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Non ricordo più dove leggevo che un tribunale in un contenzioso tra carta stampata e web, ha stabilito che il valore di una ricetta, non è dato solo dallo sterile elenco di ingredienti in essa contenuti o dal procedimento attuato per realizzarla, ma anche da come viene raccontata, reinterpretata. 
"La storia che c'è dietro" ad ogni ricetta le conferisce un valore aggiunto che può renderla speciale ed unica. 
Lo penso da sempre. 
Un pò come nella vita, mi vien da dire, in cui il contributo di ogni singola persona che incrociamo, ci arricchisce regalandoci sempre qualcosa in più.
Che viaggiare da soli non è mai bello come farlo in compagnia...
Ecco i vortici al cioccolato che vi presento oggi sono un bell’esempio di quanto tutto questo sia vero!


 
Queste brioches, che ci sono piaciute moltissimo, sono e lo dico con un pizzico di orgoglio, il risultato di un impasto tutto fatto a mano, con le mie manine ^___^
Certo nulla a che vedere con questa impresa titanica che tempo fa avevo realizzato qui, ma comunque... 

Una gran bella soddisfazione! 

In realtà dovrei dire che questi vortici sono la somma non solo del mio impegno, ma anche del lavoro di TANTE mani.

Di un lavoro di gruppo, un meraviglioso gruppo, che si entusiasma, si scambia consigli, suggerimenti, un gruppo di aiuto e condivisione VERA, in cui ognuno può essere allievo o maestro a seconda dei casi, in base alla sua personale esperienza.
Un gruppo che mi ha fatto ricredere sull'utilizzo di faccialibro (FB), sul fatto che esistono ancora persone semplici, pulite e vere.
Perchè anche nel mondo virtuale come in quello reale, è sempre necessario saper discernere e scegliere con chi accompagnarsi...
Le belle persone esistono certo, anche in rete, forse solo non fanno tanto notizia. 
Fa più rumore un albero che cade, di una foresta che cresce.

In ogni caso, come accennavo prima, queste brioches sono passate per tante mani, è vero, ma diamo a Cesare quel che è di Cesare.
Se esistesse un ©copyright della ricetta di questi vortici al cioccolato, allora i meriti sarebbero tutti di Adele, manine d'oro, di cui vi invito caldamente a visitare il blog, perchè è davvero carino. 
La sua ricetta la trovate qui. E' stata Adele che l'ha fatta scoprire al gruppo di FB di Paoletta ed Adriano. La ricetta di partenza, da cui Adele ha preso ispirazione è una ricetta francese del sito Lepetrin, questa qui. 
E per capire fino in fondo che succede quando si postano delle ricette così nel gruppo, bè bisognerebbe farne parte...
La ricetta di Adele è con lievito di birra, che non è affatto il nemico da cui scampare, anzi, sebbene in tutto il gruppo si utilizzi il Lievito Madre, scattano i millemila "mi piace" e poi via: tutti curiosi di provare e sperimentare, tutti all'opera.
Subito qualcuno si è ingegnato a dare una sua personale versione "rivisitata" con il Lievito Madre ed è la volta di Silvia con la sua ricetta con Lievito Madre liquido che trovate qui. 
E tutti si sentono accolti, perchè sono sempre i benevnuti, nessuno si offende perchè la "sua" ricetta viene modificata e variata, anzi il gruppo è lì per questo. 
A mio avviso questo è anche il bello del riprodurre una ricetta, poterci mettere del proprio con libertà. Cucinare in fondo non è altro che uno dei tanti modi per esprimere se stessi, un esercizio di creatività. Che parte dalla nostra esperienza personale e familiare, dalle emozioni, dalle tradizioni che abbiamo vissuto a cui poi di volta in volta si aggiunge o si toglie anche qualcosa, a nostro gusto. 

Perchè diciamolo, bisogna recuperare un pò di umiltà, che qui quasi nessuno inventa nulla. 
E in ogni caso a me personalmente piace imparare: da tutti.

 
E dopo tutto sto panegirico arriviamo finalmente a me, copiona delle copione, che ho provato come altri prima di me, a rifare i vortici al cioccolato di Adele. 
E potevo io non pensare di utilizzare il mio amato Lievito Madre? Certo che sì..
Il LM di Silvia è liquido il mio invece no, per cui ho riadattato nuovamente la ricetta.
Ecco, se siete curiosi di sapere cosa ho combinato vi riscrivo anche la mia versione. E vi assicuro che è stato più lungo scrivere il post che farlo!


