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Le chiacchiere... Oh quanto mi piacciono! 
No no, non sto parlando di queste che vedete oggi qui sul blog eh, ok certo sono buone anche queste, ma in realtà parlavo delle chiacchiere che si scambiano con gli amici, con la mamma, i fidanzati, per la strada...
Insomma, le chiacchiere, quelle lì, avete capito, no?
Sono sempre stata una gran chicchierona fin da piccola, tanto che la maestra mi diceva che da grande potevo tranquillamente fare l'avvocato tanta era la mia parlantina.
Non ci ha preso, non sono diventata avvocato, ma la favella mi è rimasta eccome!
Sì sì, quella non mi manca di certo! 
Non sono una di quelle che ha difficoltà a trovare un argomento di conversazione, nemmeno con uno sconosciuto! 
Non so perchè, ma le chiacchiere mi mettono allegria. A voi no?
Sarà per questo che vanno giusto bene anche per concludere il carnevale in questo martedì grasso?
Sarà! 
A Torino a dire il vero le chiamiamo "le bugie", e per la verità le ricette di questi dolci di carnevale sono molteplici e si assomigliano un pò in tutta Italia.
Per carnevale si frigge dal nord al sud e i dolci tipici vengono indicati con svariati nomi: frappe, sfrappe, bugie, chiacchiere, cenci, crostoli, galani, etc, 
Ricette simili, per questi dolci fatti con due ingredienti base: farina e uova, variamente declinati poi sfogliati e fritti. 
La resa però non è la stessa, cambiano a seconda della ricetta la loro consistenza e la friabilità.
Quest'anno ho voluto provare a fare delle sfogliette sottilissime, che si cuocessero davvero molto rapidamente, e restassero il meno unte possibile.
Volevo restassero leggere e molto friabili. 
Credo di esserci riuscita, ma sono sparite tutte prima di subito!
Armatevi di pazienza perchè se riuscite a stenderle sottili sottili, con questa dose ne vengono moltissime: un bel vassoio pieno.



 Ecco la ricetta che ho seguito:
Ingredienti:
250 gr di farina 00
25 gr di zucchero
25 gr di burro morbido a pezzetti
1 uovo intero
80 gr di brandy (circa un bicchiere)
1 pizzico di sale
abbondante olio di arachidi per friggere o meglio ancora lo strutto (che ha un migliore punto di fumo!)
zucchero a velo o semolato per cospargere la superficie


Procedimento:
Per prima cosa sulla spianatoia ho fatto la fontana con la farina ed al centro ho messo il burro tagliato a pezzetti, poi ho sabbiato la farina con il burro, lavorandolo bene con la punta delle dita.
Successivamente ho aggiunto lo zucchero, un pizzico di sale, l'uovo ed il brandy ed ho lavorato energicamente l'impasto fino a lisciarlo bene. Dovrà essere elastico e morbido, ma non appiccicoso. Infine ho formato una palla che ho poi subito coperto con pellicola per evitare che si seccasse.
Ho preso un pezzo di impasto alla volta e l'ho steso con il mattarello in una sfoglia sottilissima. 
Quando riuscivo, sottile anche meno di un millimetro! 
Voi ovviamente potete utilizzare la nonna papera a cui i più fedeli lettori del blog sanno che sono allergica! 
Comunque le stendiate, sappiate che più riuscirete a farle sottili e più vi si gonfieranno in cottura restando sottili e friabilissime
Vi mostro anche come appariranno al loro interno:



Ho infine tagliato delle losanghe che ho man mano fritto in abbondante olio già bollente, friggendone solo un paio alla volta per non più di 30 secondi per lato. 
L'ho subito messe a scolare su carta assorbente e una volta fredde le ho cosparse con un pò di zucchero semolato. 
Se vi piace di più potete usare lo zucchero a velo.

Infine per chi avesse voglia di spulciare tra le mie vecchie ricette di carnevale, ecco un piccolo revival fotografico delle ricette già pubblicate qui sul blog, che ho proposto negli anni passati e che potrete trovare nella sezione delle mie ricette.


Gnocchetti multicolor

Le castagnole
Ceci ripieni di Sulmona
Le bugie


Mini krapfen al cioccolato



Un abbraccio a tutti, alla prossima!





