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Mi spiace per chi non ama troppo questo genere di ricette, ma la mia voglia di panificare e sperimentare non si arresta, non ne vuole proprio sapere di placarsi, anzi, se mai si alimenta di giorno in giorno. 
Nuovi esperimenti di pane sono in corso in Casa Any.
Soprattutto non vedo l'ora che arrivi anche per me il momento di rincontrare Paoletta ed Adriano che sono ripartiti per il loro nuovo giro di corsi e tra pochissimo ritorneranno anche qui! 
Come al solito ho mille nuove domande da sottoporre ai maestri e tanta tantissima voglia di perfezionarmi e imparare cose nuove!
Allora nell'augurare buona panificazione a chi come me Ã¨ appassionato di lievitazione naturale e sperando di solleticare l'idea in chi è curioso di provarci, vi lascio una ricetta semplice quanto golosa, una bella idea per riciclare gli scarti di lievito madre dopo il rinfresco.
L'unico difetto di questo genere di passione è che tra un esperimento e l'altro, assaggia di qui e prova di là, tra un lievitato e l'altro lievita pure il giro vita... e questo non va tanto bene mannaggia!



E questi crackers, sono spariti in un amen... della serie uno tira l'altro, complici anche certe manine che si allungano veloci e furtive, mentre il marito sconsolato a mezza voce chiede: 
"Amore, ma dov'è già che li hai messi quei crackers? Non mi dire che sono già finiti???"
Ehm, e sì.... Ho capito, anche questi sono da rifare prestissimo... 
Dai, non manca molto al prossimo rinfresco!
Per chi invece cercasse una versione di crackers con il lievito di birra, li avevo fatti e pubblicati tempo fa qui

Ingredienti:
250 gr di farina manitoba (o una farina a vostra scelta)
70-80 gr di scarti di lievito madre (tagliati prima di fare il rinfresco) oppure 8-10 gr di lievito di birra
8 cucchiai di olio io ho usato il mio olio aromatizzato al limone 
1 cucchiaino di sale (ho usato il fleur de sel)
la scorza grattugiata di un limone Bio
1 manciata abbondante di aghi di rosmarino finemente sminuzzati
acqua qb (circa 200 ml)
fior di sale q.b. per cospargere la superficie



Procedimento:
Per prima cosa in un recipiente sufficientemente capiente, fate sciogliere bene il lievito madre in acqua tiepida, circa 200 ml. Una volta che sia cremoso e ben sciolto aggiungete la farina, l’olio e da ultimo il sale. Regolatevi con l'acqua, dovrete ottenere un impasto morbido ed elastico. Aggiungete la scorza grattugiata del limone ed il rosmarino tritato impastando uniformemente. Coprite con un telo di cotone e fate riposare in un luogo tiepido per un paio d'ore circa. Ora riprendete l’impasto, sgonfiatelo delicatamente e sfogliatelo un pochino. Io l'ho fatto un paio di volte. Sapete che non so stendere con la nonna papera, in questo caso è comodissima, per cui se volete usarla verranno belli sottili, io ho steso col mio amato mattarello, su una spianatoia di legno spolverizzata con poca farina per non far attaccare l’impasto. Ho provato a sfogliarli un pò (un paio di volte) ripiegando l'impasto come per fare la sfoglia. Una volta stesi, piuttosto sottili però di circa 1 mm, perchè in forno gonfieranno ancora, con la rotella tagliapasta ho ricavato dei rettangoli (ma potete sbizzarrirvi con le forme ed eventualmente utilizzare dei taglia-biscotti). 
Con i rebbi della forchetta fate dei bei buchini sulla superficie, imitando i crackers comprati, io ho fatto anche i taglietti nel mezzo "modi tratteggio" con la lama di un coltello, e poi spolverizzatene la superficie con del fior di sale. Disponeteli su una leccarda rivestita di carta forno e metteteli in forno preriscaldato a 200° per circa 15-20 minuti (controllateli, perchè tanto dipende dal vostro forno e da quanto sarete riusciti a stenderli sottili; più lo sono più si cuociono prima ovviamente).

Bontà e profumo però sono assicurati, anche la croccantezza era meravigliosa!


Un abbraccio a tutti, a presto

A casa di un napoletano la pastiera a Pasqua non può assolutamente mancare. 
E come dice sempre il mio papà: 
"Non fare la pastiera a Pasqua è peccato mortale!"
Allora lo confesso, quest'anno sono rea... 
Certo so bene che ora non vale. 
Troppo facile cavarsela così, sono fuori tempo massimo lo so, ma sono anche un'arietina testarda e cocciuta e quindi l'ho fatta in ritardo e me ne vanto!
Quando ricevi in dono una ricotta di pecora freschissima colata appositamente per te e delle uova di "gallinella felice", come dice la mia amata Gaietta, come fai a resistere alla tentazione?
Infatti non ho resistito e il risultato mi ha ripagata. Come in ogni ricetta la qualità degli ingredienti che reperiamo conta tantissimo e può fare una differenza abissale. 
Non è la prima volta che mi capita di fare la pastiera non in tempo di Pasqua. 
Quando i miei amici vengono a cena, spesso esprimono desideri sui dolci che vorrebbero assaggiare e sovente capita che mi chiedano di preparare proprio la pastiera e ovviamente io li accontento sempre volentieri.
Ricordo che mia nonna raccontava che ai suoi tempi le suocere erano solite giudicare le nuore proprio in base a come eseguivano questo dolce. Che diciamolo, non è proprio così semplice da fare! 
Forse non proprio difficile, ma di certo laborioso.
Nonna diceva che le strisce erano spesso oggetto di giudizio... troppo larghe, troppo strette, storte, spesse e così via... insomma sono certa che una suocera pistina, volendo avrebbe di certo trovato qualcosa da dire se avesse voluto, che qui dalla frolla alla farcia, alla cottura, di intoppi nel percorso di esecuzione, ne possono accadere a iosa.
Le ricette della pastiera napoletana sono davvero millemila.
Questa che vi riporto qui oggi è quella della mia famiglia e quindi per me ha un sapore e un valore speciale ed inestimabile.
Noi facciamo prima la crema pasticcera e poi la uniamo alla crema di grano, che non va assolutamente frullato, perchè la consistenza del grano si deve sentire, così almeno sosteneva mia nonna e io sono assolutamente d'accordo.



Allora partiamo con la ricetta che qui la storia si fa lunga.

Se volete farla in tempo di Pasqua vi consiglio di fare la pastiera qualche giorno prima, di solito si fa il giovedì santo, perchè va fatta riposare almeno una giornata prima di assaggiarla.

Ingredienti:(dosi per 2 pastiere grandi e una piccola)
Per la pasta frolla:
300 gr di farina 
150 gr di zucchero
150 gr di strutto (o burro, ma non sarà la stessa cosa)
2 tuorli d'uovo (o 1 uovo intero e un tuorlo)
1 cucchiaino di zeste di 1 limone non trattato
Per la crema pasticcera:
4 tuorli d'uovo 
150 gr di zucchero
1\2 litro di latte
40 gr di farina
la scorza di 1 limone non trattato
Per la crema di grano:
560 gr di grano già cotto (1 barattolo)
1\2 litro di latte
50 gr di zucchero
1 noce di burro
1 pizzico di cannella
la scorza di 1 limone non trattato
Serviranno inoltre:
500 gr di ricotta di pecora
200 gr di canditi
4 albumi montati a neve ferma
50 ml di acqua di fiori d'arancio
zucchero a velo

Procedimento:
Per prima cosa far sbollentare il grano già cotto nel latte con lo zucchero, la cannella la scorza di limone e una noce di burro, sgranando il grano coi rebbi di una forchetta e lasciandolo cuocere fino a quando abbia assorbito bene tutto il latte ed abbia raggiunto la consistenza di una crema piuttosto densa.
Per la pasta frolla:
Sabbiare la farina con lo strutto (o il burro) fino ad ottenere uno sfarinato omogeneo, aggiungere lo zucchero, le zeste di limone, amalgamare bene e da ultimo aggiungere i tuorli. Impastare su una spianatoia fino ad ottenere una consistenza omogenea, fare una palla avvolgerla in una pellicola e lasciare riposare in frigo per un'oretta. Nel frattempo
Per la crema pasticcera: 
Mettere a bollire il latte in un pentolino. In una casseruola che andrà poi sul fuoco, montare i tuorli con lo zucchero fino a quando siano ben chiari e cremosi, aggiungere la farina, mescolando bene con la frusta per non fare grumi e infine aggiungere a filo il latte precedentemente scaldato. Aggiungere la scorza di limone e riporre su fuoco basso, rimestando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema liscia e mediamente densa. Lasciare raffreddare completamente.
Solitamente preparo la frolla, la crema pasticcera e quella di grano la sera prima e la mattina dopo procedo con il resto della preparazione.
Assemblaggio:
Montare a neve ben ferma gli albumi e tenerli da parte. Con una frusta mescolare la crema pasticcera già fredda e unirla alla ricotta e alla crema di grano sempre mescolando bene. Aggiungere i canditi, l'acqua di fiori d'arancio e da ultimo gli albumi montati a neve, rimestando lentamente con una spatola dal basso verso l'alto per incorporarli delicatamente e non smontarli troppo. 
La farcia è pronta.
Su una spianatoia infarinata stendere la frolla che avrete tirato fuori da frigo, lasciandone una parte per realizzare le strisce di decorazione.
Rivestire con carta da forno bagnata e strizzata una tortiera rotonda, meglio se in rame, e adagiarvi il disco di frolla preparato. Riempire con la farcia preparata e rivestire con delle strisce di pasta frolla.
Cuocere a 180°C per circa un'ora fino a che la pastiera assuma un bel colore ambrato. Una volta cotta lasciar raffreddare tutta la notte. Il giorno seguente spolverizzare di zucchero a velo prima di servire.

Vi assicuro che dopo il riposo il gusto migliora. 
Provare per credere!
Il profumo di fiori d'arancio che si sprigiona dopo la cottura della pastiera è la cosa che mi inebria di più! 
Ed eccola dopo il taglio:


una vera delizia!

Voglio virtualmente donare una fetta di pastiera a tutte le mamme che passeranno di qui, per allietarvi il cuore, visto che tra poco sarà la nostra festa! 
Come grazie speciale care mamme del mondo, per tutto l'amore, il lavoro, la fatica che ogni mamma moderna fa quotidianamente in silenzio, quasi sempre in modo non eclatante, sopperendo alle mille mancanze che ci circondano, cercando di fare i salti mortali, tra lavoro, famiglia, scuola e il resto della vita che rimane. 
Spesso purtroppo l'operato delle mamme passa del tutto inosservato, e non viene minimamente considerato nè riconosciuto, soprattutto dalle istituzioni! 
Sono mamma anche io e dunque so di che parlo!
Un abbraccio anche a tutti gli altri che passeranno di qui, ovviamente.
Alla prossima ricetta:

Non che io abbia bisogno di scrivere qualcosa a mia discolpa eh, ma insomma alla fine ognuno combatte coi suoi limiti ed io lo ammetto sono una perfezionista. 
L'ho detto altre volte che sono una precisinarompiballe vero?
Vero, ma ribadirlo una volta in più, male non mi farà.
Anzi, forse servirà a ricordarmi quanto sono insopportabile a volte... 
Poco da fare non mi accontento. Quasi mai. 
A volte questo è un pregio, perchè è una spinta a migliorare sempre ad andare oltre i propri limiti, e questo forse è un bene, ma a volte rasento il limite del ridicolo!
Come per questo pane, buono fin dalla prima volta che lo feci, ma l'aspetto...
E no, quello non era come dicevo io e tuttora non lo è.
Mi credete se vi dico che l'ho rifatto quattro volte (a distanza di tempo però!) e nessuna delle quattro volte mi è piaciuto?
Nemmeno questo. (Parlo sempre dell'aspetto estetico ovviamente!)
Però oggi mi sono detta:
"E dai su, ma fatti furba e pubblica sto pane! Che tanto quei girulini della foto che hai visto qui, a te non verranno mai!"
Ecco.
E a questo punto credete che mi sia rassegnata, vero?
Allora non mi conoscete abbastanza...


Come ho già detto prima, il sapore di questo pane alle carote mi ha convinto da subito, dalla prima volta che l'ho fatto. 
L'avevo adocchiato su "la Tana del Riccio" e mi sono subito appuntata la ricetta.
Un blog davvero carino, fateci un giretto anche voi. Ho trovato tantissime belle ricette di pani con il Lievito Madre.
La fissa assurda che mi è presa però, erano quelle belle "spiraline" della sua foto, che a me ovviamente non sono venute. 
La prima volta pensavo fosse colpa della carta da forno che ho messo nello stampo. 
Invece no, nemmeno senza carta forno mi sono venute. 
O meglio, ad essere precisi, un pochettino sono venute, ma come potete vedere nella terza foto qui in basso sono una vera schifezza! 
Non sono stata sufficientemente precisa.
Amen. 
Vi assicuro comunque, che il pane era squisito lo stesso.


E ditemi un pò, sono l'unica pazza da legare o c'è qualche anima che mi fa compagnia?
Voglio dire, avete anche voi delle strane manie signori e signore bloggeresse????
Ditemi di sì, vi prego!

Ingredienti:
100 gr di pasta madre rinfrescata e matura
4 carote medie frullate + un bicchiere d'acqua (oppure 220 gr di succo di carota)
15 gr di malto d'orzo
300 gr di farina tipo 0
100 gr di farina integrale
1 cucchiaino di sale integrale
4 cucchiai di olio extravergine di oliva

Per finire:
Latte
semi di papavero

Procedimento:
Per prima cosa pulite bene le carote e poi frullatele con un bicchiere d'acqua in un mixer fino a renderle una poltiglia. Se avete un centrifuga-verdure ancora meglio, otterrete il succo, altrimenti potete usare un succo alla carota comprato, io ho preferito le carote fresche. Scaldate lievemente il centrifugato di carote preparato, aggiungetevi il malto d'orzo e poi scioglietevi bene la pasta madre. Ora aggiungete le farine e impastate bene, aggiungendo dopo 5 minuti anche il sale e l’olio. Lavorate a lungo l’impasto in modo che diventi liscio e omogeneo. Fatelo riposare fino al raddoppio.

Riprendete l’impasto, sgonfiatelo formando un rettangolo. Fate le pieghe a tre sia in orizzontale che in verticale e lasciatelo riposare coperto per circa 30 minuti.
Dividete l’impasto in 5 parti, stendendo ogni parte in una striscia di circa 12×25 cm, ripiegate verso la metà i due lati lunghi e stendete ancora in modo da ottenere una striscia larga circa 8 cm. Arrotolate ogni striscia ed adagiate i rotoli di impasto affiancati in uno stampo da plumcake ben oliato. Lasciate lievitare in un luogo riparato finchè il pane non raggiunge i bordi dello stampo.
Scaldate il forno a 180°C. Spennellate il pane con il latte e cospargetelo con i semi di papavero. Infornate per circa 30 minuti.
Prima di sformarlo aspettare circa un’ora in modo che si raffreddi almeno in parte.

Un saluto a tutti e come sempre vi dò appuntamento alla mia prossima ricetta:





E sì proprio così, avete letto bene, anche se non ci credevo nemmeno io, quest'anno ho ricevuto uno splendido regalo di compleanno: sono stata in televisione!!!
Con la ricetta che oggi vi presento anche qui sul blog, ho partecipato alla trasmissione condotta da Virginia Conti
"Quel che passa il Convento" su TV 2000
La puntata è andata in onda il 9 aprile e potete trovarne il resoconto nel video in fondo al post. 
Per prima cosa però devo assolutamente ringraziare Virginia, la conduttrice del programma, perchè è stata deliziosa.
Una persona davvero eccezionale. 
Siamo entrate subito in sintonia ancora prima di conoscerci di persona e in puntata non ho avuto imbarazzo alcuno, è stato come cucinare a casa con un'amica! 
Grazie Virginia, davvero di cuore, per la tua disponibilità, l'ospitalità, la semplicità e la gentilezza dei modi, e quel sorriso disarmante che sa farti da subito sentire a tuo agio.
E' stata per me una bella esperienza, la ricorderò con piacere oltre a tutte le piccole cose condivise e non solo in tema culinario.
Ovviamente non potevo non portare una ricetta con il mio amato lievito madre. 
Dopo tanti esperimenti, queste feste biscottate sono sempre deliziose e oggi vorrei condividerne la ricetta anche con voi che mi leggete sempre, che mi scrivete, chiedendo consigli e suggerimenti..  
Grazie davvero a tutti. 
Un grazie è doveroso perchè se ho imparato tanto è anche per merito vostro, che mi incuriosite e "solleticate" continuamente la mia naturale inclinazione alla sperimentazione. 
Sono cresciuta, mi sono documentata anche per rispondere a tanti quesiti, insomma in questi 3 anni di blog, grazie al confronto con tante persone che hanno interagito con me, sono davvero migliorata! 
Quindi grazie, grazie davvero, perchè sono sempre felice di imparare e il confronto è la strategia migliore per farlo!




Questa volta troverete anche la video-ricetta con tutto il procedimento passo passo filmato.

Ingredienti:
150 gr di lievito madre rinfrescato e maturo (oppure 2 gr di lievito di birra liofilizzato, secco)
500 gr di farina manitoba
1 cucchiaino di sciroppo di malto d'orzo
75 gr di zucchero
250 ml di latte 
60 gr di burro
20 gr di orzo solubile
1 pizzico di sale



Procedimento: 
Sciogliete il lievito madre nel latte tiepido insieme al malto e lasciatelo riposare per 4 o 5 minuti. Impastate poi tutti gli ingredienti, ad eccezione del sale, regolando la consistenza fino ad ottenere un impasto mediamente morbido. Aggiungete il sale 5 minuti prima della fine della fase di impasto, e continuate a lavorarlo a mano per circa 20 minuti. 
Suddividete ora a metà l’impasto, ed in una delle due parti aggiungete l’orzo e, se serve, impastatelo con un po’ di latte, fino ad ottenere una consistenza omogenea. 
Fate riposare l’impasto per circa 30 minuti a temperatura ambiente, avendo cura di coprirlo con un panno inumidito con acqua tiepida. Dopo la lievitazione, sgonfiate i due impasti e stendete col mattarello prima quello chiaro e poi quello scuro, fino ad ottenere la lunghezza del lato lungo uguale a quello della teglia del plum-cake che volete utilizzare. 
Ora sovrapponete all’impasto chiaro quello scuro e arrotolateli, ponendoli poi nella teglia da plum-cake, foderata di carta da forno bagnata e ben strizzata (o se preferite imburrata). Ponete coperto con un canovaccio a rilievitare all’interno della teglia, finché non fuoriesce dal bordo. Spennellatelo delicatamente con un pò di latte e cuocete il panbrioches variegato, in forno già caldo a 170°C per 30 minuti circa. 
Quando è freddo tagliatelo a fette e potrete gustarlo già così. 

FETTE BISCOTTATE:
Con questo panbrioches variegato all'orzo che abbiamo ottenuto, si possono fare delle fette biscottate molto saporite e fragranti oltre che molto graziose a vedersi
Il giorno dopo, tagliate a fette (dello spessore di 8 mm circa) il panbrioches e biscottatele ponendole su una placca da forno a 150°C per i primi 10 (massimo 15) minuti in forno statico già caldo. 
Poi abbassate il forno a 120°C e continuate la cottura per un'altra mezz'oretta. 
Mettete il timer a metà cottura, dopo 15 minuti, girate tutte le fette dall'altro lato e fatele biscottare per altri 15 minuti.
Come sempre per la temperatura regolatevi col vostro forno, le fette biscottate devono risultare ben asciutte, ma non troppo colorite.
Per questo consiglio di non alzare troppo la temperatura del forno, ma piuttosto di prolungarne la cottura. E comunque se vedete che le fette diventano troppo scure, abbassate la temperatura del forno.
NOTE PERSONALI:
Per le fette biscottate che vedete in foto, ho provato ad apportare una lievissima modifica rispetto a quelle preparate nel video. Ovvero ho aggiunto solo 4 cucchiaini d'orzo solubile all'impasto e invece di prendere metà impasto, ne ho usato poco più di un terzo, in modo da fare la striscia colorata interna, un pò più sottile. Lievissima differenza anche nel gusto, poichè così si sente un pochino meno l'orzo, ma sono sempre fragranti e davvero deliziose, nulla a che vedere con quelle comprate! Provatele.





Ed ora finalmente anche il video... 
Eccomi qui, alle prese col mio lievito madre e le fette biscottate, nel corso della puntata:



E come diceva qualcuno... stay tuned, perchè non finisce qui!
Ci sono ancora altre due mie video-ricette in stand by...
ma questo ;) alla prossima puntata!



Ehi, Ssssssh! Zitti, zitti!!!
Durerà???
Che sia vero oppure solo tutto un "bluff" è ancora da vedere, ma il caldo primaverile sembra sia arrivato. 
Anzi a  ben vedere, sembra già quasi estate direi.
Qui siamo passati da 10 gradi a 27 in un giorno solo!
Tuttavia nessuno osi lamentarsi, per carità, finchè qualche raggio di sole si decide a scaldarci un pò dopo tutto il freddo patito, direi che ce lo godiamo fino in fondo, no?
Anzi, forse sarebbe proprio il caso di dire fino all'ultimo raggio!
Ecco non so perchè, ma la ricetta di queste tortine mi ricorda il sole, l'estate ed il fresco. 
La versione mignon/monoporzione inoltre credo sia oltre che molto graziosa, soprattutto utile a calibrare "i peccati di gola", in previsione della bella stagione, che spesso si accompagna alle inevitabili "diete" di turno: pre-prova-costume...
Insomma una golosità perfetta per colazione, per l'ora del tè o per una sana merenda.
Provatele e forse capirete cosa intendo.



Ingredienti: (dosi per circa 12 tortine)
150 gr di pistacchi già sgusciati
1 piccolo limone biologico (con la buccia non trattata)
3 uova
3-4 cucchiai colmi di miele
1 cucchiaino di lievito per dolci

Procedimento:
Per prima cosa lavate bene il limone e fatelo bollire ben coperto d'acqua, per un'ora. Fatelo raffreddare, taglatelo a metà, privatelo dei semi e quindi frullatelo fino a ridurlo in crema. Sgusciate i pistacchi (se non avete quelli già sgusciati) e frullate anch'essi. Io ho preferito tritarli non troppo fini, perchè mi piace sentirne la consistenza, ma voi fate a vostro piacimento. Anche finissimi andranno bene. 
Sgusciate le uova, separando i tuorli dagli albumi, che monterete a neve ben ferma. Unite il miele ai tuorli e sbatteteli bene aiutandovi con una frusta, poi unite la crema di limone, i pistacchi tritati e da ultimo gli albumi montati a neve, rimestando con una spatola dal basso verso l'alto per non smontarli.
Quando il composto sarà ben amalgamato distribuitelo nei pirottini di carta per muffin e cuocete in forno già caldo a 180°C per circa 35-40 minuti a seconda del vostro forno. Lasciateli raffreddare prima di sformarli e decorateli a piacere.

