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Ehm, ehm, scusate com'è già che si scrive un post? 
Mi son quasi scordata come si fa! 
E' ora di togliere qualche ragnatela da questo povero blog, non è vero?! 
Mmmh...


Tanti scrupoli mi faccio e poi penso, ma a chi vuoi che importi qualcosa, oltre a me, se non aggiorno il blog?
Ad ogni modo eccomi qui, buongiorno a tutti voi miei cari amici e lettori che aspettavate ansiosi (???) di rileggermi :p sono tornata all'arrembaggio, come al solito con mille buone intenzioni, come ad ogni settembre, con centomila progetti e cose da dire e fare, ma siccome sono principalmente una persona pragmatica, quando ho la mente sovraffollata di idee e pensieri, per cominciare a mettere un pò d'ordine mi metto all'opera: è così io comincio sempre col FARE qualcosa... si mettono le mani in pasta, e i pensieri prendono forma, come anche questo meraviglioso profumato ed incantevole pane!!!!
Il libro delle Simili alla fine, dopo tanto cercare l'ho comprato online, perchè non ci crederete mai, ma dopo averlo cercato e ricercato a lungo e in largo, in libreria non sono proprio riuscita a trovarlo e così me ne son fatta una ragione e me lo sono fatto arrivare direttamente a casa!!
Questo pane l'ho già rifatto quattro volte da quando ho comprato il libro ed ogni volta mi sembra più buono! 
Rimane morbidissimo ed è delizioso accompagnato con salumi, per un aperitivo, per un brunch, anche se noi l'abbiamo mangiato semplicemente così: proprio come... un buon PANE fatto in casa!


CRESCENTE AL GORGONZOLA
Ricetta tratta dal libro “Pane e Roba Dolce” di Valeria e Margherita Simili
La “crescente” è un tipico prodotto bolognese; è per antonomasia quella che si faceva un tempo a Bologna con i ranzett, i rifili già un pochino rancidi del prosciutto. A volte, per renderla ancora più saporita, la impastavano con l’acqua nella quale era stato cotto il cotechino e sopra vi spargevano dei piccoli pezzi di cotica che quando uscivano dal forno si erano tutti arricciati diventando croccanti e saporitissimi. Noi ve ne proponiamo una versione riveduta e corretta messa a punto, a suo tempo, per ottenere un maggior consenso dalla clientela: la versione al gorgonzola e, nonostante la presenza di questo formaggio dal profumo deciso, risulta estremamente delicata e profumata. Per i formati potete sbizzarrirvi come volete. Tutte risultano estremamente gradite ai ragazzi per merende, gite in campagna e anche deliziose se fatte a grissino o in piccoli formati per buffet, aperitivi o semplicemente, come accompagnamento a un buon bicchiere di vino” tratto da Pane e Roba Dolce delle Sorelle Simili.

Ingredienti: (trovate le mie modifiche in parentesi)
500 g di farina 00
200 g di gorgonzola dolce (100 + 100 di philadelphia home-made)
30 g lievito di birra
150 g circa di acqua (180 gr)
50 g strutto (omesso)
50 g di burro (100 gr)
8 g sale

Procedimento
Fare la fontana, amalgamare al centro tutti gli ingredienti (non è necessario tagliare il formaggio che si amalgamerà durante la lavorazione dell’impasto). Impastare senza battere, formare una palla, coprire a cupola e lievitare per 50-60 minuti. Senza lavorarla stenderla con il matterello, formando un rettangolo alto circa cm 1,5 (questa volta mi sono sbizzarrita e ho fatto anche la forma a girandolina). Tagliare dei quadrati di cm 5, pennellarli con un uovo sbattuto, disporli su una teglia un poco distanziati e lasciarli lievitare per circa 30-40 minuti. Non arrivano al raddoppio, ma assumono un aspetto più arrotondato e al tatto risultano più morbidi perché pieni d’aria. Cuocere in forno a 180° per 20-30 minuti. Attenzione a non farli colorire troppo altrimenti il formaggio prende l’amaro. 


Consentitemi un'ultima postilla: 
vorrei dedicare questa ricetta di oggi al mio dolcissimo amore, per il nostro nono anniversario...  per ogni attimo del nostro vivere quotidiano condiviso, per ogni prezioso attimo vissuto insieme fino ad oggi: GRAZIE, anche per tutto quello che TU solo sai..

Il perfetto amore è un liquore dal profumo inconfondibile, una volta annusato non potrete non riconoscerlo: a mio avviso è quasi inebriante! 
Come direbbe il mio papà è un liquore da "donna", per il suo sapore molto dolce e il suo grado non molto alcolico forse, ma è un liquore davvero molto, molto aromatico.
In ogni caso questa che vi propongo è la ricetta di mia nonna, lei lo preparava sempre, però raramente per berlo, anche se ovviamente si può!
Lei lo utilizzava quasi unicamente per aromatizzare i suoi dolci, come faccio anche io tuttora, e vi assicuro che ne vale proprio la pena, il suo gusto è davvero inconfondibile e il profumo... mi spiace non potervelo descrivere, ma è davvero sublime!
Sono certa di far felici diverse persone che mi avevano chiesto da tempo questa ricetta, e la aspettano da un pò, perchè ho citato questo liquore diverse volte in tante mie preparazioni senza mai darne indicazioni di preparazione.  
Una di queste persone in attesa è Ornella a cui in particolare voglio dedicarla con tutto il cuore!
Scusate se non ho messo nemmeno una foto, al momento ne sono sprovvista, ma prometto di aggiornare quanto prima il post!
Per ora accontentatevi della ricetta e fidatevi, perchè garantisco che vi piacerà!


Ingredienti:
100 gr di scorza di limoni non trattati in superficie (io quelli che mamma mi porta da Sorrento)
2 gr di cannella
4 gr di fiori d’arancio freschi
3 bacche di cardamomo (aperte prima dell'infusione)
3 aghi di rosmarino
2 gr di chiodi di garofano
1 pizzico di noce moscata
1 bustina di zafferano
1 lt di alcool puro
700 gr di zucchero semolato
1,5 litri di acqua

Procedimento:
Lavare e sbucciare accuratamente i limoni, cercando di evitare il più possibile di tagliare anche l'albedo (la parte bianca della buccia, che dà un gusto amaro). 
Tagliare le bacche di cardamomo per scoprire i semini neri al loro interno. Porli in un contenitore di vetro che poi tapperete ed aggiungere la cannella, la noce moscata, gli aghi di rosmarino, i chiodi di garofano, i fiori d'arancio e da ultimo la bustina di zafferano, lasciando il tutto conservato in infusione ricoperto di alcool, in un luogo buio ed asciutto per 7-10 gg.
A questo punto preparare lo sciroppo con acqua e zucchero, facendo bollire l'acqua finchè non si sarà ben sciolto lo zucchero. Lasciar raffreddare bene lo sciroppo. 
Nel frattempo filtrare bene l'alcool con l'aiuto di una garzina ed unire il filtrato ottenuto allo sciroppo preparato. Imbottigliare e lascia riposare almeno un mese prima dell'uso. 
E sono certa che al momento della degustazione capirete il perchè di questo nome... perfetto amore!
A 'sto giro bisogna proprio ringraziare le mie splendide, meravigliose compagne Montersine! :x 
Oh già, se non fosse stato per loro questa ricetta non sarebbe stata nemmeno pubblicata e io avrei continuato a stare lontano dal piccì :D 
Solo mi spiaceva far dare una penalità a tutta la squadra per colpa mia, le mie compagne non lo meritano davvero, sono tutte eccezionali, tutte si son prodigate e si  prodigano per aiutare me e chi nella squadra ha bisogno di un qualsiasi supporto, di un consiglio dell'ultimo minuto, o di un aiuto di ogni tipo! 
Insomma GRAZIE sono davvero felice di avervi conosciute compagne montersine!!! 

Ed ora veniamo al mio contributo per la quarta SFIDA CANE PRINCIPESSA (O MALTESE) quella che ho scelto tra le proposte di quelle mattocchie delle Nasine Tartufine.

Le regole aggiornate, per chi fosse curioso di scoprirle, al solito le trovate da loro qui.
Questa volta mi sono inventata una preparazione che piace a me (chi mi legge ormai conosce il mio amore smisurato :P per il salato!), ma TRAVESTITA come volevano loro...

GATEAU DI PATATE CON MOUSSE AL PROSCIUTTO:

Ingredienti: (per 4 tortini)
Per i tortini:
2 patate lesse
50 gr circa di fontina
3 fette di prosciutto cotto
1 uovo
1 manciata generosa di pecorino romano (o parmigiano se preferite un gusto più delicato)
1 cucchiaino colmo di noce moscata
1 cucchiaio d'olio
sale aromatizzato alle erbe aromatiche
pangrattato qb
Per la mousse al prosciutto:
160 gr di philadelphia
2 cucchiai di latte
2 fette di prosciutto cotto
Procedimento:
Dopo aver lessato le patate ed averle sbucciate, le ho messe nel mixer insieme al formaggio a cubetti, il prosciutto a pezzi, l'uovo e tutti gli altri ingredienti per i tortini ad eccezione del pangrattato. Ho frullato bene fino ad ottenere un composto ben amalgamato, ho regolato di sale (e pepe se vi piace) e ho messo il pangrattato per asciugare un pò l'impasto, che poi ho posto a modi muffin negli appositi pirottini in silicone. Ho ancora cosparso la superficie con un pò di pecorino ed ho infornato a 180°C per una mezz'oretta, finchè ho visto la superficie con una bella crosticina dorata! Infine ho lasciato raffreddare.
Per la mossue: ho frullato, sempre nel mixer, la philadelphia (ma potete usare anche un altro formaggio spalmabile che vi piaccia) con 2 fette di prosciutto e un pò di latte per renderla più cremosa. Poi ho messo il tutto in una siringa con una bocchetta a stella e ho decorato i "finti" cupcake con la mousse. 
Consentitemi ancora di ringraziare una persona davvero speciale: Chaillrun, che ha pensato di donarmi un bellissimo premio nonostante la mia perseverante latitanza, non so come non si sia ancora stufata di me, anzi continua a sopportarmi (come farà!?) e mi accoglie sempre a braccia aperte e con tanto affetto! Grazie micetta!!!


E veniamo alle dolenti note...
Con l'arrivo dell'estate, perdonatemi, ma è più forte di me, la voglia di stare davanti al computer è sempre meno, per non dire che quasi scompare! 
Ci sono così tante belle cose da fare all'aria aperta nella bella stagione e io ho così tanti altri interessi da coltivare oltre al blog... senza contare che... 
Mi sono anche accorta che il blog a volte diventa una sorta di "dipendenza" e la cosa proprio non mi piace! Voglio sentirmi libera, l'ho già scritto altre volte, in fondo nessuno mi paga per aggiornare questo blog e voglio che resti quello che è stato fino ad ora: semplicemente un PIACEVOLE PASSATEMPO, uno spazio in cui scambiare con voi idee e suggerimenti! 
E siccome non so quale sarà la mia voglia di scrivere "ricette" qui nei prossimi giorni, per ora vi lascio un saluto e un abbraccio (magari invece mi andrà di scrivere e tornerò, chi lo sa)! 
In ogni caso spero che ognuno di voi approfitti delle vacanze per trovare del tempo per sè, per coltivare i suoi affetti, i suoi interessi, per rilassarsi come meglio crede! 
Insomma: buone vacanze a tutti! :)
Ci ritroveremo ricaricati a settembre!
Ciao ^______^ Alla prossima ricetta :-*
Any
Mi sono accorta di aver pubblicato davvero pochissime ricette col pesce.
"Strano" mi son detta. Eppure lo cucino spessissimo. 
E' che la maggior parte delle volte sono ricette semplicissime, non certo piatti elaborati, e mi sembra sempre che non siano degne di nota! 
Questa volta invece questi calamari mi hanno davvero sorpresa per il loro buon sapore, ero proprio soddisfatta della loro buona riuscita e siccome questa volta la ricetta (inventata!è stata un pò più elaborata (oh che parolone, dai non esageriamo, sono solo ripieni e dunque finalmente poverini, li ho considerati, ^_______^ degni di nota! Tutto qui!) 
In ogni caso eccoveli i miei calamari ripieni:


Ingredienti: (dosi per 3 persone)
6 calamari ben puliti
1 manciata di olive nere denocciolate
1 manciata di capperi di pantelleria
1 manciata di pinoli
qualche acciuga
pecorino grattugiato
1 uovo
pangrattato qb
abbondante prezzemolo tritato
5 foglie di menta fresca tritate
la scorza grattugiata di un limone non trattato
1 bicchiere di vino bianco secco
1 spicchio d'aglio
3 cucchiai d'olio E.V.O.
1 pizzico di peperoncino e/o zenzero (se vi piace)
sale qb (io ho usato il Fleur de sel)

Procedmento:
Separate i tentacoli del calamaro e tagliateli a pezzettini. 
Fateli soffriggere a fuoco basso per qualche minuto, con uno spicchio d'aglio, 3 cucchiai d'olio e le acciughe, stemperandole con qualche cucchiaio d'acqua. 
Aggiungete i tentacoli lasciandoli stufare un paio di minuti e poi spegnete. Togliete dal fuoco lasciateli intiepidire e poi frullateli con l'aiuto di un mixer. 
Tritate intanto le olive, i capperi e la menta fresca e aggiungetevi il pecorino grattugiato, il prezzemolo tritato, i pinoli e la scorza grattugiata del limone, regolando di sale ed aggiungendo (se lo gradite) un pizzico di peperoncino e/o zenzero. 
Unite ora i tentacoli frullati e aggiungete l'uovo fino ad avere un composto ben amalgamato. Aggiungete infine un pò di pangrattato fino ad ottenere una consistenza molto morbida, ma non appiccicosa. Con l'aiuto di un cucchiaio, riempite i calamari per metà (non fateli troppo pieni, perchè in cottura si gonfiano ed ... esplodono! Davvero!) e poi chiudeteli con uno stecchino. 
Fateli rosolare (aggiungendo se necessario un pò d'acqua) nella stessa padella in cui avete cotto i tentacoli, per una decina di minuti (finchè li vedrete gonfiarsi) e a metà cottura sfumateli col vino bianco. Impiattate e servite!

AVVERTENZA:
NON ANDRANNO COTTI TROPPO (regola che in generale vale per tutto il pesce) ALTRIMENTI RISULTERANNO GOMMOSI.

Oramai chi mi segue da un pò, sa che le foto non sono certo il mio forte, non ho avuto tempo d'allestire un set fotografico e sinceramente nemmeno ne ho avuto voglia... 
Per cui ve li presento così semplici semplici: eccoli qui, questa è la foto del mio piatto, poco prima di finire nello stomachino affamato!
Dunque scusatemi, ma stavolta va così: 
nessun fronzolo, nè sfondo e impiattamento, solo loro I CALAMARI! 
A noi sono piaciuti un sacco! Li rifarò!
Questo dolce al cucchiaio il BONET qui in Piemonte è davvero rinomato e famosissimo! 
Il nome in dialetto significa cappello, per la forma tonda che si dava al dolce  utilizzando il classico stampo a ciambella (ma se volete altre preziose informazioni in merito, vi rimando da Norma lei sì che è una Piemontese DOC, non "finta" col cuore napoletano come me! ^____^)  


Essendo un dolce a base di cioccolato indovinate un pò chi ne va ghiotto in famiglia!? 
Non devo neanche dirlo, vero?! 
Come tutte le ricette tradizionali, essendo tramandate oralmente o comunque di famiglia in famiglia, non esiste "LA RICETTA".
In rete ne potrete trovare mille e mille varianti, tante versioni più o meno ciccolatose. 
Cìò che non può certo mancare in un bonet sono gli amaretti e... 
rigorosamente il CIOCCOLATO!!


Quella che vi presento oggi è ovviamente :) la versione di casa Any, che tanto per gradire, dopo tutto lo sproloquio qui sopra, non è a forma di ciambella, ahimè, io lo faccio sempre nello stampo da plumcake, che può essere comodamente messo a bagno maria, perchè è così che va cotto questo dolce.
I più puristi tra voi magari mi linceranno, ma se vi dicessi che una volta ho provato a farlo in coppette monodose (quelle usa e getta ) e l'ho pure cotto in poco tempo in pentola a pressione!? Inorridite?! 
Be, vi assicuro che era buono lo stesso! 
Ed ho risparmiato molto tempo! E se come me andate sempre di corsa... non è male poterlo fare anche così!
Ma veniamo alla ricetta in versione classica, cosa vi occorre:

Ingredienti:
4 uova
150 gr di zucchero
50 gr di cacao amaro
100 gr di amaretti
1/2 litro di latte
1 bicchierino di Amaretto di Saronno (o altro liquore a piacere)
1 bustina di vanillina
la scorza grattuggiata di un limone non trattato in superficie
100 gr di zucchero per il caramello


Procedimento:  
Sbattere (senza montarle) le uova con lo zucchero, aggiungere il cacao amaro e gli amaretti sbriciolati (se vi piace precedentemente bagnati con un bicchierino di liquore tipo Amaretto di Saronno) la scorza di limone grattugiata ed infine la vanillina. 
Scaldare il latte senza farlo bollire e unire a filo agli altri ingredienti. 
Preparare il caramello mettendo lo zucchero in un pentolino e lasciandolo cuocere finchè diventi uno sciroppo leggermente brunito. (Per tutti gli altri segreti del caramello, ho scritto un post che potete leggere qui.)
Foderare uno stampo (o degli stampini singoli) col caramello ed infine versare il composto ed infornare in un recipiente, cuocendo a bagnomaria per 30-40 minuti a 180°C in forno statico. 
Lasciar raffreddare e mettere in frigo, lasciandolo almeno 3 ore prima di servire. 
Con una lama staccare i bordi dallo stampino e rivoltare il bonet su un piatto da portata. Servire.


Con questa ricetta ripartecipo con vero piacere, alla raccolta di Twostella: 
LE NOSTRE RICETTE DI CUCINA PIEMONTESE, che trovate qui ed eccovi ancora il logo dell'iniziativa a cui ho già aderito con altre mie ricette:


Alcune personali annotazioni sulla ricetta: 
I tempi di cottura come sempre dipenderanno dal tipo di forno che utilizzate, non vi resta che provare, ad ogni modo per verificare la cottura, infilate la lama di coltello al centro del bonet, se estraendola risulta pulita, il budino è cotto.  
Assaggiando alcuni bonet di amiche o in vari ristoranti, mi è capitato di sentire un marcato gusto "di uovo", che personalmente non gradisco affatto. Questo è uno dei motivi per cui aggiungo il liquore, che a mio avviso smorza molto il gusto d'uovo e per cui uso 4 uova al posto di 5 o più che trovate in altre ricette.
Altro accorgimento: l'acqua di cottura del recipiente a bagno maria non dovrebbe mai bollire, pena il formarsi di bollicine all'interno del budino (accorgimento estetico a mio avviso volendo anche trascurabile, ma per i perfezionisti non si dovrebbero proprio vedere, come invece potete BEN notare nella mia seconda foto... eh, eh!) 
La cosa tuttavia, non pregiudica assolutamente il buon gusto del budino!
Per cui enjoy: godetevi questa buonissima specialità turineisa!!!!!! 
Baciotti a tutti e alla prossima ricetta!
^_____^ 
Ciao Any

AGGIORNAMENTO POSTUMO:
Per chi fosse interessato ho fatto una nuova versione del bonet monoporzione, cotto in pentola a pressione:
Questa qui:



La ricetta corredata anche da un video, la trovate qui.

Ragazzi, pazzie nella mia vita credo di averne fatte tante, ma di ricette così pazze e fuori di testa come questa, vi assicuro che non ne avevo mai fatte prima d'ora in vita mia! 
Premettendo che mi sono divertita da matti a stravolgere un dolce per farlo diventare SALATO (e chi mi segue sa il perchè... data la mia passione per le cose rustiche) devo ammettere però, che senza questa sfida organizzata dalle Tartufine non mi sarei di certo mai cimentata in una roba così strana!!!
D'altronde a chi mai sarebbe potuta venire in mente un'insana pazzia del genere se non a Benedetta e Martina?!
E sia! 
Vi racconto com'è andata.
Ritardataria come al solito, da regolamento (che per questa TERZA sfida trovate qui) non sono riuscita a proporre il mio cavallo di battaglia in tempo, per cui mi è stato assegnato d'ufficio: trasformare un rotolo alla crema, in uno salato, cercando di modificare il meno possibile gli ingredienti di partenza...
Ecco qui il risultato che ho ottenuto:
Sono partita da questo mio rotolo dolce (giusto per complicarmi la vita: mica amo le cose semplici io, eh!) postato combinazione ^___^ esattamente un anno fa! 
Cercavo un'ispirazione per rifare una cosa analoga, ma con sta meringa sopra, mmmh... meringa in versione salata (mumble, mumble!) eppure, eppure... mi sembrava di aver letto qualcosa in proposito!
Ah... Ora ricordo, ma certo qui da Genny!
Mai sentito parlare del pan di spagna e della crema pasticcera in versione salata?! 
Musica per le mie orecchie!!! 
Non ci credete vero?!?
E invece se pò... se pò fà!
Bè sentite, facciamo prima se vi lascio la ricetta!
Cominciamo?!!! 
Avete preso "caccavelle, mestoli e pentolini"?!?  
Sì? Bene dai, allora cominciamo... VIA!


Ingredienti:
Per il pan di spagna salato (PDS):
90 gr farina
4 uova
50 gr zucchero
100 gr di parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di lievito per dolci
Per la crema pasticcera salata:
2 tuorli d'uovo
2 cucchiai rasi di zucchero
1/2 litro di latte
60 gr di maizena
70 gr di parmigiano grattugiato
4 cucchiai abbondanti di yogurt greco
1 pizzico di zenzero
erba cipollina e sale, qb
Per la meringa all'aceto balsamico:
2 albumi
50 gr di zucchero a velo
3 cucchiai rasi di crema d'aceto balsamico
Per il ripieno:
qualche fetta di salmone affumicato
olive nere snocciolate
Procedimento:
Per il pan di spagna salato:
Sgusciate le uova separando tuorli ed albumi, che monterete a neve ben ferma. Lavorate i tuorli con lo zucchero incorporandovi prima la farina setacciata ed il lievito ed infine lentamente gli albumi a neve. Per ultimo aggiungete il parmigiano e regolate di sale. Versate l'impasto in una teglia di cm 36x26 rivestita con carta da forno bagnata e strizzata, livellate bene e cuocete in forno caldo a 180°C per 15-20 minuti finchè risulti dorato. Rovesciate ora la pasta su un foglio di carta da forno bagnato ed asciugato (facendo attenzione a non ustionarvi!) eliminate con delicatezza la carta da forno soprastante ed arrotolatela nella carta bagnata partendo dal lato più corto. Lasciate raffreddare. Farcite (e poi riarrotolate) con la crema preparata così:
Per la crema pasticcera salata:
Sbattete i tuorli con lo zucchero finchè non divengano chiari, aggiungete la maizena, amalgamate ed aggiungete lentamente il latte (io lo scaldo precedentemente al micronde, così la crema cuoce in un attimo!) fate cuocere lentamente a fiamma bassa, finche non si rassodi. Quando sarà fredda incorporatevi lo yogurt, il formaggio, l'erba cipollina ed infine regolate di sale e zenzero amalgamando per bene il tutto.
Per il ripieno:
Risrotolate il pandispagna e farcitelo mettendo prima la crema pasticcera salata, poi sistemandovi le fette di salmone e le olive. Infine riarrotolate e ricoprite con la meringa salata che ho preparato così:
Per la meringa all'aceto balsamico:
Con il metodo che avevo letto in un passato numero della rivistaSale e Pepe, ho montato le chiare a caldo, con lo zucchero, con lo sbattitore elettrico, in un recipiente posto sopra una pentola a bagno maria, finchè la meringa sia gonfia, lucida e calda. Allontanate dal fuoco e montate fino a completo raffreddamento. NON AGGIUNGETE SALE CHE DESTABILIZZA. Aggiungete gradatamente le cucchiaiate d'aceto continuando a montare e vedrete che magia... Il risultato è stato sorprendente! Meringa sofficissima e spumosa.... 
Lo sapevate che l'aceto (oltre a dare un gusto particolarissimo alla meringa, ma per questo dovrete assaggiare e decidere voi se vi piace o meno!) aiuta molto a montare gli albumi? 
La conoscenza della chimica mi è nuovamente venuta in aiuto in cucina!
Tutte le sostanze a carattere acido stabilizzano gli albumi a neve, mentre il sale destabilizza parecchio (Bressanini docet!!! [N.d.R.])
Ho infine ricoperto con la meringa così preparata la superficie del rotolo, con l'aiuto di una siringa. Ho infornato per pochi minuti a 250°C fino a leggerissima coloritura.
Ho infine decorato la superficie del rotolo sistemando qualche fettina di salmone arrotolata a modi rosellina.
Ecco come si presenta al suo interno la fetta:

Le olive che ho aggiunto sono state il corrispettivo scelto per ricordare un pò l'uvetta all'interno del rotolo dolce... (ovviamente solo visivamente!) 
Bè posso davvero dire di esser proprio soddisfatta del risultato ottenuto: carino quest'esperimento :p ed anche che su questo rotolo ho un totale copyright: ^______^ Ã¨ stato proprio una mia invenzione!!!
E sapete che è davvero buono così!? 
Lo preferisco di gran lunga salato ^______^
Certo io sono di parte visto che amo il salato (e poi comunque perchè è opera mia!!!), ma che ne dite vi va di provare a farlo, di assaggiarlo anche voi e di dirmi se vi piace? 
Sono davvero curiosa di saperlo!
Di certo se poco più di un anno fa qualcuno m'avesse detto che il web è in grado di regalare sorprese così inaspettate come un'amicizia virtuale, (che poi in alcuni casi si concretizza anche ^___^ magari), avrei strabuzzato gli occhi ridendo in faccia al malcapitato di turno e tacciandolo  pure di pazzia!
Non ci avrei davvero creduto: PUNTO!
Diffidente come sono con un certo tipo d'utilizzo delle nuove tecnologie (metteteci pure per colpa della vecchiaia imperante!) non pensavo di potermi convertire anche io...
Invece, invece... bè mi sono proprio dovuta ricredere!


Dall'apertura di questo blog sono sempre di più le bellissime sorprese "virtuali" (ma anche no!) che ricevo ogni giorno, come anche le persone splendide che si aggiungono alla lista delle piacevoli sorprese, che arrivano direttamente IN TEMPO REALE via web!
Ecco, questa ricettina che vi posto oggi è di una persona davvero speciale, che tutti conoscete, sì, lei Ely a cui oggi dedico la SUA RICETTA riproposta da me, come segno di profonda stima, riconoscenza e anche come una sorta di regalo virtuale, visto che pochi giorni or sono è stato anche il suo compleanno!

Auguri Ely, di vero cuore!
Grazie per questa meravigliosa ricetta e per tutte le altre cose bellissime che condividi quotidianamente con tutte noi!


Complici le belle giornate di maggio, nelle nostre ultime gite in montagna, non abbiamo potuto fare a meno di raccogliere questi fiori così semplici, eppure così belli, i fiori di tarassaco appunto, che a me fanno subito venire in mente la primavera e ovviamente i miei amati monti!
Quella splendida distesa di giallo così dorato sui prati verdissimi è davvero incantevole!
Fiori di tarassaco essiccati
Ingredienti:
200 fiori di tarassaco (contati!!!)
1 limone di Sorrento Biologico
1 litro d'acqua (di montagna)
200 gr di zucchero (o fruttosio)
1/2 cucchiaino di cannella in polvere
1/4 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
1 bustina di pectina (o 2 gr di agar agar)

Procedimento:
preparate i fiori di tarassaco freschi, tagliando più che potete lo stelo, metteteli ad asciugare in un luogo ventilato ma ombroso per 48 ore, cercando di non sovrapporli. Quando saranno bene asciutti passateli velocemente sotto l'acqua corrente e metteteli a bollire per circa 25 minuti con l'acqua, i limoni tagliati a pezzi e le spezie. Dopo questo tempo, scolateli, schiacciate molto bene per far uscire tutto il succo, e rimettete a bollire aggiungendo lo zucchero e la pectina (o se preferite l'agar agar) ancora per circa 25 minuti. Attenzione il risultato è un succo leggermente denso ma da non confrontare con la marmellata, risulta molto liquido ma non preoccupatevi, poi si è addensa.

Per stare tranquille fate comunque sempre la prova piattino (consiste nel mettere una goccia della gelatina su un piattino e poi inclinarlo, se non colerà giù del liquido, ma si addensa è pronta da invasare) e non sbaglierete.
Versate il liquido bollente in vasi sterilizzati, chiudete e girate, mettete a raffreddare coperti con un panno in un luogo buio.

Con questa dose me ne sono venuti 4 vasetti piccolini. 
PAROLA DI ELY:
"La gelatina è meravigliosa ed è profumatissima! provateci è davvero semplice ed è un bellissimo pensiero daregalare ad amiche o persone a cui vogliamo bene, che sanno apprezzare queste ricette un po' diverse."

Noi l'abbiamo assaggiata a colazione così:


spalmata su una fetta biscottata con un pò della mia philadelphia home-made. 
Se volete provarci anche voi la ricetta la trovate qui
Avete ragione: senza ritegno non mi contengo e sì ormai è diventata una specie di droga sto formaggio spalmabile!!! E chi mi ferma più?!
E sopra per non farci mancare proprio niente, anche la gelatina!
Ma quanto è buona?!? Davvero sublime!!! E' una gelatina adattissima da mangiare coi formaggi, ha un lieve retrogusto un pò amarognolo, che sa di fiori di campo, Ã¨ molto delicata!
Profuma proprio di prati montani.
Con queste dosi mi sono venuti 4 vasetti piccoli, che ho confezionato così:


Inoltre devo ancora ringraziare davvero di cuore anche un'altra dolcissima nuova amica del web: Deborah, ragazza gentile e sempre disponibile con tutti, che ho avuto il piacere di conoscere tramite la mia squadra delle Montersine e che mi ha donato questi graditissimi premi:



che dovrei donare a 15 persone, uffa, solo 15?! 
Per non fare imparzialità ho pensato di regalarli a mia volta ai nuovi amici, ossia agli ultimi 15 followers, che si sono uniti come lettori di questo blog:

Ed ora per i più curiosoni le 7 cosine di me che devo postare come regola del premio ricevuto:
Mamma sì i più assidui lettori del blog lo sanno già è vero, ma sono così felice, fiera ed orgogliosa di esserlo: ogni giorno di più, che voglio ribadirlo ancora una volta!
Anticonformista da sempre e a volte anche per partito preso...
Meticolosa fino all'eccesso, quando non sfocia in paranoia... aiuta!
Metereopatica il sole è decisamente il mio "status symbol"!
Amichevole mi piace parlare con la gente ed incontrare le persone
Natural Style (sì un pò come la rivista) amo la semplicità, sia esteriore che interiore!
Yeppa  e anche stavolta ce l'abbiamo fatta!


P.S.
Chiedo scusa se negli ultimi giorni non sono passata a lasciare commenti ai vostri blog, ma BLOGGER non mi fa entrare a commentare e da come ho letto è successo anche a molti di voi, per cui so che capirete!
Inoltre domani farò il ponte e andrò a godermi qualche giorno di tranquillità e relax al mare con la mia famiglia!
Stacco per un pò!
Vi abbraccio tutti!

E come sempre... Arrivederci alla prossima ricetta!