Oggi è l'ultimo giorno di carnevale. 
Martedì grasso.
Un tempo si definiva "grasso" per via dei cibi particolarmente sostanziosi che un pò in tutta Italia si usava preparare e mangiare l'ultimo giorno prima dell'inizio della Quaresima. 
Oggi forse questa tradizione ha perso un pò il suo senso, vista l'abbondanza di cibo che abbiamo a disposizione tutto l'anno. 
Non c'è di certo bisogno di un giorno per far "scorta" prima della Quaresima, anzi.
Tuttavia il martedì grasso nonostante abbia perso la sua connotazione intrinseca, è rimasto, come giorno di rito, il simbolo di chiusura delle feste in maschera e del carnevale.
Per questo oggi vorrei proporre una ricetta in tema, gustosa, colorata e che mette allegria.
Lo scorso anno per carnevale avevo preparato mascherine, stelle filanti e coriandoli.
Quest'anno invece vi lascio un'altra idea per realizzare dei coreografici coriandoli edibili.
L'idea però non è mia, è tratta dall'ultimo numero della Rivista Sale e Pepe, che mi piace sempre sfogliare, e che è spesso fonte di ispirazione per le ricette di questo blog.
Non è difficile, ma di laboriosa esecuzione sì. 
Insomma è il genere di ricetta, che fa per me:  
che sono un'inguaribile "rompinameticolosaprecisina"... 
Quanto meno metterà alla prova anche la vostra certosina pazienza, ma ne avete? 
Pronti?


Ingredienti:
Per gli gnocchetti: (dosi per circa 8 persone)
260 gr di fiocchi di patate
1 carota piccola lessata (io ho usato quella in foto qui sotto)
1 barbabietola lessata
1 broccolo già sbollentato (o spinaci se vi piace di più)
1 bustina di zafferano
farina qb
Per il condimento:
qualche filetto d'acciuga
erba cipollina e prezzemolo freschi a piacere
olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Preparare separatamente gli gnocchetti di diversi colori. 
Sono andata abbastanza ad occhio, regolando l'impasto empiricamente, perchè risultasse sufficientemente morbido, ma non troppo appiccicoso.


Gnocchetti Arancioni:
Frullate la carota bollita con 30 gr di fiocchi di patate e 50 ml di acqua e poi lavorate l'impasto aggiungendo un pò di farina, 10-15 grammi circa.
Gnocchetti Verdi: 
La ricetta originale prevedeva l'uso degli spinaci, ma io avevo un broccolo già sbollentato in frigo ed ho usato quello. A voi la scelta. Frullate il broccolo (o gli spinaci cotti) con 40 gr di fiocchi di patate e 50 ml di acqua ed aggiungete farina per rendere l'impasto lavorabile. Ne ho messa  più o meno 15 grammi. 
Gnocchetti Rosa e Bordeaux: 
Dopo aver ridotto in purea la barbabietola frullatela con 30 grammi di fiocchi di patate e 50 ml di acqua, aggiungete 20 gr di farina per rendere l'impasto lavorabile, poi dividetelo in due parti. Quello bordeaux è così già pronto per ottenere quello rosa aggiungete alla metà dell'impasto bordeaux 50 grammi di fiocchi di patate e 50 ml di acqua e rilavorate l'impasto aggiungendo altri 10 grammi di farina.
Gnocchetti Bianchi:
Mescolate 100 gr di fiocchi di patate con 125 ml di acqua, impastate aggiungendo un pò di farina per avere la giusta consistenza.
A questo punto otterrete tante palline colorate come queste:


Formate da ciascun impasto dei rotolini della larghezza di un mignolo e poi tagliateli in piccoli pezzetti che arrotonderete.


Formate tutte le palline colorate, procedete con la cottura in due diverse pentole.
In una pentola con abbondante acqua salata cuocete in quest'ordine gli gnocchetti colorati: arancioni, rosa, bordeaux e verdi scolandoli quando salgono in superficie.
Nell'altra pentola cuocete metà degli gnocchetti bianchi, che rimarranno tali, mentre prima di lessare l'altra metà di gnocchetti bianchi, versate nell'acqua di cottura lo zafferano, che tingerà di giallo quelli rimanenti.


Condimento:
In una padella preparate il condimento stemperando le acciughe con qualche cucchiaio d'olio. Aggiungete gli gnocchetti preparati e lasciate insaporire un paio di minuti, rigirando delicatamente. Aggiungete se vi piace un trito di erba cipollina e prezzemolo e servite caldi.

Il mio bimbo li ha divorati! 
Adora gli gnocchi e poi così tutti colorati, in modo del tutto naturale, senza coloranti sintetici, credo siano una vera gioia per gli occhi e il cuore. 
E non solo per i bambini, no? Non mettono tanta allegria anche a voi?
Per oggi credo di avervi annoiato a sufficienza. 
Per cui vi saluto, non prima però di avervi dato appuntamento ^__^ alla prossima ricetta. 


Sabato 2 febbraio c'è stato il Pasta Madre Day, organizzato dalla Comunità del Cibo e mi è spiaciuto immensamente non riuscire a partecipare in nessun modo. Avrei tanto voluto essere qui.
Non sono riuscita a donare un pezzetto della mia Pasta Madre, nè a partecipare almeno virtualmente con una mia ricetta. 
Chi mi legge sempre sa quanto io sia affezionata alla panificazione con il Lievito Madre e soprattutto quanto io sia grata a Paoletta ed Adriano per avermene donato un pezzetto al primo dei loro corsi che ho seguito. Da quel 2 giugno ho sfornato tantissimi tipi di pane, fatto panettoni, brioches, fette biscottate, lievitati dolci e salati di ogni tipo, sempre con grandissima soddisfazione. 



Per questo credo sarebbe stato bello poter restituire un pezzetto di quella Pasta Madre: per dare ad altri la possibilità di cominciare ad usarla, ma lavoravo e non mi è stato proprio possibile. Peccato!
In ogni caso sebbene fuori tempo massimo, vi lascio ugualmente, anche se in ritardo, la ricetta che ho realizzato per l'occasione. 
Sono certa che andrà benissimo anche ora, visto che siamo in pieno periodo carnevalesco e come avevo già ribadito lo scorso anno qui, una volta ogni tanto friggere si può e noi per carnevale qualche fritto ce lo concediamo!


Ingredienti:
Per i Krapfen:
350 gr di farina manitoba
150 gr di Lievito Madre appena rinfrescato e già maturo (o 20 gr di lievito di birra)
60 gr di burro
2 uova intere
1 albume per spennellare
70 ml di latte intero
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaio di malto d'orzo
abbondante olio per friggere
zucchero a velo
70 gr di cioccolato gianduia in tavoletta per il ripieno
Per la crema al cioccolato di farcitura aggiuntiva:
200 ml di latte
1 uovo intero
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di farina
4 quadretti di cioccolato fondente


Procedimento:
Per prima cosa ho rinfrescato il lievito madre e l'ho lasciato maturare. Poi ne ho presi 150 grammi. Ho spezzettato bene tutto il lievito madre e l'ho fatto sciogliere nel latte tiepido con un cucchiaio di malto d'orzo e uno di miele. Ho stemperato bene, aggiunto 50 grammi di farina e ho lasciato riposare per una decina di minuti. Quindi ho rimpastato il tutto con i 300 grammi di farina rimasta a cui ho aggiunto gradatamente le uova già sbattute insieme al burro fuso, lavorando l'impasto prima sommariamente in ciotola e poi per una decina di minuti direttamente sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto bello liscio ed omogeneo. Ho  fatto una palla, l'ho riposta in una ciotola coperto con pellicola, e ho lasciato riposare in luogo tiepido fino al raddoppio. A me ci sono volute circa 2 ore e mezza. 



A questo punto sgonfiate bene l'impasto e stendetelo col mattarello in una sfoglia dello spessore di 3-4 mm, ricavando con un coppa-pasta dei dischi di 4 cm di diametro. Metà spennellateli con l'albume, ponete al centro un pezzetto di cioccolato, sovrapponete infine i restanti dischi non spennellati e sigillate bene schiacciando i bordi. Rimettete in teglia e lasciate riposate per un'oretta prima di friggere i krapfen pochi per volta in abbondante olio bollente, finchè siano ben dorati. Sgocciolateli bene su carta assorbente, lasciate intiepidire e spolverizzateli con zucchero a velo. 
Con queste dosi ho ottenuto una ventina di mini-krapfen, ma i miei sono rimasti poco ripieni di cioccolato. 



Sapete che a casa mia ci sono "due drogati di cioccolato", che ovviamente non erano sufficientemente soddisfatti dopo l'assaggio ed hanno richiesto una doppia dose cioccolatifera!
Per cui mi sono rimessa all'opera e ho rimediato facendo una crema al cioccolato che quindi Ã¨ stata aggiunta a cottura dei mini-krapfen già avvenuta. Con l'aiuto di una siringa, li ho riempiti di crema, una volta che la crema si era raffreddata. Ecco come l'ho preparata:
Per la crema al cioccolato:
Ho sbattuto bene l'uovo con lo zucchero, ho aggiunto un cucchiaio di farina e mescolato bene con la frusta per non fare grumi, prima di aggiungere a filo il latte tiepido. Ho messo sul fuoco e ho girato fino a che si è addensata la crema, poi ho aggiunto i 4 quadretti di cioccolato, l'ho lasciato sciogliere bene sempre mescolando con la frusta ho lasciato raffreddare.

