Ultimi Post
E no, ma che avete capito, non parlavo mica della mia testa sapete, ma di una zucchetta di pane! ^___^
E sì appena ho visto questa idea qui, ho pensato subito che dovevo replicarla. 
In realtà più che altro ho copiato la forma del pane, per la ricetta sono andata a sentimento, l'ho adattata alle mie esigenze perchè ovviamente volevo utilizzare il mio lievito madre, copiando solo la zucchetta, che mi è sembrata un'idea carinissima. 
Come al solito le cose da fare sono mille, i giorni volano senza che ce ne accorgiamo (incredibile: ma siamo già quasi a fine novembre???) e il mio pane alla zucca rimaneva lì a mezz'aria, soltanto un'idea balzana nella mia testa (ehmmm... ok, ok diciamo le cose come stanno: UN TARLO!!
E così l'altra sera, mi sono detta: 
"Ma senti un pò, tempo a disposizione o no si deve fare questo pane alla zucca, eh, trova il modo" 
Che poi voi non lo sapete, ma a proposito di zucche qui, la mia sapeste quanto è dura... e se mi metto in testa una cosa io...
Insomma, di buona lena, mi sono decisa ad impastare questo pane. 
Per gestire meglio i tempi di lievitazione, ho fatto una biga la sera prima ed il giorno dopo, eccole qui servite le mie zucchette di pane:

Devo dire con grande soddisfazione, un ottimo coreografico e profumatissimo pane alla zucca è uscito dalla mia cucina. 
Ma non paga di tutto ciò, ci ho messo il mio zampino e l'ho fatto diventare una bella coccottina edibile. 
Mi piace molto l'idea di mangiare sia il contenitore che il contenuto. L'avevo già fatto una volta, e la mia idea della coccottina edibile questa qui, era stata premiata con il Contest della Pivetti. 
Stavolta però, invece della pasta brisè ho usato questa zucchetta di pane, l'ho scavata e ci ho servito dentro una vellutata delicatissima. 
E mica una vellutata qualsiasi. E no, una vellutata preparata con un altro vezzo che da mesi inseguivo... LA CAROTA NERA
Anche se una volta cotta più che nera direi che sembra viola.
in ogni caso è proprio carina non vi pare?



E sì, ci vuole così poco a volte per farmi felice! 
Basta una carota... nera però! Ahaahah!
Volete sapere come si fa la zucchetta? Allora seguitemi dai.
La ricetta della vellutata di carote invece la trovate qui.



Ingredienti:
30 gr di lievito madre (rinfrescato il giorno prima)
200 gr di acqua tiepida
400 gr di farina 0 oppure farina per pane
200 gr di zucca già lavata e pulita
2 cucchiai di olio extravergine di oliva
un cucchiaino di sale fino
latte qb per spennellare
spago da cucina per dare la forma di zucca



Procedimento:
La sera prima (biga): 
Spezzettare il lievito madre in una terrina sciogliendolo bene in 100 gr di acqua tiepida. Poi aggiungere 50 gr di farina e impastare bene fino ad ottenere una palla liscia ed omogenea. Coprire la terrina sigillando bene con una pellicola per non fare seccare l'impasto e coprire con un canovaccio. Lasciare lievitare tutta la notte a temperatura ambiente.
Zucca:
Affettare sottilmente la zucca, disporla su una placca rivestita di carta da forno e farla cuocere per 15-20 minuti a 200°C. A cottura ultimata mettere da parte e tenere in frigo fino al giorno dopo.



Il giorno successivo: 
Sgonfiare l'impasto lievitato durante la notte, spezzettarlo e scioglierlo bene nella restante acqua tiepida (100 gr). Aggiungere la restante farina (350 gr), la zucca già cotta e frullata in un mixer, l'olio e da ultimo il sale. Impastare molto bene aggiungendo un pò di farina se la zucca rendesse l'impasto troppo appiccicoso e poi sbatterlo bene sulla spianatoia fino a quando l'impasto sarà ben lisciato. Fare una palla, oliare una terrina e lasciare rilievitare coperto fino al raddoppio (a me sono occorse 3 ore). Ora oliare bene la spianatoia su cui trasferire l'impasto, spezzarlo in piccoli pezzi e procedere alla formatura (vedi foto del passo-passo). Per prima cosa sigillare bene sul punto di taglio, sgonfiare delicatamente l'impasto (usando le dita di piatto e non i polpastrelli che romperebbero gli alveoli formatisi durante la lievitazione), formare un rettangolino e arrotolare nel senso della lunghezza prima, poi appiattire bene nuovamente, girare di 90 gradi e arrotolare di nuovo nel senso della larghezza (come mostrato nelle foto dei riquadri qui sopra). Arrotondare bene l'impasto per formare una pallina. Legare con lo spago come in foto, per 6-8 volte in modo da sagomare la forma della zucca. Disporre sulla teglia ricoperta da carta forno e lasciare riposare coperto per 1 ora a temperatura ambiente. Spennellare delicatamente le zucchette ottenute con un pò di latte ed infornare. Accendere il forno a 200°C e cuocere il pane per 30 minuti.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta



In questa stagione uno dei miei comfort food preferiti sono le vellutate. Adoro le vellutate, ma anche le zuppe di legumi, i passati di verdura, le creme, insomma in qualsivoglia modo sia declinato, mi piace gustare un bel piatto di minestra calda in autunno, perchè per me è davvero sinonimo di benessere: un gran piacere!
Sulla nostra tavola non mancano davvero mai una zuppa o una minestra calda, la sera soprattutto, ma confesso che la mangio senza problemi anche a pranzo e cena rinunciando tranquillamente alla pasta!
Questa vellutata di carote viola è di rapidissima esecuzione, l'ho preparata con il Bimby, che rende la preparazione davvero un'inezia. Se però non l'avete potete tranquillamente cuocerla in una pentola qualsiasi e poi passarla con il minipimer.
Ho pensato di servirla in un modo un pò originale, dentro un pane alla zucca a forma di zucca. La ricetta del pane la trovate qui.


Ingredienti:

1 scalogno
5 carote nere
3 patate piccole
1 foglia di alloro
4 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva qb




Procedimento:
Affettare sottilmente uno scalogno metterlo nel Bimby (oppure in una pentola) con due cucchiai d'olio extravergine di oliva e farlo soffriggere per 5 minuti a 100°C velocità 3. Sbucciare e lavare le carote e le patate, e ridurle in pezzi non troppo piccoli. Aggiungerli  nel boccale del Bimby. Mettere una foglia di alloro, il coriandolo, la noce moscata e coprire appena con dell'acqua. Chiudere il boccale e cuocere a 100°C per 30 minuti a velocità 3. 


Trascorsa mezz'ora sarà pronta. 
Frullare quindi bene tutto per 1 minuto a velocità 8 per ottenere una vellutata bella cremosa. Regolare di sale e servire se vi piace nelle zucchette di pane. La ricetta del pane alla zucca la trovate qui.


NOTE PERSONALI:
Appena ho visto questa carote nere, non ho resistito alla tentazione di comprarle! Avevo letto della loro particolarità, ovvero che sono ricche di antociani, potenti antiossidanti naturali presenti anche nell'uva e in tutti i frutti scuri (mirtilli, prugne etc,) cui conferiscono la tipica colorazione viola, oltre ad essere ricche di preziose vitamine del gruppo B e sali minerali.
Un motivo in più per non farsele scappare.

Un abbraccio a tutti e arrivederci alla prossima ricetta!






Mi rendo conto di non essere per nulla una "foodblogger" modello, mi perdonerete, ma sono così e mi sa che non cambierò facilmente, per cui sappiatelo: prendere o lasciare!
Sono sempre in ritardo con la pubblicazione dei miei post, con sempre troppe idee per la testa e troppo poco tempo per realizzarle! 
Come si può rimediare? Si accettano suggerimenti: fatevi avanti.
La sfida del contest che vi presento oggi in collaborazione col blog di Teresa, era quella di pensare ad una ricetta per un cibo da strada, utilizzando i formaggi svizzeri: Sbrinz e Gruyère.
E anche questa volta per SWISS CHEESE PARADE purtroppo arrivo sul fil di lama! 
Ditemi come si combatte la pignoleria cronica e la perenne mania di perfezionismo ad ogni costo?
Forse il ritardo cronico è da annoverarsi tra i motivi che mi frenano, che se una cosa non è fatta come dico io piuttosto lascio perdere! 
Ecco io ci litigo sempre tra me e me con le mie manie di perfezionismo, ma questa è tutt'altra storia, ora meglio passare alla ricetta! 
Pensate un pò, questa ricetta l'ho tenuta in serbo da luglio, e va bè, meglio tardi che mai. Complice un’estate passata in montagna senza un forno a disposizione, le meningi si sono dovute spremere a dovere. Da brava arietina testarda però, la soluzione alla fine è arrivata. Che mica si rinuncia a fare il pane con il lievito madre, solo perché non si ha un forno a disposizione, giammai! 
Avrò anche tanti difetti io, ma di certo non sono una rinunciataria, non abbandono alla prima difficoltà, anzi in queste situazioni “la capa tosta” viene fuori più vivida che mai!
Dunque l’impasto che ho pensato di fare è stato quello del pane veloce al formaggio, che avevo già proposto qui
Velocissimo da fare, si cuoce in padella, un minuto per lato e mangerete un pane profumato e saporitissimo, mi era subito sembrato perfetto per l'occasione. 
Il pane mangiato caldo poi per me è una coccola speciale: un vero spettacolo! 
Ho adattato quindi la ricetta di quel pane veloce al mio Lievito Madre, ottenendo un impasto che, sebbene inizialmente dettato da "pigrite vacanziera acuta", si è poi rivelato un vero passpartout. 
Non mi sono limitata a farci il pane con questo impasto, l'ho provato in diverse varianti, tra cui anche questi panzerotti, che noi abbiamo trovato deliziosi, sia cotti in padella come le piade, che fritti. 
Non so proprio decidere quale sia la versione migliore e così ve le propongo entrambe, sceglierete voi la cottura che gradite di più. 
Volete provarci? 


Ingredienti:

Impasto per pane veloce/panzerotti:

30-50 gr di lievito madre (preso anche non appena rinfrescato, ma di 3 giorni di frigo)
250 gr di farina 0
100 gr di formaggio spalmabile (io ho usato quello home-made la cui ricetta è questa qui)
100 ml (gr) di acqua tiepida 
1 cucchiaino da caffè colmo di sale 
1 cucchiaio d’olio extravergine di oliva

Per il ripieno:

70 gr di prosciutto cotto (o mortadella o un altro salume a vostro piacere)

100 gr di gruyère affettato sottile



Procedimento:
Per l'impasto dei panzerotti:
Spezzettare il Lievito Madre e scioglierlo in acqua tiepida, lasciandolo qualche minuto ad ossigenarsi, mescolandolo di tanto in tanto con una forchetta. Aggiungere la farina, il sale, l'olio ed il formaggio spalmabile e impastare bene fino ad ottenere un panetto morbido ed omogeneo (foto 1)
Lasciare lievitare ben coperto in luogo tiepido a temperatura ambiente per almeno un paio d'ore, poi si può procedere cuocendo subito il pane (o i panzerotti) oppure si può conservare l'impasto coperto in frigo, fino a tre giorni successivi. Il riposo in frigo migliorerà l'impasto.
Formatura dei panzerotti:
Ricavate dall'impasto così preparato delle palline di circa 30 gr ciascuna. Spolverate con la farina la spianatoia e stendete le palline con il mattarello (foto 2) fino ad ottenere un disco dello spessore di un paio di millimetri. Farcitelo con il prosciutto e la gruyère (foto 3) e poi formate i panzerotti, io ho usato lo stampino per fare i ravioli (foto 4).

A questo punto potete decidere se friggerli in abbondante olio bollente, oppure per una versione un pò più light, ma comunque molto gustosa, potete cuocerli in una padella antiaderente, dopo averla fatta scaldare molto bene. Cuoceteli qualche minuto per lato, schiacciandoli con una spatola in legno, per farli cuocere in modo uniforme. La differenza tra le due cotture è ben visibile nella (foto 5).
E voi come li preferite? Fritti o cotti in padella? Bisognerebbe assaggiarli per un giudizio equo...






Che altro dire, spero che sia vero il famoso detto... 
gli ultimi saranno i primi
Con questa mia ricetta, partecipo come già anticipato all'inizio del post alla SWISS CHEESE PARADE





Ringrazio ancora molto Teresa per l'opportunità che ci ha dato e per la sua consueta gentilezza e disponibilità e anche per gli ottimi e squisiti formaggi svizzeri Sbrinz e Gruyère, protagonisti della ricetta, che ho avuto il piacere di assaggiare.


Ciao a tutti, vi dò appuntamento alla prossima ricetta.


 
Spesso trovo ispirazione in ricette anche un pò datate, per questo ogni tanto mi piace risfogliare i miei vecchi numeri della rivista Sale & Pepe!
La ricetta che propongo oggi infatti, proviene proprio da un vecchio numero della rivista, a cui sono abbonata da più di dieci anni! 
Trovo sempre qualche spunto interessante, anche nei vecchi numeri.
Questa torta è piaciuta molto ai miei commensali ed anche a me che non amo troppo i dolci, perchè non è per nulla stucchevole. 
Il guscio che la avvolge non è di frolla, ma molto più delicato nel sapore, è una sorta di pasta matta. 
Il ripieno di pere cotte nel vino poi, la rende particolarmente adatta a chiudere degnamente una cena, come perfetto dessert. 
Insomma una torta chic semplice e gustosa, assolutamente da provare.
E secondo il consorte, (forse per via delle stelline??), ha anche una vaga "aria natalizia", voi che dite?




 Intanto provatela...

Ingredienti:

340 gr di farina 
150 gr di burro 
4 pere Martine 
1 stecca di cannella 
1 bacca di anice stellato 
1 pizzico di zenzero in polvere 
60 gr di zucchero 
1/2 litro di vino rosso dolce (io ho usato un lambrusco secco) 
4 amaretti morbidi 
1 pizzico di sale 



Procedimento:
Frullate nel mixer (io ho usato il Bimby) la farina con 30 g di zucchero, il burro a dadini e un pizzico di sale. Quando il composto sarà sabbiato (si formeranno delle briciole), unite 50 ml di acqua fredda e frullate fino ad ottenere una palla. 
Avvolgetela nella pellicola e fatela riposare in frigo per 30 minuti. 

Nel frattempo portate ad ebollizione il vino con le spezie (anice stellato, cannella e zenzero) e i 30 grammi di zucchero rimasto. Aggiungete le pere sbucciate ed affettate e cuocetele finchè saranno cotte, ma non ancora sfatte. 

Scolatele e fate ridurre lo sciroppo della metà. 

Stendete 2 terzi della pasta in un disco dello spessore di 3-4 mm e usatelo per foderare uno stampo di 20 cm (io ne ho usato uno lungo rettangolare, quello in foto e mi è avanzata della pasta con cui ho poi fatto dei biscotti). 
Punzecchiate il fondo con i rebbi di una forchetta e cospargetelo con gli amaretti sbriciolati. Distribuitevi sopra le pere ben sgocciolate dal vino, stendete la pasta rimasta e sistematela sul ripieno. Prima di adagiarla con un tagliapasta ritagliate delle stelle e asportatele. Alcune stelline le ho poi appoggiate sulla torta. 
Sigillate bene i bordi e infornate a 180 gradi per 35 minuti. Lasciate raffreddare e poi spolverizzate di zucchero a velo e servite con la riduzione di sciroppo di vino preparato.

NOTE: 
Nella ricetta originale le aperture a stellina della torta, dopo la cottura, andavano riempite con gelatina di ribes. 
Questa operazione renderà la torta ancora più scenografica e carina a vedersi, io non l'ho fatto, ma voi potete provare.



E per oggi è tutto. 
Per chi vorrà, arrivederci alla prossima ricetta!


Ogni volta che abbiamo amici a cena la scena si ripete puntuale...
Mille idee per stuzzichini da aperitivo e antipasti a sazietà!
La mia passione nella scelta, nella predilezione e nella preparazione degli antipasti per le mie cene è oramai proverbiale. 
Gli amici lo sanno e il consorte si lagna.
Gli ospiti arrivano al primo e sono già sazi!
Una mia pecca lo ammetto, il bello è che lo so, ma non riesco proprio ad evitarlo, non so trattenermi, sono sempre troppi quelli che vorrei provare e che mi fanno capitolare.
Questa volta, essendo periodo di zucca ed avendone acquistata una dolcissima, la mia scelta è ricaduta su un delizioso antipasto, la millefoglie di zucca con baccalà mantecato e crema di ceci al coriandolo.
Un'idea della mia cara amica Silvia, oramai chef a tempo pienissimo
La sua ricetta la trovate qui.
L'aveva presentata al Taste and Match lo scorso anno in cui avevo avuto il piacere di degustarla e mi aveva da subito colpita molto.
Un connubio perfetto al palato, a mio avviso davvero elegante nella presentazione e anche molto delicata nell'accostamento di sapori.
Un pesce dal gusto così importante come il baccalà, preparato in questo modo diventa raffinato e davvero piacevolissimo da degustare. 
Provateci.


Rispetto alla ricetta originale, ho fatto solo qualche mia piccolissima variazione. 
Vi trascrivo tutto qui di seguito, anche per vostra comodità di lettura.
Ingredienti:
Per la millefoglie di zucca:
1/4 di zucca arancione privata di buccia e semi (200 gr circa)
olio extravergine di oliva 
pepe giamaicano

Per il baccalà:
500 gr di una baffa di baccalà già ammollato
500 ml circa di latte intero
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di prezzemolo fresco tritato
pepe
olio extravergine di oliva

Per la crema di ceci:
400 gr di ceci già lessati
8 bacche di coriandolo
1 pizzico di noce moscata
olio extravergine di oliva
pepe giamaicano
semi di papavero per guarnire

Procedimento:
Per la millefoglie di zucca:
Private la zucca di buccia e semi e tagliatela a fettine spesse qualche millimetro. Ponetele su una placca da forno con un filo d'olio, sale e pepe e fatele asciugare in forno per 15-20 minuti a 220 gradi. Fate raffreddare e tenete da parte.

Per il baccalà:
Io preferisco sempre partire dal baccalà ancora da ammollare, lo voglio vedere e sincerarmi che sia davvero baccalà. Volendo però, potreste facilitarvi il lavoro, si può acquistare anche quello già bagnato. Fate solo attenzione che non sia troppo salato. 
Io sono partita dalla baffa sotto sale, l'ho ben dissalata sotto l'acqua corrente fredda e poi l'ho messa in ammollo con abbondante acqua fredda, che andrà cambiata 3-4 volte al giorno, sostituendola con altra acqua fredda, per almeno 2 giorni consecutivi. 
Il terzo giorno dopo l'ammollo, ho messo il baccalà ben sciacquato in un tegame capiente, l'ho coperto con il latte, e l'ho lasciato cuocere per 20 minuti. L'ho scolato con una schiumarola e l'ho frullato con uno spicchio d'aglio, il prezzemolo e un filo d'olio, aggiungendo poco alla volta un pò del latte di cottura fino a renderlo cremoso come in foto. Lasciatelo raffreddare e tenetelo da parte.

Per la crema di ceci:  
Di solito quando preparo la crema di ceci mi piace aggiungerci lo zenzero fresco, lo trovo delizioso, ma il suo gusto un pò pungente non è sempre gradito da tutti. Questa volta quindi ho seguito il suggerimento di Silvia, optando per il coriandolo, più delicato, e devo dire che non mi è affatto dispiaciuto. 
Frullate dei ceci già lessati con 8 bacche di coriandolo, ed olio, come per fare l'hummus, fino a che abbiate una consistenza cremosa come quella in foto. Aggiustate di sale e pepe, un pizzico di noce moscata e ponete la crema in una sach a poche con il beccuccio a stella. Tenetelo da parte fino al momento di impiattare.

Montaggio del piatto:
Preparate il piatto sistemando a strati le sfoglie di zucca appena intiepidite. Una fettina di zucca, il baccalà mantecato anch'esso tiepido, altra fettina di zucca e altro baccalà, alternando tre o quattro strati per formare una sorta di millefoglie. 
Con la sach a poche guarnite con ciuffetti di crema di ceci e spolverizzate con semi di papavero. Servite il piatto tiepido.


Alla prossima ricetta, ciao




    


Avviso a tutti i naviganti-lettori del blog:
la ricetta che vi propongo oggi si può anche degustare ^__^
No, no, non è uno scherzo, avete capito proprio bene!
Anche quest’anno come l’anno passato, parteciperò insieme ad Alessia, Lia e Silvia, alla Fiera della Toma di Condove edizione 2013. 
Le ricette che ognuna di noi preparerà, verranno servite agli astanti. 
Prepareremo una trentina di assaggi per ciascuna ricetta. 
Quindi chi fosse curioso di assaggiare questa e le altre ricette proposte, potrà farlo domenica prossima 13 ottobre a Condove appunto, a patto ovviamente di passare da queste parti!
Dopo aver degustato alcune delle moltissime tome che potrete trovare in Fiera, mi sono lasciata ispirare e seguendo l’istinto dettato dalle mie papille golose...
sono venuti fuori questi muffin, che sono decisamente i miei peccati di gola preferiti:



Ingredienti: (dosi per 12 muffin)
Per i muffin:
200 gr di farina
100 ml di olio d’oliva
100 ml di latte
3 uova
150 gr di toma mista capra-vacca
2 etti di prosciutto cotto tagliato a dadini 
1/2 cucchiaino di sale 
1 pizzico di pepe
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate



Per la crema al taleggio:
200 gr di taleggio alla carota (quello con la crosta arancione che si vede qui sopra in foto)
150 gr di latte intero
sale aromatizzato alle erbe aromatiche
1 pizzico di noce moscata



Procedimento:
Preriscaldare il forno a 200 gradi. Sbattere le uova, aggiungere l’olio, il latte in cui bisogna prima sciogliere il lievito secco, ed infine la toma. Incorporare gradatamente la farina ed aggiungete il prosciutto cotto tagliato a dadini. Salare e pepare a piacere. Mescolare bene l’impasto e distribuirlo nei pirottini. 
Quindi infornare per circa 40 minuti a 180-200 gradi. Il tempo dipende sempre dal forno, controllare bene che la superficie sia appena colorita e non si bruci.
Crema di taleggio alla carota:
In un pentolino scaldare il latte e sciogliere il taleggio tagliato a pezzi, aggiustare di sale e mettere un pizzico di noce moscata. Servire il muffin con un cucchiaio di salsa al taleggio.

Ed ecco l'interno dal cuore bello filante:


Insomma vi ho ingolosito o no?
Correte a trovarci, vi aspettiamo!




Appuntamento a domenica dunque, per chi potrà e per tutti gli altri qui come sempre, arrivederci alla prossima ricetta.




Non ricordo più dove leggevo che un tribunale in un contenzioso tra carta stampata e web, ha stabilito che il valore di una ricetta, non è dato solo dallo sterile elenco di ingredienti in essa contenuti o dal procedimento attuato per realizzarla, ma anche da come viene raccontata, reinterpretata. 
"La storia che c'è dietro" ad ogni ricetta le conferisce un valore aggiunto che può renderla speciale ed unica. 
Lo penso da sempre. 
Un pò come nella vita, mi vien da dire, in cui il contributo di ogni singola persona che incrociamo, ci arricchisce regalandoci sempre qualcosa in più.
Che viaggiare da soli non è mai bello come farlo in compagnia...
Ecco i vortici al cioccolato che vi presento oggi sono un bell’esempio di quanto tutto questo sia vero!


 
Queste brioches, che ci sono piaciute moltissimo, sono e lo dico con un pizzico di orgoglio, il risultato di un impasto tutto fatto a mano, con le mie manine ^___^
Certo nulla a che vedere con questa impresa titanica che tempo fa avevo realizzato qui, ma comunque... 

Una gran bella soddisfazione! 

In realtà dovrei dire che questi vortici sono la somma non solo del mio impegno, ma anche del lavoro di TANTE mani.

Di un lavoro di gruppo, un meraviglioso gruppo, che si entusiasma, si scambia consigli, suggerimenti, un gruppo di aiuto e condivisione VERA, in cui ognuno può essere allievo o maestro a seconda dei casi, in base alla sua personale esperienza.
Un gruppo che mi ha fatto ricredere sull'utilizzo di faccialibro (FB), sul fatto che esistono ancora persone semplici, pulite e vere.
Perchè anche nel mondo virtuale come in quello reale, è sempre necessario saper discernere e scegliere con chi accompagnarsi...
Le belle persone esistono certo, anche in rete, forse solo non fanno tanto notizia. 
Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce.

In ogni caso, come accennavo prima, queste brioches sono passate per tante mani, è vero, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Se esistesse un ©copyright della ricetta di questi vortici al cioccolato, allora i meriti sarebbero tutti di Adele, manine d'oro, di cui vi invito caldamente a visitare il blog, perchè è davvero carino. 
La sua ricetta la trovate qui. E' stata Adele che l'ha fatta scoprire al gruppo di FB di Paoletta ed Adriano. La ricetta di partenza, da cui Adele ha preso ispirazione è una ricetta francese del sito Lepetrin, questa qui
E per capire fino in fondo che succede quando si postano delle ricette così nel gruppo, bè bisognerebbe farne parte...
La ricetta di Adele è con lievito di birra, che non è affatto il nemico da cui scampare, anzi, sebbene in tutto il gruppo si utilizzi il Lievito Madre, scattano i millemila "mi piace" e poi via: tutti curiosi di provare e sperimentare, tutti all'opera.
Subito qualcuno si è ingegnato a dare una sua personale versione "rivisitata" con il Lievito Madre ed è la volta di Silvia con la sua ricetta con Lievito Madre liquido che trovate qui
E tutti si sentono accolti, perchè sono sempre i benevnuti, nessuno si offende perchè la "sua" ricetta viene modificata e variata, anzi il gruppo è lì per questo. 
A mio avviso questo è anche il bello del riprodurre una ricetta, poterci mettere del proprio con libertà. Cucinare in fondo non è altro che uno dei tanti modi per esprimere se stessi, un esercizio di creatività. Che parte dalla nostra esperienza personale e familiare, dalle emozioni, dalle tradizioni che abbiamo vissuto a cui poi di volta in volta si aggiunge o si toglie anche qualcosa, a nostro gusto. 

Perchè diciamolo, bisogna recuperare un pò di umiltà, che qui quasi nessuno inventa nulla. 
E in ogni caso a me personalmente piace imparare: da tutti.

 
E dopo tutto sto panegirico arriviamo finalmente a me, copiona delle copione, che ho provato come altri prima di me, a rifare i vortici al cioccolato di Adele. 
E potevo io non pensare di utilizzare il mio amato Lievito Madre? Certo che sì..
Il LM di Silvia è liquido il mio invece no, per cui ho riadattato nuovamente la ricetta.
Ecco, se siete curiosi di sapere cosa ho combinato vi riscrivo anche la mia versione. E vi assicuro che è stato più lungo scrivere il post che farlo!


Ingredienti:

PASTA BRIOCHES:
(versione con Lievito Madre solido al 50% idratazione)

300 gr farina tipo 0
300 gr farina 00
120 gr di acqua
120 gr di latte
130 gr di lievito madre
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 uovo
90 gr di burro morbido (prelevare 30 gr di questo burro e farli scaldare con le zeste d'arancia per aromatizzarlo, attendere che torni cremoso per utilizzarlo)
110 gr di zucchero
10 gr di sale
1 cucchiaio di rum
la scorza di un'arancia non trattata in superficie
una bacca di vaniglia

PASTA AL CIOCCOLATO:

60 gr di albumi 
40 gr di farina 00
80 gr zucchero
160 gr di latte
40 gr di cacao amaro
20 gr di burro
 

Procedimento:
La sera prima si prepara:

PASTA BRIOCHES:
 
Per prima cosa in una capiente ciotola ho sciolto il LM nell'acqua con un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo. Una volta sciolto ho aggiunto lo zucchero, il latte e i 300 gr di farina 0 iniziando a mescolare sommariamente con una forchetta. Poi ho aggiunto l'uovo sbattuto, il resto della farina ovvero i 300 gr di farina 00 e ho amalgamato ancora con la forchetta, ho aggiunto il sale ed infine il rum, i semi di vaniglia ed il burro fuso, mescolando bene. A questo punto siccome non possiedo la planetaria, ho impasto con le mani (una a dire il vero, la destra!), sempre in una ciotola utilizzando il palmo della mano aperto e rigirando l'impasto cercando di arrotolarlo su se stesso e cercando di lisciarlo il più possibile. In pratica il movimento è lo stesso che fa la macchina impastatrice, con la differenza che la mia mano è "la foglia" (che però ogni tanto si deve anche riposare :P perchè è un pò faticoso lavorare tanto tempo di seguito!). Dopo 20 minuti buoni l'impasto sembrava pronto. Ho quindi proceduto con la prova del velo che ci dice se l'impasto è ben incordato. Si fa così: si prende un pezzo di impasto tra le dita bagnate, e lo si allarga delicatamente e si deve assottigliare fino a formare "un velo appunto", senza spezzarsi.
Ho quindi arrotondato bene l'impasto, l'ho coperto e riposto in frigo fino alla mattina dopo.  

PASTA AL CIOCCOLATO

In una ciotola miscelare l’albume con la farina e lo zucchero. Mettere il latte a scaldare in un pentolino finché non raggiunge il bollore, aggiungere il cacao setacciato e mescolare con una frustina fino a sciogliere tutti i grumi.
Versare la cremina prima ottenuta e mescolare sul fuoco per ottenere una crema densa ed omogenea (come una crema pasticcera soda). Spegnere il fuoco aggiungere il burro e mescolare finché non è completamente assorbito. Travasare in una ciotola e coprire con pellicola, far raffreddare a temperatura ambiente e poi mettere in frigo fino al giorno dopo.

La mattina seguente:

Prendere la pasta brioche e stenderla in un rettangolo di circa mezzo cm di spessore (foto 1).
Spalmare con un coltello nella parte centrale del rettangolo la pasta di cacao nel modo più omogeneo possibile (foto 2) e poi ripiegare i lati accavallandoli leggermente e chiudere i lati rimasti aperti schiacciando con le dita.
Picchettare con il mattarello per compattare, stendere e piegare a tre , mettere in frigo per almeno un’ora.
Se si desiderano le strisce più sottili e ravvicinate ristendere e ripiegare a tre, riposo di un'altra ora (foto 3).
Stendere (mezzo centimetro) e procedere con le forme che più vi piacciono...io ho fatto vortici e le treccine.
Per i vortici ho arrotolato la sfoglia creando un filoncino di circa 6 cm di diametro ed ho tagliato delle fettine di circa 3 cm di spessore. (foto 4)
Ho tagliato le estremità del filoncino, l'ho srotolato e con l'impasto delle striscioline ho fatto le treccine.
Ho poi coperto con pellicola e un canovaccio e lasciato lievitare a temperatura ambiente per più di 3 ore, finché non sono ben lievitati, ho spennellato con un uovo sbattuto con un cucchiaio di latte e infine ho cotto a 180 gradi fino a doratura della parte chiara. Mi ci sono voluti quasi 30 minuti, voi controllate a vista, il vostro forno. Che dopo tutto sto lavoraccio, mica si possono bruciare le brioches, vero???

Vi assicuro che la vostra fatica sarà ripagata, ne vale davvero la pena, si sprigiona un profumo paradisiaco e fare colazione con una di questi vortici è stata davvero una bella soddisfazione: squisiti!

NOTE PERSONALI (mie e di Adele):
Il mio impasto è rimasto in frigo 2 giorni, perchè non sono riuscita a procedere subito la mattina dopo. Il riposo in frigo così prolungato, rispetto alla prima volta che li avevo fatti, in cui avevo proceduto il giorno successivo, ha conferito all'impasto aromi e profumi indescrivibili. Tolto dal frigo l'impasto aveva un profumo davvero meraviglioso! Quasi quasi vi consiglio di aspettare due giorni perchè sono anche meglio.

Una volta cotti, si conservano per diversi giorni chiusi in un sacchetto di plastica.
E si possono congelare già cotti....tornano come appena fatti se li mettete in forno ancora congelati per circa 8 minuti a 180 gradi.
Si può saltare la lievitazione notturna in frigo e far lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Mettere comunque l'impasto in frigo per almeno un'ora, in modo che sia ben freddo, prima di incorporare la pasta al cioccolato.

E per oggi credo proprio di avervi già tediato a sufficienza, per cui vi saluto sperando di aver solleticato le vostre papille e vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta!