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Questa ricetta mancava all'appello da troppo tempo. 
Dal 2010 in cui l'avevo sperimentata per la prima volta prendendo spunto dalla ricetta di Imma qui, l'ho già preparata innumerevoli volte e da allora è sempre stata un successo, uno dei miei regalini di Natale più apprezzati dagli amici e dai parenti golosi. 
Come dar loro torto?
E' davvero meravigliosa, buona e profumatissima grazie alle bacche di cardamomo che le regalano quella marcia in più.
Non poteva mancare nel mio ricettario virtuale.


Quindi eccola qui anche lei finalmente tra le mie ricette del blog. Quest'anno ho deciso di riciclare le uova di Pasqua avanzate con questa confettura.

Ingredienti:
1 kg di pere Williams
200 g di cioccolato fondente (io delle uova di Pasqua)
600 g di zucchero
8 bacche di cardamomo
un cucchiaino di succo di limone


Procedimento:
Lavate e sbucciate le pere, tagliatele a pezzi e ponetele in un tegame a bordi alti con lo zucchero ed il limone, e i semini neri contenuti all'interno delle bacche di cardamomo. Portate a bollore lasciando cuocere per una decina di minuti. Quindi spegnete il fuoco e sciogliete bene il cioccolato nella confettura calda amalgamandolo fino a che non sia del tutto sciolto. Lasciate intiepidire e ponete il tegame in frigo per tutta la notte. Il giorno successivo frullate tutto con un frullatore ad immersione e riportate a bollore facendo cuocere per altri 15-20 minuti. Ponete la confettura nei vasetti caldi e sterilizzati, chiudendoli ermeticamente subito dopo averli riempiti.
E vedrete che bontà, spalmata sulle fette biscottate o sul pane per colazione o una merenda genuina. 


Arrivederci alla prossima ricetta:




Finalmente è arrivata anche qui qualche bella giornata di primavera!
Adoro aprile, non so se perchè è il mese in cui sono nata, ma mi fa sempre pensare ad una sorta di rinascita non solo della natura, anche personale. In questo periodo vorrei stare sempre all'aria aperta, fare tanti pic-nic sui prati insomma, vorrei anche io risvegliarmi dal torpore dell'inverno.
E non è primavera se non ci sono le fragole! Un frutto bellissimo e tanto goloso. 
Il mio cucciolo ne farebbe incetta ogni volta e mi tocca nasconderle a volte, per fare in modo che non ne faccia indigestione... 
Era da un pò che cercavo una torta da colazione con le fragole, che fosse però semplice, un dolce da credenza come quelli che piacciono a me. 
Finalmente ne ho preparato uno degno di nota. Vi lascio la ricetta e vi consiglio proprio di provarla, perchè non resterete delusi.
Questa torta anche se semplice è una nuvoletta fragolosa e sofficissima. Per un connubio perfetto di bontà e golosità insieme.




Ingredienti:
5 uova
15 fragole mature
200 g di zucchero
1/2 limone non trattato in superficie (succo e scorza)
150 gr di farina
1 cucchiaino colmo di lievito per dolci



Procedimento:

Sciroppo alle fragole:
Lavate bene le fragole, privatele del picciolo e frullatele con il succo di limone e 50 grammi di zucchero fino ad ottenere uno sciroppo che vedrete avrà un colore bellissimo! Ma quanto è bello il rosso fragola?

Pan di spagna
Separate albumi e tuorli che monterete con le fruste elettriche. Montate prima gli albumi a neve ferma, poi i tuorli con il restante zucchero (150 grammi). Il composto dovrà risultare bianco e molto cremoso, montatelo per almeno una decina di minuti. A questo punto con l'aiuto di una spatola aggiungete delicatamente lo sciroppo di fragole precedentemente preparato ai tuorli montati con lo zucchero (lasciatene da parte qualche cucchiaio per la decorazione finale) ed amalgamate bene. Incorporate gli albumi montati a neve e in due volte la farina setacciata con il lievito, mescolando con la spatola molto delicatamente dall'alto verso il basso per non smontare il composto. Trasferite in una tortiera (io ho utilizzato uno stampo in silicone) ed infornate per 40 minuti a 180°C o comunque fino a cottura. Fate sempre la prova stecchino. Aspettate che sia ben fredda prima di sformare. Tagliate e decorate a piacere con un ciuffo di panna montata, fettine di fragola e lo sciroppo.


Un abbraccio, vi aspetto alla prossima ricetta




Non so se capita anche a voi, ma spesso quelle che ignoriamo con più facilità sono proprio le bellezze che abbiamo accanto a noi. 
Vuoi perché le diamo per scontate, o peggio ancora perché rimandiamo di ammirarle, che "tanto sono vicine"...
Che vergogna, abito a Torino eppure non ero ancora mai stata a Novara, ho sempre rimandato una visita, con l'idea che tanto potevo andarci facilmente quando volevo.
L'occasione è arrivata i primi di dicembre con il #Blogtour egregiamente organizzato dalla #ATL di Novara. 
Grazie a Paola Colombo, la nostra guida simpatica e preparata, ho scoperto luoghi, persone e sapori novaresi, che lo confesso mi hanno piacevolmente sorpresa.
Un tour così bello che ho rimandato di raccontare perché non sapevo proprio da che parte cominciare, così ricco che non si potrà certo esaurire con un post. A meno di non volere i miei lettori morti di noia, ma ovviamente lungi da me!

Eppure da qualche parte si deve iniziare, così incomincio idealmente dal principio pensando a deliziarvi con un dolcino per la colazione, che oggi ho preparato per voi, regalandovi anche la ricetta dei Biscottini di Novara... 




... e guarda caso sono stati proprio loro l'oggetto della nostra prima tappa in quel di Novara! 


Quelli di Novara i Camporelli sono dei biscottini senza grassi, semplicissimi e genuini, fatti con soli 3 ingredienti: uova fresche, zucchero e farina, preparati ancora oggi con una ricetta antica di cui non si conoscono con esattezza le origini. 




Pare che la ricetta risalga al 1500 e fosse custodita nei monasteri in cui anticamente solo le monache potevano disporre dei preziosi ingredienti per realizzare i biscotti. Successivamente per poter essere inviati alla corte papale e mantenerne intatte le caratteristiche durante il viaggio, vennero cotti una seconda volta. Insomma dei veri e propri bis-cotti, preparati ancora oggi secondo l'antica ricetta. Il Biscottificio dei Camporelli sforna biscotti dal 1852.

https://twitter.com/twitAnysecret/status/674887500545007616

Torino e Novara, architettonicamente parlando, hanno qualcosa in comune! Devono entrambe la loro fama allo stesso geniale architetto: Alessandro Antonelli, autore della Mole Antonelliana torinese e della Cupola di San Gaudenzio simbolo di Novara
Una storia bellissima quella della costruzione della cupola, che i più curiosi potranno leggere qui.
Prima della ricetta voglio lasciarvi ancora qualche foto, tra cui quella del gigantesco compasso che Antonelli dovette costruire per disegnare prima e poi erigere, le volte della Cupola di San Gaudenzio. Maestosa opera davvero bellissima.


E come promesso eccovi anche la ricetta dei biscotti.
Dopo sei anni di blogging ho una certa esperienza quando cerco una ricetta in rete, e mi crederete se dico che so di chi fidarmi e di chi no! 
Per cui, nel mare della rete ho scelto la ricetta di Alice, ero certa di andare a colpo sicuro. Infatti non mi sono sbagliata è risultata perfetta: grazie di cuore Alice!


Ingredienti:(Dosi per circa 50 biscotti)
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero semolato
3 uova
1 tuorlo


Procedimento:
Sgusciate tutte le uova ed il tuorlo in una ciotola, aggiungete lo zucchero e montate con le fruste elettriche fino a che il composto non risulti soffice, chiaro e spumoso (dovrà anche essere più che raddoppiato di volume). Aggiungete la farina poco alla volta setacciandola mano a mano che sempre con le fruste per incorporarla di volta in volta. Mettete il composto in una tasca da pasticcere con il beccuccio liscio, e strizzate il composto sulla placca ricoperta da carta forno facendo in modo di formare dei bastoncini di 7-8 cm di lunghezza che disporrete ben distanziati. Scaldate intanto il forno a 180°C (io ho abbassato a 150°C). Dopo averli preparati non aspettate troppo ad infornarli altrimenti tutta la fatica fatta per incorporare l'aria della massa montata, andrà persa. Cuocete i biscotti per 15-20 minuti (a me ne sono bastati 15 in forno caldo, perché il mio forno è molto aggressivo) o comunque fino a che saranno leggermente dorati

Togliete i biscotti dalla placca e fateli raffreddare su una gratella per dolci. Si conservano per diversi giorni anche nella classica scatola di latta.