Buona settimana a tutti, alla prossima:



Viva viva... ^___^  E’ CARNEVALE
La festa dei bambini dite??!!!
Certo, ma ad esser sincera è sempre piaciuto tanto anche a me mascherarmi e l’ho fatto finchè ho potuto non solo in tenera età... eh, eh, eh!!!
Quest’anno complici i nonni eporediesi e le scuole chiuse, abbiamo fatto armi e bagagli e ci siamo goduti con piacere una bella trasferta!
Lo storico carnevale eporediese è famoso in tutta Italia e devo dire che la gente del posto ci tiene particolarmente a festeggiarlo. 
Si possono incontrare per le strade appassionati di tutte le età, dai neo-baby con le divise delle varie contrade di appartenenza, agli ultra-ottantenni in prima linea tra le sfilate! 

E la famosa battaglia delle arance è davvero da vedersi almeno una volta nella vita!
E visto che come già sapete io un po’ bambina lo sono rimasta, quando ho scovato coriandoli e mascherine edibili in toto, non ho davvero saputo resistere alla tentazione di replicarle a modo mio...
Poi bè certo, la scusa è stata che le ho preparate per i bambini, nonché figlio e nipotino, ma diciamocelo, io quanto mi sono divertita?!?!


Le frittelle per carnevale sono il dolcetto tipico in ogni parte d’Italia, hanno impasti e fattezze leggermente differenti una dall’altra, ma sono sempre accomunati dall’essere fritte. I nomi poi sono diversi a seconda della provenienza: chiacchiere, frappe, crostoli, cenci, etc..
Qui a Torino le chiamiamo BUGIE.
Qualcuno di voi sa il perché?


Ingredienti:
300 gr di farina
50 gr di zucchero
2 uova
50 gr di burro
la scorza grattugiata di un’arancia non trattata in superficie
1 bicchierino di vin santo (o altro liquore a piacere)
abbondante olio per friggere (io uso quello di arachidi perchè ha un buon punto di fumo)
Per l’impasto al cioccolato:
4 cucchiai di cacao dolce + eventuale vin santo per aggiustare l’impasto
Per l’impasto rosa:
4 cucchiai di sciroppo di amarene + eventuale farina per aggiustare l’impasto
Per decorare:
zucchero a velo
mompariglia
2 quadrotti di cioccolato fondente fuso
2 cucchiai di miele riscaldato


Procedimento:
Disponete la farina a fontana e amalgamatela bene con lo zucchero, rompete dentro le uova, il burro tagliato a pezzetti, grattugiate la scorza d’arancia, aggiungete il vin santo e continuate ad impastate fino ad ottenere una consistenza omogenea.
Ora fate un bel salsicciotto con l’impasto ottenuto e dividetelo  in tre parti uguali.
Uno lo lascerete riposare così per mezz’ora avvolto in pellicola. 
Uno reimpastatelo energicamente col cioccolato, fino ad ottenere una consistenza uniforme. Se risultasse troppo asciutto, aggiungete qualche goccio di liquore.
L’altro reimpastatelo con lo sciroppo di amarene e se troppo appiccicoso, aggiungete un po’ di farina. Ponete anche gli impasti al cioccolato e all’amarena a riposare avvolti in pellicola. Trascorso il tempo di riposo, tirate bene la pasta, io uso il vecchio matterello perchè con la nonna papera sono imbranatissima, voi fate come vi riesce meglio per ottenere una sfoglia sottile dello spessore massimo di un paio di millimetri.
Con l’aiuto di un cartoncino sagomate le mascherine e ritagliatene la forma sulla pasta ben stesa aiutandovi con un coltello a lama piatta o con una rotella da pizza. 
Per fare i coriandoli ho utilizzato un taglia biscotti rotondo e per le stelle filanti, ho fatto come per ottenere delle tagliatelle che ho poi avvolto sugli stampi di metallo per i cannoli prima di friggerle. Dopo aver ottenuto mascherine coriandoli e stelle filanti di tutti i colori, ho fritto in abbondante olio bollente e scolato bene su carta assorbente.
Per decorare, oltre allo zucchero a velo, si possono utilizzare confettini colorati, o cioccolato fuso a bagno maria
Dopo aver spennellato le mascherine con un po’ di miele sciolto a caldo, per renderlo più fluido, le ho ricoperte di mompariglia. Alcune invece le ho decorate con del cioccolato fuso. 
Ho fatto una prova prima della frittura, le ho cotte nel forno, ma devo dire che il risultato non mi ha per nulla soddisfatta!
Il sapore era buono, per carità, ma la consistenza era al pari dei biscotti!
Mi sono detta, poche volte si frigge in casa nostra, e questa è proprio una delle poche volte all'anno in cui, la frittura è a mio avviso necessaria! 
Non è il caso di demonizzarla sempre e poi se lo dice anche Gunther... io mi fido!!  
Ed ora eccole ancora qui le mie mascherine fritte, carine carine, o no?!


