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Come ho già più volte ribadito su queste pagine, adoro gli antipasti, sia mangiarli che prepararli e quando penso ad un menù da proporre agli amici, mi piace moltissimo trovare idee sfiziose ed accattivanti non solo per il palato, ma anche per la vista. 
Le riviste di cucina in casa mia sbucano da ogni dove e anche se la rete pullula di idee e ricette, ogni tanto mi piace consultarle, specie dando uno sguardo ai vecchi numeri. 
Come l'idea per la mia ricetta di oggi è molto datata: del 1996! 
Credo però sia un'evergreen, idea vecchia ma sempre valida, mi piace riproporla perché non solo è molto buona, ma è anche molto gradevole alla vista proprio come piace a me.
Guardate un pò se siete d'accordo:



Ricetta tratta dal numero di dicembre del 1996 di La cucina italiana
da me leggermente modificata 


Ingredienti:
Per le conchiglie di briséé:
(con queste dosi ho ottenuto 12 conchiglie)
200 g farina 
100 g burro freddo e un pochino per imburrare le conchiglie
50 g acqua fredda
2 cucchiaini di erbe di Provenza
30 gr di parmigiano grattugiato
1 pizzico di sale
 occorreranno anche 12 conchiglie di capesante vuote

Per le polpette di baccalà:
220 g baccalà dissalato
1 uovo medio
70 g circa pangrattato
1 spicchio d'aglio

1 manciata di foglie di prezzemolo
olio extra vergine di oliva



Procedimento:
Per le conchiglie di brisèe:
Io ho fatto tutto con il Bimby, ma potete ovviamente impastare sulla spianatoia. Ho messo nel boccale la farina, il parmigiano grattugiato, le erbe di Provenza, il sale ed il burro morbido a pezzetti ed ho fatto sabbiare il tutto, facendo girare qualche minuto a velocità 4. 
Aggiungere in un colpo l'acqua fredda fino a che il composto stia grossolanamente insieme. Trasferire sulla spianatoia dando all'impasto la forma di una palla, avvolgerla in pellicola trasparente e farla riposare in frigorifero mezz'ora.
Nel frattempo imburrare molto molto bene (operazione importante altrimenti i gusci non si staccheranno!) i gusci delle capesante. Stendere con l'aiuto di un mattarello su un piano infarinato la pasta brisèe dello spessore di pochi millimetri, rivestire i gusci imburrati, facendo aderire bene al guscio la pasta, senza però schiacciare troppo. Appoggiarci sopra gli altri gusci per formare le zigrinature (questi non è necessario imburrarli) e disporli sulla placca del forno. Appoggiare sopra le conchiglie così preparate un'altra placca per evitare che la pasta gonfi in cottura e passare in forno a 200 °C per circa 10 minuti
Sfornare e lasciar raffreddare 5 minuti poi molto delicatamente staccare la conchiglia superiore e quella inferiore, liberando la conchiglia di pasta brisèe, molto delicatamente senza romperla. Quindi rimettere sulla placca e ripassare i gusci in forno caldo per altri 5 minuti a 180°C, perchè l'interno risulterà ancora crudo, almeno nel mio caso. Voi regolate i tempi con il vostro forno. 

Per le polpette di baccalà:
Spinare accuratamente il baccalà privandolo della pelle e dei filamenti bianchi. Tagliarlo a pezzi e frullarlo nel mixer insieme agli altri ingredienti fino ad ottenere un composto omogeneo. Prelevare delle palline di composto grosse come una noce, formare le polpettine, dando loro la forma di una noce di capasanta e passarle nel pangrattato. 
Mettere in una padella antiaderente con l'olio e friggere le polpettine finchè siano dorate. Farle asciugare su carta forno e servirle calde con una fettina di pomodoro fresco dentro i gusci di capesante precedentemente preparati. 


Felice giornata, vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta:








Credo di avere un debole per il formaggio di capra... è uno dei miei peccati di gola preferiti!
E siccome quando decido di preparare un piatto, per prima cosa le papille gustative devono solleticarmi, beh sfogliando il libro di ricette di chi di "Peccati di Gola" davvero se ne intende, questa è stata proprio una delle prime ricette a solleticarmi le papille! 
Appena l'ho vista ho subito deciso di farla. 
Chi di voi è un suo fan avrà già capito di chi parlo, la ricetta è di Luca Montersino, l'ho presa dal suo libro "Piccola pasticceria salata".
Ho preparato questi aspic come antipasto per Natale ed hanno fatto furore! Per cui ho deciso di pubblicarli anche qui.
Ecco la ricetta per voi:


Ingredienti:
Dosi per 24 pezzi


Per l' aspic di passito e uvetta:
200 gr di vino passito
20 gr di miele
8 gr di colla di pesce in fogli
40 gr di uva sultanina
Per la panna cotta di caprino:
180 gr di formaggio caprino
80 gr di panna
40 gr di latte intero fresco
5 gr di colla di pesce in fogli
foglioline di aneto per decorare



Per la finitura:
pane a cassetta ai 5 cereali

Procedimento:

Per l' aspic di passito e uvetta: 
Mettere ad ammollare l'uvetta in acqua calda per 10 minuti e poi a bagno nel passito per altri 10 minuti. Mettere a bagno la colla di pesce in acqua fredda per 10 minuti. Versare in un pentolino una piccola parte di passito e il miele e far scaldare, una volta caldo sciogliere la colla di pesce già ammollata e ben strizzata e mescolare. Unire il passito rimanente e mescolare bene con una frusta. Colare negli stampini in silicone un cucchiaio da tavola di passito lasciar raffreddare per 10 minuti.  Una volta rappreso lo strato di aspic sistemare in ogni stampino 5 acini di uvetta disposti a fiore, dopodiché aggiungere un altro cucchiaio di passito fino a coprire tutta l' uvetta. Mettere in frigo a rassodare per altri 10 minuti.
Per la panna cotta di caprino: 
Mettere a bagno in acqua fredda la colla di pesce per 10 minuti.
Mettere in un pentolino a fuoco basso il latte con la panna finchè non siano ben caldi, sciogliervi bene il caprino e aggiungere la colla di pesce già ammollata e ben strizzata. Lasciare raffreddare fino a 30°C gradi, quindi colare la panna cotta sulla gelatina di passito già rappresa e far raffreddare il tutto. Io ho colato la panna cotta  e la gelatina di passito in due diversi stampini che ho poi assemblato successivamente. 
Per la finitura:
Con un coppa-pasta rotondo ricavare dei dischetti dal pane a cassetta e farli tostare per qualche minuto in forno.
Sformare dagli stampini la panna cotta al passito e adagiarla sui crostini di pane. Decorare con un'acino di uvetta e una fogliolina di aneto prima di servire.

Vi lascio un abbraccio con i miei più cari auguri per un Felice 2016!





 
Sono stata una privilegiata, poichè avevo già assaggiato il Nergi©, lo scorso anno a Saluzzo ancora prima del suo lancio commerciale, come a suo tempo avevo raccontato qui.
Non ho avuto molti dubbi quindi sul come abbinarlo, volevo usarlo in purezza per non snaturarne il gusto e soprattutto le sue preziose proprietà nutrizionali. Dopo l'Educational Tour di qualche settimana fa ho avuto solo la riconferma che abbinato in un dolce sarebbe stato perfetto. Doveva essere un dolcetto piccolo, ma proprio bello, un finger-food, da gustare e assaporare in pochi morsi. 
Un dolcetto semplice insomma, e tradizionalista... come me.
La mia cucina mi rappresenta e quindi non poteva non essere un dolce minimalista, che nella sua semplice sobrietà racchiudesse però anche tutto ciò che mi piace. 




Ingredienti:
Nergi©
Per la frolla (da una ricetta di Morena presa qui)
160 gr di burro morbido
80 gr di zucchero a velo
250 gr di farina 
1 tuorlo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di zeste di limone non trattato

Per la crema pasticcera 
(ricetta liberamente tratta da "Peccati di Gola" di Luca Montersino)
160 gr di latte intero
40 gr di panna fresca
60 gr di tuorli (circa 4 uova)
60 gr di zucchero
20 gr di amido di mais 
1/4 di stecca di vaniglia



Procedimento:
Per la frolla (dalla ricetta di Morena presa qui)
Disporre la farina a fontana e mettere al centro tutti gli ingredienti. Con una spatola cominciare a tagliuzzare il burro in modo da rendere i pezzetti sempre più piccoli. Amalgamare man mano gli ingredienti, fino a quando si otterrà una specie di sfarinato. Impastare velocemente a mano. L'uso della spatola fa sì che si tocchi la frolla con le mani il meno possibile. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo almeno mezz'ora. 
Stendere la frolla su un piano infarinato aiutandosi con il mattarello, ricavare con dei taglia-biscotti dei fiorellini, disporli all'interno degli stampini (io ho usato quelli in silicone) e dopo averne bucherellato il fondo con i rebbi di una forchetta cuocere le tartellette in forno statico per 12 minuti a 170 gradi. 
Regolatevi con il vostro forno dovranno essere appena colorite. Lasciatele raffreddare prima di guarnirle con la crema ed il Nergi tagliato a pezzetti.


Per la crema pasticcera 
Montare i tuorli con lo zucchero quindi aggiungere l'amido di mais e mescolare con la frusta per ottenere una crema liscia. Nel frattempo far bollire il latte con la panna e la stecca di vaniglia e appena raggiunge il bollore versare a filo sulla crema di uova e mescolare per non fare grumi. Cuocere ancora per un minuto mescolando con una frusta. Far raffreddare bene la crema tenendola in frigo. 
Quindi metterla  in una sac a poche per disporla più agevolmente all'interno delle tartellette.

Assemblaggio 
Riempite ciascuna tartelletta con la crema aiutandovi con la sac a poche e guarnitela con il Nergi tagliato a fettine.


Con questa mia ricetta partecipo al Contest:


Nergi




Semplicità non sempre è sinonimo di banalità.

Nella vita la semplicità mi caratterizza, è da sempre il mio motto, andare all'essenziale per godersi il meglio di ciascuna cosa che ci accade nella vita. Se si tolgono i fronzoli e si va all'essenza è proprio lì che troveremo racchiuso il meglio! Con questa considerazione e questo motto: 

"L'eccellenza non si raggiunge aggiungendo, ma togliendo"
In cucina, soltanto togliendo tutto ciò che è accessorio riusciremo a valorizzare realmente la qualità delle materie prime. Ecco perchè, solo chi va all’essenza raggiunge l’eccellenza.


mi accingo a partecipare al 

Contest 4Cooking di Parmigiano Reggiano #PRChef2015



Un finger food semplicissimo, goloso e nello stesso tempo veloce da preparare adatto a questi giorni di calura estiva in cui l'afa toglie qualsiasi desiderio di avvicinarsi ai fornelli, stimolando invece la fantasia per cercare di dare un nuovo volto ad un grande classico estivo: prosciutto e melone.
A casa è piaciuta molto l'idea di avvolgere il bocconcino in un guscio di croccante parmigiano reggiano, per un abbinamento a mio avviso intrigante
Spesso basta solo un pò di cura e attenzione in più nel presentare un piatto per renderlo invitante e più attraente del solito, senza necessariamente dover cambiare ingredienti. 
E un pizzico di fantasia farà il resto.
Volete assaggiare anche voi? 
Provateci ci vorrà davvero un attimo.


Ingredienti:
1) Parmigiano Reggiano stagionatura 24 mesi
2) Melone
3) Prosciutto crudo
4) Cuore qb: amore e passione per la semplicità delle cose buone!

Procedimento:
Per prima cosa ho preparato le cialde di Parmigiano Reggiano stagionato 24 mesi. Dopo averlo grattugiato l'ho disposto a cerchietti su un foglio di carta da forno e passato in microonde alla massima potenza per un minuto. Poi ho velocemente dato la forma a cestino lasciando raffreddare. L'operazione andrà eseguita molto rapidamente. Le cialdine si possono preparare anche in padella antiaderente o nel forno classico, ma il pensiero di aumentare il caldo di questi giorni mi ha decisamente scoraggiata, facendomi optare per il microonde.
Arrotolare nel senso della lunghezza alcune fette di prosciutto crudo formando delle roselline e con uno scavino rotondo formare delle palline di melone, che andranno adagiate all'interno della cialda insieme al prosciutto.
E buon appetito!



Arrivederci alla prossima ricetta:


Ogni tanto rifaccio capolino in questo mio angolino virtuale, sebbene sempre più di rado ed in modo saltuario sempre con grande piacere.

La ricetta di oggi era in archivio da troppo tempo, ma era così carina e sfiziosa che non potevo non regalarvela! 
Sperando di fare cosa gradita a chi come me è innamorata di un pasticcere non solo bravo, ma anche umile e molto competente, che essendo torinese, ho avuto il piacere di conoscere di persona e di averlo addirittura come giudice di una mia torta ad una gara! 
Un grandissimo onore per me poter ripetere questa sua ricetta dei biscotti fiammifero ai semi di sesamo.



Ingredienti:
Per la frolla:
250 gr di farina
100 gr di burro morbido
125 gr di zucchero semolato
60 gr di panna fresca
50 gr di sesamo tostato

Per la finitura:
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro di cacao




Procedimento:
Per la frolla:
Lavorate il burro morbido con lo zucchero. Unite la panna e per ultimi, sesamo e farina. Si tratta di una frolla quindi lavorate lo stretto indispensabile e mettete in frigo a riposare.
Dopo il riposo di almeno un paio di ore stendete la pasta e ricavate dei piccoli bastoncini lunghi circa 10 cm. Metteteli a cuocere su una teglia con carta forno per una decina di minuti a 180°C.

Per la finitura:
Immergete la punta di ogni fiammifero nel burro e cioccolato fondente fusi e, disponete ogni fiammifero su una teglia coperta di carta. Lasciate rapprendere il cioccolato prima di servirli.

Con la frolla avanzata ho preparato altri sfiziosi biscottini alcuni a forma di bottone come in foto che era da tanto che volevo provare a fare.
Sono un'idea davvero troppo graziosa da servire ad esempio ad un buffet, o ad una festa per bambini, ma vi assicuro che alcuni adulti come la sottoscritta, ne saranno anche più felici di ritornare bambini.


Un abbraccio a tutti alla prossima ricetta


Non smetto di sperimentare con il mio lievito madre. 
Oramai ho le mie ricette collaudate, molte delle quali riproposte anche qui sul blog. Utilizzando il frigo per gestire gli impasti e le lunghe lievitazioni, mi risulta davvero agevole impastare ed incastrare i tempi di lievitazione con i mille impegni quotidiani. 
La ricetta di oggi invece è un nuovo esperimento, che è talmente piaciuto sia a me che agli ospiti a cui l'ho servita, che ho deciso di appuntarmi la ricetta per non dimenticarla, come mi capita spesso e volentieri con tanti altri esperimenti, magari anche andati a buon fine, ma che per pigrizia non annoto e poi dimentico. 
Quindi eccomi qui pronta a prendere nota sia per me, che per tutti quei lettori pazienti che vorranno cimentarsi.
Ovviamente non mi smentisco, è una ricetta dai gusti semplici. 
Ma diciamocelo a chi non piace pane e salame?
Immaginatene il profumo, servita calda appena uscita dal forno. 
Se poi l'aspetto è gradevole alla vista meglio ancora, no? Occorre un pò di certosina pazienza è vero, ma l'effetto centro-tavola risulterà bellissimo e la praticità di servire questa torta ad un buffet, vi garantisco è assicurata. Ognuno si staccherà il suo pezzettino e le roselline spariranno in un attimo.
Volete provarci? 
Allora seguitemi che vi lascio la ricetta.


L'ispirazione per questa torta viene da una foto che ho trovato su Pinterest qui.

Ingredienti:
Per il pane:
700 gr di farina 0
250 gr di latte tiepido + 50 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo (o miele)
80 gr di lievito madre
150 gr di yogurt greco
2 cucchiai di olio extra vergine di oliva
2 cucchiaini di sale 
1 uovo per spennellare

Per il ripieno
400 gr di fette di salame tagliate sottili



Procedimento:
La sera prima:
In una ciotola sciogliere il lievito madre nel latte tiepido con un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo, quindi aggiungere metà della farina e cominciare sommariamente ad impastare fino a quando la farina sia assorbita. Quindi aggiungere in quest'ordine: lo yogurt, l'acqua tiepida, l'olio, tutto il resto della farina e da ultimo il sale ed impastare bene fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Passare sulla spianatoia per lisciare bene l'impasto, formare una palla e riporla a lievitare per un paio d'ore, in una ciotola unta d'olio, coprire bene e lasciare riposare in un luogo tiepido. Successivamente mettere l'impasto in frigo per tutta la notte.
Purtroppo essendo sera non ho fatto le foto del passo passo di questa parte, per cui non ho nessuna foto dell'impasto pronto, ma solo di quello già steso il giorno seguente.

La mattina seguente:
Tirare fuori dal frigo l'impasto lasciandolo sempre coperto, e farlo acclimatare fuori dal frigo in un luogo tiepido, fino al suo raddoppio, ma anche oltre. Io per mia comodità, l'ho lasciato 7 ore fuori frigo. Oliare bene la spianatoia, trasferirvi delicatamente l'impasto lievitato e sgonfiarlo sempre delicatamente. Dividere in due parti l'impasto e stenderlo con il mattarello fino ad ottenere uno spessore di circa 3-4 mm, ricavando con il coppa pasta dei tondi dello stesso diametro della fetta di salame (foto 1). Appoggiare il salame sui cerchi di impasto quindi formare le roselline. I metodi sono due con un effetto leggermente diverso. In modo molto semplice come nella (foto 2) facendo un taglio a raggio ed arrotolando la fetta si otterrà una rosellina dalla base conica, oppure come nella (foto 3) sovrapponendo leggermente 3 fette di impasto su cui è stato appoggiato il salame, arrotolando le fette nel senso della freccia, si otterrà un rotolino, che diviso esattamente in due, darà le due roselline con una base piatta, come in foto 3
Procedere in questo modo fino a terminare l'impasto.
Consiglio di formare la torta di rose su un pezzo di carta forno in modo da poterla gestire al meglio.
Decidere la grandezza della torta e la forma per crearla come più vi piace, quindi stendere un pezzo di impasto dello spessore di pochi millimetri, che servirà da base di appoggio per disporre tutte le rose via via formate, che andranno sistemate per creare il disegno della torta, come si vede nella foto. Io ho scelto una base ovale e attorno alle 3 rose centrali della mia torta, ho semplicemente piegato in 4 i dischi di pasta con il salame all'interno (piegando i dischi di pasta prima a metà e poi ancora a metà) disponendoli con l'apertura verso l'alto ed il salame in vista, tutto intorno alle rose per creare l'effetto centrale. Nella parte bassa invece ho semplicemente appoggiato di piatto i dischi ripieni ripiegati in 4, alternandoli a qualche rosellina.
Potete ovviamente anche cambiare sia il disegno che il tipo di ripieno, mettendo ad esempio del formaggio o un altro salume a piacere, ma con altri ripieni perderà un pò "l'effetto rosa".
Una volta formata la torta di rose, lasciarla lievitare per un'oretta circa in forno spento al riparo da correnti d'aria. Trascorso il tempo della seconda lievitazione, spennellare con l'uovo e cuocere la torta di rose in forno caldo a 170-180 gradi per circa 30 minuti
Io ho cotto a 180 gradi per 20 minuti e poi ho abbassato a 170 gli ultimi 10 minuti, per evitare che colorisse troppo. Per i tempi di cottura regolatevi sempre con il vostro forno. Sfornate e servite ancora calda.

E ora ditemi, ma non è bellissima? E se sapeste che buona...
Provateci e fatemi sapere!
Arrivederci alla prossima ricetta:






Con questi biscotti ho messo alla prova la mia proverbiale pignoleria. Amo i lavori certosini, chi mi conosce lo sa bene e a volte patisce questa maniacale idea di perfezione che mi perseguita in ogni azione che intraprendo, perchè ovviamente la pignoleria ha anche un suo rovescio della medaglia, che tuttavia mi guarderò bene dal divulgare in queste pagine!
Qui posso solo bearmi e compiacermi, di quanto mi sia divertita, ritornando un pò bambina, a giocare anch'io con lo stupore di chi guarda e chiede:
"Mamma ma come li hai fatti?"
Eh... segreti di mamme ;)
E se poi all'assaggio sono anche buoni, che volere di più?
Soddisfazione massima di mamma e pargolo, e non solo.
Regalati agli amici nei sacchetti per Natale e presentati ad un buffet, sono davvero perfetti: belli e buoni.
La ricetta spiegata egregiamente l'ho trovata qui, ma la riporto per mia e vostra comodità di lettura.
E siccome oggi è giovedì grasso, direi che sono perfetti anche per carnevale. Dei bei biscotti arlecchino!


Ingredienti: (dosi per circa 50 biscotti)
540 gr di farina
40 gr di cacao amaro in polvere
300 gr di burro
200 gr di zucchero a velo
1 uovo
1 albume per spennellare


Procedimento:
Impastare il burro tagliato a pezzetti con 500 gr di farina(lasciare da parte i restanti 40 gr che serviranno successivamente), con le dita sabbiare bene l’impasto, quindi aggiungere l’uovo e lo zucchero a velo e sbriciolare bene. 
A questo punto pesate il composto ottenuto e dividetelo in due parti uguali. 
In una metà, che diventerà l'impasto bianco, aggiungere i 40 gr di farina tenuti da parte, nell’altro, che diventerà l'impasto scuro, aggiungere i 40 gr di cacao amaro. 
Impastare i due composti separatamente fino ad ottenere due frolle, una bianca e una nera (figura 1). 
Fare due palle e lasciarle riposare in frigo per 30 minuti
Dopo il riposo stendere le frolle spesse circa 1 cm o poco meno, cercando di dare la forma il più rettangolare possibile, io ne ho fatti 4 per gestirli meglio, in modo tale che risultino uguali tra loro (figura 2). 
Pennellare la frolla bianca con l’albume e sovrapporre la frolla nera in modo che aderisca completamente, per questa operazione possiamo aiutarci con il mattarello, facendolo rotolare sulla frolla nera senza pressare troppo. 
Avvolgere la frolla nella carta forno o nella pellicola trasparente e riporre in frigo per un paio di ore, in modo tale che risulti ben soda e compatta e al taglio non si sfaldi. Trascorse le due ore ricavare dalla frolla delle strisce di pasta spesse circa 1 cm, aiutandosi con una riga o una squadra. Serviranno 6 strisce bianche e 6 nere per assemblare il panetto da cui ricaveremo i biscotti (figura 3). Unire tra di loro spennellando con l’albume 4 strisce di pasta in modo tale che i colori si alternino (quindi bianco-nero, bianco-nero, bianco-nero) Ripetere l’operazione, facendo un’altro strato sopra a quello già realizzato alternando i colori (quindi nero-bianco, nero-bianco, nero-bianco). 
Fare un terzo strato seguendo il procedimento che abbiamo usato per i primi due (alternando nuovamente i colori rispetto allo strato sottostante). 
Il panetto che dovremmo ottenere ha 6 strisce bianche e 6 nere alternate ed è come quello indicato in figura 3 e 4
Sembrano operazioni complicate ma non lo sono affatto. 
E' importante ricordarsi sempre di spennellare con l’albume tutte le parti che devono aderire tra di loro, altrimenti le strisce si scolleranno. 
Se non siete dei perfezionisti potete anche lasciare rassodare il panetto in frigo per due orette al massimo per poi procedere al taglio e alla cottura in forno, ma se volete dei biscotti a scacchi perfetti, il consiglio è quello di tenere in frigo il panetto almeno per una notte intera così durante il taglio i colori non si mischieranno tra di loro. Io l'ho tenuto in frigo tutta la notte. 
Il giorno dopo ho preparato la carta forno e tagliato i panetti. 
Disporre i biscotti a scacchi su una teglia rivestita di carta forno, ben separati l’uno dall'altro (figura 5). 
Infornare a 180° per 15 minuti circa. 
Lasciare raffreddare i biscotti prima di servirli o trasferirli nella biscottiera. 
Perfetti serviti all'ora del tè!



Per chi è curioso di sapere qualcosa in più di me, hanno pubblicato una mia intervista, che potete leggere qui.

Un abbraccio a tutti, alla prossima ricetta:

  




Sono finalmente riuscita a preservare qualcuno di questi sofficissimi paninetti da buffet, per fare qualche foto e scrivervi la ricetta.
Li ho fatti diverse volte e sono sempre stati un successo. 
La ricetta che ho seguito, non poteva che essere quella di Paoletta, che trovate qui.
L'ho solo lievemente modificata, per adattarla alle mie esigenze di gestione dei tempi di lievitazione con il lievito madre.



Ingredienti: (dosi per circa 20 panini)
250 gr di farina 0
250 gr di farina manitoba
270 ml di latte tiepido
80 gr di lievito madre
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
30 gr di zucchero
3 tuorli
60 gr di olio
10 gr di sale


Procedimento:
Siccome impasto a mano, ho fatto tutto in ciotola, ma se avete una planetaria potete procedere con lo stesso ordine. Per prima cosa spezzettare il lievito madre e scioglierlo nel latte tiepido in cui avrete disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo e lo zucchero. Dopo aver setacciato le farine, versateci sopra gradatamente il latte tiepido ed iniziate ad impastare sommariamente in ciotola aiutandovi con una forchetta, quando la farina sarà tutta assorbita aggiungete il sale e poi un tuorlo alla volta fino a che non siano tutti assorbiti, e da ultimo l'olio. Impastate con la mano "modi-foglia" sempre nello stesso verso cercando di avvolgere il glutine. L'impasto sarà molto morbido, ma non aggiungete farina, lavorate fino a che s'incorda bene. Poi fate una palla e lasciate lievitare ben coperto in una ciotola unta di olio. Io ho fatto l'impasto la sera prima di cuocerli, l'ho lasciato lievitare ben coperto a temperatura ambiente per 3 ore e poi l'ho messo in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo la mattina ho tirato fuori dal frigo l'impasto, lasciandolo lievitare ancora coperto a temperatura ambiente per diverse ore e ho poi formato i panini nel pomeriggio, spezzando l'impasto in venti pezzetti e formando dei filoncini: 


A me sono venuti 20 panini, li ho voluti fare ovali e non tondi, ma ovviamente potete scegliere la forma che preferite. 
Dopo la formatura li ho disposti su una teglia coperta di carta forno e lasciati ancora a lievitare ben coperti a temperatura ambiente, per poco più di un'ora. Li ho poi spennellati con un tuorlo d'uovo prima di infornarli a 180 °C per 25 minuti.  

Ed ecco come appariva l'interno del panino:


Ovviamente potete farcirlo sia dolce che salato, sarà comunque squisito!

Buon buffet a tutti e alla prossima ricetta!




Dicono che l'esperienza insegna... dicono!
Temo però che non valga per me.

Inutile stare a tergiversare, la mia proverbiale testardaggine, supera qualsiasi mia buona intenzione.
Dicembre è passato in un battito di ciglia, e se ora mi guardo indietro, sembra facile accorgermi di quanta fatica ho fatto, quanto lavoro, quanti nuovi progetti, cibi preparati, feste organizzate, regali per gli amici, mani strette, persone incontrate, vecchi e nuovi amici, mille cose all'attivo, senza risparmiarmi un minuto, senza posa, senza darmi pena di fermarmi un secondo, ma quante ore di sonno perse? 
Prima o poi però la fatica ti chiede il conto, soprattutto ora che l'età avanza. Finalmente le vacanze natalizie mi dico, arriva anche per me il tempo del riposo. Invece macchè, per niente proprio. 
Ho sbagliato i conti a 'sto giro... sono rimasta fregata: a letto! 
Erano davvero anni che non stavo così male, così sfiancata da stare a letto... io, quasi incredibile!
E le feste sono passate, un nuovo anno è già iniziato come sempre pieno di aspettative e desideri e oggi lo scrivo qui, più come scongiuro che come monito, perchè tanto so che non servirà a ricordarmelo la prossima volta.



Vorrei conservare un pò di "sole dentro" come questa torta girasole e regalare buoni auspici a me e a tutti voi che passerete di qui in questo 2015, che segna il mio sesto anno di blogging. 
Già sei anni sono passati, mamma mia, ma devo dire anche tantissime belle soddisfazioni all'attivo. Sono fiera di dirvi che da questo mese sono anche in edicola su A Tavola, dove potrete leggermi ogni mese con tante ricette spiegate in modo scientifico, nella rubrica di A Tavola con la Scienza per cui scriverò!
Vi lascio una foto di anteprima della rivista di gennaio, ma spero davvero di avervi incuriositi abbastanza e che corriate in edicola a leggermi! ^__^


Ed ora finalmente, sebbene con imperdonabile ritardo, vi presento la mia ricetta per la sfida del #Provoliamoci del concorso di Auricchio! Vediamo cosa vi occorre:

Ingredienti:

Per la frolla all'olio:
200 g di farina di farro macinata a pietra
300 g di farina tipo 0
30 g di esubero di pasta madre
10 g di sale fino
90 g di olio extravergine di oliva
250 ml di vino bianco secco

Per il ripieno:
250 gr di erbette campagnole
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 pizzico di sale
200 gr di ricotta vaccina
1 confezione di Provolizie Auricchio
100 gr di parmigiano grattugiato
2 uova
1 cucchiaino di noce moscata in polvere
1 cucchiaino di cannella in polvere
pangrattato qb



Procedimento:
Per la frolla salata:
Per prima cosa setacciare bene le due farine, poi disporle a fontana sulla spianatoia, e spezzettare il lievito madre al centro, iniziando ad impastare raccogliendo un pò di farina, aggiungere l'olio, il sale, e poco alla volta aggiungere il vino un poco intiepidito ed impastare fino a lisciare bene l'impasto. Potete, se lo avete, usare il Bimby per preparare l'impasto. Una volta preparato l'impasto formate una palla che farete riposare sulla spianatoia coperta da una pellicola mentre preparerete il ripieno.

Per il ripieno:
Sciacquate bene le erbette e fatele stufare in padella con poco olio e un pizzico di sale, poi mettetele in una terrina con le uova, la ricotta, il sale, la noce moscata, la cannella e il formaggio Le Provolizie tagliato a cubetti, infine unite il parmigiano grattugiato e il pangrattato fino ad ottenere un impasto non troppo bagnato. Infarinate bene la spianatoia e stendete con il mattarello l'impasto che avete precedentemente preparato. Dopo aver steso (vedi foto sopra) due dischi di sfoglia di 26-28 cm di diametro e circa mezzo cm di spessore,(ho usato una teglia come guida per ritagliare i dischi), disponete il primo disco su un foglio di carta forno (in modo da poterlo poi agevolmente spostare sulla teglia).
Ora (come nella foto qui sotto), disponete il ripieno a corona con una cupoletta al centro. Coprite con il secondo disco facendo uscire bene l'aria e poi coprite la cupoletta con una ciotolina che schiaccerete bene al centro, che sarà il centro del girasole e bucherete tutto attorno con i rebbi della forchetta. Ora sigillate bene il bordo esterno con i rebbi della forchetta e poi tagliate le fettine rigirandole in senso orario, in modo da disporre il ripieno verso l'alto.



Ora infornate in forno statico già caldo a 180°C e cuocete per circa 30 minuti.
Potete servire questa torta appena sfornata, ma sarà ottima anche a temperatura ambiente e molto scenografica se servita ad un buffet!
Parola di Any!
Vi rinnovo i miei auguri di Buon Anno e vi dò appuntamento alla prossima ricetta!

Ciao a presto