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Se c'è una cosa che adoro fare quando preparo la carne è utilizzare cotture lente
Questo perchè la cottura a fuoco lento, sa regalare alla carne un gusto e una consistenza, uniche e poi perchè mi ricorda un pò il focolare, le nonne, i tempi antichi...
Stracotto Mon Amour insomma.
Ultimamente, nonostante le richieste dei due carnivori di casa, ho ridotto notevolmente l'utilizzo della carne nella mia cucina. 
Tuttavia, specialmente nel fine settimana, mi piace preparare un secondo più elaborato del solito.
Con la calma e la dedizione a disposizione, anche con pezzi in apparenza poco pregiati, come può essere la guancia di manzo, anche con poca spesa come si faceva un tempo, vengono fuori dei piatti prelibati, davvero deliziosi. 
Questo stracotto non richiede l'utilizzo del coltello, è talmente morbido che si scioglie in bocca, ve lo posso assicurare.





NOTE PERSONALI: 
In un periodo di estrema confusione in ambito culinario, in cui si sentono mille assurde teorie e altrettanti differenti versioni sulla presunta corretta alimentazione da seguire, vorrei spendere due parole in più in merito. Intanto consiglio sempre di affidarsi a professionisti del settore! Nessuno andrebbe mai da un macellaio a farsi curare i denti, allora perché mai seguire indicazioni nutrizionali da personaggi di indubbia fama? 
Da biologa nutrizionista qual sono, vorrei spezzare una lancia a favore della carne, dicendo che l'uomo biologicamente è onnivoro e necessita di proteine animali, sebbene in modeste quantità. Lungi da me voler indottrinare chiunque in merito, in ogni caso io sono onnivora, anche se credo che certamente bisognerebbe essere molto più consapevoli di come ci nutriamo e forse fare qualche passo indietro. Il vero problema odierno è che si è perso quel contatto diretto tra chi il cibo lo produce e chi lo consuma e questo ha instillato in noi una sorta di "bisogno demandato". Come se non fosse compito nostro dedicare cura e attenzione alla scelta di quello che finisce quotidianamente nel nostro piatto. 
Il discorso sarebbe troppo lungo e complesso per affrontarlo qui, tuttavia senza dilungarmi troppo, personalmente cerco di ovviare a tutto questo andando a scegliere i produttori di cui mi fido
Mangio poca carne, ma quando la mangio la voglio buona e soprattutto voglio sapere da dove arriva, chi la produce e come
Questa guancia di manzo arriva direttamente da Cascina del Duc, conosciuta grazie al Tour qui da noi e diventata il nostro "spacciatore carnivoro". 
Insomma poco ma buono, come dicevano i nostri vecchi saggi. 
Stessa cosa per il vino! Il Barbera è questo qui di Cascina Perfumo:



è un vino delizioso del nostro, oramai amico, Marco Perfumo, che ho utilizzato sia per preparare lo stracotto, che per accompagnarlo a tavola. 

Ed ora passo a regalarvi la ricetta, di cui sono certa non vi pentirete, se vi piace una consistenza della carne un pò gelatinosa, ma morbidissima che si scioglie in bocca.

Ingredienti: (dosi per 4 persone)
1 guancia di manzo (circa 1/2 kg)la mia arriva dall'Agrimacelleria Cascina Duc
1 piccola cipolla bionda
1 carota di grandezza media
2 costole di sedano
1 cucchiaio di erbe di Provenza
1 rametto di rosmarino
1 spicchio d'aglio
2 foglie di salvia
3 foglie di alloro 
5 bacche di ginepro
2 cucchiai di farina
2 bicchieri di Barbera Magenta di Cascina Perfumo
brodo vegetale qb
Olio extra vergine qb


Procedimento:
Per questa ricetta è importantissimo l'utilizzo del tegame. Di solito uso una casseruola in ghisa a bordi alti oppure i vecchi ed intramontabili tegami in terracotta.
Per prima cosa mondate bene le verdure, lavatele e preparate un trito non troppo fine di sedano carota, cipolla e prezzemolo. Mettete l'olio nel tegame e fate soffriggere il trito preparato con lo spicchio d'aglio, il rosmarino, la salvia e il cucchiaio di erbe di Provenza. Nel frattempo infarinate la guancia di manzo e poi aggiungetela nel tegame, facendola sigillare bene a fuoco vivace, girandola da tutti i lati, finchè si sarà formata una bella crosticina marroncina. Ora abbassate il fuoco al minimo, sfumate con 2 bicchieri di vino rosso, (aggiungendolo al lato della carne e non direttamente sopra l'arrosto, perché l'alcool contenuto nel vino disidrata la carne immediatamente, facendo "strizzare troppo le fibre muscolari" e rilasciando i preziosi succhi della carne immediatamente). 
Ho usato la Barbera. Aggiungete ancora le bacche di ginepro e l'alloro. Incoperchiate e lasciate cuocere a fuoco lento fino a che tutto il vino non si sia consumato. Non rigirate troppo spesso la carne, controllate solo che non si consumi il fondo di cottura e di tanto in tanto aggiungete un mestolo di brodo vegetale.  
Lasciate cuocere per un paio d'ore. Poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare per bene la carne. Sarebbe meglio preparare lo stracotto il giorno prima per dar modo alla guancia di assorbire bene tutti gli aromi. Una volta raffreddata affettate la guancia e "tirate la salsa". Ossia eliminate le erbe aromatiche, l'aglio, e le bacche di ginepro e con un frullatore ad immersione (io il mini-pimer) frullate bene il fondo di cottura, in modo che risulti liscio e cremoso. Regolate di sale e poi scaldate l'arrosto con la salsa in accompagnamento prima di servirlo. 

Buon appetito e arrivederci alla prossima ricetta:




Vi ricordate che nel mio ultimo post vi avevo promesso di suggerirvi un'idea carina per usare in un modo originale le piadine che avevo preparato?
Ecco questa è stata la mia idea.
Come al solito mi è balenata per puro caso.
Tendo infatti a fare di necessità virtù, guardando cosa c'è in frigo pronto ad attendermi.
Non volendo cucinare il pollo nei miei soliti modi, ho pensato di spadellarlo con le verdure che avevo a disposizione nel mio frigo e avendo anche avanzato qualche mia piadina preparata il giorno prima, il gioco è stato facile. Stasera ^__^ fajitas! 
Nome coniato, invenzione simil-messicana riuscita.



Sono stata in Messico per il mio viaggio di nozze e le fajitas che abbiamo mangiato lì non si possono dimenticare.
Certo i messicani preparano le tortillas con la farina di mais, ma anche le nostre piadine con il frumento non sono male. 
Che ne dite vi fidate?
Fossi in voi ci proverei, io ve l'ho detto!


Ingredienti:
Per le piadine seguite la ricetta che trovate qui
Per il ripieno:
1 cipolla bionda
1 falda di peperone giallo già arrostito
1 falda di peperone rosso già arrostito
1 paio di gambi di sedano
1 carota 
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
3 cucchiai di olio extra vergine di oliva 
300 gr di pollo tagliato a striscioline
1/2 bicchiere di vino bianco secco
peperoncino a piacere

Procedimento: 
In una padella antiaderente affettate sottilmente la cipolla ed il sedano e la carota a dadini ed aggiungete il concentrato di pomodoro. 
Scaldate la padella a fuoco medio, ma senza aggiungere olio, fate glassare le verdure rigirando di tanto in tanto per una manciata di minuti, finchè si sia consumata tutta la loro acqua di vegetazione. Ora aggiungete anche le striscioline di pollo e l'olio e fate rosolare bene finchè il pollo non sia ben colorito poi sfumate con il vino bianco e lasciate evaporare. A questo punto ho fatto insaporire anche i peperoni, io avevo a disposizione quelli già arrostiti, già cotti dunque, per cui li ho aggiunti a fine cottura, ma se li usate da crudi dovrete aggiungerli in padella insieme alle altre verdure. Aggiustate di sale e se vi piace condite anche con un pizzico di peperoncino (alla messicana!) e farcite le vostre piadine.

NOTE PERSONALI:
Se preparate le piadine con un pò di anticipo potete fare come abbiamo fatto noi, usarle come piatto forte per una tipica cena messicana. Se avete ospiti sarà una soluzione conviviale e molto simpatica apprezzata anche dai bambini!

Buon appetito

Arrivederci a tutti alla mia prossima ricetta:






















E' proprio vero che non si finisce mai di imparare, e che più si studia e si crede di aver appreso e più si aprono voragini di conoscenza su ciò che ancora non si conosce! La mia curiosità e il mio sapere sono da sempre avidi e impazienti, ma la consapevolezza è una via lenta, che apre i suoi orizzonti nuovi, e lo ammetto a volte inaspettati, solo agli umili e ai pazienti. Per cui, lo so, dovrò rassegnarmi a continuare la mia ricerca proseguendo con lentezza, un passetto alla volta.
Una cosa è certa, da quando è nato questo blog e a gennaio saranno già 6 annila mia consapevolezza sul cibo è enormemente aumentata e la mia alimentazione è anche un pò cambiata. In meglio credo. 
Oggi in ogni caso, è certamente più consapevole di 5 anni fa, ho imparato moltissime cose sul cibo, nuovi modi di cucinare le stesse pietanze, nuove ricette, anche se la strada da percorrere è ancora lunghissima. 
Il consumo di carne nella nostra famiglia è gradualmente ma sensibilmente diminuito nel tempo, sebbene la mia cucina, per mia scelta, rimanga onnivora.
Questo che presento oggi, è un piatto molto gradito da mio marito, e da mio figlio, che da buoni piemontesi, amano particolarmente la carne, ed è una ricetta tipicamente tradizionale, generalmente servita come antipasto, ma che a casa nostra, all'occorrenza diventa anche un valido secondo piatto.
La lingua al verde:


Questo è un piatto povero, preparato con un pezzo considerato poco pregiato, e non al pari di altri "nobili" pezzi di carne, che non cucina quasi più nessuno delle giovani generazioni, ma che forse proprio per questo io amo di più, anche perchè credo non abbia nulla da invidiare ad altri pezzi di carne molto più costosi e blasonati
La lingua rimane morbida e con la salsa acquista un sapore deciso, proprio come vuole la tradizione.  

Ingredienti:
1 lingua di vitello
Per la salsa verde:
prezzemolo fresco (un bel mazzetto)
1 piccolo spicchio di aglio
3-4 acciughe dissalate
1 manciata di mollica di pane
qualche cucchiaio di aceto
1/2 bicchiere di olio extra vergine di oliva 
N.B. in qualche ricetta si usa preparare la salsa con l'aggiunta di 
1 uovo sodo, che io però ho omesso 


Procedimento:
Per prima cosa ho cotto la lingua, con cui si ottiene un brodo delizioso. Ho fatto bollire la lingua coperta di acqua in pentola a pressione con alloro, cipolla, carota e sedano per 40 minuti dal fischio. Poi l'ho scolata e lasciata raffreddare bene prima di affettarla a mano, cercando di fare delle fette piuttosto sottili. 

Per la salsa verde:
Ho bagnato la mollica di pane con l'aceto e ho pulito e lavato bene il prezzemolo, quindi ho frullato il prezzemolo e le acciughe con lo spicchio d'aglio e la mollica di pane, aggiungendo da ultimo l'olio fino ad ottenere una consistenza cremosa come in foto.
Guarnire la lingua con la salsa e decorare con qualche bacca di pepe rosa prima di servire.

Buon appetito e arrivederci alla prossima ricetta





Avevo un bel pezzo di lonza con tantissime succose arance a disposizione e ho voluto improvvisare, senza seguire nessuna ricetta in particolare intendo. 
Ho inventato con gli ingredienti che avevo ed è nata questa ricetta che oggi vi presento.
In realtà nulla di complicato, nemmeno troppo particolare, non è null'altro che un semplice arrosto all'arancia, ma a casa è proprio piaciuto tanto, è venuto talmente saporito, che voglio pubblicare la ricetta prima di dimenticarla.
Lo ammetto solo per mia comodità, come promemoria personale.
Ovviamente sono felicissima se potrà essere utile anche a qualcuno di voi, non fraintendetemi, ma il blog per me, è principalmente un ricettario virtuale, che consulto ogni volta che mi serve rifare una ricetta. Per cui di corsa sono venuta qui ad annotarne gli ingredienti ed il procedimento.


Ingredienti:
1,2 kg di lonza di maiale
piccola cipolla bionda
1 piccola costola di sedano
1 carota media
1 spicchio d'aglio
2 foglie di alloro
3 cucchiai di Cointreau
2 arance tarocco non trattate in superficie (zeste e succo)
8 grani di pepe rosa (più quelli per decorare il piatto)
olio extra vergine di oliva spremuto a freddo

Procedimento: 
Dopo aver sciacquato bene le verdure affettate sottilmente la cipolla, e tagliate a cubetti non troppo grossi la carota ed il sedano, sbucciate lo spicchio d'aglio e riponete il trito in una casseruola dai bordi alti con il fondo spesso, aggiungendo anche le foglie di alloro. Lasciate glassare le verdure a fuoco medio, in modo che caramellino e perdano la loro acqua di cottura prima di aggiungere l'olio. Dopo aver aggiunto l'olio fate sigillare bene l'arrosto a fuoco vivo su tutti e 4 i lati, fino a che ci sia una bella crosticina marrone. Occorreranno circa 15 minuti. A questo punto aggiungete le bacche di pepe rosa e proseguite la cottura a fuoco medio, dopo aver aggiunto un bicchiere di acqua tiepida fino a che si sia consumata tutta. Nel frattempo grattugiate le zeste e spremete il succo delle arance. Aggiungete le zeste e sfumate con il succo d'arancia ed il Cointreau proseguendo la cottura per pochi minuti non più di 5 minutiSeparate l'arrosto dal suo fondo di cottura e lasciatelo raffreddare bene prima di affettarlo. 
Infine aggiustate di sale il fondo di cottura.
Ho impiattato l'arrosto decorandolo con fette d'arancia fresche e alcune bacche di pepe rosa.
Il sapore del pepe rosa ha a mio avviso perfettamente bilanciato il dolciastro dell'arancia, per cui vi consiglio di non omettere l'aggiunta delle bacche.

NOTE PERSONALI:
Per un'ottima riuscita di quest'arrosto è importantissimo rispettare i tempi di cottura, ed evitare di cuocere l'arrosto troppo a lungo, perchè il maiale, se troppo cotto, diventa asciutto quasi stopposo. Meglio sempre affettare l'arrosto solo una volta raffreddato, per evitare di disperderne i succhi interni. L'interno deve rimanere rosato dopo il taglio. Per cui bisogna sigillare bene la carne a fiamma alta e proseguire con una breve cottura. 
Per il mio pezzo d'arrosto sono stati sufficienti 25 minuti.

La carne di maiale contrariamente ad un tempo, oggi è poco grassa e quindi non molto calorica. E' una carne bianca ricca di Vitamina B che può essere una valida alternativa alla carne bovina e se cucinata con le arance è davvero molto gustosa.

Questa ricetta partecipa al Contest delle Arance della salute in collaborazione con 




per creare un menù sano e gustoso con ricette a base d'arancia.
Quest'anno ricorre il cinquantenario dell'AIRC e come ogni anno torna l'appuntamento delle arance della salute scelte dall'AIRC come simbolo di un'alimentazione sana e protettiva. 


Sabato 31 gennaio in tante piazze italiane potremo acquistarle aiutando così la ricerca.




Oltre a questa mia ricetta potrete provarne altre con le arance: 


Ravioli di pescatrice all'arancia

http://anastasiagrimaldi.blogspot.it/2013/01/dei-ravioli-un-po-speciali-i-miei.html
Portafogli di pesce spada
Cosciotto d'agnello in gremolada all'arancia

Faraona all'arancia

Cheese cake all'arancia






Quanto sto trascurando questo mio piccolo spazio, ahimè e quanto mi manca poterci dedicare un po' del mio tempo!
La vita però scorre, e il tempo libero è sempre così poco. 
Spesso le incombenze quotidiane ci lasciano poco spazio alle passioni da coltivare ed è un vero peccato.
In ogni caso non demordo, sono certa che prima o poi troverò il modo di dedicarmi un pò di più anche a questo mio blog che tanto mi piace curare!
Mi manca un pò quel chiacchierare di cucina, il piacere di scoprire che qualche lettore curioso ha provato una ricetta e mi chiede qualche consiglio in merito, il passare tra le pagine di cucina delle amiche per sbirciare cosa di buono hanno preparato... ecco chi scrive come me, credo possa capirmi.
E poi ho in mente così tante ricette da provare, che oramai le bacheche di Pinterest non bastano più a riordinarle in categorie. 
Eppure continuo a ripetermi che prima o poi le proverò tutte, ma a trovarlo il tempo! 
Ok ora tolgo il disco delle lamentazioni da "portineria" e vi regalo invece questa ricetta.  
Semplice, ma che ci ha piacevolmente stupito per il suo delicato e piacevole accostamento di sapori.



Ingredienti: 
1/2 kg di coniglio disossato
1 piccola cipolla bionda
1 spicchio d'aglio
1 carota di grandezza media
1 zucchina piccola
1/2 peperone giallo
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
1 rametto di santoreggia
3 foglie di salvia
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di erbe di Provenza (essiccate)
1/2 bicchiere di porto
olio extra vergine di oliva qb
sale aromatizzato qb (da aggiungersi a fine cottura)



Procedimento: 
Lavate e pulite bene tutte le verdure e le erbe aromatiche, sbucciate lo spicchio d'aglio ed affettate sottilmente la cipolla.
Tagliate a dadini la zucchina, la carota ed il peperone e tagliate a metà i pomodorini.
In una casseruola a bordi alti, oppure meglio ancora, in una pentola di terracotta ponete la cipolla affettata, le erbe aromatiche, lo spicchio d'aglio e le verdure, lasciandole glassare a fuoco lento finchè non abbiano fatto fuoriuscire tutta la loro acqua di vegetazione e si siano leggermente caramellate. A questo punto aggiungete l'olio ed il coniglio tagliato a pezzi ben lavato ed asciugato e fate rosolare la carne a fuoco medio, fino a quando non sia un pò colorita. Rigiratela con l'aiuto di un mestolo di legno e lasciatela rosolare anche dall'altro lato. Quindi sfumate con il Porto (oppure con del vino bianco secco se lo preferite) e poi lasciatelo evaporare.
A questo punto abbassate la fiamma continuando la cottura a fuoco lento per 30-40 minuti circa aggiungendo un bicchiere d'acqua calda se necessario. Regolate di sale.
Servite il coniglio caldo con un rametto di timo fresco per decorare il piatto. 

Sperando sinceramente di non far passare un altro mese per regalarvi il mio prossimo post, vi dò appuntamento alla prossima ricetta.

Un abbraccio



Ultimamente nella mia cucina sto decisamente cercando di ridurre il consumo abituale di carne. 
Nonostante i miei due carnivori di casa a volte reclamino, penso che come per ogni mamma, la scelta del cibo da portare in tavola sia una scelta di grande responsabilità. 
La nostra salute inizia proprio da qui.
E alla fine la scelta la fa chi il cibo lo prepara, anzi ad onor del vero la si fa anche prima. Già dal momento in cui si fa la spesa e si sceglie cosa acquistare, dove e infine come preparare un cibo.
Ecco ammetto che questa sensibilità che comunque mi ha sempre caratterizzata, recentemente va affinandosi sempre più, anche grazie ai numerosissimi stimoli ricevuti e ovviamente a tutte le cose che si imparano cammin facendo. 
Nonostante questo non ho abolito totalmente l'uso della carne e se posso scelgo di prepararla in modo anche un pò diverso dal solito.
La ricetta di questo sfizioso pollo al curry era su un vecchio numero della rivista Sale&Pepe e complici le mie mele preferite a disposizione mi è subito tornata in mente! Ammetto che sono andata un pò a memoria, per cui forse ho fatto qualche piccola involontaria variazione alla ricetta originale. 
In ogni caso, le mele annurca sono una varietà tipica della Campania. 
A Torino non le trovo facilmente, ma ogni volta che torno al paese del mio papà, le mie zie me ne fanno trovare una abbondante scorta, perchè sanno che io le adoro! 
E' una mela rossa piccolina dall'interno bianco e compatto e dal gusto lievemente acidulo, che mi piace assaporare in purezza, ma che a mio avviso si sposa benissimo con questa preparazione.
Volete provare anche voi?

Ingredienti:
1 piccolo porro solo la parte bianca
1 spicchio d'aglio
2 costole di sedano
2 cucchiaini rasi di curry
2 cucchiai di farina
300 gr di pollo tagliato a pezzi
3 mele annurca
1/2 bicchiere di vino bianco secco
olio extra vergine d'oliva qb


Procedimento:
Per prima cosa lavate accuratamente il sedano ed il porro di cui userete solo la parte bianca ed affettateli sottilmente. Sbucciate anche uno spicchio d'aglio e fateli soffriggere a fuoco basso con un giro d'olio nel Wok se lo avete, altrimenti andrà benissimo anche una padella antiaderente. Non dovranno colorire troppo, solo appassire un pò, aggiungete un cucchiaio d'acqua in modo che il soffritto non bruci. Nel frattempo infarinate bene il pollo e sbucciate le mele. Io ne ho sbucciate due, una invece l'ho lasciata con la buccia per dare colore. Appena il soffritto sarà ben appassito, alzate la fiamma, aggiungete il pollo e fatelo rosolare a fuoco vivace finchè la carne sia ben sigillata, giratelo anche dall'altro lato e una volta ben colorito sfumate con il vino, aggiungete il curry che andrà stemperato un pò con il liquido di cottura ed infine le mele. Incoperchiate e lasciate consumare qualche minuto, senza girare troppo altrimenti le mele si sfalderanno. Regolate di sale e servite.




Un abbraccio  a tutti e arrivederci ala prossima ricetta:


Ebbene sì, lo ammetto, aprile di per sè mi mette già di buonumore!
Ogni anno il risveglio della natura ha per me un che di magico: 
le prime gemme sugli alberi, le primule, i prati verdissimi pieni di margheritine, e nonostante il maltempo che perdura, le tiepide giornate di sole...
Insomma ogni anno il lento risveglio della primavera, mi sembra sempre un regalo meraviglioso di cui godere, a maggior ragione se questa attesa si protrae più a lungo del dovuto, come quest'anno in cui sembra che la primavera stenti ad arrivare! 
Eppure arriverà anche climaticamente, basta avere un pò di pazienza, quella che forse oggi abbiamo tutti un pò perso, vogliamo tutto e subito e la magia dell'attesa si perde tra inutili affanni.
La primavera mi appartiene, o come dice il mio bimbo, forse la amo perchè ci sono nata... e sarà pur vero, anche per questo!
Ad ogni modo il sole nel piatto oggi non me lo toglie proprio nessuno, nemmeno il maltempo! 
Guardate un po':



Eccolo il mio sole nel piatto, o meglio vi lascio un'idea molto semplice, ma credo anche utile e sfiziosa. 
Per me il cibo è cosa sacra, non va sprecato per nulla al mondo.
Eppure credo come in tutte le case e le cucine, anche nella mia a volte ci sono avanzi di cibo poco gradito. 
Nonostante ciò nulla va sprecato, semplicemente si ricicla. 
Oramai ho una ricetta collaudata per il lesso avanzato o il petto del pollo arrosto che non mangia mai nessuno. 
Ogni volta che avanza lo riciclo così: 

Ingredienti:
petto avanzato dal pollo arrosto o carne lessa avanzata
1 uovo
1 manciata di parmigiano reggiano
2 manciate abbondanti di pecorino romano
2-3 filetti d'acciuga
prezzemolo tritato (o altre erbe aromatiche a piacere)
1 piccolo spicchietto d'aglio (se piace)
1 cucchiaino di zeste di 1 limone non trattato in superficie
farina di mais qb per impanare + eventuale pangrattato
olio extra vergine d'oliva qb

E guardate un pò quella manina lesta come l'ha afferrata...
e stavolta la crocchetta la addenta eh, altro che se l'addenta, ancora calda, nemmeno il tempo di fare la foto!


Procedimento:
Per prima cosa private degli ossi la carne avanzata, poi riponetela in un mixer con l'uovo, il pecorino, i filetti d'acciuga, il prezzemolo tritato, l'aglio se vi piace, e le zeste di limone e frullate fino ad ottenere un macinato omogeneo. Regolate di sale e se dovesse risultarvi un impasto ancora troppo appiccicoso aggiungete del pangrattato. Con le mani leggermente inumidite formate dei cilindretti e passateli nella farina di mais, prima di cuocerle. Coprite d'olio il fondo di una padella antiaderente e fate dorare le crocchette da ogni lato.
Utilizzo la farina di mais perchè dà una croccantezza speciale e (non so se sia solo una mia impressione) perchè mi sembra assorba meno olio rispetto al pangrattato. 
In ogni caso, prima di servire le crocchette, le faccio sgocciolare bene su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso e poi le servo ben calde con una bella insalata verde o con una salsina allo yogurt in accompagnamento
La salsina la preparo con zeste di limone e zenzero fresco oltre allo yogurt ovviamente.
Una vera golosità!

Vi lascio un abbraccio e vi aspetto alla mia prossima ricetta.





Dopo aver lavorato come una pazza ad un catering per 60 persone, per una cena preparata in condizioni estreme, sentirsi chiedere a fine pasto se si possa brevettare una tua ricetta.... bè, non ha prezzo!
Per tutto il resto... ;) dai ragazzi, son soddisfazioni!
Oramai lo sapete, sono assolutamente contraria ad un qualsiasi "esclusivismo" in cucina, che sia "un brevetto" o un qualsiasi "diritto" su una ricetta: la trovo un'idea bizzarra! 
A mio parere le ricette vanno condivise, studiate, ammirate, rivisitate... personalizzate.
Per me cucinare è sinonimo di condivisione, convivialità, e poi certo personalizzazione quella sempre... 
è inevitabile perchè in ogni caso sempre ci si mette del proprio, anche se la ricetta è la stessa.
Uno stesso identico piatto cucinato da due mani diverse, sebbene con le medesime procedure e gli stessi ingredienti, sarà inevitabilmente differente! 
Questo l'ho già detto altre volte, cucinare in fondo non è null'altro che una serie di trasformazioni chimico fisiche, che richiedono energia e ognuno di noi ha una energia sua propria, diversa da quella degli altri.
Addirittura noi stessi non siamo sempre uguali: la nostra energia cambia e si modifica nel tempo, dipende dai giorni, dall'umore. 
Non vi capita mai che la stessa identica ricetta un giorno vi venga una meraviglia e il giorno dopo una schifezza?
Magari proprio quando sarebbe necessario il contrario...
Ecco! Questione d'energia, o se preferite: umore del momento, tensione e così via.
Tutto questo per dire che la cosa del brevetto mi ha fatta ovviamente sorridere, lungi da me, ma nello stesso tempo mi ha fatto anche un immenso piacere, perchè la mia ricetta era davvero inventata di sana pianta!
Indecisa fino all'ultimo minuto se fare la mia solita arista al latte o se prepararne una nuova versione all'uva e rosmarino, ricetta letta tempo addietro chissà dove, non ho saputo scegliere.
Ed è venuta fuori questa qui:


Alla faccia del brevetto, la condivido subito con voi!
Vi assicuro, col latte è stato un connubio perfetto: da urlo!

Ingredienti:
1kg di arista di maiale
1 cipolla
1 carota
1 foglia di alloro
5 bacche di ginepro
1 pizzico di noce moscata
1/2 litro di latte
1 bel rametto di rosmarino
1/2 kg d'uva bianca di cui: 2-3 manciate di acini per decorare, il resto per succo d'uva
2 cucchiai rasi di amido di mais (all'occorrenza per tirare la salsa)

Procedimento:
Affettare sottilmente la cipolla e la carota, lavare il rosmarino e l'alloro e farli soffriggere qualche minuto a fuoco vivace in una casseruola a bordi alti (io ne ho una in ghisa). 
Aggiungere a questo punto l'arista e farla sigillare per bene, da entrambi i lati, fino a formare una bella crosticina dorata. Nel frattempo lavate bene l'uva.
Tenetene da parte qualche acino per decorare, e spremete il resto degli acini con l'aiuto di uno schiacciapatate, in modo da ricavarne il succo. 
Quando l'arista è ben dorata da tutti i lati, sfumate col succo d'uva, aspettate qualche minuto che evapori e poi abbassate la fiamma al minimo, aggiungete la noce moscata e il latte e incoperchiate fino a cottura ultimata.
Io ho lasciato cuocere per circa un'ora, per far ridurre il sughetto di cottura.
Lasciate raffreddare bene l'arista. 
Una volta raffreddato l'arrosto, separatelo dal suo sugo e riponetelo in frigo, perchè da freddo sarà più facile affettarlo.
Al momento di servire ho tirato bene la salsa. 
Per prima cosa ho rimosso gli aghi di rosmarino, il ginepro e l'alloro e poi ho ristretto ancora un pochino il fondo di cottura. 
In un tegame mettete qualche mestolo del sughetto e con l'aiuto di una frusta aggiungete gradatamente tutto l'amido di mais, girando sempre finchè non sia ben amalgamato. 
Ora aggiungete gradatamente il resto del sughetto continuando a mescolare, tenendo la fiamma al minimo fino a quando la salsa non si sarà addensata.
Spelate e private dei semi gli acini d'uva messi da parte, tagliateli a metà ed aggiungeteli alla salsa al momento di servire.
Affettate sottilmente l'arrosto, scaldatelo e guarnite con la salsa e l'uva.
Provatela!
Ai miei commensali è piaciuta moltissimo e voi che ne dite?


Ed ora vorrei parlarvi di un'iniziativa che sfida solo le/i cuoche/chi più audaci e pronte/i a mettersi in gioco, venendo allo scoperto "nel mondo reale"...

Avete visto il nuovo banner qui di fianco sul blog? 
Intendo questo qui:


Di che si tratta?
Di un Contest, di cui potete leggere il regolamento anche direttamente sul sito di RossoRubino e che vi riporto qui solo per vostra comodità di lettura:

L'enoteca Rossorubino, in collaborazione con me e Silvia, vi invita a partecipare al suo primo contest enogastronomico:

Food Moment Please!

7 foodblogger avranno modo di cimentarsi presso l’enoteca RossoRubino di Via Madama Cristina 21 a Torino, proponendosi alla nostra clientela.

Accettate la sfida e date sfogo alla vostra creatività!

Regolamento di partecipazione:

- Per partecipare al contest “Food Moment Please!” è necessario ideare una ricetta senza cottura o che preveda l’utilizzo limitato al solo forno a microonde e il relativo abbinamento al vino che si reputi più azzeccato

- Le ricette ideate non dovranno prevedere l’uso di alcun metodo di cottura tradizionale e dovranno essere fantasiose e particolari e ovviamente, assolutamente fattibili nella cucina di un'enoteca

- Il contest è rivolto solo a chi possiede un blog

- Non valgono ricette pubblicate prima del 15 settembre 2012 o copiate da altri blog italiani o stranieri.

- Ogni partecipante dovrà inserire il logo del contest:




nella home page del proprio blog e al termine della ricetta, con un link diretto a ROSSORUBINO e dovrà linkare i blog La Cucina di Nonna Papera e Any Secret

- I link alle ricette dovranno essere postati in risposta al post di presentazione del contest al seguente indirizzo: La cucina di Nonna Papera

- Le ricette devono essere inviate entro le ore 00.00 del 15 ottobre 2012

- Al termine del contest una giuria composta da Andrea ed Edoardo, titolari dell'enoteca Rossorubino, con la collaborazione esclusivamente tecnica di Anastasia e Silvia (fattibilità della ricetta e sapore), stilerà una classifica che verrà pubblicata QUI e contatterà i primi 7 classificati per accordarsi sulle modalità di partecipazione alle serate in cucina

- I nominativi e il relativo link al blog saranno pubblicati su ROSSORUBINO

- Dopo aver stilato un calendario di partecipazione, nelle date prescelte i blogger potranno cimentarsi in enoteca, dove presenzieranno per due serate: il venerdì sera per un aperitivo composto dall’abbinamento di un calice di vino da noi selezionato e da un piatto in abbinamento da voi proposto e il sabato sera per una vera e propria cena.

Tutto chiaro?
E allora iniziate a pensare ed ideare!
Un mio personale in bocca al lupo a tutti i coraggiosi che decideranno di partecipare!