NOTE PERSONALI: 
I Biscottini di Novara, ricordano nell'aspetto e nel sapore i più noti e commerciali "Pavesini", che non sono altro che una nuova versione dei Camporelli. I pavesini prodotti già dal 1937 a Novara prendono il nome dal loro autore Mario Pavesi, che all'inizio del dopoguerra pensò di commercializzarli in pacchetti singoli, riscontrando un successo di pubblico ancora oggi attuale.

L'appuntamento è come sempre alla prossima ricetta.
Un abbraccio



Era da un pezzo che non pubblicavo più qualche ricetta con il mio amato LM, ma non certo perchè me ne sia stufata ^__^
Anzi, devo dire che il mio amore per il lievito madre non diminuisce con il passare del tempo, se mai si accresce spronandomi a sfide sempre nuove!
Le prime SFIDE in assoluto provengono ovviamente da casa mia, perchè il mio piccoletto di casa, come tutti i bimbi, è attirato dalle merendine commerciali proposte dalla pubblicità. 
E oramai è anche in grado di farsi domande e fornirsi risposte da solo, ogni volta che andiamo al supermercato.
Del tipo:
"Mamma mi compri la Kinder fetta al latte? 
Ah no già, vero, è piena di conservanti, 
non la prendiamo tanto me la sai fare tu, 
ma ME LA FAI QUESTA VOLTA MAMMA EH, 
non che dici che la fai, ma poi alla fine non hai mai tempo!!!" 
Gulp, un bel colpo basso per la mamma che incassa e porta a casa...
Invece per i flauti è andata anche peggio. 
Perchè l'intenzione di rifarli dopo aver visto questi, è stata immediata. 
La ricetta era stata subito archiviata (nella oramai infinita lista delle ricette "TO DO"), ma poi alla fine i giorni passano e temo abbia proprio ragione mio figlio, sono sempre al costante inseguimento del tempo che non trovo.
Ma sentite questa.
Un giorno all'uscita da scuola, il mio pargolo mi mostra tutto fiero un pacchettino con tanto di merendina commerciale ficcata dentro e dotata di buono sconto per l'acquisto al suo interno! 
Domando:
"Ma chi te l'ha data quella?"
"Mamma la davano gratis all'uscita di scuola, Ã¨ buonissima, me la compri?
GRRRRRRRRR
Hai capito questi, mi sono detta, altro che evitare di fargli guardare la pubblicità, altro che colpo basso! 
Si piazzano direttamente davanti alle scuole, capito la strategia? 
Merendine gratis! Non esiste modo migliore per convincere le mamme ed invogliare i bimbi all'acquisto, no? 
Però dipende ANCHE dalle mamme. 
Perchè vi assicuro che se mi sento ferita nell'orgoglio, passo all'attacco peggio di una saetta! Tempo zero.
Ho sfoderato una SUPER-MAMMA-ANY.
Il tempo di arrivare a casa avevo già le mani in pasta. 
Con tutta la mia spocchia ho pensato:
E adesso vi sistemo io, altro che comprare con il buono sconto, vi faccio vedere DI CHE SONO CAPACE.
E ho preparato questi:


E secondo voi possono mai temere il confronto con quelli commerciali???
Certo che no!
Mio figlio li ha adorati (e pure il consorte) ed ovviamente ha chiesto il bis.
Il problema per me è, come sempre, trovare il tempo di riprepararlo il bis!
Non sarò mica parente di Paganini io?
Nel frattempo che medito sul da farsi, provate la ricetta anche voi, così farete felici i vostri bimbi.
Ora vi spiego come fare:

Ingredienti:
(Dosi per 12-15 flauti a seconda della grandezza)
250 gr di farina 0
250 gr di farina 00
60 gr di lievito madre
250 ml di latte tiepido
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 cucchiaio di miele
1 uovo
80 gr di formaggio spalmabile io ho fatto questo qui
60 gr di burro di malga
1 pizzico d sale
le zeste grattugiate di mezza arancia non trattata in superficie
1 tuorlo d'uovo e un goccio di latte per spennellare
Per la farcitura:
marmellata alla ciliegia qb
gocce di cioccolato qb

Procedimento:
Ho seguito solo in parte la ricetta di Martina, perchè ho cercato di adattare il procedimento di lavorazione di queste brioches, gestendolo con i miei tempi. 
Per cui alla fine questi flauti hanno avuto 30 ore complessive di lievitazione. Vi spiego come.
Prima di cena ho sciolto in una capiente ciotola, 60 gr di lievito madre nel latte tiepido, in cui avevo precedentemente sciolto il miele, lo zucchero, e lo sciroppo di malto d'orzo. A questo punto ho aggiunto la farina zero e il pizzico di sale, cominciando a lavorare l'impasto in ciotola con una mano messa "modi gancio dell'impastatrice", ovvero facendo dei movimenti rotatori (come per sbattere)sempre nel medesimo verso per incordare l'impasto. A questo punto ho aggiunto metà della farina 00, l'uovo ed il burro (tenuti da parte, ma precedentemente preparati: l'uovo sbattuto, mischiato con burro fuso), il formaggio spalmabile e le scorze d'arancia. Ho continuato ad impastare con "la mano a paletta modi-gancio" con il solito movimento rotatorio del polso, per diversi minuti, perchè l'impasto è molto appiccicoso e occorre tempo per incordarlo a mano. Quindi ho messo il resto della farina sulla spianatoia e vi ho ribaltato sopra l'impasto preparato in ciotola, lavorandolo ancora bene sulla spianatoia fino a lisciarlo completamente. 
Ho formato una palla, ho ben oliato una ciotola e poi ho messo a lievitare il mio impasto ben coperto con pellicola e copertina a temperatura ambiente per circa 4 ore
Prima di andare a letto ho messo l'impasto in frigo.
Il giorno seguente ho tirato fuori dal frigo l'impasto che doveva acclimatarsi e ha continuato a lievitare per altre 6-7 ore, quindi sono passata alla formatura della brioches.
Dopo aver spolverato la spianatoia con un pò di farina, ho spezzato l'impasto in 14 pezzi, che ho poi steso come nella foto qui sotto, in un rettangolo che ho tagliato per 1/3 dell'altezza, sfrangiandola a pettine con una spatola di metallo. 


Ho posto al centro delle brioches in alcuni due cucchiai di marmellata in altri le gocce di cioccolato e poi ho arrotolato i flauti cercando di far capitare le frange sotto la chiusura delle brioches.
Ho posto le brioches formate su una placca rivestita di carta forno ho coperto bene con pellicola e ho lasciato ri-lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (per me 4 ore circa).
Prima di infornare ho spennellato delicatamente i flauti con un tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte.
Quindi ho infornato in forno statico a 180°C, fino a doratura. Occorreranno da 20 a 30 minuti, controllateli e regolatevi in base al vostro forno.

Visto il risultato ottenuto mi ritengo più che soddisfatta: 
yuppy, sfida commerciale vinta!

Martina suggerisce che potrebbero anche essere congelati, ma ovviamente noi non ci siamo riusciti!

Spero di aver accontentato anche le tante mamme che so che mi seguono sempre in silenzio, ma vanno a caccia di ricette con il lievito madre.
E se si chiama MADRE ragazzi, che dite, ci sarà un motivo?
Io dico proprio di sì.


Vi abbraccio forte e vi aspetto alla mia prossima ricetta! 



Tra i dolci che compaiono più di frequente sulla nostra tavola, ci sono i classici dolci da credenza.
Perchè se c'è un momento della giornata che non so immaginare senza qualcosa di energetico per cominciare, è proprio la colazione. 
Non potrei rinunciare a farla!
E se cerco un'idea per fare un qualsiasi dolce, vado da Lory perchè lei è una garanzia.
Questo dolce infatti arriva dritto dritto dalla cucina del suo blog, da qui.
Grazie dolce Lory!
Solo per comodità di lettura vi riscrivo la su ricetta pari pari.
E buona giornata a tutti.



Ingredienti:
300 gr di farina
2 carote
3 piccole clementine
120 gr di burro
140 gr di zucchero
2 uova 
1 pizzico di sale
1 bustina di lievito per dolci
le zeste di un limone biologico (non trattato in superficie)
zucchero a velo per guarnire

Procedimento:

Sbucciate le clementine, riducetele a spicchi ed eliminate tutti i filamenti bianchi.
Raschiate le carote e tagliatele a pezzettini. Passate tutto al mixer fino ad ottenere un composto omogeneo.
In una terrina, mescolate gli ingredienti secchi, ossia la farina, lo zucchero, il lievito ed il sale.
In un'altra terrina amalgamate quelli liquidi: il burro ammorbidito, le uova, la scorza grattugiata di un limone ed il composto di carote e clementine. Mescolate accuratamente.
Versate il preparato liquido sopra quello asciutto e mescolate fino ad ottenere un composto omogeneo. 
Preriscaldate il forno e cuocete per circa 40-50 minuti a 180°C (con il mio forno sono bastati 40 minuti, ma voi fate sempre la prova stecchino.) 
Lasciate raffreddare, spolverate con abbondante zucchero a velo.



Di certo l'ho già scritto su queste pagine, che quando mi accingo a fare shopping mio marito teme più i negozi di casalinghi che le gioiellerie!
Un motivo ci sarà, visto il patrimonio degli acquisti culinari che sono in grado di sostenere, ogni volta che si tratta di cucina e affini.
Qualche novità si trova sempre, così come qualche "aggeggino" che manca alla mia lista di desideri.
Lo stampo in silicone per le madeleines però, vi assicuro, l'ho comprato scontatissimo. 
Peccato poi sia rimasto nascosto in qualche recondito angolo di una scansia, come per altro mille altri attrezzini e ammennicoli vari. 
Rimasto in attesa di una mia ispirazione per essere inaugurato.
Ecco oggi tocca a voi mie care madeleines.




La ricetta per farle l'ho trovata qui


Prima di accingermi a prepararle però, mi sono letta la ricetta per benino ed ho scoperto che in realtà il trucco per far venire la famosa gobbetta sarebbe lo "shock termico", per cui l'impasto dopo essere stato preparato, va tenuto in frigo. 
Ricetta perfetta per me in questo periodo che somiglio sempre più ad un saltimbanco, visto che non trovo nemmeno il tempo per realizzare in uno stesso giorno una ricetta dall'inizio alla fine.
Per cui guardate un pò qui, dopo un bel sonno ristoratore al fresco, che bella gobbetta è venuta:



Ingredienti: (dosi per circa 18 madeleines)
120 gr di farina
uova 
100 gr di burro 
70 gr di miele 
30 gr di zucchero 
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio 
mezzo cucchiaino di cannella macinata 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Rompere le uova in una ciotola capiente, unire lo zucchero, il sale e la cannella e sbattere con una forchetta. Al microonde, potenza media-bassa, far sciogliere insieme il burro e il miele. Unire metà del burro/miele fuso alle uova, sbattere ancora, poi la farina e il lievito, mescolare, aggiungere infine il resto del burro/miele e l’acqua di fiori d’arancio. Tenere questo composto in frigorifero per una notte. Il giorno dopo, scaldare il forno a 230°, distribuire l’impasto nelle formine da madeleines (un cucchiaio scarso per madeleine), e infornare. A questo punto non scappate , ma sorvegliate con attenzione, dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero essere gonfie, abbassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. 
Lasciar raffreddare su una griglia e una volta raffreddate se piace spolverizzare con zucchero a velo.

Un abbraccio a tutti a presto


Mi sono fatta un regalo.
Per un giorno solo. Si può fare.
Ho rubato un pò di tempo tutto per me. 
Ho chiuso gli occhi.
Per non vedere la casa in disordine, le mille mail arretrate a cui rispondere, i panni da ritirare, la polvere da togliere, solo per un giorno. 
Ho chiuso la porta all'ansia e alla frenesia del correre quotidiano.
E se mi prendo del tempo tutto per me... 
lo sapete vero dov'è che mi rifugio io? 
Già, già, mi rinchiudo in cucina ^__^
Ma non per fare una ricetta a caso, no.
Doveva essere un lievitato.
Uno di quelli che ti si ficcano nel cervello e ti sfidano, che comandano loro e non ci sono santi e tu pazientemente aspetti che il miracolo della lievitazione piano piano si compia.
Osservi e basta, e per una volta aspetti. 
Ok mi "sottometto" e aspetto. Difficile ed arduo compito per me, che vado sempre di fretta, con sempre mille idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle tutte. 
Ebbene lo confesso, forse un pò è anche per questo che mi piace impastare e ritagliarmi il tempo per farlo, è sempre una sfida e mi piace.
Se usi il lievito madre già lo sai che ci vuole tempo, ti arrendi perchè devi per forza regalartelo. Quel tempo lento e buono che oggi giorno manca e invece ne avremmo tanto bisogno.
Che se poi mi decido lo rispetto quel tempo lento, che comanda lui e non aspetta me. Decide lui il quando e il come, perchè quegli esserini lì, dentro al lievito madre intendo, fanno tutto da soli. 
A noi tocca la pazienza, di aspettare.

Cercavo la ricetta per una brioches, perchè se decido di farmi una coccola speciale, il momento che preferisco per regalarmela Ã¨ la colazione, per iniziare bene un nuovo giorno.
Però sono esigente io, volevo una ricetta di una brioches, non troppo dolce, semplice e sana, ma anche golosa e bella.
Troppe pretese tutte assieme vero? 
Infatti non ne ho trovata nemmeno una che facesse al caso mio. 
Poi però, ho visto una foto. Di una challah. Con le mele.
Ed è stata folgorazione. 
Era lei. Volevo proprio quella lì. 


Porcellane e tessuti GreenGate

Innamorata di una foto, ma senza ricetta.
E così me la sono inventata (...la ricetta!)


Ci ho provato andando un po' ad occhio per le dosi. 
L'impasto che ho ottenuto è risultato molto morbido, anche un po' appiccicoso, e ho dovuto lavorarlo un po' più del solito in ciotola aggiungendo ancora un po' di farina, ho messo poco zucchero, l'olio al posto del burro, e non ho messo la uova
Insomma forse alla fine non è venuta una vera e propria brioches, era più simile ad un pane dolce, ma vi assicuro che era esattamente come me l'ero immaginata e la volevo, quindi posso dirmi soddisfatta.
Ecco qui come appariva al suo interno con il ripieno e sotto, a seguire, troverete anche le dosi dei miei pasticci, se volete provarla anche voi:


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Ingredienti:
400 gr di farina 0 (la mia col 13% di proteine)
150 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
250 gr di latte tiepido
60 ml di olio di semi di mais (o di riso)
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di marsala secco o altro aroma a piacere
zucchero semolato e un po' di latte  per guarnire
Per il ripieno:
2 mele 
1 cucchiaio di cacao 
3 cucchiai di marmellata 

Procedimento:
La sera prima: 
Spezzettate il lievito madre in una ciotola e scioglietelo bene nel latte tiepido in cui avrete precedentemente disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo e lo zucchero. Aggiungete la farina e da ultimo l'olio ed impastate fino a che l'impasto non sia ben lisciato ed incordato. Ora sporcatevi le mani con un pochino di farina e con l'aiuto di un tarocco infarinato spostate l'impasto sulla spianatoia, anch'essa infarinata. 
Stendete l'impasto in un rettangolo e fate due serie di pieghe a libro (piegando in 3). Arrotondate quindi l'impasto pirlandolo bene ed accomodatelo in un contenitore che avrete unto di olio e che andrà conservato coperto, per un paio di ore a temperatura ambiente e prima di andare a dormire andrà trasferito in frigo in cui seguirà una lenta fermentazione.

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Il giorno seguente (dopo 18-20 ore di fermentazione):
Tirate fuori dal frigo l'impasto e lasciatelo acclimatare almeno un paio di ore a temperatura ambiente. Il mio impasto rispetto alla sera prima era ancora cresciuto, di circa un terzo del volume!
Infarinate bene la spianatoia.
Spostatevi delicatamente l'impasto aiutandovi con un tarocco e sgonfiatelo delicatamente cercando di stenderlo in un rettangolo. Ricavate quindi sei strisce di impasto, e dividete ancora ogni striscia in 4 parti per formare la brioches, procedendo poi come nella foto del passo passo qui sotto. 



Ripeno:
Per preparare il ripieno, sbucciate le mele, tagliatele a spicchi e frullatele con il cacao e la marmellata che più vi piace (io ho usato quella di prugne che era l'unica fatta in casa che avevo, ma forse quella di pesche starebbe meglio). 
Ora stendete tutte e 4 le stricioline in piccoli rettangoli, come in (fig.1). Spalmate il ripieno e chiudete le striscioline avendo l'accortezza di sigillare bene altrimenti in cottura e in lievitazione vi si apriranno facendo uscire il ripieno. 
Passate dunque alla formatura della brioches, seguendo le figure qui sopra (fig.2,3,4)
Disponete le brioches così formate (fig.4) su una placca ricoperta di carta da forno e lasciatele in un luogo tiepido e ben coperte a lievitare ancora per un'oretta.
Accendete il forno e preriscaldate a 180°C.
Spennellate delicatamente le brioches con del latte e cospargete di zucchero prima di infornare. Cuocete per circa 30 minuti a 180°C o comunque fino a doratura
Controllate sempre il vostro forno durante la cottura e regolatene la temperatura.


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Fiuu, alla fine è stato più lungo scrivere il post che farla.
Quasi quasi mi prendo un altro giorno di relax per rimediare ;)

Enjoy! E buona colazione a tutti!