Mio suocero è vissuto a Sulmona per molti anni e da tempo mi raccontava di questi dolcetti di cui andava ghiotto, che sua mamma gli preparava in tempo di festa… purtroppo non avendo più a disposizione la sua ricetta originale, ho dovuto cercare in rete e poi in base anche ai suoi ricordi, ho fatto un mio personale mix ed eccovi questi CECI RIPIENI SULMONESI, in pratica dei raviolini dolci con un ripieno di ceci mandorle e cioccolato. Non avendo a disposizione i canditi ho utilizzato la scorza d’arancia, che a mio avviso si sposa divinamente col cioccolato e anzi, forse ci sta anche meglio!



Ingredienti:
Per la sfoglia:
500 gr farina 00
1 uovo
½ bicchiere d’olio
75 gr di zucchero
¼ di bicchiere di vino bianco secco

Per il ripieno:
250 gr di ceci lessi
75 gr di zucchero
75 gr di gocce di cioccolato fondente
75 gr di mandorle tritate
2 cucchiai di cacao amaro
1 cucchiaio di miele
1 cucchiaino di caffè solubile
1 cucchiaino di cannella in polvere
la scorza grattugiata di 1 arancia
½ bicchierino di liquore (io ho usato il mio perfetto amore)
zucchero a velo qb per la copertura



Procedimento:
Disporre a fontana la farina, rompere l’uovo ed amalgamarlo bene all’impasto, aggiungere lo zucchero, l’olio e da ultimo il vino bianco, lavorando energicamente fino ad ottenere un impasto bello liscio ed omogeneo. Poi fare una palla, avvolgere in una pellicola e procedere preparando il ripieno. Per il ripieno io ho usato una scatola di ceci già lessati (altrimenti se partite da quelli secchi li dovrete mettere a mollo e procedere con normale cottura), l’ho sciacquati bene e frullati, poi li ho amalgamati con lo zucchero, il miele, le mandorle tritate, le gocce di cioccolato, il cacao amaro, il caffè solubile, la cannella e da ultimo la scorza grattugiata di un’arancia. Mescolare bene fino ad ottenere un impasto omogeneo ed infine aromatizzate se vi piace con un goccio di liquore. Io ho utilizzato il mio perfetto amore, di cui prima o poi mi dovrò decidere a postarvi la ricetta, perché è ottimo da usare con i dolci!
Ora procedete riprendendo la pasta preparata e stendendola in una sfoglia molto sottile. Io lo faccio col matterello, perché con la nonna papera non sono capace e le poche volte che ci ho provato ci ho sempre litigato! (Per cui lascio perdere, anche perché alla fine faccio molto prima col matterello!)
Disponete un cucchiaino di ripieno sulla sfoglia (procedendo una fila alla volta) e poi ripiegate sopra la sfoglia schiacciando bene per far uscire l’aria e poi sigillando come a formare dei raviolini con la rotella taglia-pasta. I ravioli così ottenuti andrebbero fritti in olio bollente pochi minuti per parte finchè siano appena coloriti e poi fatti sgocciolare e raffreddare prima di ricoprirli con zucchero a velo, ma io li ho cotti in forno per 20 minuti a 170 °C in forno ventilato. Sono ovviamente rimasti meno morbidi, ma più croccanti… ma anche meno unti!!!
Siccome dalle dosi che vi ho indicato mi è avanzato un sacco di impasto (certamente ne sarebbe bastata la metà di quella dose, ma era la prima volta che mi cimentavo con la ricetta quindi non potevo saperlo) ho pensato di farci delle bugie!
Ed eccole qui:



Con questa ricetta partecipo alla bella iniziativa che trovate descritta nelle pagine Nella cucina di Martina:


Vorrei ancora ringraziare tantissimo anche la dolcissima Chaillrun, che è stata così carina da pensare nuovamente a me con un altro premio che ha voluto donarmi:
grazie di vero cuore micina!

