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"Mamma, mamma, che buono il latte di capra!!! Aveva proprio ragione Heidi, ma come faceva suo nonno a farle anche il formaggio? 
Dai mamma lo facciamo anche noi nel pentolone come il nonno, TI PREGO, TI PREGO...."

No ma dico, ma secondo voi, assomiglio al nonno di Heidi io?!?
Eppure, chi di voi, come me, ha un cucciolo saprà bene, che le mamme farebbero qualsiasi cosa per loro, ogni loro desiderio è quasi un ordine, bè ammesso che il desiderio sia di questa portata eh, ben inteso ^__^!
Come potete ben immaginare, a quel "ti prego" ho detto di sì, ogni promessa è debito, e poi diciamocelo, ma io quanto mi diverto a fare questo genere di preparazioni ??!!?
Ma questa è una storia vecchia che già sapete!!!
Dunque complice un buon latte di cascina ricevuto in dono dalla mia generosa mamy, in un pomeriggio uggioso insieme al mio cucciolo, ho fatto questa qui:


No, no non crediate sia difficile, è una preparazione davvero veloce, sapete?  
E sarà anche una bellissima soddisfazione come tutte le cose che riusciamo ad auto-produrci!
Non mi credete? Allora leggete qui:


INGREDIENTI: (dosi per circa 200 gr)

1 litro di latte di capra
3 cucchiai d'aceto di mele (l'aceto, SOSTITUTO DEL CAGLIO COMUNEMENTE UTILIZZATO, serve a "cagliare" il latte, si usa quello di mele perchè ha un gusto più delicato, che non compromette troppo il sapore della ricotta, ma nella preparazione finale "una puntina" comunque si sente, per questo sconsiglio l'utilizzo di aceto di vino che ha un sapore un pò troppo deciso)
1 pizzico di sale, io il  Fleur de sel

PROCEDIMENTO:
In una pentola sufficientemente capiente mettete il latte con un pizzico di sale, io ho usato il fleur de sel e mettete sul fuoco, ma senza portare a completo bollore, mescolando bene in modo da non far formare la panna in superficie.
Se avete un termometro aggiungete l'aceto non appena la temperatura raggiunge gli 80 gradi, se invece come me non l'avete, smettete un attimo di mescolare e quando vedete che il latte comincia a fumare (ma non bolle ancora) procedete aggiungendo l'aceto.
La ricetta originale prevedeva 2 cucchiai, ma a me ce ne sono voluti 3 abbondanti per veder cagliare il latte! Probabilmente dipende molto dal grado di acidità dell'aceto che state utilizzando, non sono tutti uguali!  
In ogni caso dopo aver aggiunto l'aceto di mele continuate a mescolare su fuoco basso finchè si formeranno dei grumini (questo processo accade quasi immediatamente, questione di minuti, io la prima volta non ho visto nulla, perchè avevo messo poco aceto, e ho continuato inutilmente a girare, attenzione perchè il latte non caglierà se non ne aggiungete a sufficienza, se non caglia entro pochi minuti mettetene un pò in più!) 
L'aspetto del latte cagliato deve essere così:



Ora togliete dal fuoco e lasciate riposare, mescolando di tanto in tanto, per qualche minuto.
Con una schiumarola togliete la parte cagliata del latte separandola dal siero, oppure come ho fatto io, versate il tutto in un colino a maglie fittissime in cui avrete posto l'apposita gabbietta per la ricotta (l'ho precedentemente recuperata da una acquistata al supermercato) ponendola dentro un colino e versando il tutto lì dentro, in modo che la ricotta resti già in forma. O ancora utilizzate una garza sterile posta sopra un colino.
Lasciate scolare il siero facendolo intiepidire. Poi fate raffreddare in frigo.
Et voilà, PIC INDOLOR: ^___^ già fatto!



Ve l'avevo detto o no che era semplicissimo?
Ora non vi resta che gustare... con enorme soddisfazione per il palato e per voi stessi, la vostra ottima e salutare ricottina casalinga!!!

Note postume:
Questa ricotta l'ho fatta col latte di capra, ma ovviamente si può rifare con un qualsiasi latte vaccino, o un altro tipo di latte, come sempre, meglio se di buona qualità!
Badate, la ricotta potete farla anche utilizzando latte intero o parzialmente scremato, quello comprato per intenderci, la differenza del risultato finale sarà ovviamente nel gusto e nella "cremosita" (cui siamo abituati con quelle commerciali, in cui a monte c'è aggiunta di panna).
Se volete mangiare la ricotta così in purezza, quando colate il siero fate attenzione a non "strizzarla" troppo, lasciandola troppo asciutta, infatti resterà più morbida con un pò del suo siero!
Se invece la utilizzate come me per fare degli gnocchi, fatela scolare per bene!

Tecnicamente e per essere più precisi la preparazione di cui vi parlo in questo post andrebbe chiamata: "cagliata di latte", perchè di questo si tratta.  
Solo che comunemente al posto dell'aceto, per fare la ricotta viene utilizzato il caglio, o meglio si usa il siero ottenuto dalla cagliata di latte che vien fatta per fare il formaggio. 
Il siero insomma è una sorta di "sotto-prodotto" della lavorazione del formaggio, per non buttarlo si Ri-cuoce e si fa la ricotta..
Quello che abbiamo fatto infatti una sorta di "cagliata" (dal caglio appunto) è stata sostanzialmente una precipitazione delle sieroproteine del latte (principalmente la caseina che intrappola anche molecole di grasso), che è avvenuta grazie all'ambiente acido creato in questo caso dall'aceto!  
(Scusate, scusate, ma la biologa che è in me viene sempre ^___^ fuori!!!)
Come sostituti dell'aceto di mele, potreste provare ad utilizzare il limone (più acido dell'aceto), dell'aceto di riso o di vino, oppure della panna acida (un pò meno acida ne occorrerà di più). 
Meglio ancora ovviamente, potete provare, come fanno nei caseifici, o i pastori, ad utilizzare il caglio (estratto dallo stomaco di ovini, la maggior parte, ma anche caprini e vitelli lattanti) che potrete acquistare in farmacia. 
In questo caso procedete così: 
il siero che colate da questa prima preparazione, non buttatelo, riutilizzatelo invece (funzionerà per un paio di volte)  per rifarvi un'altra ricotta (che sarà migliore della prima colata). Sarà la VERA ricotta. Provateci!
Basterà aggiungere al siero che avete ottenuto per filtrazione dalla cagliata, altro latte (come quantità calcolate 1/3 circa della quantità di siero che avete a disposizione, ad esempio per 900 ml di siero aggiungete 300 ml di latte) e metterlo sul fuoco, seguendo le indicazioni  che ho dato qui sopra per la cagliata MA SENZA PIù AGGIUNGERE ACETO, BASTERA' SCALDARE per vedere i fiocchi di latte che daranno la ricotta. 
Questa sarebbe la vera "ricotta".
Il termine "ricotta" infatti (siero del latte ri-cotto) si riferisce al metodo classicamente utilizzato per farla, ovvero viene utilizzato del siero del latte (per intenderci quello che scartiamo nella preparazione descritta in questo post) e che con l'aggiunta di altro latte, viene fatto cuocere lentamente a fuoco basso per ottenere i coaguli/grumini, le sieroproteine, che con lo stesso metodo sopra descritto (senza però aggiungere aceto!), danno la ricotta. 
Il siero può essere conservato in frigo ed utilizzato entro un paio doi giorni.
Se provate a farla comunicatemi poi i risultati dei vostri esperimenti, così man mano aggiorno il post, mi raccomando!
Buon lavoro!
Sì sì, avete letto proprio bene.
Vado letteralmente in brodo di giuggiole quando mi imbatto in siti come questo qui.
E non resisto DEVO replicare.


Credo sia oramai risaputo che le affinità tra le alchimie in cucina e in laboratorio di questo blog siano notevoli, ma badate bene, non sono mica la sola! Ne potete trovare tantissimi nel mare della rete, di biologi appassionati che applicano i principi di chimica anche ad esperimenti culinari di ogni tipo!
Questo sito per esempio da cui ho preso la ricetta di cui oggi vi scrivo, è di un biologo, David, appassionato di chimica come la sottoscritta, e la dice lunga sulle infinite possibilità che si hanno di applicare le conoscenze chimiche anche in cucina!
In primis mi ha affascinato l'estrema semplicità di ottenere una cosa tanto buona come quest'ottimo formaggio spalmabile, che ci possiamo tranquillamente fare in casa risparmiando e soprattutto essendo sicuri della materia prima di partenza, evitando di utilizzare conservanti!
Se poi avete anche la possibilità di avere del buon latte fresco o vi fate già in casa lo yogurt, ancora meglio per voi.
Come ci direbbe Gunther in questo caso non dovremmo impazzire per leggere e controllare bene l'etichetta, perchè HOME-MADE è genuino e soprattutto SICURO!!!
E la bontà di questo formaggio è straordinaria!
Ho sbirciato un sacco di altre ricette che credo vi riproporrò presto.
Per ora ci accontentiamo di questo semplicissimo, ma davvero delizioso inizio.
Allora vediamo un pò come possiamo fare a prepararci questa sorta di "philadelphia" home made.
Ho letto che questo tipo di formaggio, viene anche chiamato Labnè.

Ingredienti:
1 kg di yogurt intero naturale senza zucchero
1 cucchiaino da the raso di sale (io fleur de sel della Camargue)
canovaccio bianco sterile (o meglio una garza sterile se l'avete)
spago
"armamentario" per appendere e far decantare il vostro yogurt

Procedimento:
Per prima cosa dovrete procurarvi un canovaccio possibilmente bianco ed assicurarvi che sia ovviamente pulito e possibilmente sterile (meglio una garza sterile se l'avete). Perchè sarà quello che ci serve a filtrare e far sierare il nostro yogurt. Per allontanare tutte le tracce di eventuali residui di detersivo, io dopo un lavaggio a 90 gradi l'ho fatto anche bollire in pentola per una decina di minuti e l'ho poi ben risciacquato. Dopo l'asciugatura del canovaccio, se ci siamo procurati lo yogurt naturale, che deve essere intero e senza aggiunta di zuccheri (pena il diverso sapore nel risultato finale) possiamo cominciare.
Per prima cosa aggiungete 1 cucchiaino da the raso di sale (io ho usato questo qui: fleur de sel della Camargue) e girate bene per farlo amalgamare in modo uniforme.

Sistemate il canovaccio steso in un contenitore e versateci dentro lo yogurt salato. Attenzione perchè il processo comincerà subito: inizierà a colare il siero e gocciolerà subito parecchio! Ora stringete le estremità del canvaccio e legatelo stretto, dovrà risultare una sorta di "scamorza" che dovrete poi appendere in un luogo fresco e lasciar decantare per 24 ORE in frigo. Io mi sono servita di una caraffa a cui ho appeso il tutto. Vedete voi come è meglio fare nel vostro caso, per lasciarlo "appeso" in frigo. La vostra "scamorza" non dovrà toccare il fondo del recipiente in cui è contenuta, perchè lì si raccoglierà il liquido (siero) che dobbiamo allontanare per ottenere la nostra "philadelphia HOMEMADE".
Dopo 24 ore potete aprire il vostro sacchettino ed eccola qui pronta!
Come resa ho ottenuto un pò più di 300gr di formaggio partendo da1 kg di yogurt intero.


Una deliziosa cremina spalmabile, genuina e buona buona. 
E la mangerete di certo con grande soddisfazione perchè sarà fatta da voi! 
Semplicissimo no?

NOTE PERSONALI:
La potete anche aromatizzare con delle olive sminuzzate, dei pistacchi tritati, dell'erba cipollina o con della menta fresca (davvero sublime) o con qualsiasi altra erba aromatica o spezia che vi piaccia! Provate! Ovviamente spalmata su un cracker, (come quelli di farro che vedete in foto, di cui presto vi pubblicherò la ricetta) un grissino o un pezzetto di pane... mmmh è una vera delizia!
Il siero colato non buttatelo, potrete utilizzarlo se dovete fare il pane o qualche altro lievitato salato.
Usatelo al posto dell'acqua, avrete un "risultato" più soffice. 
Se poi non mettete il sale durante il procedimento (magari potete aggiungerlo dopo direttamente nel formaggio) potete utilizzare il liquido colato, come innesco per farvi lo yogurt in casa, perchè il siero conterrà preziosi lattobacilli utili a far fermentare il vostro yogurt! 


Con questa ricetta in "super mega corner", all'ultimissimo minuto tanto per non smentirmi mai, vorrei partecipare al contest HOME-MADE IS BETTER che GUARDA A CASO scade giusto giusto oggi ed è stato indetto dalla mia dolcissima amichetta ZEBRETTA, oltre che da Gaietta e Mezzaluna (che nei prossimi giorni andrò a conoscere nei loro blog) ed ovviamente dalla KIT-ZEN, che ha messo in palio 3 favolosi premi: uno più bello dell'altro, magari ne vincessi uno!!!

Bè, per il mega ritardo di questa partecipazione all'ultimo minuto, dalla mia ho la scusante che possiamo proprio considerarla una ricetta dell'ultimo minuto, no?
E poi se non è HOME-MADE IS BETTER questa qui, ragazzi...