Queste tortine sono davvero particolari, non troppo dolci, come piace a me e con un delizioso, fresco ed inconfondibile aroma di limone.


Come sempre grazie a tutti e arrivederci alla prossima ricetta.




E tanti auguri a meeeee!!!
Ebbene sì, Buon Compleanno Any ^__^!
E mi sono fatta pure la torta di compleanno, almeno posso scegliere di fare una torta che piace anche a me, e posso assaggiarla anch'io, che altrimenti seguendo i desideri dei golosi, in casa mia oltre al cioccolato mica ci si sposta sapete!
E devo dire che questa è proprio la mia torta preferita. 
Una crostata semplice e colorata, anche perchè ho tanto bisogno di un pò di sole dentro!
E per festeggiare degnamente, ed innalzare un pochino l'autostima, nonostante il tempo che inesorabilmente passa, basta avere accanto un bimbo di 5 anni, che interrogato dal papà su quanti anni secondo lui compisse la sua mamma, prontamente risponde:
"Ehi, ma certo che lo so papà, mamma compie 17 anni! E' vero mamma???"
E voi che avreste risposto???
"17.... ehm, ehm certo tesoro, certo!"
Va bè...

Ingredienti:
Per la pasta frolla:
250 gr di farina
150 gr di zucchero
100 gr di burro

60 gr di uova intere (1 uovo medio)

Per la crema pasticcera/chantilly: 
la ricetta è la stessa che avevo già pubblicato qui
200 ml di latte fresco intero
50 ml di limoncello io uso il mio questo qui
1 uovo intero
75 g di zucchero
40 g di farina 00
la buccia di un limone non trattato 
100 g di panna fresca


Per la decorazione:
1 bustina di tortagel
250 ml di acqua
3 cucchiai rasi di zucchero semolato
frutta a piacere

Procedimento:
Per la pasta frolla:

Ho utilizzato il metodo classico indicato qui
Ovvero ho lavorato burro e zucchero con un cucchiaio di legno fino a quando fossero ben amalgamati, poi ho aggiunto le uova, una alla volta facendole assorbire bene.
Infine ho incorporato rapidamente la farina, lavorando l'impasto lo stretto tempo necessario ad amalgamare il tutto. Formato la palla e lasciato riposare una mezz'oretta in frigo coperta con una pellicola. Ho steso la frolla col mattarello aiutandomi con la carta forno, con cui ho ribaltato la frolla sulla tortiera per crostate, ho formato bene il guscio e poi e ho cotto in bianco, ovvero ho messo un foglio di carta forno appoggiato all'interno del guscio e poi ho coperto il fondo con dei fagioli secchi (che coprissero l'interno del guscio di frolla). Quindi ho infornato in forno già caldo per una ventina di minuti a 180°C. Lasciate raffreddare mentre preparate la crema pasticcera.

Per la crema pasticcera /chantilly:
Mettete in un pentolino il latte e il limoncello e la buccia di limone e portate quasi a bollore. Nel frattempo in un altro pentolino sbattete bene l'uovo con lo zucchero. Aggiungete la farina setacciata e amalgamate bene. Dopo aver eliminato la buccia di limone, versate il latte caldo e fate rapprendere a fuoco bassissimo mescolando sempre. In 3 minuti circa è pronta. Fate raffreddare completamente la crema al limone ed aggiungete la panna montata leggermente zuccherata (io di solito metto 10 gr di zucchero per ogni 100 ml di panna), mescolando delicatamente per non fare smontare il composto, in modo da ottenere una crema chantilly al limoncello. Lasciare raffreddare.
Nel frattempo affettare bene tutta la frutta e preparare la gelatina.

Per la decorazione:
Mettere il contenuto della busta e lo zucchero in un pentolino e aggiungere gradatamente l'acqua per non fare grumi. Far sciogliere su fuoco basso fino a bollore continuando a mescolare. Far bollire un minuto, lasciare riposare due minuti.

Assemblaggio della torta:
Riempire di crema pasticcera il guscio di frolla, versarci dentro la crema già fredda e livellarla con la spatola, disporre le fettine di frutta e coprire con la gelatina. Lasciare in frigo almeno mezz'ora prima di servire la crostata.


Allora chi ne mangia una fetta con me e si unisce al brindisi per farmi gli auguri???




Ebbene sì, lo ammetto, aprile di per sè mi mette già di buonumore!
Ogni anno il risveglio della natura ha per me un che di magico: 
le prime gemme sugli alberi, le primule, i prati verdissimi pieni di margheritine, e nonostante il maltempo che perdura, le tiepide giornate di sole...
Insomma ogni anno il lento risveglio della primavera, mi sembra sempre un regalo meraviglioso di cui godere, a maggior ragione se questa attesa si protrae più a lungo del dovuto, come quest'anno in cui sembra che la primavera stenti ad arrivare! 
Eppure arriverà anche climaticamente, basta avere un pò di pazienza, quella che forse oggi abbiamo tutti un pò perso, vogliamo tutto e subito e la magia dell'attesa si perde tra inutili affanni.
La primavera mi appartiene, o come dice il mio bimbo, forse la amo perchè ci sono nata... e sarà pur vero, anche per questo!
Ad ogni modo il sole nel piatto oggi non me lo toglie proprio nessuno, nemmeno il maltempo! 
Guardate un po':



Eccolo il mio sole nel piatto, o meglio vi lascio un'idea molto semplice, ma credo anche utile e sfiziosa. 
Per me il cibo è cosa sacra, non va sprecato per nulla al mondo.
Eppure credo come in tutte le case e le cucine, anche nella mia a volte ci sono avanzi di cibo poco gradito. 
Nonostante ciò nulla va sprecato, semplicemente si ricicla. 
Oramai ho una ricetta collaudata per il lesso avanzato o il petto del pollo arrosto che non mangia mai nessuno. 
Ogni volta che avanza lo riciclo così: 

Ingredienti:
petto avanzato dal pollo arrosto o carne lessa avanzata
1 uovo
1 manciata di parmigiano reggiano
2 manciate abbondanti di pecorino romano
2-3 filetti d'acciuga
prezzemolo tritato (o altre erbe aromatiche a piacere)
1 piccolo spicchietto d'aglio (se piace)
1 cucchiaino di zeste di 1 limone non trattato in superficie
farina di mais qb per impanare + eventuale pangrattato
olio extra vergine d'oliva qb

E guardate un pò quella manina lesta come l'ha afferrata...
e stavolta la crocchetta la addenta eh, altro che se l'addenta, ancora calda, nemmeno il tempo di fare la foto!


Procedimento:
Per prima cosa private degli ossi la carne avanzata, poi riponetela in un mixer con l'uovo, il pecorino, i filetti d'acciuga, il prezzemolo tritato, l'aglio se vi piace, e le zeste di limone e frullate fino ad ottenere un macinato omogeneo. Regolate di sale e se dovesse risultarvi un impasto ancora troppo appiccicoso aggiungete del pangrattato. Con le mani leggermente inumidite formate dei cilindretti e passateli nella farina di mais, prima di cuocerle. Coprite d'olio il fondo di una padella antiaderente e fate dorare le crocchette da ogni lato.
Utilizzo la farina di mais perchè dà una croccantezza speciale e (non so se sia solo una mia impressione) perchè mi sembra assorba meno olio rispetto al pangrattato. 
In ogni caso, prima di servire le crocchette, le faccio sgocciolare bene su carta assorbente per rimuovere l'olio in eccesso e poi le servo ben calde con una bella insalata verde o con una salsina allo yogurt in accompagnamento
La salsina la preparo con zeste di limone e zenzero fresco oltre allo yogurt ovviamente.
Una vera golosità!

Vi lascio un abbraccio e vi aspetto alla mia prossima ricetta.