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Di certo l'ho già scritto su queste pagine, che quando mi accingo a fare shopping mio marito teme più i negozi di casalinghi che le gioiellerie!
Un motivo ci sarà, visto il patrimonio degli acquisti culinari che sono in grado di sostenere, ogni volta che si tratta di cucina e affini.
Qualche novità si trova sempre, così come qualche "aggeggino" che manca alla mia lista di desideri.
Lo stampo in silicone per le madeleines però, vi assicuro, l'ho comprato scontatissimo. 
Peccato poi sia rimasto nascosto in qualche recondito angolo di una scansia, come per altro mille altri attrezzini e ammennicoli vari. 
Rimasto in attesa di una mia ispirazione per essere inaugurato.
Ecco oggi tocca a voi mie care madeleines.




La ricetta per farle l'ho trovata qui


Prima di accingermi a prepararle però, mi sono letta la ricetta per benino ed ho scoperto che in realtà il trucco per far venire la famosa gobbetta sarebbe lo "shock termico", per cui l'impasto dopo essere stato preparato, va tenuto in frigo. 
Ricetta perfetta per me in questo periodo che somiglio sempre più ad un saltimbanco, visto che non trovo nemmeno il tempo per realizzare in uno stesso giorno una ricetta dall'inizio alla fine.
Per cui guardate un pò qui, dopo un bel sonno ristoratore al fresco, che bella gobbetta è venuta:



Ingredienti: (dosi per circa 18 madeleines)
120 gr di farina
uova 
100 gr di burro 
70 gr di miele 
30 gr di zucchero 
1 cucchiaino scarso di lievito per dolci
1 cucchiaio di acqua di fiori d’arancio 
mezzo cucchiaino di cannella macinata 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Rompere le uova in una ciotola capiente, unire lo zucchero, il sale e la cannella e sbattere con una forchetta. Al microonde, potenza media-bassa, far sciogliere insieme il burro e il miele. Unire metà del burro/miele fuso alle uova, sbattere ancora, poi la farina e il lievito, mescolare, aggiungere infine il resto del burro/miele e l’acqua di fiori d’arancio. Tenere questo composto in frigorifero per una notte. Il giorno dopo, scaldare il forno a 230°, distribuire l’impasto nelle formine da madeleines (un cucchiaio scarso per madeleine), e infornare. A questo punto non scappate , ma sorvegliate con attenzione, dopo 5 minuti circa le madeleines dovrebbero essere gonfie, abbassate subito il forno a 180° e sfornate dopo 5 minuti. Le madeleines devono essere dorate ma non troppo, giusto sui bordi. 
Lasciar raffreddare su una griglia e una volta raffreddate se piace spolverizzare con zucchero a velo.

Un abbraccio a tutti a presto


Mi sono fatta un regalo.
Per un giorno solo. Si può fare.
Ho rubato un pò di tempo tutto per me. 
Ho chiuso gli occhi.
Per non vedere la casa in disordine, le mille mail arretrate a cui rispondere, i panni da ritirare, la polvere da togliere, solo per un giorno. 
Ho chiuso la porta all'ansia e alla frenesia del correre quotidiano.
E se mi prendo del tempo tutto per me... 
lo sapete vero dov'è che mi rifugio io? 
Già, già, mi rinchiudo in cucina ^__^
Ma non per fare una ricetta a caso, no.
Doveva essere un lievitato.
Uno di quelli che ti si ficcano nel cervello e ti sfidano, che comandano loro e non ci sono santi e tu pazientemente aspetti che il miracolo della lievitazione piano piano si compia.
Osservi e basta, e per una volta aspetti. 
Ok mi "sottometto" e aspetto. Difficile ed arduo compito per me, che vado sempre di fretta, con sempre mille idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle tutte. 
Ebbene lo confesso, forse un pò è anche per questo che mi piace impastare e ritagliarmi il tempo per farlo, è sempre una sfida e mi piace.
Se usi il lievito madre già lo sai che ci vuole tempo, ti arrendi perchè devi per forza regalartelo. Quel tempo lento e buono che oggi giorno manca e invece ne avremmo tanto bisogno.
Che se poi mi decido lo rispetto quel tempo lento, che comanda lui e non aspetta me. Decide lui il quando e il come, perchè quegli esserini lì, dentro al lievito madre intendo, fanno tutto da soli. 
A noi tocca la pazienza, di aspettare.

Cercavo la ricetta per una brioches, perchè se decido di farmi una coccola speciale, il momento che preferisco per regalarmela Ã¨ la colazione, per iniziare bene un nuovo giorno.
Però sono esigente io, volevo una ricetta di una brioches, non troppo dolce, semplice e sana, ma anche golosa e bella.
Troppe pretese tutte assieme vero? 
Infatti non ne ho trovata nemmeno una che facesse al caso mio. 
Poi però, ho visto una foto. Di una challah. Con le mele.
Ed è stata folgorazione. 
Era lei. Volevo proprio quella lì. 


Porcellane e tessuti GreenGate

Innamorata di una foto, ma senza ricetta.
E così me la sono inventata (...la ricetta!)


Ci ho provato andando un po' ad occhio per le dosi. 
L'impasto che ho ottenuto è risultato molto morbido, anche un po' appiccicoso, e ho dovuto lavorarlo un po' più del solito in ciotola aggiungendo ancora un po' di farina, ho messo poco zucchero, l'olio al posto del burro, e non ho messo la uova
Insomma forse alla fine non è venuta una vera e propria brioches, era più simile ad un pane dolce, ma vi assicuro che era esattamente come me l'ero immaginata e la volevo, quindi posso dirmi soddisfatta.
Ecco qui come appariva al suo interno con il ripieno e sotto, a seguire, troverete anche le dosi dei miei pasticci, se volete provarla anche voi:


Porcellane e tessuti GreenGate
Ingredienti:
400 gr di farina 0 (la mia col 13% di proteine)
150 gr di pasta madre rinfrescata la sera prima
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
250 gr di latte tiepido
60 ml di olio di semi di mais (o di riso)
100 gr di zucchero
1 cucchiaio di marsala secco o altro aroma a piacere
zucchero semolato e un po' di latte  per guarnire
Per il ripieno:
2 mele 
1 cucchiaio di cacao 
3 cucchiai di marmellata 

Procedimento:
La sera prima: 
Spezzettate il lievito madre in una ciotola e scioglietelo bene nel latte tiepido in cui avrete precedentemente disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo e lo zucchero. Aggiungete la farina e da ultimo l'olio ed impastate fino a che l'impasto non sia ben lisciato ed incordato. Ora sporcatevi le mani con un pochino di farina e con l'aiuto di un tarocco infarinato spostate l'impasto sulla spianatoia, anch'essa infarinata. 
Stendete l'impasto in un rettangolo e fate due serie di pieghe a libro (piegando in 3). Arrotondate quindi l'impasto pirlandolo bene ed accomodatelo in un contenitore che avrete unto di olio e che andrà conservato coperto, per un paio di ore a temperatura ambiente e prima di andare a dormire andrà trasferito in frigo in cui seguirà una lenta fermentazione.

Porcellane e tessuti GreenGate
Il giorno seguente (dopo 18-20 ore di fermentazione):
Tirate fuori dal frigo l'impasto e lasciatelo acclimatare almeno un paio di ore a temperatura ambiente. Il mio impasto rispetto alla sera prima era ancora cresciuto, di circa un terzo del volume!
Infarinate bene la spianatoia.
Spostatevi delicatamente l'impasto aiutandovi con un tarocco e sgonfiatelo delicatamente cercando di stenderlo in un rettangolo. Ricavate quindi sei strisce di impasto, e dividete ancora ogni striscia in 4 parti per formare la brioches, procedendo poi come nella foto del passo passo qui sotto. 



Ripeno:
Per preparare il ripieno, sbucciate le mele, tagliatele a spicchi e frullatele con il cacao e la marmellata che più vi piace (io ho usato quella di prugne che era l'unica fatta in casa che avevo, ma forse quella di pesche starebbe meglio). 
Ora stendete tutte e 4 le stricioline in piccoli rettangoli, come in (fig.1). Spalmate il ripieno e chiudete le striscioline avendo l'accortezza di sigillare bene altrimenti in cottura e in lievitazione vi si apriranno facendo uscire il ripieno. 
Passate dunque alla formatura della brioches, seguendo le figure qui sopra (fig.2,3,4)
Disponete le brioches così formate (fig.4) su una placca ricoperta di carta da forno e lasciatele in un luogo tiepido e ben coperte a lievitare ancora per un'oretta.
Accendete il forno e preriscaldate a 180°C.
Spennellate delicatamente le brioches con del latte e cospargete di zucchero prima di infornare. Cuocete per circa 30 minuti a 180°C o comunque fino a doratura
Controllate sempre il vostro forno durante la cottura e regolatene la temperatura.


Porcellane e tessuti GreenGate
Fiuu, alla fine è stato più lungo scrivere il post che farla.
Quasi quasi mi prendo un altro giorno di relax per rimediare ;)

Enjoy! E buona colazione a tutti!


  
Quanto sto trascurando questo mio piccolo spazio, ahimè e quanto mi manca poterci dedicare un po' del mio tempo!
La vita però scorre, e il tempo libero è sempre così poco. 
Spesso le incombenze quotidiane ci lasciano poco spazio alle passioni da coltivare ed è un vero peccato.
In ogni caso non demordo, sono certa che prima o poi troverò il modo di dedicarmi un pò di più anche a questo mio blog che tanto mi piace curare!
Mi manca un pò quel chiacchierare di cucina, il piacere di scoprire che qualche lettore curioso ha provato una ricetta e mi chiede qualche consiglio in merito, il passare tra le pagine di cucina delle amiche per sbirciare cosa di buono hanno preparato... ecco chi scrive come me, credo possa capirmi.
E poi ho in mente così tante ricette da provare, che oramai le bacheche di Pinterest non bastano più a riordinarle in categorie. 
Eppure continuo a ripetermi che prima o poi le proverò tutte, ma a trovarlo il tempo! 
Ok ora tolgo il disco delle lamentazioni da "portineria" e vi regalo invece questa ricetta.  
Semplice, ma che ci ha piacevolmente stupito per il suo delicato e piacevole accostamento di sapori.



Ingredienti: 
1/2 kg di coniglio disossato
1 piccola cipolla bionda
1 spicchio d'aglio
1 carota di grandezza media
1 zucchina piccola
1/2 peperone giallo
1 rametto di rosmarino
1 rametto di timo
1 rametto di santoreggia
3 foglie di salvia
1 foglia di alloro
1 cucchiaino di erbe di Provenza (essiccate)
1/2 bicchiere di porto
olio extra vergine di oliva qb
sale aromatizzato qb (da aggiungersi a fine cottura)



Procedimento: 
Lavate e pulite bene tutte le verdure e le erbe aromatiche, sbucciate lo spicchio d'aglio ed affettate sottilmente la cipolla.
Tagliate a dadini la zucchina, la carota ed il peperone e tagliate a metà i pomodorini.
In una casseruola a bordi alti, oppure meglio ancora, in una pentola di terracotta ponete la cipolla affettata, le erbe aromatiche, lo spicchio d'aglio e le verdure, lasciandole glassare a fuoco lento finchè non abbiano fatto fuoriuscire tutta la loro acqua di vegetazione e si siano leggermente caramellate. A questo punto aggiungete l'olio ed il coniglio tagliato a pezzi ben lavato ed asciugato e fate rosolare la carne a fuoco medio, fino a quando non sia un pò colorita. Rigiratela con l'aiuto di un mestolo di legno e lasciatela rosolare anche dall'altro lato. Quindi sfumate con il Porto (oppure con del vino bianco secco se lo preferite) e poi lasciatelo evaporare.
A questo punto abbassate la fiamma continuando la cottura a fuoco lento per 30-40 minuti circa aggiungendo un bicchiere d'acqua calda se necessario. Regolate di sale.
Servite il coniglio caldo con un rametto di timo fresco per decorare il piatto. 

Sperando sinceramente di non far passare un altro mese per regalarvi il mio prossimo post, vi dò appuntamento alla prossima ricetta.

Un abbraccio



Correva l'anno....
Ehm, ehm, qui a forza di non scrivere, mi inceppo già sull'incipit.
E questo già la direbbe lunga.
Meglio sorvolare va, tagliamo la testa al toro.
Bando alle ciance e ai convenevoli, passo subito al sodo.
La mia ricetta di oggi è quella presentata alla Galleria dei sapori Cirio lo scorso 25 giugno a Torino, ebbene sì esattamente un mese fa mannaggiammècome vola il tempo!
Insieme ad altre 11 compagne di squadra torinesi, abbiamo trascorso una serata piacevole e divertente, all'insegna del gusto e della qualità, grazie a Cirio e alla Città del Gusto di Gambero Rosso che hanno organizzato l'evento, rendendo possibile una divertente sfida tra appassionate di buona cucina italiana.
La sfida è stata preparare un piatto con i misteriosi ingredienti contenuti in una "Secret box", ovvero una cesta, rigorosamente coperta, una per ogni postazione culinaria, in cui Polpapiù è stata l'indiscussa protagonista.
Dopo l'aperitivo di rito per salutarci tutte e rompere un pò il ghiaccio, lo Chef Luca Ogliotti presenta la serata e dà il via alla gara per scoprire i nostri ingredienti segreti.
Dopo un inevitabile attimo di sgomento alla vista di qualsiasi ingrediente avessimo nelle nostre ceste, la tensione si è allentata e tra risate, assaggi e un clima davvero rilassato e divertente, tutte ci siamo messe all'opera. 
Prima un salto in dispensa per procurarci gli ingredienti necessari a realizzare la ricetta con gli ingredienti a nostra disposizione e poi "fiato ai fornelli" si comincia.


I due ingredienti della mia box non erano per nulla bizzarri, anzi.
Nessuna difficoltà di realizzazione quindi, il rischio se mai era essere banali e forse lo sono stata. 
Il tempo di pensare però non l'ho avuto e quindi ho reagito d'istinto, avevo del macinato di carne e la cannella, voi al mio posto che avreste fatto con il pomodoro? 
Polpette è stato il primo pensiero e la pasta fatta con le mie manine il secondo..
La ricetta per fare a mano le tagliatelle l'avevo già pubblicata e la potete trovare qui.
Per comodità e scorrevolezza di lettura ve la riporto comunque nuovamente.




Ingredienti:
Per le tagliatelle:
2 uova
200 gr (circa) di farina di semola
1 cucchiaio d'olio
1 pizzico di sale

Per le polpette al sugo:
500 gr di carne tritata (tritata mista manzo-maiale)
2 uova
3 generose manciate di parmigiano grattugiato
1 manciata di prezzemolo tritato finemente
250 gr di pan grattato 
sale aromatizzato
pepe qb
1 scatola di Polpapiù Cirio
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 spicchio d’aglio
olio extra vergine d’oliva qb
1 foglia di basilico fresco


Procedimento:

Per le tagliatelle:
Disporre la farina a fontana rompere al centro le uova, aggiungere il sale e l’olio ed iniziare ad impastare, fino ad ottenere un impasto bello liscio. Dopo aver infarinato bene la spianatoia, stendere la pasta formando una sfoglia sottile possibilmente meno di un millimetro, aiutandosi con il mattarello anch’esso ben infarinato. Ricavare le tagliatelle con l’aiuto di un coltello a lama liscia. Cuocere la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolare dopo qualche minuto e condire con il sugo.
Per le polpette al sugo:
In una capiente terrina mescolare bene il macinato di carne con le uova, il prezzemolo, il pangrattato, il parmigiano e la cannella, regolando di sale e pepe. Formare le polpettine con le mani leggermente inumidite e passarle nel pangrattato prima di friggerle in una padella antiaderente unta con qualche cucchiaio di olio extravergine di oliva. Quando le polpettine saranno ben dorate da tutti i lati aggiungere uno spicchio d’aglio, e la Polpapiù Cirio e lasciare cuocere ed insaporire le polpettine per 15-20 minuti a fuoco medio, rigirandole di tanto in tanto. Condire le tagliatelle fatte in casa con il sugo così preparato, impiattare e servire caldo.

Foto di Davide Bellucca
La serata si è splendidamente conclusa con un piccolo buffet che abbiamo degustato tutte insieme in allegria, al termine della sfida.
Lo chef ha premiato la vincitrice della nostra edizione Alessandra con le sue polpettine di ricotta, ma la foto di rito in ricordo della bella serata l'ha regalata a tutte!
Grazie Luca.
Ed eccoci qui, tutta la schiera di foodblogger torinesi, con il nostro attestato di partecipazione alla serata, belle sorridenti:

Foto di Davide Bellucca
Ancora un ultimo doveroso grazie a Maria Chiara Montera per avermi invitata a partecipare alla serata, a Cirio e La Città del Gusto del Gambero Rosso, al food artist 9 periodico che ci ha allietato con le sue opere d'arte e a tutte la amiche che ho avuto il piacere di riabbracciare e da cui sempre apprendo nuove ricette, nuove suggestioni e splendide idee. 
Grazie a tutti.

Alla prossima!  






I peperoni sono la mia passione, ne vado matta! 
Quando avevo solo 3 "annetti piccoli" sono riuscita a farne indigestione!
Mamma mi ha raccontato che ne ero così ingorda, che non è riuscita a dirmi di no e alla fine sono stata male perchè ne ho mangiati troppi.
A casa mia non esiste estate senza peperoni arrostiti, ma con questo caldo al solo pensiero di accendere il forno per farli o sporcare i bruciatori del gas per cuocerli con lo spargi-fiamma confesso, mi fa star male.
Quando fa caldo prepararli è una tortura vera e propria... eppure sono così buoni, come si può rimediare?
Fortuna che esistono alternative moderne che semplificano la vita e oserei dire anche il gusto!
Da quando ho scoperto che posso farli al microonde con il piatto crisp in metà tempo e senza sporcare nulla, non mi ferma più nessuno!! 
E allora vai con i peperoni arrostiti!
Dovete assolutamente provarci anche voi, perchè rimangono più sodi, si spelano in un attimo e sono davvero troppo troppo buoni!


Ingredienti:
3 grossi peperoni (io 2 gialli e uno rosso)
2 cucchiai di capperi
un cucchiaio di acciughe sott'olio
un cucchiaio di origano
un cucchiaio di prezzemolo tritato
un cucchiaio di aceto balsamico
sale aromatizzato
1 spicchio d'aglio
olio extra-vergine di oliva

Procedimento:
Lavate i peperoni e metteteli sul piatto crisp del microonde. Il mio ha la funzione "sesto senso" che regola automaticamente il tempo di cottura. Ad ogni modo vi occorreranno non più di venti minuti. Io lascio una decina di minuti da un lato e poi li giro una volta. Dopo averli arrostiti li lascio raffreddare così si spelano davvero in un attimo.
Una volta spelati, elimino i semi e risciacquo bene le falde del peperone sotto acqua corrente fredda, li lascio scolare bene li taglio a listerelle sottili e poi li condisco così:
metto prima l'aceto, poi l'origano e il prezzemolo girandoli bene con un cucchiaio. Taglio sottilmente uno spicchio d'aglio sottile, aggiungo capperi ed acciughe e poi aggiusto di sale prima di ricoprirli bene con l'olio extravergine di oliva.
Se vi piacciono le olive potete anche aggiungerne qualcuna risulteranno ancora più saporiti.
Conservati in frigo in un contenitore di vetro ben coperti dureranno un paio di giorni... a patto che ci arrivino! 
Sono perfetti come antipasto, come contorno, come accompagnamento su una bruschetta, per un pic-nic, per le vostre grigliate estive, insomma mangiateli un pò quando vi pare perchè sono davvero squisiti!
Dite che sono troppo di parte? Bene, allora se non li mangiate chiamatemi che li finisco tutti io!

Buon appetito a tutti, arrivederci alla prossima ricetta:






Da quanto tempo mancavo da questo mio spazietto! 
E mi mancava davvero tanto ve lo assicuro.
Paradossalmente negli ultimi mesi ho cucinato così tanto da farsi venire la nausea, ma di tutte le possibili interessanti ricette sperimentate non ne ho pubblicata nemmeno una...
Occorre tempo, per scrivere, fotografare, organizzare le idee, ma ci sono giorni in cui è necessario fermarsi un attimo, raccogliere le forze, riordinare i pensieri.
Mi pare a volte di perdere il senso, di essere fagocitata dalla routine, dalle sempre troppe cose da fare e di non riuscire più a dare le giuste priorità, di non trovare più quel prezioso equilibrio, che nella smania del "troppo fare" inesorabilmente perdo.
Mi sono accorta che ci sono strumenti tecnologici moderni che se sapientemente usati sono molto preziosi, ma che basta proprio un attimo per trasformarli in "ciuccia-energie" o strumenti devastanti. 
Ho voglia di riappropriarmi dei miei spazi, di ridare un senso al fare nonostante la frenesia quotidiana e soprattutto ho tanta voglia di ritornare a fare le cose perchè ci credo, perchè davvero mi piace e mi diverte e non perchè "si deve".
Questa conserva che vi propongo oggi mi è proprio ben riuscita, e voglio condividerla con voi assidui o casuali lettori del blog, perchè ne sono pienamente soddisfatta. 
Come ho già scritto qui altre volte, almeno un paio di volte all'anno ho la fortuna di avere in dono dei limoni meravigliosi, giganti se paragonati a quelli comprati (grandi quasi una volta e mezza!) ma soprattutto naturali e certamente non trattati con sostanze chimiche.
Questi splendidi limoni di Sorrento provengono dal giardino delle mie zie, da una pianta di limoni di oltre 50 anni che li produce in abbondanza. Di solito li uso tutti per fare il limoncello la cui ricetta potete trovare qui, perchè nella mia famiglia il limoncello non può mancare per niente al mondo.
Dopo aver privato i limoni della buccia però ne rimangono sempre tantissimi, bisognerebbe consumarli subito, ma noi non usiamo spremerli, nè mangiarli. Sarebbe un vero peccato non utilizzare interamente questo splendido agrume il cui albedo (la parte bianca della buccia) è particolarmente spesso e gustoso.
Per cui spesso sperimento un modo per utilizzare questi limoni senza buccia avanzati dalla mia preparazione del limoncello e da un pò di tempo li riciclo così, con questa composta di limoni di cui oggi vi regalo la ricetta.
Il colore di questa composta mette allegria solo a guardarlo: ha dentro il sole del Sud e il sapore vi assicuro, vi ripagherà della fatica che farete per realizzarla.
E' davvero buona.


Ingredienti:
circa 2 kg di limoni senza buccia
2 carote medie
tutti i semini di 10 bacche di cardamomo
5 foglie di salvia
1 kg di zucchero semolato


Procedimento:
I due giorni precedenti: 
Affettate molto sottilmente i limoni e lasciateli a bagno per due giorni in acqua fredda in un contenitore ben sigillato, avendo cura di cambiare l'acqua almeno un paio di volte al giorno. Questa operazione servirà a far perdere l'amaro dell'albedo, che non andrà assolutamente rimosso, poichè negli agrumi risulta essere la parte più ricca di pectina, un addensante naturale utilissimo per fare la nostra confettura senza aggiungere quella artificiale. 


Dopo 48 ore:
Ponete i limoni affettati ben scolati dalla loro acqua, in una capiente casseruola dal fondo spesso. Sbucciate e lavate bene anche le carote e tagliatele a tocchetti, lavate le foglie di salvia e aprite le bacche di cardamomo mettendo nella vostra composta tutti i semini neri, aggiungete anche un paio di bicchieri d'acqua e ponete il tutto nella casseruola, lasciando cuocere per 30 minuti a fuoco medio.
A questo punto frullate tutto con un mini-pimer, fino a rendere il composto cremoso, aggiungete lo zucchero semolato e lasciate cuocere per altri 30 minuti prima di invasettare la composta.
Il suggerimento di mamma di aggiungere la carota, è stato provvidenziale, perchè ha dato alla composta un bellissimo equilibrio (oltre che un meraviglioso colore, quanto mi piace l'arancio che sa di sole!) regalandole un pò di dolcezza, senza coprire del tutto l'amaro dei limoni. 


Come sapete non amo molto i sapori stucchevoli per cui sono stata molto parca con l'aggiunta dello zucchero. A me piace così.
Voi potete eventualmente aggiungerne, assaggiate e regolatevi secondo il vostro gusto e la qualità dei limoni che utilizzate. Fate anche la prova piattino per verificare la consistenza e il tempo giusto di cottura della confettura, prima di metterla nei vasetti sterilizzati.

Ovviamente non ho resistito ad assaggiarne almeno uno ed ecco la prova del nostro assaggio:


Mangiata a colazione, così come la vedete in foto, spalmata su una buona fetta di pane casalingo ai cinque cereali, preparato con il lievito madre.

Anche del pane dovrei darvi la ricetta, appena riesco.
Anche questo ovviamente fatto dalle mie manine con una farina semi-integrale e a lievitazione naturale. Un pane squisito!
E che enorme soddisfazione una colazione così, tutta home-made!
Che ne dite vi ho messo almeno un pizzico di voglia di provarla?
Lo spero ^__^ proprio.

Vi abbraccio tutti, a presto







Come si fa a dilatare il tempo? 
Avete una formuletta magica pronta per l'uso?
Se l'avete vi prego, non siate avari e condividetela con me, che il tempo mi scivola sempre tra le dita un giorno dietro l'altro senza posa.
Siamo già a metà aprile e non me ne sono nemmeno accorta! 
Troppo indaffarata, perennemente di corsa... come si fa?
Se però una vocetta implorante facendo gli occhioni dolci mi chiede: 
"Mamma ti prego, me la fai quella torta di fragole che mi avevi promesso? Sai come quella che ha fatto il papà di Dora nella favola che mi hai letto?"
Ecco, allora cedo inesorabilmente, mi eclisso quasi per fermare il tempo pur di accontentarlo, e faccio anche i salti mortali.


Questo rotolo nasce così, un pò di corsa, ma vi assicuro non vi occorrerà troppo tempo per realizzarlo, vi basterà una mezz'oretta. 
Ritagliatevela come ho fatto io poi appagata dalla faccina estasiata e sorridente del mio bimbo, alla vista di questo dolce.

Ingredienti:

Per il rotolo di pasta biscotto:
90 g farina
4 uova
150 gr zucchero
1 cucchiaino di lievito per dolci


Per la farcitura e la guarnizione:
½ litro di panna fresca da montare
100 g di zucchero
1 cucchiaino di amido di mais
½ kg di fragole fresche
Zucchero a velo per guarnire (facoltativo)

Procedimento:


Per il rotolo di pasta biscotto:
Sgusciate le uova separando tuorli ed albumi, che monterete a neve ben ferma. Lavorate i tuorli con lo zucchero finchè siano chiari e spumosi, incorporandovi prima la farina setacciata ed il lievito ed infine lentamente gli albumi a neve. Versate l'impasto in una teglia di cm 36x26 rivestita con carta da forno bagnata e strizzata, livellate bene la superficie e cuocete in forno caldo a 180°C per 15-20 minuti finchè risulti dorato. 

Rovesciate ora la pasta biscotto su un foglio di carta da forno bagnato ed asciugato (facendo attenzione a non ustionarvi!) eliminando con delicatezza la carta da forno soprastante sollevando dapprima bene i bordi e poi tirando (spellandola modi ceretta!) ed arrotolate nuovamente la pasta biscotto aiutandovi con la carta da forno bagnata sottostante. 
Arrotolate partendo dal lato più corto. Lasciate raffreddare. 

Per la farcitura e la guarnizione:

Montate con le fruste la panna freddissima aggiungendo un cucchiaino di amido di mais che aiuterà a stabilizzarla e non farla smontare ed infine aggiungete poco alla volta anche lo zucchero continuando a montare. Affettate le fragole tenendone da parte qualcuna per la decorazione. Farcite bene il rotolo, con uno strato di panna che andrà spalmato tenendo un dito di margine dal bordo, per evitare che il ripieno fuoriesca durante l'arrotolamento, e poi sistematevi sopra le fragole tagliate a pezzettini. Ricomponete il rotolo arrotolandolo dopo la farcitura non schiacciando troppo per non far uscire il ripieno e decoratelo a piacere con fragole panna e zucchero a velo.

E siccome oggi si festeggia il mio onomastico, rubo anche io una fragola con panna tutta per me!
Vi abbraccio e vi aspetto alla mia prossima ricetta: