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Mi piace tanto il melograno è un frutto bellissimo, con un non so che di materno! 
Tutti quei preziosi rubini racchiusi al suo interno, mi fanno pensare al ventre di una mamma che custodisce i suoi tesori.
Per Natale avevo comprato due bellissimi melograni, l'intenzione era di usarli per preparare qualcosa di carino, ma finite le feste sono rimasti lì intonsi. E così alla fine la festa gliel'ho fatta io...



Ingredienti:
2 melograni (una volta puliti i miei chicchi pesavano 700 grammi)
600 gr di alcool (comunque almeno sufficiente a coprire bene tutti i chicchi)
Per lo sciroppo:
600 gr di acqua
350 gr di zucchero



Procedimento:
Per prima cosa sbucciate bene i melograni. Io ho trovato un video bellissimo che vi linko qui, guardatelo! 
Per me è stato illuminante finalmente non farò più casini per sbucciarli.... "Scalottateli" leggermente per scoprire dove sono disposte le membrane bianche interne e poi "seguitele" incidendone leggermente la buccia in corrispondenza delle membrane bianche interne. Ora aprite delicatamente ciascuno spicchio, togliendo le membrane bianche e separate tutti i chicchi ponendoli in una ciotola piena di acqua fredda. Le piccole parti bianche rimaste ancora attaccate ai chicchi verranno a galla, mentre i chicchi staranno sul fondo. Sciacquateli bene e poneteli in una brocca di vetro dal fondo capiente (quelle da cocktail vanno benissimo) e copriteli per bene con l'alcol. Sigillate accuratamente l'imboccatura con pellicola in modo che l'alcol non evapori, coprite anche con carta stagnola e lasciate riposare in luogo buio fresco ed asciutto. Io ho lasciato a macerare per un mese. Tutti i chicchi erano diventati pallidi quasi bianchi. Filtrate quindi l'alcool ed unitelo allo sciroppo ben raffreddato così preparato:

Per lo sciroppo:
Portate a bollore l'acqua con lo zucchero finchè sia ben sciolto. Lasciatelo raffreddare ed infine unitelo all'alcol mescolando bene. Imbottigliate e gustate. Ovviamente se il liquore riposa si assesterà acquistando un sapore migliore. Noi l'abbiamo assaggiato subito perchè ero troppo curiosa di capire che gusto avesse visto che era la prima volta che lo facevo. Mi è piaciuto davvero molto e sono certa che lo rifarò, magari il prossimo anno un pò prima di Natale, così potrò anche regalarlo agli amici.

NOTE PERSONALI:
Il bellissimo colore di questo liquore come pure il suo basso grado alcolico è particolarmente femminile, per cui possiamo dedicarcelo mie care lettrici?
E' dolce e davvero buono provatelo e non vi deluderà!

Per chi vorrà, arrivederci alla prossima ricetta.







Prendete una cara amica che un giorno parlando del più e del meno vi confessa di avere una pianta di giuggiole nel suo giardino e lo fa tanto candidamente da farla sembrare la cosa più naturale del mondo. 
La immaginate la mia faccia?
Ecco sì, così!
Fatto tutto quanto in mio potere per avere accesso a un tale ghiotto bottino sono stata prontamente avvisata non appena erano belle mature, che aspettavano solo qualcuno che le raccogliesse. 
Sono corsa in spedizione nel suo bellissimo agriturismo qui con tutta la mia famigliola al seguito e abbiamo fatto incetta di giuggiole. 
Che spettacolo!
Vi dico solo che mai ho assaggiato un liquore tanto delizioso!
Dolcissimo ovviamente e per non smentire il famoso detto... 
"Andare in brodo di giuggiole" ci siamo andati eccome: 
tutti al primo assaggio. 
Compresi gli amici a cui ne ho fatto dono per Natale. 
Il brodo di giuggiole in realtà è uno sciroppo dal potere medicamentoso oltre che dal sapore squisito, ma ho pensato di farci un liquore per conservarlo un pò più a lungo e per poterlo servire anche come dopo pasto. Da rifarsi assolutamente.
Licenza di Rossana permettendo ovviamente...






Queste nel piattino sono le giuggiole sotto spirito dopo l'infusione

Che un amico ha divorato una dopo l'altra, vero Sergio?
La giuggiola è un frutto simile al dattero, una drupa, ovvero un frutto con un nocciolo al suo interno, dal colore marroncino rossiccio e dal blando effetto lassativo. 
Le giuggiole sono originarie della Siria conosciute dai Romani per cui erano il simbolo del silenzio, ma citate anche da Omero come frutto magico in grado di consolare gli uomini colpiti da nostalgia perché lontani da casa.  
Eccole qui fotografate i primi di novembre subito dopo averle raccolte. Prima di farci il liquore bisogna farle appassire un pochino in modo che appaiano come in questa foto


Ingredienti:
850 gr di giuggiole
1 litro di grappa
600 grammi di acqua
250 grammi di zucchero
2 mele renette
1 tazza di uva bianca
la scorza di un limone non trattato in superficie

Procedimento:
Per prima cosa ho sciacquato bene le giuggiole sotto acqua corrente fredda. Quindi le ho divise a metà. Una parte di giuggiole le ho lasciate 30 giorni in infusione nella grappa dopo averle aperte a metà con uno spelucchino. La restante metà mi è servita a preparare il vero e proprio BRODO DI GIUGGIOLE, in pratica uno sciroppo che ho preparato in questo modo:
ho messo in una pentola le giuggiole, l'uva, lo zucchero e un bicchiere d'acqua e ho lasciato cuocere per 25 minuti a fuoco lento. Quindi ho aggiunto le mele tagliate a pezzetti e la scorza di limone e ho coperto d'acqua lasciando nuovamente cuocere sempre a fuoco basso per circa 20 minuti fino a che la frutta si addensi come una marmellata. A questo punto ho filtrato tutto con un colino a maglie strette, recuperando la frutta cotta che ho passato a parte ricavandoci una marmellata deliziosa. Successivamente anch'essa invasettata e sterilizzata. 
Il liquido filtrato ottenuto invece è il brodo di giuggiole che ho unito alla grappa in cui erano rimaste a macerare le altre giuggiole ottenendo così il mio liquore. 
Ed ecco qui il risultato un delizioso bicchierino ottimo da servire come dopo pasto. 


Sperando che la mia ricetta possa essere utile a qualcuno che si volesse cimentare in questa preparazione, vi abbraccio dandovi appuntamento alla mia prossima ricetta.








E se vi dicessi che sono quasi due anni che attendo di postare questa ricetta, ci credereste? 
No, vero?
Eppure è così, potete chiedere a lei che mi è testimone.
In ogni caso dovete fidarvi se vi dico che è una ricetta infallibile e garantita al 300% e sapete perchè?
NO, non perchè lo dico io, ma perchè l'ho spudoratamente copiata dal pulcino più dolce, carino e affidabile della blogosfera... quella calimerina tutta nera nera, come il nome di questo liquore, avete presente?
Uh già, copiata proprio da lei: Federica.
La ricetta è sua e lei mica ha bisogno di altri commenti perchè certamente la conoscete tutti, l'avevo detto che c'era da fidarsi!!!


Questo liquore è davvero meraviglioso ed è stato ripetutamente preparato dalla sottoscritta per non so quante volte da due anni a questa parte.
L'anima nera è stato oggetto dei miei regalini per questo Natale e per quello precedente, è stato utilizzato come regalo di compleanno per gli amici che l'avevano apprezzato e gradito (chiedendomi spudoratamente un bis!)
Se vogliamo proprio trovargli un difettuccio, bè l'unico appunto in merito che ho sempre ricevuto è stato che "dura troppo poco", finisce subito questo liquorino: in un attimo.
Un difetto della bottiglia dite? Che si auto-svuoti???
La versione provata che è piaciuta di più a mio marito è stata quella con la liquirizia aromatizzata all'arancia e devo dire che è anche la mia preferita!
Per comodità di lettura vi riscrivo la ricetta, la versione originale la trovate qui:

Ingredienti:
250 ml di alcool puro a 95°
100 gr di confetti di liquirizia purissima (io ho usato le morette Amarelli all'arancia/anice)
300 gr di zucchero semolato
650 ml di acqua (io uso sempre quella di montagna)



Procedimento:
Mettere i confetti di liquirizia in un pentolino ricoprendolo d'acqua e lasciare a mollo per tutta la notte (in questo modo ho ottimizzato la fase di scioglimento che altrimenti risulta molto lunga)
Il giorno seguente mettere il tegame sul fuoco a fiamma bassissima mescolando fino al completo scioglimento della liquirizia cercando di non far bollire troppo il liquido e verso la fine aggiungere anche lo zucchero continuando a mescolare fino al completo scioglimento. 
Otterrete un liquido molto denso.
Lasciatelo raffreddare completamente. 
Ora aggiungete l'alcool, mescolate bene, filtrate ed imbottigliate. 
Consiglio di servire il liquore freddo (di frigo) perchè risulta molto più buono.
Visto che mi paiono assolutamente pertinenti, riporto anche le sue note!

