Ultimi Post
Sarà tutta colpa delle mie origini partenopee???
Ehm, ehm buon sangue non mente! 
Ebbene io adoro la pasta, a cui non rinuncio praticamente mai. 
Di solito a pranzo un piatto di pasta è d'obbligo a casa Any, senza pasta divento triste. 
Dopo questa doverosa premessa mi sono chiesta: 
"Come mai allora dopo più di 6 anni di blog le ricette di primi piatti su queste pagine sono così esigue?"
Ecco lo confesso: perché non le ritengo mai degne di nota. 
A meno che non siano un pò particolari e laboriose da realizzare. 
So strana lo so e che ci vogliamo fare.
La ricetta di oggi però non può proprio mancare in questo mio ricettario virtuale. Primo perché Ã¨ una delle mie ricette del cuore, quelle fatte dalla mamma che non saprai mai rifare uguali per quanto impegno tu ci metta, secondo perché la adoro letteralmente.
E' una delle mie preferite e nella sua semplicità e "povertà" di ingredienti sa essere così buona che le ci vorrebbe un premio speciale!
Ecco, dai che vi regalo la ricetta della mia mamy:




Ingredienti: 
(dosi per circa 4 persone)
300 gr di cavolfiore
1/2 cipolla
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro 
1 pizzico di peperoncino
20 gr di pecorino romano
pangrattato abbondante
1 cucchiaino di origano
olio extra vergine di oliva qb
sale qb
formato di pasta occorrente: rigorosamente bucatini!

NOTE PERSONALI:
Ad onor del vero uso sempre il cavolfiore bianco per fare questa pasta, ma Anna e Renzo, due nostri cari amici, ci hanno fatto dono di questo bellissimo cavolfiore, o broccolo romanesco che dir si voglia, in arrivo dritto dritto dal loro orto, per cui ho usato questo qui:




Procedimento:
Mettete a bollire dell'acqua e poi salatela leggermente.
Non appena bolle tuffatevi il cavolfiore già lavato e pulito, cui avrete separato i fiori all'altezza del gambo. Lasciateli scottare per 8 minuti, quindi con una schiumarola prelevateli dall'acqua senza gettarla via e metteteli da parte in un piatto. Aggiungete ancora altra acqua se occorre e riportatela a bollore quindi cuoceteci i bucatini.
Nel frattempo affettate sottilmente la cipolla in una padella antiaderente e lasciatela appassire dopo averla ben coperta d'acqua. Aggiungete ora il concentrato di pomodoro, i cavolfiori e l'olio e fate soffriggere per 5 minuti, poi spegnete. Tostate il pangrattato con l'origano in un padellino antiaderente per qualche minuto finchè sia leggermente colorito, poi aggiungete un pò d'olio e fate abbrustolire ancora per 2-3 minuti. Non appena la pasta è quasi in cottura (quando manca un minuto) scolatela e saltatela in padella con il cavolfiore per farla ben insaporire. Aggiungete il pecorino ed il pangrattato, lasciandone da parte un poco per guarnire il piatto e mescolate per bene. Se vi piace aggiungete anche del peperoncino. 
Ora impiattate e godetevi la poesia!

Buon Appetito






Dicembre è arrivato, anzi se aspetto ancora un pò a pubblicare passa anche Natale... e invece una piccola idea per il vostro menù delle feste voglio proprio lasciarvela!
Studiando un menù di Natale e ragionando su cosa poter proporre come primo piatto, un'amica mi ha dato un'idea bellissima.
Dai, mi sono detta e sia: gnocchi!
Sì, ma tutti vestiti a festa eh, guardateli un pò come sono belli così:



GNOCCHI ALLA ROMANA IN VERSIONE NATALIZIA: bianchi, rossi e verdi

Ingredienti: (dosi per 10/12 persone) 
Per gli gnocchi bianchi
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato
1 presa di sale

Per gli gnocchi rossi
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato 
1 presa di sale
concentrato di pomodoro q.b. (secondo la colorazione desiderata)
Per gli gnocchi verdi 
1 litro di latte
250 gr di semolino
50 gr di burro
80 gr di parmigiano grattugiato 
1 presa di sale
200 gr di spinaci bolliti strizzati benissimo e poi frullati fini 

Per la salsa di parmigiano:
50 gr di burro
50 gr di farina
½ litro di latte (o panna se vi piace più cremosa)
1 pizzico di sale

1 pizzico di noce moscata
circa 100 gr di parmigiano grattugiato

Procedimento:

Per gli gnocchi bianchi:
Portare ad ebollizione il latte con una presa di sale e il burro.
Con l’aiuto di un colino aggiungere a pioggia il semolino, mescolando continuamente con una frusta per evitare la formazione di grumi. Cuocere girando continuamente con un cucchiaio di legno finché non si sia ben rappreso e fino a che non si staccherà bene dalle pareti del tegame. 
A questo punto rovesciare il semolino su un tagliere precedentemente ricoperto con carta forno, porne un'altro foglio sopra il semolino informe e con l'aiuto del mattarello spianare bene stendendolo con uno spessore di 2 cm circa. 
Per gli gnocchi rossi:
Ripetere il procedimento sopra descritto, subito dopo aver messo nel latte il semolino, aggiungere il concentrato di pomodoro per ottenere gli gnocchi rossi (aggiungerne fino ad ottenere l'intensità di rosso desiderato). Questa volta l'impasto risulterà molto più umido ed occorrerà più tempo per farlo asciugare e staccare bene dalle pareti, ma abbiate fiducia. Procedete sempre a fiamma medio-bassa e rimestando sempre. 
Per gli gnocchi verdi:
Ripetere il procedimento sopra descritto per gli gnocchi bianchi, e subito dopo aver messo nel latte il semolino, aggiungere gli spinaci il più possibile ben strizzati. Io li ho fatti scolare sulla pentola in un colino schiacciandoli bene per togliere il più possibile tutta l'acqua di vegetazione e lasciandoli a scolare una mezz'oretta. Anche questo impasto è più umido di quello bianco ed occorrerà più tempo per farlo asciugare e staccare bene dalle pareti, continuate a girare con il cucchiaio di legno fino a quando l'impasto non si staccherà bene dalle pareti del tegame. Procedete sempre a fiamma medio-bassa e rimestando sempre. 

Una volta ottenuti tutti e 3 i semolini, quando saranno ben freddi procedere al taglio con l'aiuto di appositi tagliapasta, ottenendo le formine che più desiderate. Io ho fatto albero, cuore e stella, ma ovviamente potete sbizzarrirvi. Una volta tagliati sistemarli delicatamente in una pirofila, conditi solo con un filo d'olio sul fondo e una generosa spolverata di parmigiano grattugiato (non mettete il burro altrimenti si scioglieranno e non potrete più impiattarli separatamente. 
Infornanateli a 200 gradi per circa 15-20 minuti, finché non risulteranno dorati in superficie.

Per la salsa di parmigiano: 
Mettere a bollire il latte, ma spegnete non appena raggiunge il bollore. Nel frattempo in un pentolino sciogliete il burro con un pizzico di sale e la noce moscata ed aggiungere gradatamente la farina girando con una frusta per non fare grumi, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Ora versate a filo il latte caldo continuando a girare e fate addensare la salsa a fuoco basso. Aggiungere il parmigiano fino a farlo sciogliere completamente. Mettere la salsa a specchio direttamente sul fondo del piatto e adagiarvi alternati gli gnocchi bianchi, rossi e verdi. Spolverizzate con parmigiano per ricreare l'effetto "neve sul piatto", servite e gustatevi il vostro menù delle feste con le persone a voi care!

Buon appetito a tutti voi e tantissimi auguri di Buone Feste!
Arrivederci alla prossima ricetta!



Mi accade spesso quando cucino, che certe pietanze più di altre mi riportino indietro nel tempo e mi fanno pure parlare in dialetto. 
Ieri sera mentre portavo in tavola questo piatto semplicissimo, mio figlio mi chiedeva che cosa fosse "a' past ammiscchiat" da me nominata.
Un piatto d'altri tempi, d'origine contadina di cui mia nonna mi spiegava la storia, almeno quella della nostra famiglia. Per questo primo piatto infatti lei era solita utilizzare "a'past ammiscchiat".
Ogni piatto vuole il suo formato di pasta, diceva sempre, e se cambi il formato allora cambi anche il piatto.
Mi raccontava che un tempo la pasta era venduta in grandi sacchi, uno per ogni formato e quando sul fondo rimaneva qualche avanzo di pasta tutta rotta non la si buttava di certo. 
I negozianti infatti ne facevano un miscuglio che diventava un nuovo formato: la pasta mischiata appunto, che vendevano anche a buon prezzo. A casa nostra tradizionalmente si prepara pasta e patate sempre e solo con questo tipo di pasta. E chissà perchè questa balzana idea del formato mi è rimasta appiccicata in testa e continuo a perpetuare la tradizione di famiglia. Solo questa per noi è a'ver pasteeppatan (la vera pasta e patate ndr)
In napoletano un'unica parola quasi ad indicare che i due ingredienti debbano idealmente fondersi tra loro per un'ottima riuscita del piatto.



Certo oggi mi fa un pò sorridere che si venda un formato di pasta appositamente creato per ricordare questa nostra tradizione, ma mi fa anche riflettere su quanto poco a volte portiamo attenzione alla storia dei nostri piatti della tradizione, che è a portata di mano, che magari prepariamo ogni giorno, ma senza mai soffermarci più di tanto sul perchè proprio in certi modi e non in altri. 
E dire che ogni piatto ha davvero tanto da dirci.
Dal canto mio non smetterò mai di raccontare al mio bimbo queste piccole storie antiche, perchè mi sembra così di tramandare un pezzo di me e delle mie radici.
Ingredienti: (dosi per 4 persone)
1 cipolla piccola
2 coste di sedano
5 patate
1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
1 cucchiaino di origano
olio extra vergine di oliva spremuto a freddo
2 croste di parmigiano
sale qb
200 gr di pasta "mischiata"


Procedimento:
Affettare sottilmente la cipolla e farla soffriggere in un tegame di terracotta con qualche cucchiaio di olio, aggiungere il sedano tagliato non troppo sottilmente, le patate tagliate a tocchi ed infine il concentrato di pomodoro, l'origano e le croste di parmigiano. Lasciare insaporire per una decina di minuti, poi coprire appena la superficie con acqua tiepida e lasciar cuocere per 20 minuti circa, fino a quando le patate saranno ben cotte e cominceranno un pò a sfaldarsi. A cottura ultimata togliete quel che resta delle croste di parmigiano, sul fondo del tegame dovrà esserci ancora un pò di liquido, ma non troppo! Spegnere quindi il fuoco e lasciare riposare. Nel frattempo in una pentola con acqua bollente salata, cuocere la pasta, scolarla al tempo di cottura indicato sulla confezione ed aggiungerla nella pentola di terracotta con le patate preparate in precedenza. Rimettere il tegame di terracotta sul fuoco e lasciare insaporire per qualche minuto. Servire ben calda, anche se scaldata il giorno seguente sarà ugualmente deliziosa.  

NOTE PERSONALI:
Mia nonna diceva che per un piatto eseguito a regola d'arte le patate devono risultare ben cotte, un pò cremose, ma non completamente sfatte! Il segreto dunque è il tempo di cottura, anche se a detta del nonno è il riposo che conta. Lui infatti la preferiva scaldata e mangiata il giorno dopo!



Correva l'anno....
Ehm, ehm, qui a forza di non scrivere, mi inceppo già sull'incipit.
E questo già la direbbe lunga.
Meglio sorvolare va, tagliamo la testa al toro.
Bando alle ciance e ai convenevoli, passo subito al sodo.
La mia ricetta di oggi è quella presentata alla Galleria dei sapori Cirio lo scorso 25 giugno a Torino, ebbene sì esattamente un mese fa mannaggiammècome vola il tempo!
Insieme ad altre 11 compagne di squadra torinesi, abbiamo trascorso una serata piacevole e divertente, all'insegna del gusto e della qualità, grazie a Cirio e alla Città del Gusto di Gambero Rosso che hanno organizzato l'evento, rendendo possibile una divertente sfida tra appassionate di buona cucina italiana.
La sfida è stata preparare un piatto con i misteriosi ingredienti contenuti in una "Secret box", ovvero una cesta, rigorosamente coperta, una per ogni postazione culinaria, in cui Polpapiù è stata l'indiscussa protagonista.
Dopo l'aperitivo di rito per salutarci tutte e rompere un pò il ghiaccio, lo Chef Luca Ogliotti presenta la serata e dà il via alla gara per scoprire i nostri ingredienti segreti.
Dopo un inevitabile attimo di sgomento alla vista di qualsiasi ingrediente avessimo nelle nostre ceste, la tensione si è allentata e tra risate, assaggi e un clima davvero rilassato e divertente, tutte ci siamo messe all'opera. 
Prima un salto in dispensa per procurarci gli ingredienti necessari a realizzare la ricetta con gli ingredienti a nostra disposizione e poi "fiato ai fornelli" si comincia.


I due ingredienti della mia box non erano per nulla bizzarri, anzi.
Nessuna difficoltà di realizzazione quindi, il rischio se mai era essere banali e forse lo sono stata. 
Il tempo di pensare però non l'ho avuto e quindi ho reagito d'istinto, avevo del macinato di carne e la cannella, voi al mio posto che avreste fatto con il pomodoro? 
Polpette è stato il primo pensiero e la pasta fatta con le mie manine il secondo..
La ricetta per fare a mano le tagliatelle l'avevo già pubblicata e la potete trovare qui.
Per comodità e scorrevolezza di lettura ve la riporto comunque nuovamente.




Ingredienti:
Per le tagliatelle:
2 uova
200 gr (circa) di farina di semola
1 cucchiaio d'olio
1 pizzico di sale

Per le polpette al sugo:
500 gr di carne tritata (tritata mista manzo-maiale)
2 uova
3 generose manciate di parmigiano grattugiato
1 manciata di prezzemolo tritato finemente
250 gr di pan grattato 
sale aromatizzato
pepe qb
1 scatola di Polpapiù Cirio
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva qb
1 foglia di basilico fresco


Procedimento:

Per le tagliatelle:
Disporre la farina a fontana rompere al centro le uova, aggiungere il sale e l’olio ed iniziare ad impastare, fino ad ottenere un impasto bello liscio. Dopo aver infarinato bene la spianatoia, stendere la pasta formando una sfoglia sottile possibilmente meno di un millimetro, aiutandosi con il mattarello anch’esso ben infarinato. Ricavare le tagliatelle con l’aiuto di un coltello a lama liscia. Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolare dopo qualche minuto e condire con il sugo.
Per le polpette al sugo:
In una capiente terrina mescolare bene il macinato di carne con le uova, il prezzemolo, il pangrattato, il parmigiano e la cannella, regolando di sale e pepe. Formare le polpettine con le mani leggermente inumidite e passarle nel pangrattato prima di friggerle in una padella antiaderente unta con qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva. Quando le polpettine saranno ben dorate da tutti i lati aggiungere uno spicchio d’aglio, e la Polpapiù Cirio e lasciare cuocere ed insaporire le polpettine per 15-20 minuti a fuoco medio, rigirandole di tanto in tanto. Condire le tagliatelle fatte in casa con il sugo così preparato, impiattare e servire caldo.

Foto di Davide Bellucca
La serata si è splendidamente conclusa con un piccolo buffet che abbiamo degustato tutte insieme in allegria, al termine della sfida.
Lo chef ha premiato la vincitrice della nostra edizione Alessandra con le sue polpettine di ricotta, ma la foto di rito in ricordo della bella serata l'ha regalata a tutte!
Grazie Luca.
Ed eccoci qui, tutta la schiera di foodblogger torinesi, con il nostro attestato di partecipazione alla serata, belle sorridenti:

Foto di Davide Bellucca
Ancora un ultimo doveroso grazie a Maria Chiara Montera per avermi invitata a partecipare alla serata, a Cirio e La Città del Gusto del Gambero Rosso, al food artist 9 periodico che ci ha allietato con le sue opere d'arte e a tutte la amiche che ho avuto il piacere di riabbracciare e da cui sempre apprendo nuove ricette, nuove suggestioni e splendide idee. 
Grazie a tutti.

Alla prossima!  






La prima ad essere attonita ed incredula vi assicuro sono io...
Qualcuno deve essersi sbagliato, ma non potevo non cominciare questo post con una nota di "spocchiosa vanagloria" proprio qui in cima al post ^__^
Ecco l'ho detto, sapete che c'è? 
Sono finita tra i dieci finalisti candidati in nomination:
come Miglior Rivelazione Foodblogger del Macchianera Food Awards 2013 (alla sezione numero 3) e non chiedetemi come, perchè lo giuro non lo so. 
Mica lo sapevo eh, che io sono "l'antisocial" fatta persona, parlando di SOCIAL-NETWORK ovviamente, perchè nella "vita vera" invece sono molto sociale, anzi forse pure troppo! 
Insomma è da un pò pare che sono uscite queste nomination, ma io non ne sapevo proprio niente. Sapete come l'ho scoperto? 
Ehm, ehm, Shhhhhhhhhh... 
...Ho avuto una soffiata! :P
Già, dalla dolcissima calimerina della rete, sì sì proprio lei, la mia sisterina!
Sono subito corsa a controllare... 
Miglior rivelazione?? Ne siete proprio sicuri? Bah...
Misericordia, mi sono detta, sembra incredibile vero? 
Che in mezzo a tanti nomi famosissimi della rete ci sia anche il mio piccolo blogghino! 
Eppure Ã¨ tutto vero potete leggerlo qui
Insomma concedetemela un pò di vanagloria, come potrei non esserne orgogliosa?  
E siccome sono stata nominata, adesso "mi allargo pure" e vi chiedo anche il voto! Ecco, volete mandarmi in finale?
A questo punto, potrei anche vincere??? 



Se volete fino a giovedì 19 settembre avete ancora un pò di tempo per votare
Dovrete compilare la scheda ed esprimere le vostre preferenze in almeno 4 delle sezioni presenti alle varie nomination.
Tutte le istruzioni comunque le potete trovarle qui.
E adesso torniamo con i piedini per terra, che oggi devo raccontarvi di una ricetta assai curiosa.
Ricetta curiosa ed anche originale direi. Mi piace parecchio utilizzare questa comunissima ed ubiquitaria erba spontanea: 

l'ortica, che va però raccolta possibilmente in zone lontane dall'inquinamento cittadino, sebbene si possa trovare anche sul ciglio della strada.

Io ed il mio piccolo aiutante, muniti di guanti in lattice l'abbiamo raccolta in montagna, nei prati attorno alla nostra casina. 

L'ortica Ã¨ nota per il suo potere urticante, ma se viene appena sbollentata, e basta un solo minuto, perde completamente il suo potere urticante, ma non le sue benefiche proprietà nutrizionali. Ricca di ferro, vitamina C, silicio, potassio e numerosi altri sali minerali, ha un elevato potere depurativo e digestivo.  
A me in verità, piace moltissimo il suo sapore.
Potete utilizzarla non solo per fare questi gnocchi, ma anche in minestra, per farci un risotto, oppure una frittata, è davvero deliziosa.
Vediamo cosa occorre per fare questi gnocchi. 

Ingredienti:
500 gr di pane di grattugiato grossolanamente
3 bicchieri di latte
250 gr di ortiche
mezza cipolla tritata
50 gr di burro
3 uova
50 gr di toma piemontese

farina q.b
parmigiano q.b.
pepe e sale q.b.
burro q.b.  
3 foglie di salvia per condire


Procedimento:

Dopo aver raccolto l'ortica in un luogo sicuro, lontano da possibili fonti di inquinamento, pulitela e lavatela accuratamente. Successivamente la metterete in una padella con mezza cipolla tritata e il burro facendola stufare per un paio di minuti. In una ciotola capiente mettete il pane che bagnerete con tre bicchieri di latte, unite quindi le uova, il parmigiano, la toma a pezzi piccoli e le ortiche tritate.

Impastate il tutto aggiungendo poca farina se necessaria e lavorate il composto ricavando un normale impasto da gnocchi.

Una volta formati tuffateli in abbondante acqua bollente salata, fateli cuocere finchè verranno a galla e poi ripassateli in padella conditi con burro e salvia per far esaltare il sapore di ortica, altrimenti condite a vostro piacere, come altri tipi di gnocchi.



Di questa ricetta vi lascio anche il video.

Questa infatti è stata l'ultima delle tre ricette che ho presentato in trasmissione a Quel che passa il Convento.
Come promesso, anche se dopo quasi 6 mesi dalla messa in onda della puntata (mamma se sono scandalosa!) vi lascio anche il mio ultimo video:



come sempre per chi avesse ancora il piacere di leggermi, l'appuntamento è alla prossima ricetta!




Con l'afa estiva e le temperature calde di agosto, la voglia di stare ai fornelli quasi scompare, ma nonostante il caldo, il desiderio di assaporare piatti gustosi, saporiti e soprattutto freschi, non so a voi, ma a me rimane. Dunque come la mettiamo? Che si può fare?
Ecco la mia proposta di oggi. Che vuole essere un'idea per una fresca proposta estiva, per la scampagnata di ferragosto, un pic-nic, un brunch, un pasto in spiaggia, a casa oppure ovunque voi siate, ma anche semplicemente per consumare un pranzo davvero delizioso in modo veloce senza dover morire di caldo per prepararlo!


Consiglio di preparare l'insalata la sera prima in modo che il riposo in frigo ne ottimizzi il gusto, amalgamandone bene i sapori.

Ingredienti: (dosi per 4 persone)
180 gr di Cous Cous
300 gr di mazzancolle
1/4 di cipolla
il cuore e qualche costola di sedano
2 carote
2 piccole zucchine 
1 generosa manciata di pomodorini
qualche cucchiaio di mais (oppure ceci o entrambi)
1 cucchiaino di erbe di provenza
1 cucchiaio di zenzero grattugiato fresco
1 lime o un limone biologico (zeste e succo)
qualche foglia di basilico e menta fresca


Procedimento:
Per prima cosa sbollentate per 2 minuti in acqua bollente già salata i gamberi, poi puliteli bene, tenendo da parte sia le teste che i carapaci. 
Sciacquate bene i gamberi già sgusciati sotto l'acqua corrente fredda ed eliminate il filetto nero. Asciugateli e poi metteteli in un contenitore in cui li lascerete marinare per mezz'oretta con due cucchiai di olio aromatizzato al limone, il succo e le zeste di un lime o un limone biologico (in ogni caso con la scorza non trattata).
Controllate le indicazioni fornite dalla vostra confezione di cous cous, e valutate la opportuna quantità di acqua da utilizzare. Per me erano 300 gr di acqua. Pesatene quindi la opportuna quantità e mettetela a bollire per 3 minuti con le teste e i gusci dei gamberi, che poi fitrerete con un colino ottenendo un liquido rosato: una sorta di "semi-bisque" con cui faremo ammollare il cous cous, per insaporirlo maggiormente e renderlo ancora più gustoso.


Ora salate la "semi-bisque" così preparata, aggiungetevi due cucchiai d'olio, e versatela subito ancora bollente sopra l'opportuna quantità di cous cous che avrete pesato e riposto in un piatto da portata. Sgranate il cous cous con una forchetta e lasciatelo ammorbidire rigirandolo di tanto in tanto. Lasciatelo riposare almeno una ventina di minuti, in modo che si gonfi bene.
Nel frattempo preparate le verdure. Io le ho cotte nel wok, che trovo perfetto per questo genere di preparazioni.
Affettate sottilmente la cipolla e tagliate a piccoli pezzetti il sedano e la carota che porrete nel wok a fuoco medio, aggiungendo solo le erbe di provenza (niente olio) e rigirando con un cucchiaio di legno fino a che si asciughino un pò (occorreranno una decina di minuti).
Poi aggiungete, dopo circa 5 minuti un cucchiaio d'acqua e per finire le zucchine, anche esse tagliate a piccoli pezzetti, che essendo più acquose cuoceranno prima.


A me le verdure piacciono croccanti, altrimenti mi sanno di "opsedale", per cui non le lascio cuocere molto, solo un quarto d'ora. 
A cottura quasi ultimata aggiungo l'olio e il sale aromatizzato e lascio insaporire ancora per qualche minuto a fuoco basso.
A questo punto unite il cous cous già sgranato, preparato (ammollato con la "semi-bisque") con le verdure, i gamberi marinati e lo zenzero grattugiato fresco e qualche foglia di erba aromatica se vi piace, a me piacciono moltissimo basilico e menta, perchè insieme allo zenzero danno un bel carattere a questa ottima insalata estiva. 
da ultimo tagliate i pomodorini ed aggiungete anche il mais. 
Questa volta ho messo solo il mais, e non i ceci, visto che il mio piccolino non li mangia, ma spesso aggiungo anche i ceci oppure entrambi, se me ne ricordo. 
Condite con qualche cucchiaio di olio aromatizzato al limone  e profumate ancora con qualche foglia di basilico.
E vedrete che bontà! Parola di Any ;)
Come si vede dall'ultima foto, mi sono anche divertita a decorare il piatto con le carote tagliate con il taglia-verdure a spirale, che sono proprio divertenti e carine da vedere! 
Idea  semplice ed economica per decorare il piatto, se volete servirlo agli amici in terrazzo o in giardino!

Un abbraccio a tutti quelli che passeranno di qui e Buon ferragosto a tutti!
Arrivederci alla prossima ricetta:






Era davvero da tanto tempo che avevo in mente di utilizzare il riso Venere, ma in verità non esattamente per fare un risotto, avevo in mente una ricetta particolare, un pò più elaborata, che avrebbe richiesto qualche esperimento, insomma avrei dovuto avere a disposizione un sacco di tempo in più, che come al solito non ho mai! 
Non so a voi, ma a me sfugge sempre tra le dita, una settimana dopo l'altra...
E il riso, acquistato per tutt'altro uso, era rimasto lì in dispensa.
Ormai era inutilizzato per troppo tempo e alla fine ho deciso: e il mio "solito risotto"... l'ho fatto nero! 
Manco a dirlo però, quell'esperimento prima o poi lo farò, perchè la mia testardaggine è proverbiale. 
Solo è stato rimandato a tempi più tranquilli (mmmh... ci saranno mai??)
Uno dei risotti che amo di più è proprio quello con radicchio e taleggio, mi piace moltissimo il contrasto lievemente amarognolo del radicchio con la cremosità della mantecatura data dal taleggio. E devo dire che il sapore lievemente biscottato del riso Venere, è stato davvero un bel connubio di sapori, a noi è piaciuto. 
A voi invece decidere se ripetere o meno questo esperimento:




Ingredienti: (dosi per 4 persone)
300 gr di riso Venere
1 cipolla piccola
1 cespo piccolo di radicchio lungo
1/2 bicchiere di vino bianco secco
50 gr di burro
brodo vegetale qb
olio qb
sale 
Per la mantecatura: 
1 pò di latte 
80 gr di taleggio 
1 pizzico di noce moscata
50 gr di parmigiano grattugiato

Procedimento:
Affettare sottilmente la cipolla e dopo aver pulito e lavato bene il radicchio, tagliarlo a listarelle (tenendone da parte una manciata per la decorazione finale dei piatti) e farlo soffriggere in una casseruola dai bordi alti con un giro d'olio e un tocchetto di burro. Aggiungere il riso e farlo tostare bene prima di sfumarlo con mezzo bicchiere di vino bianco secco. Una volta che il vino sia evaporato del tutto, aggiungere il brodo poco per volta, man mano che viene assorbito, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno fino a cottura. 
Per la mantecatura:
In un pentolino fate sciogliere in poco latte il taleggio a pezzetti fino a che si sciolga completamente ed assuma una consistenza cremosa. Aggiungete un pizzico di noce moscata ed il parmigiano. A questo punto mantecate il riso, lasciando da parte un pò di crema al taleggio che andrà messa a specchio per comporre il fondo dei piatti. Regolate di sale (e pepe se vi piace). 
Con l'aiuto di un coppapasta adagiate il riso sulla crema di taleggio rimasta e decorate i piatti con qualche foglia di radicchio fresco tenuta da parte.

E visto che per una volta capito giusto a "fagiuolo", e strano a dirsi faccio ancora in tempo, anche se quasi al limite del tempo massimo e visti anche i bellissimi premi in palio, che ne dite, perchè non provarci? 
Sì dai, ci provo anche io:






E arrivederci alla prossima ricetta: 


Oggi è l'ultimo giorno di carnevale. 
Martedì grasso.
Un tempo si definiva "grasso" per via dei cibi particolarmente sostanziosi che un pò in tutta Italia si usava preparare e mangiare l'ultimo giorno prima dell'inizio della Quaresima. 
Oggi forse questa tradizione ha perso un pò il suo senso, vista l'abbondanza di cibo che abbiamo a disposizione tutto l'anno. 
Non c'è di certo bisogno di un giorno per far "scorta" prima della Quaresima, anzi.
Tuttavia il martedì grasso nonostante abbia perso la sua connotazione intrinseca, è rimasto, come giorno di rito, il simbolo di chiusura delle feste in maschera e del carnevale.
Per questo oggi vorrei proporre una ricetta in tema, gustosa, colorata e che mette allegria.
Lo scorso anno per carnevale avevo preparato mascherine, stelle filanti e coriandoli.
Quest'anno invece vi lascio un'altra idea per realizzare dei coreografici coriandoli edibili.
L'idea però non è mia, è tratta dall'ultimo numero della Rivista Sale e Pepe, che mi piace sempre sfogliare, e che è spesso fonte di ispirazione per le ricette di questo blog.
Non è difficile, ma di laboriosa esecuzione sì. 
Insomma è il genere di ricetta, che fa per me:  
che sono un'inguaribile "rompinameticolosaprecisina"... 
Quanto meno metterà alla prova anche la vostra certosina pazienza, ma ne avete? 
Pronti?


Ingredienti:
Per gli gnocchetti: (dosi per circa 8 persone)
260 gr di fiocchi di patate
1 carota piccola lessata (io ho usato quella in foto qui sotto)
1 barbabietola lessata
1 broccolo già sbollentato (o spinaci se vi piace di più)
1 bustina di zafferano
farina qb
Per il condimento:
qualche filetto d'acciuga
erba cipollina e prezzemolo freschi a piacere
olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Preparare separatamente gli gnocchetti di diversi colori. 
Sono andata abbastanza ad occhio, regolando l'impasto empiricamente, perchè risultasse sufficientemente morbido, ma non troppo appiccicoso.


Gnocchetti Arancioni:
Frullate la carota bollita con 30 gr di fiocchi di patate e 50 ml di acqua e poi lavorate l'impasto aggiungendo un pò di farina, 10-15 grammi circa.
Gnocchetti Verdi: 
La ricetta originale prevedeva l'uso degli spinaci, ma io avevo un broccolo già sbollentato in frigo ed ho usato quello. A voi la scelta. Frullate il broccolo (o gli spinaci cotti) con 40 gr di fiocchi di patate e 50 ml di acqua ed aggiungete farina per rendere l'impasto lavorabile. Ne ho messa  più o meno 15 grammi. 
Gnocchetti Rosa e Bordeaux: 
Dopo aver ridotto in purea la barbabietola frullatela con 30 grammi di fiocchi di patate e 50 ml di acqua, aggiungete 20 gr di farina per rendere l'impasto lavorabile, poi dividetelo in due parti. Quello bordeaux è così già pronto per ottenere quello rosa aggiungete alla metà dell'impasto bordeaux 50 grammi di fiocchi di patate e 50 ml di acqua e rilavorate l'impasto aggiungendo altri 10 grammi di farina.
Gnocchetti Bianchi:
Mescolate 100 gr di fiocchi di patate con 125 ml di acqua, impastate aggiungendo un pò di farina per avere la giusta consistenza.
A questo punto otterrete tante palline colorate come queste:


Formate da ciascun impasto dei rotolini della larghezza di un mignolo e poi tagliateli in piccoli pezzetti che arrotonderete.


Formate tutte le palline colorate, procedete con la cottura in due diverse pentole.
In una pentola con abbondante acqua salata cuocete in quest'ordine gli gnocchetti colorati: arancioni, rosa, bordeaux e verdi scolandoli quando salgono in superficie.
Nell'altra pentola cuocete metà degli gnocchetti bianchi, che rimarranno tali, mentre prima di lessare l'altra metà di gnocchetti bianchi, versate nell'acqua di cottura lo zafferano, che tingerà di giallo quelli rimanenti.


Condimento:
In una padella preparate il condimento stemperando le acciughe con qualche cucchiaio d'olio. Aggiungete gli gnocchetti preparati e lasciate insaporire un paio di minuti, rigirando delicatamente. Aggiungete se vi piace un trito di erba cipollina e prezzemolo e servite caldi.

Il mio bimbo li ha divorati! 
Adora gli gnocchi e poi così tutti colorati, in modo del tutto naturale, senza coloranti sintetici, credo siano una vera gioia per gli occhi e il cuore. 
E non solo per i bambini, no? Non mettono tanta allegria anche a voi?
Per oggi credo di avervi annoiato a sufficienza. 
Per cui vi saluto, non prima però di avervi dato appuntamento ^__^ alla prossima ricetta.