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Questa ricetta mancava all'appello da troppo tempo. 
Dal 2010 in cui l'avevo sperimentata per la prima volta prendendo spunto dalla ricetta di Imma qui, l'ho già preparata innumerevoli volte e da allora è sempre stata un successo, uno dei miei regalini di Natale più apprezzati dagli amici e dai parenti golosi. 
Come dar loro torto?
E' davvero meravigliosa, buona e profumatissima grazie alle bacche di cardamomo che le regalano quella marcia in più.
Non poteva mancare nel mio ricettario virtuale.


Quindi eccola qui anche lei finalmente tra le mie ricette del blog. Quest'anno ho deciso di riciclare le uova di Pasqua avanzate con questa confettura.

Ingredienti:
1 kg di pere Williams
200 g di cioccolato fondente (io delle uova di Pasqua)
600 g di zucchero
8 bacche di cardamomo
un cucchiaino di succo di limone


Procedimento:
Lavate e sbucciate le pere, tagliatele a pezzi e ponetele in un tegame a bordi alti con lo zucchero ed il limone, e i semini neri contenuti all'interno delle bacche di cardamomo. Portate a bollore lasciando cuocere per una decina di minuti. Quindi spegnete il fuoco e sciogliete bene il cioccolato nella confettura calda amalgamandolo fino a che non sia del tutto sciolto. Lasciate intiepidire e ponete il tegame in frigo per tutta la notte. Il giorno successivo frullate tutto con un frullatore ad immersione e riportate a bollore facendo cuocere per altri 15-20 minuti. Ponete la confettura nei vasetti caldi e sterilizzati, chiudendoli ermeticamente subito dopo averli riempiti.
E vedrete che bontà, spalmata sulle fette biscottate o sul pane per colazione o una merenda genuina. 


Arrivederci alla prossima ricetta:




Vi ricordate che nel mio ultimo post vi avevo promesso di suggerirvi un'idea carina per usare in un modo originale le piadine che avevo preparato?
Ecco questa è stata la mia idea.
Come al solito mi è balenata per puro caso.
Tendo infatti a fare di necessità virtù, guardando cosa c'è in frigo pronto ad attendermi.
Non volendo cucinare il pollo nei miei soliti modi, ho pensato di spadellarlo con le verdure che avevo a disposizione nel mio frigo e avendo anche avanzato qualche mia piadina preparata il giorno prima, il gioco è stato facile. Stasera ^__^ fajitas! 
Nome coniato, invenzione simil-messicana riuscita.



Sono stata in Messico per il mio viaggio di nozze e le fajitas che abbiamo mangiato lì non si possono dimenticare.
Certo i messicani preparano le tortillas con la farina di mais, ma anche le nostre piadine con il frumento non sono male. 
Che ne dite vi fidate?
Fossi in voi ci proverei, io ve l'ho detto!


Ingredienti:
Per le piadine seguite la ricetta che trovate qui
Per il ripieno:
1 cipolla bionda
1 falda di peperone giallo già arrostito
1 falda di peperone rosso già arrostito
1 paio di gambi di sedano
1 carota 
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
300 gr di pollo tagliato a striscioline
1/2 bicchiere di vino bianco secco
peperoncino a piacere

Procedimento: 
In una padella antiaderente affettate sottilmente la cipolla ed il sedano e la carota a dadini ed aggiungete il concentrato di pomodoro. 
Scaldate la padella a fuoco medio, ma senza aggiungere olio, fate glassare le verdure rigirando di tanto in tanto per una manciata di minuti, finchè si sia consumata tutta la loro acqua di vegetazione. Ora aggiungete anche le striscioline di pollo e l'olio e fate rosolare bene finchè il pollo non sia ben colorito poi sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. A questo punto ho fatto insaporire anche i peperoni, io avevo a disposizione quelli già arrostiti, già cotti dunque, per cui li ho aggiunti a fine cottura, ma se li usate da crudi dovrete aggiungerli in padella insieme alle altre verdure. Aggiustate di sale e se vi piace condite anche con un pizzico di peperoncino (alla messicana!) e farcite le vostre piadine.

NOTE PERSONALI:
Se preparate le piadine con un pò di anticipo potete fare come abbiamo fatto noi, usarle come piatto forte per una tipica cena messicana. Se avete ospiti sarà una soluzione conviviale e molto simpatica apprezzata anche dai bambini!

Buon appetito

Arrivederci a tutti alla mia prossima ricetta:






















Questa ricetta in casa nostra ormai è gettonatissima. Il mio bimbo mi chiede spesso di preparargli le piadine, perchè sono davvero buone. 
Non esito ad accontentarlo visto che questa ricetta è una di quelle che uso più sovente per sfruttare gli esuberi del lievito madre dopo il mio rinfresco settimanale. Pochi gesti e l'impasto è pronto. Ho imparato che posso stenderlo subito ed usarlo immediatamente, oppure conservarlo in frigo per un paio di giorni ottenendo sempre un risultato perfetto. Per ottenere delle piadine perfette il solo vero "trucchetto" se così si può dire è riuscire a stenderle sottilissime. Io uso il mattarello con la spianatoia ben infarinata. Ovviamente all'inizio dovrete anche fare qualche prova per trovare la giusta temperatura per una cottura perfetta in padella antiaderente. Regolando la temperatura con cura, non rischierete di far bruciare le piadine. Nulla di difficile, basterà regolare la fiamma in modo che il fuoco non sia troppo vivace.



Ed eccovi la mia ricetta: 

Ingredienti:(dosi per 8-10 piadine)
30-50 g di esubero di lievito madre
250 g di farina 0
100 g di formaggio spalmabile (io ho usato quello fatto da me la mia ricetta la trovi qui)
100 ml (g) di acqua tiepida 
1 cucchiaino da caffè colmo di sale



Procedimento:
Sciogliete l'esubero di lievito madre nell'acqua tiepida con l'aiuto di una forchetta, aggiungete la farina, il formaggio spalmabile ed il sale ed impastate energicamente fino ad ottenere un impasto compatto e morbido come nella foto qui sopra. A questo punto infarinate molto bene la spianatoia e stendete le piadine una per volta con l'aiuto del mattarello. Se le utilizzate come pane potrete lasciarle spesse anche un paio di millimetri, come questa che vedete qui sotto in foto, altrimenti dovrete stenderle molto più sottili, dovranno risultare quasi trasparenti.



Mettete sul fuoco una padella antiaderente e fatela scaldare per bene per qualche minuto in modo che sia ben calda. Le piadine si seccano subito per cui una volta stese andranno subito cotte. Io le stendo e le cuocio mano a mano che le preparo. Come dicevo prima è molto importante regolare la giusta temperatura di cottura, che non dovrà essere a fuoco troppo vivace altrimenti brucerete le piadine. Una volta che mettete in padella la piadina dopo un paio di minuti vedrete che si formeranno delle bolle sulla sua superficie. Aiutandovi con una spatola di legno giratela e lasciatela cuocere ancora un altro minuto anche dall'altro lato. Una volta che le avrete cotte tutte se non le utilizzate subito conservatele in un sacchetto da congelamento ben chiuse altrimenti seccheranno troppo. 
Le piadine così preparate potrete usarle semplicemente come pane per accompagnare le vostre pietanze, oppure potete farcirle ad esempio con prosciutto e formaggio, mozzarella e pomodoro o come più vi aggrada e farle scaldare ancora un attimo in padella con il ripieno all'interno per fare in modo che si scaldino bene e risultino "scrocchiarelle" e friabili come le vere piade sfogliate.

Nei prossimi giorni vi farò vedere che cosa mi sono inventata per farcirle. 
Vedrete vi suggerirò un'idea carinissima ed originale.

NOTE PERSONALI:
- Le piadine saranno ottime anche se ometterete del tutto la quantità di esubero di lievito madre.
- Ho provato a farle senza lievito e sono ugualmente ottime
- Ho usato la farina auto-lievitante e sono ugualmente buone.
- L'impasto così preparato se lasciato ben sigillato in un sacchetto da congelamento in frigo, si conserva perfettamente un paio di giorni.
- Un'idea per utilizzare questo impasto per farci dei panzerotti la trovate anche qui.

Allora vi aspetto per la prossima ricetta:




Non so se capita anche a voi, ma spesso quelle che ignoriamo con più facilità sono proprio le bellezze che abbiamo accanto a noi. 
Vuoi perché le diamo per scontate, o peggio ancora perché rimandiamo di ammirarle, che "tanto sono vicine"...
Che vergogna, abito a Torino eppure non ero ancora mai stata a Novara, ho sempre rimandato una visita, con l'idea che tanto potevo andarci facilmente quando volevo.
L'occasione è arrivata i primi di dicembre con il #Blogtour egregiamente organizzato dalla #ATL di Novara. 
Grazie a Paola Colombo, la nostra guida simpatica e preparata, ho scoperto luoghi, persone e sapori novaresi, che lo confesso mi hanno piacevolmente sorpresa.
Un tour così bello che ho rimandato di raccontare perché non sapevo proprio da che parte cominciare, così ricco che non si potrà certo esaurire con un post. A meno di non volere i miei lettori morti di noia, ma ovviamente lungi da me!

Eppure da qualche parte si deve iniziare, così incomincio idealmente dal principio pensando a deliziarvi con un dolcino per la colazione, che oggi ho preparato per voi, regalandovi anche la ricetta dei Biscottini di Novara... 




... e guarda caso sono stati proprio loro l'oggetto della nostra prima tappa in quel di Novara! 


Quelli di Novara i Camporelli sono dei biscottini senza grassi, semplicissimi e genuini, fatti con soli 3 ingredienti: uova fresche, zucchero e farina, preparati ancora oggi con una ricetta antica di cui non si conoscono con esattezza le origini. 




Pare che la ricetta risalga al 1500 e fosse custodita nei monasteri in cui anticamente solo le monache potevano disporre dei preziosi ingredienti per realizzare i biscotti. Successivamente per poter essere inviati alla corte papale e mantenerne intatte le caratteristiche durante il viaggio, vennero cotti una seconda volta. Insomma dei veri e propri bis-cotti, preparati ancora oggi secondo l'antica ricetta. Il Biscottificio dei Camporelli sforna biscotti dal 1852.

https://twitter.com/twitAnysecret/status/674887500545007616

Torino e Novara, architettonicamente parlando, hanno qualcosa in comune! Devono entrambe la loro fama allo stesso geniale architetto: Alessandro Antonelli, autore della Mole Antonelliana torinese e della Cupola di San Gaudenzio simbolo di Novara
Una storia bellissima quella della costruzione della cupola, che i più curiosi potranno leggere qui.
Prima della ricetta voglio lasciarvi ancora qualche foto, tra cui quella del gigantesco compasso che Antonelli dovette costruire per disegnare prima e poi erigere, le volte della Cupola di San Gaudenzio. Maestosa opera davvero bellissima.


E come promesso eccovi anche la ricetta dei biscotti.
Dopo sei anni di blogging ho una certa esperienza quando cerco una ricetta in rete, e mi crederete se dico che so di chi fidarmi e di chi no! 
Per cui, nel mare della rete ho scelto la ricetta di Alice, ero certa di andare a colpo sicuro. Infatti non mi sono sbagliata è risultata perfetta: grazie di cuore Alice!


Ingredienti:(Dosi per circa 50 biscotti)
200 gr di farina 00
200 gr di zucchero semolato
3 uova
1 tuorlo


Procedimento:
Sgusciate tutte le uova ed il tuorlo in una ciotola, aggiungete lo zucchero e montate con le fruste elettriche fino a che il composto non risulti soffice, chiaro e spumoso (dovrà anche essere più che raddoppiato di volume). Aggiungete la farina poco alla volta setacciandola mano a mano che sempre con le fruste per incorporarla di volta in volta. Mettete il composto in una tasca da pasticcere con il beccuccio liscio, e strizzate il composto sulla placca ricoperta da carta forno facendo in modo di formare dei bastoncini di 7-8 cm di lunghezza che disporrete ben distanziati. Scaldate intanto il forno a 180°C (io ho abbassato a 150°C). Dopo averli preparati non aspettate troppo ad infornarli altrimenti tutta la fatica fatta per incorporare l'aria della massa montata, andrà persa. Cuocete i biscotti per 15-20 minuti (a me ne sono bastati 15 in forno caldo, perché il mio forno è molto aggressivo) o comunque fino a che saranno leggermente dorati

Togliete i biscotti dalla placca e fateli raffreddare su una gratella per dolci. Si conservano per diversi giorni anche nella classica scatola di latta.





NOTE PERSONALI: 
I Biscottini di Novara, ricordano nell'aspetto e nel sapore i più noti e commerciali "Pavesini", che non sono altro che una nuova versione dei Camporelli. I pavesini prodotti già dal 1937 a Novara prendono il nome dal loro autore Mario Pavesi, che all'inizio del dopoguerra pensò di commercializzarli in pacchetti singoli, riscontrando un successo di pubblico ancora oggi attuale.

L'appuntamento è come sempre alla prossima ricetta.
Un abbraccio



Sono stata una privilegiata, poichè avevo già assaggiato il Nergi©, lo scorso anno a Saluzzo ancora prima del suo lancio commerciale, come a suo tempo avevo raccontato qui.
Non ho avuto molti dubbi quindi sul come abbinarlo, volevo usarlo in purezza per non snaturarne il gusto e soprattutto le sue preziose proprietà nutrizionali. Dopo l'Educational Tour di qualche settimana fa ho avuto solo la riconferma che abbinato in un dolce sarebbe stato perfetto. Doveva essere un dolcetto piccolo, ma proprio bello, un finger-food, da gustare e assaporare in pochi morsi. 
Un dolcetto semplice insomma, e tradizionalista... come me.
La mia cucina mi rappresenta e quindi non poteva non essere un dolce minimalista, che nella sua semplice sobrietà racchiudesse però anche tutto ciò che mi piace. 




Ingredienti:
Nergi©
Per la frolla (da una ricetta di Morena presa qui)
160 gr di burro morbido
80 gr di zucchero a velo
250 gr di farina 
1 tuorlo
1 pizzico di sale
1/2 cucchiaino di zeste di limone non trattato

Per la crema pasticcera 
(ricetta liberamente tratta da "Peccati di Gola" di Luca Montersino)
160 gr di latte intero
40 gr di panna fresca
60 gr di tuorli (circa 4 uova)
60 gr di zucchero
20 gr di amido di mais 
1/4 di stecca di vaniglia



Procedimento:
Per la frolla (dalla ricetta di Morena presa qui)
Disporre la farina a fontana e mettere al centro tutti gli ingredienti. Con una spatola cominciare a tagliuzzare il burro in modo da rendere i pezzetti sempre più piccoli. Amalgamare man mano gli ingredienti, fino a quando si otterrà una specie di sfarinato. Impastare velocemente a mano. L'uso della spatola fa sì che si tocchi la frolla con le mani il meno possibile. Una volta ottenuto un impasto omogeneo, avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo almeno mezz'ora. 
Stendere la frolla su un piano infarinato aiutandosi con il mattarello, ricavare con dei taglia-biscotti dei fiorellini, disporli all'interno degli stampini (io ho usato quelli in silicone) e dopo averne bucherellato il fondo con i rebbi di una forchetta cuocere le tartellette in forno statico per 12 minuti a 170 gradi. 
Regolatevi con il vostro forno dovranno essere appena colorite. Lasciatele raffreddare prima di guarnirle con la crema ed il Nergi tagliato a pezzetti.


Per la crema pasticcera 
Montare i tuorli con lo zucchero quindi aggiungere l'amido di mais e mescolare con la frusta per ottenere una crema liscia. Nel frattempo far bollire il latte con la panna e la stecca di vaniglia e appena raggiunge il bollore versare a filo sulla crema di uova e mescolare per non fare grumi. Cuocere ancora per un minuto mescolando con una frusta. Far raffreddare bene la crema tenendola in frigo. 
Quindi metterla  in una sac a poche per disporla più agevolmente all'interno delle tartellette.

Assemblaggio 
Riempite ciascuna tartelletta con la crema aiutandovi con la sac a poche e guarnitela con il Nergi tagliato a fettine.


Con questa mia ricetta partecipo al Contest:


Nergi




Ogni tanto rifaccio capolino in questo mio angolino virtuale, sebbene sempre più di rado ed in modo saltuario sempre con grande piacere.

La ricetta di oggi era in archivio da troppo tempo, ma era così carina e sfiziosa che non potevo non regalarvela! 
Sperando di fare cosa gradita a chi come me è innamorata di un pasticcere non solo bravo, ma anche umile e molto competente, che essendo torinese, ho avuto il piacere di conoscere di persona e di averlo addirittura come giudice di una mia torta ad una gara! 
Un grandissimo onore per me poter ripetere questa sua ricetta dei biscotti fiammifero ai semi di sesamo.



Ingredienti:
Per la frolla:
250 gr di farina
100 gr di burro morbido
125 gr di zucchero semolato
60 gr di panna fresca
50 gr di sesamo tostato

Per la finitura:
200 gr di cioccolato fondente
100 gr di burro di cacao




Procedimento:
Per la frolla:
Lavorate il burro morbido con lo zucchero. Unite la panna e per ultimi, sesamo e farina. Si tratta di una frolla quindi lavorate lo stretto indispensabile e mettete in frigo a riposare.
Dopo il riposo di almeno un paio di ore stendete la pasta e ricavate dei piccoli bastoncini lunghi circa 10 cm. Metteteli a cuocere su una teglia con carta forno per una decina di minuti a 180°C.

Per la finitura:
Immergete la punta di ogni fiammifero nel burro e cioccolato fondente fusi e, disponete ogni fiammifero su una teglia coperta di carta. Lasciate rapprendere il cioccolato prima di servirli.

Con la frolla avanzata ho preparato altri sfiziosi biscottini alcuni a forma di bottone come in foto che era da tanto che volevo provare a fare.
Sono un'idea davvero troppo graziosa da servire ad esempio ad un buffet, o ad una festa per bambini, ma vi assicuro che alcuni adulti come la sottoscritta, ne saranno anche più felici di ritornare bambini.


Un abbraccio a tutti alla prossima ricetta


Fino a qualche decennio fa il consumo di legumi era alla base dell'alimentazione italiana. Soprattutto per le famiglie meno abbienti i legumi erano l'unica fonte di proteine disponibili, per cui comparivano nella dieta in modi diversi e più volte alla settimana. Basta guardare tra le nostre ricette tradizionali, per scoprire in quante maniere venivano cucinati fagioli e fagiolini, piselli, fave, ceci e lenticchie. Esiste infatti almeno un piatto tipico regionale a base di legumi. Oggi invece i legumi sono un pò bistrattati. Trovo che sia davvero un peccato averli un pò, diciamo così, "trascurati" a favore di alimenti molto più calorici. Da parte mia mi impegno a portarli in tavola almeno una volta alla settimana e non solo con le classiche zuppe di legumi. 
Associati alla pasta o al riso sono un ottimo primo piatto: completo, bilanciato e nutrizionalmente molto sano. 
Con davvero poco sforzo e con un briciolo di fantasia, si possono anche creare piatti originali, gustosi e divertenti con tutti i legumi. 
Come questi mini-hamburger di lenticchie, per far comparire i legumi in tavola in un modo un pochino diverso dal solito, che anche i vostri bambini apprezzeranno molto. 


Volete sapere come si preparano?

Ingredienti: (dosi per una dozzina circa di mini hamburger)
1 carota
1 costa di sedano
1 piccola cipolla bionda
1 manciata di prezzemolo fresco tritato
1 cucchiaino di erbe di Provenza (secche)
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
300 gr di lenticchie cotte a vapore
3 cucchiai di pangrattato
1 uovo
olio extra vergine di oliva
sale qb

Procedimento:
Pulisci e lava accuratamente le verdure e poi fai un trito non troppo fine di sedano carota e cipolla, ponilo in una padella antiaderente e fallo scaldare a fuoco vivo, rigirando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno, fino a che tutta l'acqua di vegetazione si sia completamente consumata. Aggiungi quindi il sale, le erbe di Provenza, il prezzemolo ed il concentrato di pomodoro e lascia a fuoco medio ancora per 5 minuti. Ora aggiungi qualche cucchiaio di olio extra vergine di oliva e lascia insaporire per qualche minuto. Fai stufare per altri 5 minuti con mezzo bicchiere d'acqua tiepida fino a che non si sia consumata tutta. Ora spegni il fuoco e metti le verdure preparate in una capiente ciotola, aggiungendo le lenticchie ben sgocciolate e l'uovo. Amalgama bene il tutto con un pò di pangrattato, fino ad ottenere un composto morbido, ma non troppo appiccicoso. Con le mani bagnate prepara gli hamburger, usando il palmo della mano come misura per formarli.
In una padella antiaderente scalda ora a fuoco vivo due cucchiai d'olio extra vergine d'oliva e fai cuocere gli hamburger qualche minuto per lato fino a che siano dorati. 
Consiglio di servirli caldi o appena tiepidi accompagnati da una fresca insalata.

NOTE PERSONALI:
Ho preferito lasciare le lenticchie intere, ma se volete o "dovete" camuffare l'origine di questi hamburger, prima di prepararli potreste frullare tutto, così da non svelare la loro vera natura! Se avete bambini molto diffidenti verso i legumi, il trucco funzionerà!

Un abbraccio alla prossima




Era da un pezzo che non pubblicavo più qualche ricetta con il mio amato LM, ma non certo perchè me ne sia stufata ^__^
Anzi, devo dire che il mio amore per il lievito madre non diminuisce con il passare del tempo, se mai si accresce spronandomi a sfide sempre nuove!
Le prime SFIDE in assoluto provengono ovviamente da casa mia, perchè il mio piccoletto di casa, come tutti i bimbi, è attirato dalle merendine commerciali proposte dalla pubblicità. 
E oramai è anche in grado di farsi domande e fornirsi risposte da solo, ogni volta che andiamo al supermercato.
Del tipo:
"Mamma mi compri la Kinder fetta al latte? 
Ah no già, vero, è piena di conservanti, 
non la prendiamo tanto me la sai fare tu, 
ma ME LA FAI QUESTA VOLTA MAMMA EH, 
non che dici che la fai, ma poi alla fine non hai mai tempo!!!" 
Gulp, un bel colpo basso per la mamma che incassa e porta a casa...
Invece per i flauti è andata anche peggio. 
Perchè l'intenzione di rifarli dopo aver visto questi, è stata immediata. 
La ricetta era stata subito archiviata (nella oramai infinita lista delle ricette "TO DO"), ma poi alla fine i giorni passano e temo abbia proprio ragione mio figlio, sono sempre al costante inseguimento del tempo che non trovo.
Ma sentite questa.
Un giorno all'uscita da scuola, il mio pargolo mi mostra tutto fiero un pacchettino con tanto di merendina commerciale ficcata dentro e dotata di buono sconto per l'acquisto al suo interno! 
Domando:
"Ma chi te l'ha data quella?"
"Mamma la davano gratis all'uscita di scuola, Ã¨ buonissima, me la compri?
GRRRRRRRRR
Hai capito questi, mi sono detta, altro che evitare di fargli guardare la pubblicità, altro che colpo basso! 
Si piazzano direttamente davanti alle scuole, capito la strategia? 
Merendine gratis! Non esiste modo migliore per convincere le mamme ed invogliare i bimbi all'acquisto, no? 
Però dipende ANCHE dalle mamme. 
Perchè vi assicuro che se mi sento ferita nell'orgoglio, passo all'attacco peggio di una saetta! Tempo zero.
Ho sfoderato una SUPER-MAMMA-ANY.
Il tempo di arrivare a casa avevo già le mani in pasta. 
Con tutta la mia spocchia ho pensato:
E adesso vi sistemo io, altro che comprare con il buono sconto, vi faccio vedere DI CHE SONO CAPACE.
E ho preparato questi:


E secondo voi possono mai temere il confronto con quelli commerciali???
Certo che no!
Mio figlio li ha adorati (e pure il consorte) ed ovviamente ha chiesto il bis.
Il problema per me è, come sempre, trovare il tempo di riprepararlo il bis!
Non sarò mica parente di Paganini io?
Nel frattempo che medito sul da farsi, provate la ricetta anche voi, così farete felici i vostri bimbi.
Ora vi spiego come fare:

Ingredienti:
(Dosi per 12-15 flauti a seconda della grandezza)
250 gr di farina 0
250 gr di farina 00
60 gr di lievito madre
250 ml di latte tiepido
100 gr di zucchero
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 cucchiaio di miele
1 uovo
80 gr di formaggio spalmabile io ho fatto questo qui
60 gr di burro di malga
1 pizzico d sale
le zeste grattugiate di mezza arancia non trattata in superficie
1 tuorlo d'uovo e un goccio di latte per spennellare
Per la farcitura:
marmellata alla ciliegia qb
gocce di cioccolato qb

Procedimento:
Ho seguito solo in parte la ricetta di Martina, perchè ho cercato di adattare il procedimento di lavorazione di queste brioches, gestendolo con i miei tempi. 
Per cui alla fine questi flauti hanno avuto 30 ore complessive di lievitazione. Vi spiego come.
Prima di cena ho sciolto in una capiente ciotola, 60 gr di lievito madre nel latte tiepido, in cui avevo precedentemente sciolto il miele, lo zucchero, e lo sciroppo di malto d'orzo. A questo punto ho aggiunto la farina zero e il pizzico di sale, cominciando a lavorare l'impasto in ciotola con una mano messa "modi gancio dell'impastatrice", ovvero facendo dei movimenti rotatori (come per sbattere)sempre nel medesimo verso per incordare l'impasto. A questo punto ho aggiunto metà della farina 00, l'uovo ed il burro (tenuti da parte, ma precedentemente preparati: l'uovo sbattuto, mischiato con burro fuso), il formaggio spalmabile e le scorze d'arancia. Ho continuato ad impastare con "la mano a paletta modi-gancio" con il solito movimento rotatorio del polso, per diversi minuti, perchè l'impasto è molto appiccicoso e occorre tempo per incordarlo a mano. Quindi ho messo il resto della farina sulla spianatoia e vi ho ribaltato sopra l'impasto preparato in ciotola, lavorandolo ancora bene sulla spianatoia fino a lisciarlo completamente. 
Ho formato una palla, ho ben oliato una ciotola e poi ho messo a lievitare il mio impasto ben coperto con pellicola e copertina a temperatura ambiente per circa 4 ore
Prima di andare a letto ho messo l'impasto in frigo.
Il giorno seguente ho tirato fuori dal frigo l'impasto che doveva acclimatarsi e ha continuato a lievitare per altre 6-7 ore, quindi sono passata alla formatura della brioches.
Dopo aver spolverato la spianatoia con un pò di farina, ho spezzato l'impasto in 14 pezzi, che ho poi steso come nella foto qui sotto, in un rettangolo che ho tagliato per 1/3 dell'altezza, sfrangiandola a pettine con una spatola di metallo. 


Ho posto al centro delle brioches in alcuni due cucchiai di marmellata in altri le gocce di cioccolato e poi ho arrotolato i flauti cercando di far capitare le frange sotto la chiusura delle brioches.
Ho posto le brioches formate su una placca rivestita di carta forno ho coperto bene con pellicola e ho lasciato ri-lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio (per me 4 ore circa).
Prima di infornare ho spennellato delicatamente i flauti con un tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte.
Quindi ho infornato in forno statico a 180°C, fino a doratura. Occorreranno da 20 a 30 minuti, controllateli e regolatevi in base al vostro forno.

Visto il risultato ottenuto mi ritengo più che soddisfatta: 
yuppy, sfida commerciale vinta!

Martina suggerisce che potrebbero anche essere congelati, ma ovviamente noi non ci siamo riusciti!

Spero di aver accontentato anche le tante mamme che so che mi seguono sempre in silenzio, ma vanno a caccia di ricette con il lievito madre.
E se si chiama MADRE ragazzi, che dite, ci sarà un motivo?
Io dico proprio di sì.


Vi abbraccio forte e vi aspetto alla mia prossima ricetta!