NOTE DI FEDERICA: 
La radice di liquirizia, nota come la "radice dolce" contiene una sostanza, la glicirrizina, che è circa cinquanta volte più dolce dello zucchero. Per oltre duemila anni la liquirizia è stata utilizzata per alleviare i disturbi al petto e alla gola, ma la moderna erboristeria la utilizza anche per le sue proprietà anti-artritiche e anti-infiammatorie, e per i suoi effetti curativi sulle mucose dello stomaco e dell'intestino.
Come per tutte le medicine e farmaci potenti però, la liquirizia può essere dannosa se utilizzata in maniera errata.
La glicirrizina infatti può produrre effetti collaterali negativi compresi aumento della pressione sanguigna, ritenzione idrica, perdita di potassio e una varietà di interazioni nocive tra i farmaci come gli anti-ipertensivi, i corticosteroidi ed i contraccettivi orali.
Le persone predisposte a ipertensione, ad edemi, i diabetici, le donne in gravidanza o in allattamento, dovrebbero evitare l'uso prolungato di estratti di questa pianta.


Il perfetto amore è un liquore dal profumo inconfondibile, una volta annusato non potrete non riconoscerlo: a mio avviso è quasi inebriante! 
Come direbbe il mio papà è un liquore da "donna", per il suo sapore molto dolce e il suo grado non molto alcolico forse, ma è un liquore davvero molto, molto aromatico.
In ogni caso questa che vi propongo è la ricetta di mia nonna, lei lo preparava sempre, però raramente per berlo, anche se ovviamente si può!
Lei lo utilizzava quasi unicamente per aromatizzare i suoi dolci, come faccio anche io tuttora, e vi assicuro che ne vale proprio la pena, il suo gusto è davvero inconfondibile e il profumo... mi spiace non potervelo descrivere, ma è davvero sublime!
Sono certa di far felici diverse persone che mi avevano chiesto da tempo questa ricetta, e la aspettano da un pò, perchè ho citato questo liquore diverse volte in tante mie preparazioni senza mai darne indicazioni di preparazione.  
Una di queste persone in attesa è Ornella a cui in particolare voglio dedicarla con tutto il cuore!
Scusate se non ho messo nemmeno una foto, al momento ne sono sprovvista, ma prometto di aggiornare quanto prima il post!
Per ora accontentatevi della ricetta e fidatevi, perchè garantisco che vi piacerà!


Ingredienti:
100 gr di scorza di limoni non trattati in superficie (io quelli che mamma mi porta da Sorrento)
2 gr di cannella
4 gr di fiori d’arancio freschi
3 bacche di cardamomo (aperte prima dell'infusione)
3 aghi di rosmarino
2 gr di chiodi di garofano
1 pizzico di noce moscata
1 bustina di zafferano
1 lt di alcool puro
700 gr di zucchero semolato
1,5 litri di acqua

Procedimento:
Lavare e sbucciare accuratamente i limoni, cercando di evitare il più possibile di tagliare anche l'albedo (la parte bianca della buccia, che dà un gusto amaro). 
Tagliare le bacche di cardamomo per scoprire i semini neri al loro interno. Porli in un contenitore di vetro che poi tapperete ed aggiungere la cannella, la noce moscata, gli aghi di rosmarino, i chiodi di garofano, i fiori d'arancio e da ultimo la bustina di zafferano, lasciando il tutto conservato in infusione ricoperto di alcool, in un luogo buio ed asciutto per 7-10 gg.
A questo punto preparare lo sciroppo con acqua e zucchero, facendo bollire l'acqua finchè non si sarà ben sciolto lo zucchero. Lasciar raffreddare bene lo sciroppo. 
Nel frattempo filtrare bene l'alcool con l'aiuto di una garzina ed unire il filtrato ottenuto allo sciroppo preparato. Imbottigliare e lascia riposare almeno un mese prima dell'uso. 
E sono certa che al momento della degustazione capirete il perchè di questo nome... perfetto amore!
Anche se con un pò di ritardo ci tenevo a pubblicare questo post!
Le foto delle mie creazioni natalizie!
Già da quando eravamo fidanzati io e Luca (mio marito) abbiamo scelto di regalare agli amici qualcosa fatto con le nostre mani e oramai è una TRADIZIONE!
Credo che sia bellissimo sapere che una persona ha speso del tempo per te, soprattutto ai nostri giorni in cui il tempo è una risorsa preziosissima.. e nessuno di noi sembra aver più tempo per nulla!
Penso anche che sia un modo per sottolineare quali sono le cose davvero importanti della vita!
Spendere del tempo per i propri amici e le persone a noi care!
E poi lo confesso, io mi diverto moltissimo, preparare i biscotti sentendo quel delizioso profumino che si spande in tutta la casa è una delle cose che amo di più al mondo e non da ultimo, vedere le facce soddisfatte degli amici che dicono:
"NOOOOOOOOO!!"
Bè, per me è la più grande soddisfazione...
sapere che c'è chi aspetta il Natale perchè sa che arriveranno i miei baci di dama (ormai sono un tradizione assodata, e se non li facessi GUAI! Alcuni amici mi hanno minacciato di morte)
Bè... è meraviglioso!
Una delle gioie della vita!
E allora veniamo al dunque:
ecco qui i miei regalini per questo Natale 2009!
E non poteva mancare il mio limoncello... da buona figlia di napoletani di origine...



Biscottini di Any con marmellata di mele e caffè



I miei baci di dama

Ingredienti: (dosi per circa 30 baci)
200 gr di farina 00
200 gr di farina di mandorle
150 gr di zucchero
180 gr di burro morbido
100 gr di cioccolato fondente (per unire i biscotti)

Procedimento:
Setacciare la farina 00 ed unirla a quella di mandorle, insieme allo zucchero. Unire poi il burro a pezzetti, sabbiando il composto impastando velocemente. Preparate delle palline piccole e cuocete in forno già riscaldato per 15 minuti a 180 gradi circa.
Una volta raffreddati sciogliete il cioccolato a bagnomaria, unite due biscotti e lasciate nuovamente raffreddare. 
Se vi piace l'idea di fare i baci di dama bicolor come quelli in foto, dividete l'impasto in due parti e aggiungete a metà dell'impasto che avete preparato due cucchiai di cacao amaro.


Le paste di meliga


Biscottini di mia invenzione per quest'anno

Limoncello

LIMONCELLO DI ANY:

Ingredienti:
7-8 limoni non trattati (io quelli che mamma mi porta da Sorrento)
1 litro d'alcool
700 gr di zucchero
1,5 litri di acqua
 
Procedimento:
Lavare e sbucciare accuratamente i limoni, cercando di evitare il più possibile di tagliare anche la parte bianca della buccia (che dà un gusto amaro).
Lasciare le bucce in infusione ricoperte di alcool in un contenitore di vetro ricoperto di pellicola e conservato in un luogo buio ed asciutto per 7-10 gg.
A questo punto preparare lo sciroppo con acqua e zucchero, facendo bollire l'acqua finchè non si sarà ben sciolto lo zucchero. Lasciar raffreddare bene lo sciroppo. Nel frattendo eliminare le scorze filtrando bene ed unire l'alcool ottenuto allo sciroppo preparato. Imbottigliare e lascia riposare almeno un mese prima dell'uso. 
Il limoncello va poi servito ben freddo!

NOTE PERSONALI:
Il segreto di questa preparazione sono ovviamente i limoni utilizzati e comunque la loro qualità! 
Il gusto di quelli sorrentini è davvero unico al mondo e io ho la gran fortuna di poterli reperire con facilità almeno una volta all'anno grazie alla mia mamma! 
Se proprio non li avete assicuratevi però di avere limoni CERTAMENTE non trattati, perchè l'infusione in alcool estrae tutti gli oli essenziali della buccia, ma ovviamente anche eventuali cere o pesticidi ivi presenti!
Spesso ci si chiede a che serve il riposo prima dell'uso nella preparazione casalinga dei liquori! 
Serve ad essestare bene il sapore del liquore. Lo zucchero fermenta un pò e nel tempo aumenta un pochino anche il grado alcolico.