Di rimando giro questo premio a tutti quei lettori di questo blog dai più assidui, a quelli silenziosi, casuali, sporadici, insomma a tutti voi che per qualunque motivo siete capitati qui a leggere questo blog, e che donate un “gusto speciale” all’esistenza di queste pagine!
Mi devo inoltre scusare con tutti voi amici blogger e non, per la mia assenza dalla rete, ma il post è stato programmato, perchè sarò in ferie tutta la settimana! 
Non mi resta quindi che abbracciarvi tutti ringraziarvi ancora del vostro affetto ed augurarvi buona settimana, e che sia per tutti voi  speciale... almeno quanto la mia!


Sono cresciuta in una famiglia in cui la tradizione culinaria
è sempre stata davvero molto importante!
E tuttora lo è!
Provate a chiedere al mio papà di rinunciare
al capitone a Natale o alla pastiera a Pasqua...
"uhmmamma"!! APRITI CIELO!!! 
Devo dire che essendo uno spirito libero
e per natura portata a cambiare e sperimentare continuamente, ho spesso osteggiato questa smania di avere dei piatti prestabiliti, uno per ogni ricorrenza speciale.
Comunque alla fin fine... CI CASCO SEMPRE ANCHE IO
e mi ritrovo a rifare le castagnole ogni carnevale!
Ma sì, forse è anche bello
"associare ad un piatto particolare" certe emozioni!
Per le castagnole per me è così, un dolce di carnevale che sulla nostra tavola non può mancare.
Da che ne ho memoria,
ricordo che ogni carnevale la mia mamma 
preparava le castagnole per me e la mia sorellina ...
con quel loro delizioso profumino!
Sarà per questo che oggi che sono mamma a mia volta
adoro ripetere questo "rito" che vedevo fare ogni anno dalla mia mamma!?
Mi piace proprio!  
Sia mamma che nonna hanno molto amato cucinare,
e mi hanno trasmesso questa passione,
ma direi che prima di tutto si tratta:
di "un modo speciale di amare"!
Quando cucino qualcosa per qualcuno,
ci metto tutto il mio cuore!
Davvero! Perchè, come diceva nonna:
"Se tu fai le cose con amore... SONO DAVVERO PIU' BUONE"!
Ed è proprio così!
Per questo le castagnole sono così speciali per me?!
Perchè sono sempre state un gesto d'amore
da parte della mia cara mamma per me!
e ora lo ripeto, per il mio bimbo e le persone che amo!
Forse in fondo, è un pò questo il senso
della "tradizione culinaria che si ripete" negli anni sempre uguale!
Dar continuità ad un dono d'amore!
L'importanza, non sta tanto nel particolare piatto in sè,
nel cosa prepariamo,
ma in tutte le emozioni ed i ricordi che esso porta con sè,
che inconsciamente ci portiamo dietro, 
e gustando "QUELLA COSA SPECIALE"
siamo in grado di risvegliare in noi certe sensazioni.
Lo sapevate che la memoria olfattiva è la più ancestrale nell'uomo?
E' quella localizzata nel rinencefalo, la parte del cervello più primitiva.
(quella più simile agli animali, che annusano per riconoscere se qualcosa è buono o no!)
Bello, no?! 
Sì, sì, MI PIACE!

Ingredienti:
500 gr farina
2 uova
120 gr zucchero
40 gr margarina
1 bustina di lievito
1 bicchierino di brandy
vino bianco secco
1 pizzico di sale
olio per friggere
zucchero a velo

Esecuzione:
Lavorare la farina con le uova, un pizzico di sale, lo zucchero e il lievito.
Aggiungere all'impasto la margarina fusa e il brandy e se l'impasto risultasse troppo duro, aggiungere ancora un pò di vino bianco secco.
Fare delle piccole palline (della grandezza di una noce) e friggerle in abbondante olio bollente, finchè risultino dorate (non troppo chiare nè troppo scure)
Scolare l'olio in eccesso e cospargere con zucchero a velo
e... voilà!


Castagnole

Aggiornamento del 7 marzo 2001:
con questa ricetta partecipo a questa raccolta: