ma nello stesso tempo con spazi e personale così attento da farti sentire a tuo agio. Impresa non facile preparare un intero menù con il Nergi, soprattutto la sfida di doverlo cuocere, ma la degustazione non ci ha lasciati indifferenti. 
Davvero particolarmente ben riusciti a mio avviso l'abbinamento con il risotto e con il dolce.



Ed infine il giorno seguente una degustazione servita direttamente nel frutteto dove è stata la volta del pranzo, allestito su un meraviglioso tavolo in loco per un ottimo buffet tutto a base di Nergi. 



Detto ciò credo sia assolutamente doveroso un mio sentito e speciale ringraziamento alle ragazze della cooperativa Dstile nelle persone di Irene Bongiovanni e Michelle Aggio per la loro sempre impeccabile organizzazione durante le giornate del tour e all'instancabile #fatinasupertrottola Renata Cantamessa, che dopo questo evento meriterà forse un nuovo titolo ad onorem: #FataNergi?
Grazie anche a tutti i partecipanti, alcuni oramai volti amici.

Prossimamente vi presenterò una mia ricetta ideata per il Contest utilizzando il Nergi per suggerirvi un suo possibile abbinamento.

Per ora il mio consiglio è ovviamente quello di assaggiarlo, per vedere se vi piace.
E non posso che fare il tifo per tutti quei coraggiosi produttori: 500 aziende agricole della mia regione, che hanno scommesso su questo nuovo frutto, facendo loro un grandissimo in bocca al lupo. 
E naturalmente auguro un grande successo di pubblico anche a lui il nuovo arrivato super-frutto dell'autunno: forza Nergi #nergizzaci tutti, che ne abbiamo bisogno! 

Alla prossima






Semplicità non sempre è sinonimo di banalità.

Nella vita la semplicità mi caratterizza, è da sempre il mio motto, andare all'essenziale per godersi il meglio di ciascuna cosa che ci accade nella vita. Se si tolgono i fronzoli e si va all'essenza è proprio lì che troveremo racchiuso il meglio! Con questa considerazione e questo motto: 

"L'eccellenza non si raggiunge aggiungendo, ma togliendo"
In cucina, soltanto togliendo tutto ciò che è accessorio riusciremo a valorizzare realmente la qualità delle materie prime. Ecco perchè, solo chi va all’essenza raggiunge l’eccellenza.


mi accingo a partecipare al 

Contest 4Cooking di Parmigiano Reggiano #PRChef2015



Un finger food semplicissimo, goloso e nello stesso tempo veloce da preparare adatto a questi giorni di calura estiva in cui l'afa toglie qualsiasi desiderio di avvicinarsi ai fornelli, stimolando invece la fantasia per cercare di dare un nuovo volto ad un grande classico estivo: prosciutto e melone.
A casa è piaciuta molto l'idea di avvolgere il bocconcino in un guscio di croccante parmigiano reggiano, per un abbinamento a mio avviso intrigante
Spesso basta solo un pò di cura e attenzione in più nel presentare un piatto per renderlo invitante e più attraente del solito, senza necessariamente dover cambiare ingredienti. 
E un pizzico di fantasia farà il resto.
Volete assaggiare anche voi? 
Provateci ci vorrà davvero un attimo.


Ingredienti:
1) Parmigiano Reggiano stagionatura 24 mesi
2) Melone
3) Prosciutto crudo
4) Cuore qb: amore e passione per la semplicità delle cose buone!

Procedimento:
Per prima cosa ho preparato le cialde di Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi. Dopo averlo grattugiato l'ho disposto a cerchietti su un foglio di carta da forno e passato in microonde alla massima potenza per un minuto. Poi ho velocemente dato la forma a cestino lasciando raffreddare. L'operazione andrà eseguita molto rapidamente. Le cialdine si possono preparare anche in padella antiaderente o nel forno classico, ma il pensiero di aumentare il caldo di questi giorni mi ha decisamente scoraggiata, facendomi optare per il microonde.
Arrotolare nel senso della lunghezza alcune fette di prosciutto crudo formando delle roselline e con uno scavino rotondo formare delle palline di melone, che andranno adagiate all'interno della cialda insieme al prosciutto.
E buon appetito!



Arrivederci alla prossima ricetta:


Non smetto di sperimentare con il mio lievito madre. 
Oramai ho le mie ricette collaudate, molte delle quali riproposte anche qui sul blog. Utilizzando il frigo per gestire gli impasti e le lunghe lievitazioni, mi risulta davvero agevole impastare ed incastrare i tempi di lievitazione con i mille impegni quotidiani. 
La ricetta di oggi invece è un nuovo esperimento, che è talmente piaciuto sia a me che agli ospiti a cui l'ho servita, che ho deciso di appuntarmi la ricetta per non dimenticarla, come mi capita spesso e volentieri con tanti altri esperimenti, magari anche andati a buon fine, ma che per pigrizia non annoto e poi dimentico. 
Quindi eccomi qui pronta a prendere nota sia per me, che per tutti quei lettori pazienti che vorranno cimentarsi.
Ovviamente non mi smentisco, è una ricetta dai gusti semplici. 
Ma diciamocelo a chi non piace pane e salame?
Immaginatene il profumo, servita calda appena uscita dal forno. 
Se poi l'aspetto è gradevole alla vista meglio ancora, no? Occorre un pò di certosina pazienza è vero, ma l'effetto centro-tavola risulterà bellissimo e la praticità di servire questa torta ad un buffet, vi garantisco è assicurata. Ognuno si staccherà il suo pezzettino e le roselline spariranno in un attimo.
Volete provarci? 
Allora seguitemi che vi lascio la ricetta.


L'ispirazione per questa torta viene da una foto che ho trovato su Pinterest qui.

Ingredienti:
Per il pane:
700 gr di farina 0
250 gr di latte tiepido + 50 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo (o miele)
80 gr di lievito madre
150 gr di yogurt greco
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 cucchiaini di sale 
1 uovo per spennellare

Per il ripieno
400 gr di fette di salame tagliate sottili



Procedimento:
La sera prima:
In una ciotola sciogliere il lievito madre nel latte tiepido con un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo, quindi aggiungere metà della farina e cominciare sommariamente ad impastare fino a quando la farina sia assorbita. Quindi aggiungere in quest'ordine: lo yogurt, l'acqua tiepida, l'olio, tutto il resto della farina e da ultimo il sale ed impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Passare sulla spianatoia per lisciare bene l'impasto, formare una palla e riporla a lievitare per un paio d'ore, in una ciotola unta d'olio, coprire bene e lasciare riposare in un luogo tiepido. Successivamente mettere l'impasto in frigo per tutta la notte.
Purtroppo essendo sera non ho fatto le foto del passo passo di questa parte, per cui non ho nessuna foto dell'impasto pronto, ma solo di quello già steso il giorno seguente.

La mattina seguente:
Tirare fuori dal frigo l'impasto lasciandolo sempre coperto, e farlo acclimatare fuori dal frigo in un luogo tiepido, fino al suo raddoppio, ma anche oltre. Io per mia comodità, l'ho lasciato 7 ore fuori frigo. Oliare bene la spianatoia, trasferirvi delicatamente l'impasto lievitato e sgonfiarlo sempre delicatamente. Dividere in due parti l'impasto e stenderlo con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa 3-4 mm, ricavando con il coppa pasta dei tondi dello stesso diametro della fetta di salame (foto 1). Appoggiare il salame sui cerchi di impasto quindi formare le roselline. I metodi sono due con un effetto leggermente diverso. In modo molto semplice come nella (foto 2) facendo un taglio a raggio ed arrotolando la fetta si otterrà una rosellina dalla base conica, oppure come nella (foto 3) sovrapponendo leggermente 3 fette di impasto su cui è stato appoggiato il salame, arrotolando le fette nel senso della freccia, si otterrà un rotolino, che diviso esattamente in due, darà le due roselline con una base piatta, come in foto 3
Procedere in questo modo fino a terminare l'impasto.
Consiglio di formare la torta di rose su un pezzo di carta forno in modo da poterla gestire al meglio.
Decidere la grandezza della torta e la forma per crearla come più vi piace, quindi stendere un pezzo di impasto dello spessore di pochi millimetri, che servirà da base di appoggio per disporre tutte le rose via via formate, che andranno sistemate per creare il disegno della torta, come si vede nella foto. Io ho scelto una base ovale e attorno alle 3 rose centrali della mia torta, ho semplicemente piegato in 4 i dischi di pasta con il salame all'interno (piegando i dischi di pasta prima a metà e poi ancora a metà) disponendoli con l'apertura verso l'alto ed il salame in vista, tutto intorno alle rose per creare l'effetto centrale. Nella parte bassa invece ho semplicemente appoggiato di piatto i dischi ripieni ripiegati in 4, alternandoli a qualche rosellina.
Potete ovviamente anche cambiare sia il disegno che il tipo di ripieno, mettendo ad esempio del formaggio o un altro salume a piacere, ma con altri ripieni perderà un pò "l'effetto rosa".
Una volta formata la torta di rose, lasciarla lievitare per un'oretta circa in forno spento al riparo da correnti d'aria. Trascorso il tempo della seconda lievitazione, spennellare con l'uovo e cuocere la torta di rose in forno caldo a 170-180 gradi per circa 30 minuti
Io ho cotto a 180 gradi per 20 minuti e poi ho abbassato a 170 gli ultimi 10 minuti, per evitare che colorisse troppo. Per i tempi di cottura regolatevi sempre con il vostro forno. Sfornate e servite ancora calda.

E ora ditemi, ma non è bellissima? E se sapeste che buona...
Provateci e fatemi sapere!
Arrivederci alla prossima ricetta:






Ed ecco finalmente svelato l'arcano.
La composta di cipolle rosse di cui vi dicevo qui, è finita a decorare questi deliziosi cucchiaini totalmente edibili!
Quando li ho visti da Assunta ho pensato che non potevo esimermi dal rifarli anche io, ma in "versione rigorosamente salata" come piace a me.
Amazon (tentatore!) mi ha dato una bella mano con lo stampo in silicone, e il gioco è stato semplicissimo.
Questa frolla salata alle nocciole vi assicuro è da assaggiare.
Per prepararla ho usato le nostre nocciole piemontesi. 
Mentre per la crema ho optato di nuovo per un prodotto tipico piemontese: il seirassPer chi non lo avesse mai assaggiato (ed è un vero peccato però, fatelo al più presto!) è in pratica una ricotta mista ovina-vaccina super-cremosissima
Insomma il connubio è stato un risultato dall'effetto molto chic, che mi è proprio piaciuto.
Serviti ad un aperitivo o ad un buffet, questi cucchiaini faranno una bellissima figura. 
Sono graziosi ed originali oltre che davvero buoni.
Vi ho messo almeno un pò di voglia di provarli?




Ingredienti:
Per la frolla salata alle nocciole:
100 gr di farina (io ho usato questa: la W 170 Garofalo)
50 gr di burro morbido
1 uovo
1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
2 gr di sale

Per la crema di seirass:
3 cucchiai di seirass
1 pizzico di sale
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
composta di cipolle rosse per guarnire i cucchiaini

La ricetta della composta di cipolle rosse la trovate qui.



Procedimento:
Per la frolla salata alle nocciole:
Ponete in un robot da cucina le nocciole per ridurle in granella, ma non troppo fine. Aggiungete la farina, il sale il burro morbido a pezzetti ed infine l'uovo e riazionate il mixer per un minuto fino a quando il composto non sia ben amalgamato. Estraetelo ed impastatelo su una spianatoia spolverata con un pò di farina, formando una palla che avvolgerete in una pellicola e lascerete riposare per almeno un'ora (io ho impastato la sera e conservato in frigo fino al giorno successivo).


Una volta tolto l'impasto dal frigo l'ho steso a rettangolo sulla spianatoia infarinata dello spessore di circa 7 millimetri e poi l'ho ho modellato nello stampo facendo attenzione a togliere bene gli eccessi di impasto dai bordi. 
Lo stampo che ho usato è per 8 cucchiaini, per cui siccome con le dosi di cui sopra mi era avanzato dell'impasto, ho preparato anche dei salatini a fiorellino come vedete in foto.
Ho infornato lo stampo su una placca da forno e ho cotto i cucchiaini per 10-12 minuti a 180°CControllateli, e regolatevi con il vostro forno. Io dopo 10 minuti ho visto che non erano ancora ben cotti, per cui li ho tolti dallo stampo li ho girati e li ho lasciati dorare per un altro paio di minuti.
Lasciateli raffreddare bene e intanto preparate la crema.

Per la crema di seirass:
Mettete in un mixer il seirass, le cipolle il sale e l'olio e frullate fino ad ottenere una crema omogenea.
Inserite la crema in una sac a poche e farcite i cucchiaini decorandoli con qualche cipolla rossa.
Ed ecco qui:


E siccome non c'è una limitazione sul numero di ricette che si possono proporre, ri-partecipo con questa ricetta al bellissimo contest di Paola e Monique (sarò la tua croce :D lo sai vero?!)
D'altronde i premi messi in palio da Peroni sono bellissimi!
Tutti li vorrei!




E per oggi la smetto di stressarvi.
Un abbraccio a tutti, vi aspetto alla prossima ricetta: