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Caris ha un blog di cuicna, scrive di ricette proprio come me e come tante altre donne in rete, ma è anche una mamma, direi una splendida meravigliosa e coraggiosa mamma, che ha fatto un appello. 
Ha usato la rete per chiedere aiuto. 
Un post a blog unificati per non spegnere la sua speranza e quella di tante altre mamme come lei, perchè il Santa Lucia, l'ospedale dove suo figlio da due anni riceve amorevoli cure, e ha fatto tanti progressi, non chiuda!
Sono anche io mamma come potevo ignorarare questo appello?!
Forse solo il cuore di una mamma sa cosa si prova a venir usurpati di un diritto: 
il diritto di consentire a tuo figlio le dovute cure E LA GIUSTA ASSISTENZA. 

Un appello analogo è stato fatto anche lo scorso anno, lo trovate qui
Da allora qualcosa s'è smosso grazie alla tenacia e alla buona volontà di tante persone. 
Pare che ci sia un documento firmato dalla Regione Lazio che prevede uno stanziamento di fondi a favore della Fondazione Santa Lucia.
Speriamo in bene!
Certo, direte voi, ma che può fare una ricetta in queste situazioni?
Eppure nonostante tutto credo ancora che agire serva sempre più che stare a guardare, che fare qualcosa, anche una piccola cosa, sia sempre meglio che rassegnarsi e lasciar perdere! Farsi sentire perchè chi può far qualcosa intervenga!
Voglio offrire anche io il mio piccolo contributo per questa lodevole iniziativa, è poco lo so, soltanto la mia goccia nel mare, ma è per dire anche io:
NON CHIUDETELO IL SANTA LUCIA, LE PERSONE CONTANO, L'AMORE E LA DEDIZIONE CHE METTONO NEL PROPRIO LAVORO CONTA! 
Non è vero che un posto di cura vale l'altro e se una struttura funziona perchè chiuderla?
Non lasciamo che queste persone, già provate dalla vita, debbano affrontare più ostacoli di quanti già trovano sui loro percorsi!


Caris ci ha regalato un video del suo bimbo, che vorrebbe tanto giocare a calcetto e si impegna, ce la mette tutta, ci sta seriamente provando! 
Per lui è un traguardo importante! 
Questo video vale più di mille parole: 


Ditemi che altro si può dire ancora a questa mamma? 
Forse una cosa si può ancora fare:
prima di passare alla ricettta, leggere direttamente le parole di Caris, per sentire tutto quello che io forse non sono riuscita ad esprimere fin qui con le mie parole!

La ricetta che propongo per questa iniziativa in realtà è un dolce molto semplice, un plumcake davvero profumatissimo, il mio bimbo lo ama molto! 
L'ispiarazione per farlo è arrivata dal blog di  Marifra qui. Lei è sempre bravissima!
Virtualmente ne vorrei donare una fetta anche a tutti i bimbi del Santa Lucia, ai loro genitori, agli operatori che quotidianamente si impegnano con dedizione e professionalità a fare il loro lavoro. 
Che altro aggiungere, buon Santa Lucia a tutti e speriamo in bene, davvero!

PLUMCAKE AL MANDARINO E SEMI DI PAPAVERO:

Ingredienti:
250 gr di farina “00”  
80 gr di zucchero  
2 uova  
60 gr di olio extra vergine d’oliva  
la scorza grattugiata ed il succo di 4 mandarini biologici  
2 cucchiai di liquore perfetto amore  
1 cucchiaio di semi di papavero  
1 bustina di lievito vanigliato

Procedimento:
In una ciotola lavorare le uova intere con lo zucchero fino ad attenere un composto chiaro e spumoso. Versare a filo l’olio, aggiungere la buccia grattugiata e il succo dei mandarini ed infine il liquore.  
Setacciare la farina sul composto con il lievito vanigliato (se l’impasto dovesse risultare troppo denso, a me è andata bene così, aggiungere dell’altro succo), unire i semi di papavero e mescolare il tutto.  
Versare all’interno dello stampo da plumcake rivestito di carta da forno ed infornare in forno già caldo a 180° per circa 30/35 minuti.

Ho letto sul web di questa bella iniziativa, di Caris questa mamma coraggiosa, che come tutte quelle in analoghe situazioni, si organizzano, smuovono le acque, non stanno a guardare, MAI, perchè in ballo c'è la salute, il benessere di vite innocenti, dei propri figli... COME in questo caso!! Ma leggetelo direttamente dalle sue parole qui. 
UNA MAREA DI VOLTE CONSTATO NELLA MIA VITA PERSONALE, CHE DOVE MANCANO LE ISTITUZIONI, A SUPPORTARNE LA CARENZA DIETRO C'E' SEMPRE UNA RETE!
In questo caso una rete anche virtuale, ma di persone, che si danno da fare, che fanno bene il loro lavoro, che si danno anima e corpo quotidianamente, anche se ai "vertici" questo quasi mai importa, per loro quasi mai contano i VOLTI, LE PERSONE...
Forse solo il cuore di una mamma sa cosa si prova a venir usurpati di un diritto: il diritto di consentire a tuo figlio le dovute cure E LA GIUSTA ASSISTENZA. Per questo e perchè credo ancora che agire serva sempre più che stare a guardare, che fare qualcosa, anche una piccola cosa, sia sempre meglio che rassegnarsi e lasciar perdere!
Voglio offrire anche io il mio piccolo contributo per questa lodevole iniziativa, è poco lo so, soltanto la mia goccia nel mare, ma è per dire anche io:
NON CHIUDETELO IL SANTA LUCIA, LE PERSONE CONTANO, L'AMORE E LA DEDIZIONE CHE METTONO NEL PROPRIO LAVORO CONTA!

Ed allora ecco il mio riccetto per te Albertino, vorrei donartelo con tutto il mio cuore:

La ricetta è proprio adatta ai più piccini (il mio bimbo li ha divorati tutti!) e sono davvero semplici da realizzare oltre che simpatici e carini da vedere!
Li avevo visti dalla mia dolcissima ed inimitabile amica Gaia (si capisce che ho un debole per lei, vero?) e li ho replicati pensando ad una ricetta adatta per questa raccolta,  a favore dell'iniziativa di cui vi ho appena parlato:


Credo sia importante divulgarla, per cui partecipate e sensibilizzate più che potete anche voi che state leggendo!

Ingredienti: (per 6 piccoli riccetti)
2 fette di prosciutto cotto
un pezzetto di formaggio (io avevo del brie e ho usato quello)
pinoli
uvetta
rosmarino

Procedimento:
Frullate il prosciutto ed il formaggio nel mixer, formate delle palline e aggiungete  gli occhietti (uvetta), gli aculei ed il nasino (pinoli) e da ultimo fate dei baffetti con gil aghi di rosmarino.
Ed eccoli qui:

A Caris invece, mamma di Albertino, auguro di cuore di poter realizzare il suo desiderio, e che il 29 marzo lei possa continuare a dire a suo figlio in tono brusco:
“non fare storie, tu domani a fisioterapia ci vai”.