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E' incredibile... già passata una settimana dal mio ultimo post!
Come volano i giorni? 
Per fortuna ottobre ci sta regalando ancora giornate davvero piacevoli (anzi se vogliamo persino fin troppo miti!)
Le cose che vorrei raccontarvi però sono decisamente troppe per il mio pochissimo tempo a disposizione.
Tuttavia se procedo con ordine e riesco a non dilungarmi come al mio solito, forse almeno un paio riesco anche a scrivervele! 
Per prima cosa devo assolutamente ringraziare Manuela, Bruno e tutta l'organizzazione della fiera di Condove, a cui ho preso parte il 14 ottobre scorso, grazie all'iniziativa di UNA RICETTA ALL'ORA come già vi avevo accennato qui
L'esperienza è stata davvero bellissima e spero di poterla ripetere anche il prossimo anno.
Così magari riuscirò anche a girare tra i vari stand, perchè quest'anno ahimè, è mancato proprio il tempo. 
Ringrazio anche tutte le mie compagne di brigata, per le risate, la disponibilità e le chiacchiere, che sono sempre la cosa più bella e preziosa di questi momenti!
E finalmente sono riuscita a conoscere Ale Arlone
Guardateci qui:


Le foto non sono mie, sono di Ambra, Silvia e Carla che ringrazio!
Da pochi giorni inoltre si è concluso il primo contest in collaborazione con Rosso Rubino:


Sia io che Silvia, ringraziamo tutte le partecipanti, perchè siete state davvero tutte bravissime: complimenti a tutte. 
I risultati del contest li potete leggere da Silvia qui.

Ed ora: altro giro altra corsa??
Ebbene sì, adesso invece vorrei farvi un invito.
Domani infatti sarà  la volta di un'altra bellissima esperienza: 
sarò al Salone del Gusto, ad un evento organizzato da Gente del Fud...
TADAAAN:


Giovedi 25 ottobre 2012 alle ore 14.00



al Salone del Gusto di Torino
presso SPAZIO PIEMONTE
io insieme ad
Eleonora Caprio di Gusti Tuscia
prepareremo una degustazione 

con due presidi Slow Food del Piemonte:

il Sedano Rosso di Orbassano

Il Cevrin di Coazze


 e la degustazione sarà GRATUITA !!!



Curiosi di sapere di che si tratta?
Chi sarà dei nostri è ovviamente il benvenuto!
Vi aspettiamo numerosi!

Un indizio...


A presto

Con tutto il rispetto per le "note marche", volete mettere la soddisfazione di farsi con le proprie manine, dei panini dolci al cioccolato da mangiarsi a colazione? 
E sentirsi dire dal quattrenne di casa che sono una delizia??
Vi assicuro che solo questo innalza l'autostima di dieci punti ;) e se per caso ce ne fosse bisogno, ripaga di ogni fatica.
Chi legge abitualmente questa pagine oramai lo sa, che sono stata stregata dal Lievito Madre, ed è tutta colpa vostra: cari Paoletta ed Adriano.
Che poi impastare mi sia sempre piaciuto è pur vero, ma farlo col lievito naturale è davvero tutta un'altra storia.



Se poi si prova ad impastare con delle farine integrali macinate a pietra, che mantengano inalterate tutte le vitamine e i principi nutritivi della farina, vi assicuro che il sapore del pane vi stupirà: parola di Any!




Era da un pò che volevo provare delle farine integrali.
Alla fine mi sono lasciata tentare ho comprato la "Scatola per le farine e le cose buone" di Mulino Marino, curiosa di testare questi prodotti e devo dire che sono stata molto soddisfatta del risultato ottenuto.
Inoltre proprio oggi 16 ottobre 2012 ricorre la settima edizione della 
giornata Mondiale del Pane organizzata da Zorra



ovvero il World Bread Day.
Quale occasione migliore per postare la mia ricetta di questi panini dolci? 
L'ispirazione è arrivata di nuovo dal Libro di Sara Papa, anche se la mia ricetta alla fine è un pò diversa, ma solo perchè non avevo in casa le arance e me ne pento, perchè arance e cioccolato è un connubio a mio avviso divino.
La prossima volta però non mancherò di provare a rifare la ricetta in versione originale.
Questa volta ve la riscrivo con le mie modifiche:


PANINI DOLCI DEL MATTINO
Ingredienti:
600 gr di farina
350 ml di latte
100 gr di gocce di cioccolato
40 gr di miele
150 gr di Lievito Madre (o 12 gr di lievito di birra)
50 gr di burro
10 gr di sale 
per spennellare i panini:
1 tuorlo d'uovo e un pò di latte più un pò di zucchero di canna



Procedimento:
Setacciare la farina e disporla a fontana, versare al centro il latte intiepidito in cui avrete sciolto in precedenza il lievito madre (già rinfrescato e maturo) ed il miele.
Mescolate sommariamente e poi aggiungete il sale ed il burro fuso impastando molto bene. A questo punto aggiungete le gocce di cioccolato (meglio se tenute un'oretta in congelatore in modo che non si sciolgano in cottura) mescolando delicatamente. Formate una palla e lasciate lievitare coperta in un luogo tiepido fino al raddoppio del volume dell'impasto. Trascorso questo tempo rompete l'impasto e formate dei paninetti di circa 80 gr cadauno, disponeteli su una teglia foderata di carta forno e spennellateli con il tuorlo diluito con un pò di latte, lasciateli rilievitare coperti per 30 minuti circa e poi rispennellateli nuovamente con il tuorlo ed il latte cercando di farlo delicatamente per non sgonfiare l'impasto. Cospargete la superficie dei panini con un pò di zucchero di canna e cuocete in forno già caldo a 220°C per 15-20 minuti.
Se riuscite a resistere a non assaggiarli appena usciti dal forno, e a non scottarvi la lingua, dopo esservi inebriati solo dal profumo, lasciateli raffreddare e serviteli per la colazione, la merenda o come più vi piace!
;)
Alla prossima!



Inutile far finta di niente, l'autunno è oramai arrivato e con esso nuovi colori e profumi anche in cucina! 
La natura ci regala sempre preziosi alleati, in ogni periodo dell'anno.
Frutta e verdura che ci aiutano a mantenerci in forma e ad affrontare la nuova stagione in arrivo.
La zucca è certamente uno di questi preziosi alleati, la possiamo declinare in mille versioni, dolci e salate. 
A basso contenuto calorico e dal sapore dolciastro è ricchissima di vitamine e sali minerali e grazie alla presenza di betacarotene, che le conferisce il suo caratteristico colore arancio, mette di certo di buonumore, oltre che aiutarci con le sue proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie, insomma la zucca è davvero versatile.
Via libera dunque alle zucche in cucina, che in questa stagione sono un vero must!
La ricetta dello sformato di zucca che vi propongo oggi è stato per lungo tempo il mio cavallo di battaglia.
Copiato tanti anni fa da un agriturismo, quando ancora gli agriturismi non erano così in voga, ma sconosciuti e rari, dopo averlo assaggiato ho cercato di riprodurlo, senza però conoscerne la ricetta d'origine.
Oggetto di svariati esperimenti, alla fine ne è uscito fuori questo qui e me ne sono innamorata.
Come tutte le cose ripetute però, dopo un pò vengono a noia, finendo nel dimenticatoio, salvo poi essere rispolverate di tanto in tanto!
Ci voleva la Fiera della Toma per farmene ricordare!



Ingredienti:
Per lo sformato:
1,5 kg di zucca
1 cipolla bionda
300 gr di ricotta
4 uova
4 cucchiai di parmigiano grattugiato
1 bel pezzetto di toma (circa 100 gr)
1 pizzico di noce moscata
1 pizzico di zenzero in polvere
Olio, sale e pepe qb
Per la fonduta:
50 gr di burro
50 gr di farina
½ litro di latte
1 pizzico di noce moscata
1 bel pezzetto di toma (circa 100 gr)


Procedimento:
Per lo sformato:
Pulire bene la zucca, privandola dei filamenti, dei semi e della buccia e tagliarla a tocchetti. Nel frattempo scaldate qualche cucchiaio d’olio in un tegame e fate soffriggere appena la cipolla affettata sottilmente. Aggiungete la zucca e fatela  insaporire con qualche cucchiaio d'acqua finchè si riduca a purè regolando di sale solo a cottura ultimata. 
Ora unite la ricotta, le uova ed il parmigiano mescolando bene e da ultimo aggiungete la toma che avrete tagliato a piccoli dadini. 
Regolate di sale se occorre ed aggiungete la noce moscata e lo zenzero se vi piace. 
Una volta che il composto sia ben amalgamato versatelo in uno stampo da plumcake foderato con carta da forno ed infornatelo per 50 minuti a 180°C. 
Siccome mi era avanzato un pò di impasto ho riempito anche qualche stampino in silicone come quello in foto, in modo da avere degli sformatini monoporzione.
A cottura ultimata preparate la fonduta.
Per la fonduta:
Sciogliete il burro in un tegame a fuoco basso, allontanate un attimo dal fuoco ed aggiungete gradatamente la farina setacciata mescolando con la frusta, aggiungete sale e noce moscata e poco per volta tutto il latte, continuando a mescolare per non fare grumi. Riponete sul fuoco continuando a girare fino a che la besciamella si addensi. 
A questo punto aggiungete anche la toma tagliata a tocchettini che stempererete mescolando fino al suo completo scioglimento.
Versate la fonduta sullo sformato e servite ben caldo.

E se per caso domenica 14 ottobre vi trovaste a passare da Condove, sappiate che questo delizioso sformatino, potreste degustarlo anche voi, perchè lo preparerò in occasione della Fiera della Toma che si tiene ogni anno a Condove appunto.
Insieme con me allo stand troverete anche Ambra e Silvia che prepareranno altri piatti utilizzando la Toma tipica delle nostre valli piemontesi!



Vi aspetto dunque e vi invito a leggere il ricco programma di eventi della fiera che potete trovare qui.
Se poi ancora voleste tentare di vincere una bella Toma, vi basta andare qui e cliccare sulla pagina  Facebook diventando fan!
Buona fortuna a tutti!
Un'ultima cosa e poi mi congedo, mi raccomando vi ricordo di partecipare al contest:


Avete tempo fino al 15 ottobre!



Dieci anni di matrimonio sono già un bel traguardo e se ti accorgi di aver accanto la persona che hai sempre sognato e guardandoti indietro scopri che la strada percorsa insieme, nonostante gli inevitabili alti e bassi, ti ha reso una persona migliore, se ogni giorno che passa ti accorgi di quanto tutto questo sia il frutto del tanto amore ricevuto, che ti ha sempre sostenuto e ti accompagna in ogni tua scelta quotidiana... 
bè allora credo di essere davvero una donna fortunata! ^__^
Come vi avevo già detto qui l'anno scorso, in occasione del nostro anniversario ci piace regalarci un viaggio.
I viaggi sono una passione comune. 
Il più bel regalo che possiamo farci è concederci un pò di tempo per noi e fare un viaggio.
Quest'anno è stata la volta di Praga... ed è proprio da lì che "mi sono portata via" questa ricetta che vi suggerisco oggi. 
Più che una vera e propria ricetta, semplicemente un'idea carina per servire l'ananas, che all'occorrenza può anche diventare un dessert con pochissime calorie!
In una delle nostre cene praghesi abbiamo mangiato in un locale molto intimo: 
Klub Arkitektu, un posticino graziosissimo con un ambientazione molto romantica, che, vi consiglio vivamente sia per la qualità del cibo, che per la gentilezza dei gestori.


La preparazione di questi spiedini è quasi banale, tuttavia se non siete particolarmente amanti dei dolci e come me adorate la cannella, dovete assolutamente provarli!
Se invece siete a caccia di un'idea sfiziosa e velocissima da preparare, allora questa fa certamente al caso vostro.

Ingredienti:
1 ananas fresco
miele d'acacia
cannella in polvere
panna montata e menta fresca per decorare

Procedimento:
Affettate e pulite l'ananas e tagliatelo a cubetti non troppo piccoli. 
Infilate un paio di cubetti di ananas per spiedino e fateli grigliare finchè non si intiepidiscano.
Mettete un paio di spiedini per piatto e versateci sopra a filo del miele, terminando con una spruzzata di cannella. 
A piacere decorare con  ciuffi di panna montata e qualche foglia di menta fresca.

Con questa ricetta partecipo molto volentieri alla raccolta di Fabiola:





E a tutti quelli che passano di qui, auguro un felice fine settimana!



Dopo aver lavorato come una pazza ad un catering per 60 persone, per una cena preparata in condizioni estreme, sentirsi chiedere a fine pasto se si possa brevettare una tua ricetta.... bè, non ha prezzo!
Per tutto il resto... ;) dai ragazzi, son soddisfazioni!
Oramai lo sapete, sono assolutamente contraria ad un qualsiasi "esclusivismo" in cucina, che sia "un brevetto" o un qualsiasi "diritto" su una ricetta: la trovo un'idea bizzarra! 
A mio parere le ricette vanno condivise, studiate, ammirate, rivisitate... personalizzate.
Per me cucinare è sinonimo di condivisione, convivialità, e poi certo personalizzazione quella sempre... 
è inevitabile perchè in ogni caso sempre ci si mette del proprio, anche se la ricetta è la stessa.
Uno stesso identico piatto cucinato da due mani diverse, sebbene con le medesime procedure e gli stessi ingredienti, sarà inevitabilmente differente! 
Questo l'ho già detto altre volte, cucinare in fondo non è null'altro che una serie di trasformazioni chimico fisiche, che richiedono energia e ognuno di noi ha una energia sua propria, diversa da quella degli altri.
Addirittura noi stessi non siamo sempre uguali: la nostra energia cambia e si modifica nel tempo, dipende dai giorni, dall'umore. 
Non vi capita mai che la stessa identica ricetta un giorno vi venga una meraviglia e il giorno dopo una schifezza?
Magari proprio quando sarebbe necessario il contrario...
Ecco! Questione d'energia, o se preferite: umore del momento, tensione e così via.
Tutto questo per dire che la cosa del brevetto mi ha fatta ovviamente sorridere, lungi da me, ma nello stesso tempo mi ha fatto anche un immenso piacere, perchè la mia ricetta era davvero inventata di sana pianta!
Indecisa fino all'ultimo minuto se fare la mia solita arista al latte o se prepararne una nuova versione all'uva e rosmarino, ricetta letta tempo addietro chissà dove, non ho saputo scegliere.
Ed è venuta fuori questa qui:


Alla faccia del brevetto, la condivido subito con voi!
Vi assicuro, col latte è stato un connubio perfetto: da urlo!

Ingredienti:
1kg di arista di maiale
1 cipolla
1 carota
1 foglia di alloro
5 bacche di ginepro
1 pizzico di noce moscata
1/2 litro di latte
1 bel rametto di rosmarino
1/2 kg d'uva bianca di cui: 2-3 manciate di acini per decorare, il resto per succo d'uva
2 cucchiai rasi di amido di mais (all'occorrenza per tirare la salsa)

Procedimento:
Affettare sottilmente la cipolla e la carota, lavare il rosmarino e l'alloro e farli soffriggere qualche minuto a fuoco vivace in una casseruola a bordi alti (io ne ho una in ghisa). 
Aggiungere a questo punto l'arista e farla sigillare per bene, da entrambi i lati, fino a formare una bella crosticina dorata. Nel frattempo lavate bene l'uva.
Tenetene da parte qualche acino per decorare, e spremete il resto degli acini con l'aiuto di uno schiacciapatate, in modo da ricavarne il succo. 
Quando l'arista è ben dorata da tutti i lati, sfumate col succo d'uva, aspettate qualche minuto che evapori e poi abbassate la fiamma al minimo, aggiungete la noce moscata e il latte e incoperchiate fino a cottura ultimata.
Io ho lasciato cuocere per circa un'ora, per far ridurre il sughetto di cottura.
Lasciate raffreddare bene l'arista. 
Una volta raffreddato l'arrosto, separatelo dal suo sugo e riponetelo in frigo, perchè da freddo sarà più facile affettarlo.
Al momento di servire ho tirato bene la salsa. 
Per prima cosa ho rimosso gli aghi di rosmarino, il ginepro e l'alloro e poi ho ristretto ancora un pochino il fondo di cottura. 
In un tegame mettete qualche mestolo del sughetto e con l'aiuto di una frusta aggiungete gradatamente tutto l'amido di mais, girando sempre finchè non sia ben amalgamato. 
Ora aggiungete gradatamente il resto del sughetto continuando a mescolare, tenendo la fiamma al minimo fino a quando la salsa non si sarà addensata.
Spelate e private dei semi gli acini d'uva messi da parte, tagliateli a metà ed aggiungeteli alla salsa al momento di servire.
Affettate sottilmente l'arrosto, scaldatelo e guarnite con la salsa e l'uva.
Provatela!
Ai miei commensali è piaciuta moltissimo e voi che ne dite?


Ed ora vorrei parlarvi di un'iniziativa che sfida solo le/i cuoche/chi più audaci e pronte/i a mettersi in gioco, venendo allo scoperto "nel mondo reale"...

Avete visto il nuovo banner qui di fianco sul blog? 
Intendo questo qui:


Di che si tratta?
Di un Contest, di cui potete leggere il regolamento anche direttamente sul sito di RossoRubino e che vi riporto qui solo per vostra comodità di lettura:

L'enoteca Rossorubino, in collaborazione con me e Silvia, vi invita a partecipare al suo primo contest enogastronomico:

Food Moment Please!

7 foodblogger avranno modo di cimentarsi presso l’enoteca RossoRubino di Via Madama Cristina 21 a Torino, proponendosi alla nostra clientela.

Accettate la sfida e date sfogo alla vostra creatività!

Regolamento di partecipazione:

- Per partecipare al contest “Food Moment Please!” è necessario ideare una ricetta senza cottura o che preveda l’utilizzo limitato al solo forno a microonde e il relativo abbinamento al vino che si reputi più azzeccato

- Le ricette ideate non dovranno prevedere l’uso di alcun metodo di cottura tradizionale e dovranno essere fantasiose e particolari e ovviamente, assolutamente fattibili nella cucina di un'enoteca

- Il contest è rivolto solo a chi possiede un blog

- Non valgono ricette pubblicate prima del 15 settembre 2012 o copiate da altri blog italiani o stranieri.

- Ogni partecipante dovrà inserire il logo del contest:




nella home page del proprio blog e al termine della ricetta, con un link diretto a ROSSORUBINO e dovrà linkare i blog La Cucina di Nonna Papera e Any Secret

- I link alle ricette dovranno essere postati in risposta al post di presentazione del contest al seguente indirizzo: La cucina di Nonna Papera

- Le ricette devono essere inviate entro le ore 00.00 del 15 ottobre 2012

- Al termine del contest una giuria composta da Andrea ed Edoardo, titolari dell'enoteca Rossorubino, con la collaborazione esclusivamente tecnica di Anastasia e Silvia (fattibilità della ricetta e sapore), stilerà una classifica che verrà pubblicata QUI e contatterà i primi 7 classificati per accordarsi sulle modalità di partecipazione alle serate in cucina

- I nominativi e il relativo link al blog saranno pubblicati su ROSSORUBINO

- Dopo aver stilato un calendario di partecipazione, nelle date prescelte i blogger potranno cimentarsi in enoteca, dove presenzieranno per due serate: il venerdì sera per un aperitivo composto dall’abbinamento di un calice di vino da noi selezionato e da un piatto in abbinamento da voi proposto e il sabato sera per una vera e propria cena.

Tutto chiaro?
E allora iniziate a pensare ed ideare!
Un mio personale in bocca al lupo a tutti i coraggiosi che decideranno di partecipare!



Da sempre sostengo che capodanno andrebbe festeggiato a settembre e non a gennaio!
Sono matta? 
Vero, questo è ormai noto, ma ditemi se non è vero che gira e rigira, a settembre ricomincia sempre un pò tutto? 
E mica solo la scuola...
Nuovi progetti, nuove idee, buoni propositi, insomma io trovo che ci siano sempre mille motivi per un nuovo inizio in questo mese.
E ora non vi starò a tediare sulla mia atipica, densissima, bellissima estate appena trascorsa!
Corro subito a recuperare tutto il tempo perduto, che oggi devo raccontarvi una storia davvero bellissima!
Di che si parla dunque? 
Forse perchè felice di essere finalmente "ritornata alla base", oggi gioco in casa, ebbene sì.
Il Piemonte è davvero una terra magica per molti aspetti.
Molto ricca dal punto di vista enogastronomico, fosse solo per i nostri vini e i formaggi... le menzioni sarebbero molteplici.
Eppure ci sono tanti altri cibi magari meno nobili e meno famosi del celeberrimo barolo, che meriterebbero maggior considerazione.
Quanto meno meriterebbero semplicemente d'esser conosciuti e pubblicizzati un pò di più. 
Come ad esempio il più umile e meno altisonante "cibo di strada", che tutti oggi si ostinano a chiamare finger food (che poi chissà perchè in inglese deve far più figo)... 
Altro non è che un cibo da mangiarsi con le mani, per strada appunto!
Uno di questi cibi tipici piemontesi di cui oggi voglio parlarvi è il Gofri.
Aspettate che ve lo presento...




Il Gofri nasce come "cibo di strada", o da passeggio, chiamatelo come più vi aggrada, tipico della provincia di Torino (dell'Alta Val Chisone, ed Alta Val di Susa).
E' una cialda tonda friabile e croccante preparata con un impasto a base di acqua, lievito e farina, che una volta cotto sugli appositi ferri, va mangiato al momento, rigorosamente con le mani.
Si presta ad essere servito in versione sia dolce che salata: con marmellate o creme dolci, o con salumi e formaggi.
Il post di oggi è interamente dedicato a lui, di cui mi sono innamorata quasi perdutamente, forse perchè Erika e Marzia, le due ragazze complici di questa scoperta, amano le tradizioni e le cose semplici e genuine che si facevano un tempo. 
Un pò come la sottoscritta.
Ma procediamo con ordine. 
Ad onor del vero lo zampino ce l'ha messo Marco, caro amico già più volte citato su queste pagine, cultore del buon cibo e del buon vino e mio mentore non solo per la scelta e la conoscenza dei vini, ma anche per tutti i percorsi enogastronomici del caso. 
E' stato per me un vero onore presenziare all'inaugurzione di "Io Mangio Gofri" e se posso dire: 
"Io c'ero" il merito è solo suo! 
Grazie dunque a Marco d'avermi invitata a quell'inaugurazione, che mi ha fatto conoscere queste due splendide ragazze piemontesi piene d'energia, passione e determinazione, che hanno fatto del Gofri di antica tradizione, un'idea innovativa con l'avvio della loro recente attività.
Sono fiera ed orgogliosa d'esser stata fautrice dell'inserimento del Gofri nei prodotti di Gente del Fud di cui potete leggere la scheda qui dove troverete anche ulteriori informazioni e curiosità.
L'origine del gofri si può far risalire a metà ottocento da Francia e Belgio, epoca in cui sono stati rinvenuti ferri molto simili a quelli oggi utilizzati per cuocere il Gofri. 
Probabilmente i flussi migratori e la vicinanza geografica del Piemonte con la Francia hanno permesso la sua diffusione in territorio piemontese.
Il mio invito, se capitate da queste parti, Ã¨ di andare anche voi in quel di Pinerolo ad assaggiare il Gofri in versione originale, quello DOC, dove vi accoglieranno i due smaglianti sorrisi di Erika e Marzia guardatele qui:



Pinerolo da Iomangiogofri io ci sono stata. 
Come ho già detto a Marzia ed Erika se fossi la proprietaria, farei ben pochi affari, perchè tutti i gofri finirebbero nella mia pancia prima d'esser venduti!
Sono davvero troppo buoni.
Oggi vi dico solo che mi accosto indegnamente a riprodurre la mia versione del Gofri, rigorosamente salata, visti i miei gusti personali, e che certamente nulla ha a che vedere con l'originale, che va assolutamente assaggiato e degustato sul posto. 
La bontà del Gofri è dovuta (oltre che ovviamente alla sua ricetta) all'utilizzo degli appositi ferri, che rendono la cialda sottile e croccante, e assolutamente non riproducibile con le gofriere che si trovano in commercio!
Per cui sappiatelo, quelli che ho fatto io, buoni sono buoni, ma sono assolutamente altra cosa rispetto a questi qui, quelli originali:



Avendoli assaggiati, vi garantisco, che questi DOC sono assolutamente da non perdere!
Eccovi la ricetta che invece mi sono inventata per fare la mia versione rivisitata:




GOFRI SALATI ALLE ERBE AROMATICHE FARCITI CON FORMAGGIO SPLAMABILE

Ingredienti:
50 gr di farina
50 gr di pangrattato
50 gr di parmigiano grattugiato
200 ml di latte
5 foglie di menta 
5 foglie di basilico 
1 mazzetto di santoreggia
1 pizzico di sale
1 cucchiaio d'olio

Procedimento:
Per prima cosa ho frullato le erbe aromatiche ben lavate ed asciugate col pangrattato, poi ho aggiunto la farina, un pizzico di sale e il parmigiano, amalgamandoli bene.
Infine ho versato il tutto in una caraffa ed ho aggiunto il latte e l'olio, mescolando il tutto con cura, fino ad ottenere un impasto omogeneo. 
La caraffa a mio avviso è utilissima per dosare bene l'impasto da mettere sulla gofriera. 
Secondo le istruzioni allegate, ho aspettato che la mia gofriera, fosse ben calda e poi ho versato una dose di impasto corrispondente a circa due cucchiai da cucina. 
Se si desiderasse ottenere un gofri più croccante, al posto del latte si deve utilizzare l'acqua nell'impasto.
In questo caso il gofri apparirà anche meno scuro. 
I miei sono rimasti morbidi. 
Dopo la cottura appena tiepidi, ho riempito "l'interno dei quadretti del gofri" con del formaggio spalmabile aiutandomi con una sac a poche e infine li ho decorati con qualche fogliolina di menta fresca.
In questa versione, sono comunque ottimi anche freddi.


Vista l'attinenza di questa mia ricetta col suo contest e vista soprattutto, l'amicizia che mi lega a Chiara, dopo che ne ha anche prorogato la scadenza, proprio non potevo non partecipare al suo contest



E per finire, a tutti voi pazienti lettori di questo blog, anche se qualche volta dovete tirarmi le orecchie (eheheh!) per la mia prolungata latitanza, grazie davvero del vostro affetto, dei vostri commenti, dei vostri passaggi silenziosi.
Come sempre vi aspetto alla prossima ricetta.






Visto? 
Senza volerlo ho fatto pure la rima: spaghettine con salmone e zucchine, eh, eh! 
Vi sarete chiesti se ero ancora viva? 
O se ero ancora in grado di scrivere un post? 
Bene, vi confesso che me lo sono chiesta ^___^ anche io!
L'estate scorre sempre troppo velocemente per i miei gusti, le giornate volano e il tempo che vien voglia di dedicare al web, per quanto mi riguarda, è pochissimo! 
Non me ne vogliate! 
Ringrazio di cuore tutti gli affezionati lettori di queste pagine, quelli che son passati di corsa a sbirciare, chi  legge sempre in silenzio e tutti coloro che sono passati di qui, e hanno lasciato un saluto o un commento, sappiate che li leggo sempre con immenso piacere.
Perdonate la mia assenza dalla rete, ma va così: l'estate mi rapisce e mi conduce verso altri lidi!
Basta chiacchiere ora, veniamo alla ricetta di oggi, una golosa pasta con zucchine e salmone.


La pasta non manca mai a casa nostra, la preparo almeno una volta al giorno, ma mi rendo conto di aver pubblicato molto raramente le mie ricette "quotidiane", forse perchè non le ritengo mai degne di nota...
Oggi invece, complice il contest di Atmosfera Italiana


che invitava alcuni blogger a pensare a ricette estive leggere, usando la pasta integrale biologica e questa sfida che avevo deciso di accettare, vi lascio una ricetta semplice, semplice, ma che spesso onora la nostra tavola. 
Solo che questa volta l'ho servita in versione monoporzione nella coppetta fingerfood che mi è stata inviata per partecipare al contest.

Ingredienti:
1/4 di cipolla bionda
1 zucchina chiara di grandezza media
1 cucchiaino di erbe di Provenza
100 gr di salmone affumicato
1 bicchierino di vino bianco secco o brandy per sfumare
4-5 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

Procedimento:
Affettate sottilmente la cipolla e fatela imbiondire in una padella antiaderente su fuoco basso.
Affettate sottilmente, tagliandola a rondelle, anche la zucchina ed aggiungetela insieme alle erbe di Provenza, facendola rosolare finchè perde un pò della sua acqua. 
Ora aggiungete l'olio e rimestate con un cucchiaio di legno, poi incoperchiate facendo rosolare tutto per bene. 
A fine cottura sfumate con del brandy o con un pò di vino bianco secco e lasciate evaporare. 
Regolate di sale.
Spegnete il fuoco e a cottura ultimata scolate la pasta e saltatela nel condimento con le zucchine, facendola insaporire per un paio di minuti e solo poco prima di servire aggiungete il salmone affumicato precedentemente sminuzzato.

Ne approfitto per augurare a tutti voi un felicissimo Ferragosto!
L'appuntamento come sempre è alla prossima ricetta