Ingredienti:

PASTA BRIOCHES:
(versione con Lievito Madre solido al 50% idratazione)

300 gr farina tipo 0
300 gr farina 00
120 gr di acqua
120 gr di latte
130 gr di lievito madre
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 uovo
90 gr di burro morbido (prelevare 30 gr di questo burro e farli scaldare con le zeste d'arancia per aromatizzarlo, attendere che torni cremoso per utilizzarlo)
110 gr di zucchero
10 gr di sale
1 cucchiaio di rum
la scorza di un'arancia non trattata in superficie
una bacca di vaniglia

PASTA AL CIOCCOLATO:

60 gr di albumi 
40 gr di farina 00
80 gr zucchero
160 gr di latte
40 gr di cacao amaro
20 gr di burro
 

Procedimento:
La sera prima si prepara:

PASTA BRIOCHES:
 
Per prima cosa in una capiente ciotola ho sciolto il LM nell'acqua con un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo. Una volta sciolto ho aggiunto lo zucchero, il latte e i 300 gr di farina 0 iniziando a mescolare sommariamente con una forchetta. Poi ho aggiunto l'uovo sbattuto, il resto della farina ovvero i 300 gr di farina 00 e ho amalgamato ancora con la forchetta, ho aggiunto il sale ed infine il rum, i semi di vaniglia ed il burro fuso, mescolando bene. A questo punto siccome non possiedo la planetaria, ho impasto con le mani (una a dire il vero, la destra!), sempre in una ciotola utilizzando il palmo della mano aperto e rigirando l'impasto cercando di arrotolarlo su se stesso e cercando di lisciarlo il più possibile. In pratica il movimento è lo stesso che fa la macchina impastatrice, con la differenza che la mia mano è "la foglia" (che però ogni tanto si deve anche riposare :P perchè è un pò faticoso lavorare tanto tempo di seguito!). Dopo 20 minuti buoni l'impasto sembrava pronto. Ho quindi proceduto con la prova del velo che ci dice se l'impasto è ben incordato. Si fa così: si prende un pezzo di impasto tra le dita bagnate, e lo si allarga delicatamente e si deve assottigliare fino a formare "un velo appunto", senza spezzarsi.
Ho quindi arrotondato bene l'impasto, l'ho coperto e riposto in frigo fino alla mattina dopo.  

PASTA AL CIOCCOLATO

In una ciotola miscelare l’albume con la farina e lo zucchero. Mettere il latte a scaldare in un pentolino finché non raggiunge il bollore, aggiungere il cacao setacciato e mescolare con una frustina fino a sciogliere tutti i grumi.
Versare la cremina prima ottenuta e mescolare sul fuoco per ottenere una crema densa ed omogenea (come una crema pasticcera soda). Spegnere il fuoco aggiungere il burro e mescolare finché non è completamente assorbito. Travasare in una ciotola e coprire con pellicola, far raffreddare a temperatura ambiente e poi mettere in frigo fino al giorno dopo.

La mattina seguente:

Prendere la pasta brioche e stenderla in un rettangolo di circa mezzo cm di spessore (foto 1).
Spalmare con un coltello nella parte centrale del rettangolo la pasta di cacao nel modo più omogeneo possibile (foto 2) e poi ripiegare i lati accavallandoli leggermente e chiudere i lati rimasti aperti schiacciando con le dita.
Picchettare con il mattarello per compattare, stendere e piegare a tre , mettere in frigo per almeno un’ora.
Se si desiderano le strisce più sottili e ravvicinate ristendere e ripiegare a tre, riposo di un'altra ora (foto 3).
Stendere (mezzo centimetro) e procedere con le forme che più vi piacciono...io ho fatto vortici e le treccine.
Per i vortici ho arrotolato la sfoglia creando un filoncino di circa 6 cm di diametro ed ho tagliato delle fettine di circa 3 cm di spessore. (foto 4)
Ho tagliato le estremità del filoncino, l'ho srotolato e con l'impasto delle striscioline ho fatto le treccine.
Ho poi coperto con pellicola e un canovaccio e lasciato lievitare a temperatura ambiente per più di 3 ore, finché non sono ben lievitati, ho spennellato con un uovo sbattuto con un cucchiaio di latte e infine ho cotto a 180 gradi fino a doratura della parte chiara. Mi ci sono voluti quasi 30 minuti, voi controllate a vista, il vostro forno. Che dopo tutto sto lavoraccio, mica si possono bruciare le brioches, vero???

Vi assicuro che la vostra fatica sarà ripagata, ne vale davvero la pena, si sprigiona un profumo paradisiaco e fare colazione con una di questi vortici è stata davvero una bella soddisfazione: squisiti!

NOTE PERSONALI (mie e di Adele):
Il mio impasto è rimasto in frigo 2 giorni, perchè non sono riuscita a procedere subito la mattina dopo. Il riposo in frigo così prolungato, rispetto alla prima volta che li avevo fatti, in cui avevo proceduto il giorno successivo, ha conferito all'impasto aromi e profumi indescrivibili. Tolto dal frigo l'impasto aveva un profumo davvero meraviglioso! Quasi quasi vi consiglio di aspettare due giorni perchè sono anche meglio.

Una volta cotti, si conservano per diversi giorni chiusi in un sacchetto di plastica.
E si possono congelare già cotti....tornano come appena fatti se li mettete in forno ancora congelati per circa 8 minuti a 180 gradi.
Si può saltare la lievitazione notturna in frigo e far lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio.
Mettere comunque l'impasto in frigo per almeno un'ora, in modo che sia ben freddo, prima di incorporare la pasta al cioccolato.

E per oggi credo proprio di avervi già tediato a sufficienza, per cui vi saluto sperando di aver solleticato le vostre papille e vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta!




Che le ricette di antipasti e sfiziosità salate siano la passione di questo blog, dopo 4 anni di blogging, ormai credo sia chiaro anche ai muri! 
Basta dare un colpo d'occhio alle ricette per rendersene conto.
Da quando ho il Lievito Madre poi, ogni scusa è buona per rincarare la dose. 
Come la ricetta di questi grissini, nati dall'esigenza di non buttare via l'eccesso di Lievito Madre, non utilizzato, tra un rinfresco e l'altro. 
Parlo dell'esubero. Quindi, quella parte di Lievito Madre, che non rinfreschiamo, ma ci dispiace buttare via. 
Ecco, se capita anche a voi, oggi ve ne suggerisco un bell'utilizzo. 
Dopo l'idea di riciclo dei cracker al limone e rosmarino, che vi avevo proposto tempo fa, anche questi grissini pomodori secchi e olive nere sono una valida alternativa. 
Attenzione però, perchè durano poco! 
Potete anche tenerli presenti come idea per un appetizer in un buffet, o come aperitivo, sono davvero ottimi.
Unico mio cruccio quando preparo i grissini è che non riesco mai a farli sottili sottili, come piacerebbe a me, alla fine diventano sempre dei bei "grissinoni". 
Che dite, forse perchè sanno già che finiranno in pancia di una golosona? 
E più cicciotti sono meglio è? 
Tanto mi sono quasi rassegnata oramai, anche se li stendo sottilissimi in forno poi mi crescono un sacco. 
D'altronde ho notato che non posso non farli rilievitare dopo la formatura, pena poi ottenere un grissino con una durezza spaccadenti e perchè mai? 
E voi avete qualche suggerimento da offrirmi in proposito?
In attesa di un vostro aiuto, me li tengo così, preferisco un'estetica più ruspante, ma almeno mangio un grissino friabile.
La ricetta è tratta dal libro delle Sorelle Simili, liberamente modificata da me e riadattata al Lievito Madre.
Ingredienti:
250 gr di farina 0
125-130 gr di acqua tiepida
60-70 gr di Lievito Madre non rinfrescato (7 gr se usate lievito di birra)
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
1 cucchiaio di strutto
4 gr di sale marino
2 manciate di pomodori secchi tagliuzzati piccoli
2 cucchiai di olive nere denocciolate e tagliuzzate


Procedimento:
Spezzettate in una ciotola piuttosto capiente, il Lievito Madre e scioglietelo in 100 ml di acqua tiepida in cui avrete disciolto un cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo. Quando il tutto è ben sciolto aggiungete la farina, il sale, lo strutto e iniziate a lavorare sommariamente con una forchetta, aggiungete il resto dell'acqua impastate bene, aggiungete i pomodorini secchi e le olive e quando l'impasto è omogeneo, passate dalla ciotola alla spianatoia. Avrete un impasto non troppo morbido. Lavoratelo per una decina di minuti, poi formate un filone, deponetelo su una placca da forno, copritelo con un canovaccio e lasciatelo lievitare ben coperto a temperatura ambiente fino al raddoppio (occorreranno circa tre ore).
Ora con un coltello a lama liscia, tagliate dei filoncini dal filone, formate prima delle palline e poi formate i grissini, cercando di farli più sottili che potete. Disponeteli nuovamente sulla placca da forno e lasciateli lievitare per un altra ora coperti da un canovaccio umido. 
Cuocete in forno già caldo a 200 gradi per 15-20 minuti. 
Io li giro a metà cottura perchè il mio forno cuoce di più da sotto. Voi regolatevi con il vostro, dovranno avere un colore dorato.


Buon appetito quindi e... buono sfizio!
Via aspetto come sempre alla prossima ricetta.. Ciao:
  



Non so se capita anche a voi, o meglio a quelli tra voi che come me sono appassionati di lievitati e ricette in generale. 
Le ispirazioni per me arrivano da ogni parte: dalla rete, dalle riviste, dai consigli delle amiche, dalla TV o come questa ricetta che oggi vi propongo, da un ritaglio di giornale conservato e lasciato lì in attesa di una propensa ispirazione per realizzarla. 
A dire il vero era un di quei giornaletti piuttosto futili, che arrivano per posta, quasi esclusivamente zeppi di pubblicità e notizie inutili, ma con quelle due o tre ricette che vado sempre a sbirciare e una volta avevo strappato e conservato il ritaglio con sopra questa ricetta, in attesa di provare a farla.
Ed eccola qui, vediamo cosa occorre:



Ingredienti:
150 gr di farina di mais (io ho usato quella di mais fine di Mulino Marino)
2 patate bollite
350 gr di farina bianca tipo 0
200-250 gr di acqua tiepida 
100 gr di lievito madre rinfrescato e maturo (oppure mezza bustina di lievito di birra secco)
3 cucchiai di olio
sale
1 cucchiaio di rosmarino tagliato con le forbici
emulsione di acqua e olio + sale grosso per decorare le focaccine



Procedimento:
Per prima cosa spezzettare il lievito madre e scioglierlo in 200 ml di acqua tiepida (oppure sciogliervi il lievito di birra). Mescolare e setacciare le due farine e schiacciare bene le patate con uno schiacciapatate. Unire le farine e le patate al lievito sciolto, mescolare sommariamente con una forchetta, aggiungere il sale e da ultimo l'olio e impastare prima in ciotola e poi passare sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto morbido ed omogeneo. Se l'impasto risultasse troppo sodo aggiungere a questo punto gli altri 50 gr di acqua. Formare un panetto e coprire con un canovaccio umido. Lasciare lievitare a temperatura ambiente fino al raddoppio. Io avevo premura e non ho dato il giro di pieghe, se lo fate di certo il risultato migliorerà. Ho formato subito le focaccette, facendo prima delle palline di ugual peso (circa 50 gr l'una) e poi appiattendole con le mani e facendo le fossette con i polpastrelli. Lasciare riposare coperte per una mezz'oretta, mentre il forno va a temperatura. 
Accendetelo a 220 gradi. Preparare un'emulsione con pari quantità di acqua ed olio e dopo aver spennellato bene la superficie delle focaccine, cospargere ancora con sale grosso e rosmarino ed infornare in forno già calo. Cuocere per circa 20 minuti, o comunque fino a doratura, regolatevi con il vostro forno.



NOTE PERSONALI:
Ringrazio di cuore tutti gli amici e i fedeli lettori del blog e chi di voi ha votato per me: 225 volte grazie di avermi votata!
Come era presumibile, ovviamente non ho vinto l'ambitissimo Macchianera Award come Miglior Rivelazione Foodblogger, sono arrivata decima in classifica, ma come avevo anticipato nel precedente post, sono stata comunque felicissima. 
Già il solo fatto di essere entrata in nomination è stato per me motivo di grande soddisfazione! 
Un bel resoconto della BlogFest potete leggerlo anche qui.
Premi e riconoscimenti a parte, che fanno ovviamente sempre molto piacere non si può negarlo, questo mio blog continuerà a rimanere lo spazio di condivisione delle mie ricette, e della mia passione per la buona cucina, che spero di trasmettere con tutto l'entusiasmo e la semplicità che mi caratterizzano, anche a chi mi legge! 
La cosa che comunque più mi sta a cuore è la credibilità. 
Il poter continuare ad essere un punto di riferimento nel mare del web, per chi cerca qualche ispirazione culinaria; poter continuare a imparare, migliorare e crescere grazie alla condivisione di ricette, consigli, ma anche grazie a tanto altro: tantissime opportunità (che senza il blog non avrei avuto) e tanto tanto affetto e stima che inaspettatamente ho ricevuto da quando ho aperto questo mio spazio in rete.

Un abbraccio e ancora un grazie a tutti.
Arrivederci alla prossima ricetta:






La prima ad essere attonita ed incredula vi assicuro sono io...
Qualcuno deve essersi sbagliato, ma non potevo non cominciare questo post con una nota di "spocchiosa vanagloria" proprio qui in cima al post ^__^
Ecco l'ho detto, sapete che c'è? 
Sono finita tra i dieci finalisti candidati in nomination:
come Miglior Rivelazione Foodblogger del Macchianera Food Awards 2013 (alla sezione numero 3) e non chiedetemi come, perchè lo giuro non lo so. 
Mica lo sapevo eh, che io sono "l'antisocial" fatta persona, parlando di SOCIAL-NETWORK ovviamente, perchè nella "vita vera" invece sono molto sociale, anzi forse pure troppo! 
Insomma è da un pò pare che sono uscite queste nomination, ma io non ne sapevo proprio niente. Sapete come l'ho scoperto? 
Ehm, ehm, Shhhhhhhhhh... 
...Ho avuto una soffiata! :P
Già, dalla dolcissima calimerina della rete, sì sì proprio lei, la mia sisterina!
Sono subito corsa a controllare... 
Miglior rivelazione?? Ne siete proprio sicuri? Bah...
Misericordia, mi sono detta, sembra incredibile vero? 
Che in mezzo a tanti nomi famosissimi della rete ci sia anche il mio piccolo blogghino! 
Eppure Ã¨ tutto vero potete leggerlo qui! 
Insomma concedetemela un pò di vanagloria, come potrei non esserne orgogliosa?  
E siccome sono stata nominata, adesso "mi allargo pure" e vi chiedo anche il voto! Ecco, volete mandarmi in finale?
A questo punto, potrei anche vincere??? 



Se volete fino a giovedì 19 settembre avete ancora un pò di tempo per votare. 
Dovrete compilare la scheda ed esprimere le vostre preferenze in almeno 4 delle sezioni presenti alle varie nomination.
Tutte le istruzioni comunque le potete trovarle qui.
E adesso torniamo con i piedini per terra, che oggi devo raccontarvi di una ricetta assai curiosa.
Ricetta curiosa ed anche originale direi. Mi piace parecchio utilizzare questa comunissima ed ubiquitaria erba spontanea: 

l'ortica, che va però raccolta possibilmente in zone lontane dall'inquinamento cittadino, sebbene si possa trovare anche sul ciglio della strada.

Io ed il mio piccolo aiutante, muniti di guanti in lattice l'abbiamo raccolta in montagna, nei prati attorno alla nostra casina. 

L'ortica Ã¨ nota per il suo potere urticante, ma se viene appena sbollentata, e basta un solo minuto, perde completamente il suo potere urticante, ma non le sue benefiche proprietà nutrizionali. Ricca di ferro, vitamina C, silicio, potassio e numerosi altri sali minerali, ha un elevato potere depurativo e digestivo.  
A me in verità, piace moltissimo il suo sapore.
Potete utilizzarla non solo per fare questi gnocchi, ma anche in minestra, per farci un risotto, oppure una frittata, è davvero deliziosa.
Vediamo cosa occorre per fare questi gnocchi. 

Ingredienti:
500 gr di pane di grattugiato grossolanamente
3 bicchieri di latte
250 gr di ortiche
mezza cipolla tritata
50 gr di burro
3 uova
50 gr di toma piemontese

farina q.b
parmigiano q.b.
pepe e sale q.b.
burro q.b.  
3 foglie di salvia per condire


Procedimento:

Dopo aver raccolto l'ortica in un luogo sicuro, lontano da possibili fonti di inquinamento, pulitela e lavatela accuratamente. Successivamente la metterete in una padella con mezza cipolla tritata e il burro facendola stufare per un paio di minuti. In una ciotola capiente mettete il pane che bagnerete con tre bicchieri di latte, unite quindi le uova, il parmigiano, la toma a pezzi piccoli e le ortiche tritate.

Impastate il tutto aggiungendo poca farina se necessaria e lavorate il composto ricavando un normale impasto da gnocchi.

Una volta formati tuffateli in abbondante acqua bollente salata, fateli cuocere finchè verranno a galla e poi ripassateli in padella conditi con burro e salvia per far esaltare il sapore di ortica, altrimenti condite a vostro piacere, come altri tipi di gnocchi.



Di questa ricetta vi lascio anche il video.

Questa infatti è stata l'ultima delle tre ricette che ho presentato in trasmissione a Quel che passa il Convento.
Come promesso, anche se dopo quasi 6 mesi dalla messa in onda della puntata (mamma se sono scandalosa!) vi lascio anche il mio ultimo video:



come sempre per chi avesse ancora il piacere di leggermi, l'appuntamento è alla prossima ricetta!




A dire il vero, la ricetta del Bônet l'avevo già pubblicata tempo fa e la trovate qui.
Come si sa però nella vita non si finisce mai di imparare e oggi vorrei condividere con voi, il mio ultimo esperimento: una nuova versione di questo dolce che ho fatto in monoporzione e ho cotto senza forno.
Eravamo nella casa in montagna dove non dispongo del forno, ma la voglia di Bônet nei golosoni di casa era pressante... così di necessità virtù... o se preferite "necessità aguzza l'ingegno", insomma, mi sono ingegnata per farlo anche senza il forno!
A dire il vero era da un pò che volevo provarci con la pentola a pressione e vista la situazione ho colto la palla al balzo e mi sono messa subito all'opera.
Vi dirò sono stata davvero soddisfatta del risultato, mi è piaciuto molto!
Il marito ha lamentato una carenza di zucchero nel dolce (ma quando mai? è la stessa ricetta che faccio sempre, c'entra mica la pentola a pressione... Bah!)
In ogni caso lo sapete, in generale non essendo troppo amante del dolce, con lo zucchero sono parca... voi invece potete abbondare se vi aggrada, o comunque modificare la quantità di zucchero secondo il vostro gusto.
La cottura in pentola a pressione però tenetela presente, perchè ne vale la pena!



Ed infine in fondo al post, troverete anche la versione video della mia ricetta, perchè come vi avevo accennato qui, le ricette che avevo presentato a TV 2000 da Virginia Conti erano tre... e una delle tre era proprio quella del Bônet!

Ingredienti:

4 uova
150 gr di zucchero
50 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti
1/2 litro di latte
1 bicchierino di Amaretto di Saronno (o altro liquore a piacere)
la scorza grattugiata di un limone non trattato in superficie
100 gr di zucchero per il caramello




Procedimento:
Sbattere (senza montarle) le uova con lo zucchero, aggiungere il cacao amaro e gli amaretti sbriciolati (se vi piace precedentemente bagnati con un bicchierino di liquore tipo Amaretto di Saronno) la scorza di limone grattugiata. 

Scaldare il latte senza farlo bollire e unire a filo agli altri ingredienti. 

Preparare il caramello mettendo lo zucchero in un pentolino e lasciandolo cuocere finchè diventi uno sciroppo leggermente brunito.
Per tutti gli altri segreti del caramello, ho scritto un post che potete leggere qui.
PER LA COTTURA IN PENTOLA A PRESSIONE

Distribuire il caramello ottenuto nei pirottini di alluminio ed infine versare il composto ancora caldo quasi fino all'orlo (riempiteli bene perchè in cottura perdono un pò di volume) e sigillate molto accuratamente la superficie di ciascun pirottino, coprendoli con un foglio di alluminio e facendolo aderire bene in modo che l'acqua in cottura non entri anche all'interno dei pirottini. 
Una volta ben sigillati e coperti tutti, disponeteli delicatamente sul fondo della vostra pentola a pressione. 
A me ce ne stavano 4 e gli altri li ho appoggiati sopra "a modi castello". Aggiungete l'acqua fino a metà dell'altezza dei pirottini che sono appoggiati sul fondo della pentola, chiudete e ponete sul fuoco la pentola a pressione. 
Cuocete per 20 minuti dall'inizio del sibilo. Ed eccoli pronti ed anche più velocemente della cottura tradizionale! 
Lasciate raffreddare e mettete in frigo, lasciandoli riposare almeno 3 ore prima di servire. 
Con una lama staccare i bordi dallo stampino e rivoltare il Bônet su un piattino da portata, decorare con qualche amaretto e un ciuffetto di panna se vi piace. Servite e gustate.

Ed infine ecco anche il video della ricetta, come promesso:





Un abbraccio a tutti alla prossima!



Era davvero moltissimo tempo che volevo provare a fare questa torta. Sono un paio d’anni che in rete si leggono ricette di torte dolci con le zucchine e ogni volta mi ripetevo che dovevo farla, perché ero sicura sicura che mi sarebbe piaciuta molto.
Infatti non mi sbagliavo. I dolci da credenza sono quelli che in assoluto preferisco, se proprio devo sceglierne uno. 
Meglio una torta casalinga, alle mele, con la frutta, o comunque poco dolce, come piace a me. 
Quella alle carote è un “must” oramai, è famosa, ma questa dolce con le zucchine, che poi a dire il vero tanto dolce non è, forse Ã¨ ancora poco nota. Solitamente non si abbinano gli ortaggi alle ricette dei dolci, ma vi assicuro che questo connubio è perfetto! 
Complici zucchine freschissime regalatemi da un'amica, che avendo la fortuna di possedere l'orto ne aveva in abbondanza, e un bel po’ di frutta secca con il guscio che stazionava in credenza da un po’ troppo tempo, mi sono finalmente decisa a farla anche io...  
Così ho pazientemente sgusciato noci, mandorle, nocciole e anche qualche arachide, ho fatto un bel trito nel mixer ed è nata una bella torta dall'interno verde:


Una torta da credenza davvero ottima per la colazione, morbida e profumatissima, che dopo l'assaggio, mai direste essere fatta con le zucchine. E penso a chi ha bisogno di ingannare qualche "piccola canaglia" restia a mangiare le verdure... 
Le nostre nocciole piemontesi poi le hanno regalato un profumo davvero meraviglioso. Provatela, perchè vi stupirà!



Vediamo cosa vi occorre per prepararla.

Ingredienti:
3 uova
100 gr circa di frutta secca a piacere (io un messo ciò che avevo: un mix di noci, nocciole, mandorle e poche arachidi)
150 gr di zucchero (io ho usato il Mascobado di Altromercato)
3 piccole zucchine (le mie pesavano circa 270 gr)
300 gr di farina
100 gr di olio di semi (io di mais)
1 manciata di uva passa già ammollata in acqua tiepida
1 bustina di lievito per dolci

Procedimento:
Sgusciate la frutta secca e tritatela in un mixer in modo da ottenere una grana piuttosto fine, mescolatela con la farina e la bustina di lievito e per finire aggiungete una manciata di uva passa già ammollata in acqua tiepida e ben strizzata. Unendola a questo punto nell'impasto, rimarrà ben infarinata ed eviterete che affondi. Nel frattempo sbattete le uova con lo zucchero, fino a che siano ben spumose. Lavate e spuntate le zucchine e poi grattugiatele con una grattugia a fori grossi. Ora unite la farina e la frutta secca con le uova e le zucchine, mescolando fino ad ottenere un impasto uniforme. 
Per la cottura ho utilizzato uno stampo in silicone e forse per questo ho dovuto prolungare leggermente la cottura. 
Il tempo di cottura previsto sarebbe di 50 minuti a 180 gradi, ma a me ci è voluta quasi un'ora. 
Come sempre dico però, vale la prova "stecchino".
Ovvero quando infilandolo al centro del dolce, lo stecchino esce asciutto la torta è cotta e guardate un pò qua...


Un'amica dolcissima mi ha fatto dono di questa bellissima sfilza di cuori che vedete qui sopra in foto! Non è meraviglioso questo stecchino per torte?
Non vedevo l'ora di farla la "prova stecchino" questa volta!
L'attrezzino viene direttamente da New York e lei ha deciso di donarlo proprio a me! Non è stata un tesoro? 
Sono fortunata lo so, ho amiche dolcissime io, che mi vogliono bene... grazie Laura! 
^__^ E la prima fettina di questa torta ovviamente la dedico a te... 



Un abbraccio a tutti, alla prossima




Con l'afa estiva e le temperature calde di agosto, la voglia di stare ai fornelli quasi scompare, ma nonostante il caldo, il desiderio di assaporare piatti gustosi, saporiti e soprattutto freschi, non so a voi, ma a me rimane. Dunque come la mettiamo? Che si può fare?
Ecco la mia proposta di oggi. Che vuole essere un'idea per una fresca proposta estiva, per la scampagnata di ferragosto, un pic-nic, un brunch, un pasto in spiaggia, a casa oppure ovunque voi siate, ma anche semplicemente per consumare un pranzo davvero delizioso in modo veloce senza dover morire di caldo per prepararlo!


Consiglio di preparare l'insalata la sera prima in modo che il riposo in frigo ne ottimizzi il gusto, amalgamandone bene i sapori.

Ingredienti: (dosi per 4 persone)
180 gr di Cous Cous
300 gr di mazzancolle
1/4 di cipolla
il cuore e qualche costola di sedano
2 carote
2 piccole zucchine 
1 generosa manciata di pomodorini
qualche cucchiaio di mais (oppure ceci o entrambi)
1 cucchiaino di erbe di provenza
1 cucchiaio di zenzero grattugiato fresco
1 lime o un limone biologico (zeste e succo)
qualche foglia di basilico e menta fresca


Procedimento:
Per prima cosa sbollentate per 2 minuti in acqua bollente già salata i gamberi, poi puliteli bene, tenendo da parte sia le teste che i carapaci. 
Sciacquate bene i gamberi già sgusciati sotto l'acqua corrente fredda ed eliminate il filetto nero. Asciugateli e poi metteteli in un contenitore in cui li lascerete marinare per mezz'oretta con due cucchiai di olio aromatizzato al limone, il succo e le zeste di un lime o un limone biologico (in ogni caso con la scorza non trattata).
Controllate le indicazioni fornite dalla vostra confezione di cous cous, e valutate la opportuna quantità di acqua da utilizzare. Per me erano 300 gr di acqua. Pesatene quindi la opportuna quantità e mettetela a bollire per 3 minuti con le teste e i gusci dei gamberi, che poi fitrerete con un colino ottenendo un liquido rosato: una sorta di "semi-bisque" con cui faremo ammollare il cous cous, per insaporirlo maggiormente e renderlo ancora più gustoso.


Ora salate la "semi-bisque" così preparata, aggiungetevi due cucchiai d'olio, e versatela subito ancora bollente sopra l'opportuna quantità di cous cous che avrete pesato e riposto in un piatto da portata. Sgranate il cous cous con una forchetta e lasciatelo ammorbidire rigirandolo di tanto in tanto. Lasciatelo riposare almeno una ventina di minuti, in modo che si gonfi bene.
Nel frattempo preparate le verdure. Io le ho cotte nel wok, che trovo perfetto per questo genere di preparazioni.
Affettate sottilmente la cipolla e tagliate a piccoli pezzetti il sedano e la carota che porrete nel wok a fuoco medio, aggiungendo solo le erbe di provenza (niente olio) e rigirando con un cucchiaio di legno fino a che si asciughino un pò (occorreranno una decina di minuti).
Poi aggiungete, dopo circa 5 minuti un cucchiaio d'acqua e per finire le zucchine, anche esse tagliate a piccoli pezzetti, che essendo più acquose cuoceranno prima.


A me le verdure piacciono croccanti, altrimenti mi sanno di "opsedale", per cui non le lascio cuocere molto, solo un quarto d'ora. 
A cottura quasi ultimata aggiungo l'olio e il sale aromatizzato e lascio insaporire ancora per qualche minuto a fuoco basso.
A questo punto unite il cous cous già sgranato, preparato (ammollato con la "semi-bisque") con le verdure, i gamberi marinati e lo zenzero grattugiato fresco e qualche foglia di erba aromatica se vi piace, a me piacciono moltissimo basilico e menta, perchè insieme allo zenzero danno un bel carattere a questa ottima insalata estiva. 
da ultimo tagliate i pomodorini ed aggiungete anche il mais. 
Questa volta ho messo solo il mais, e non i ceci, visto che il mio piccolino non li mangia, ma spesso aggiungo anche i ceci oppure entrambi, se me ne ricordo. 
Condite con qualche cucchiaio di olio aromatizzato al limone  e profumate ancora con qualche foglia di basilico.
E vedrete che bontà! Parola di Any ;)
Come si vede dall'ultima foto, mi sono anche divertita a decorare il piatto con le carote tagliate con il taglia-verdure a spirale, che sono proprio divertenti e carine da vedere! 
Idea  semplice ed economica per decorare il piatto, se volete servirlo agli amici in terrazzo o in giardino!

Un abbraccio a tutti quelli che passeranno di qui e Buon ferragosto a tutti!
Arrivederci alla prossima ricetta: